Avanza il nemico,
tra ciò che rimane dei palazzi
che le bombe e i missili
hanno ridotto in mille pezzi,
e seminando corpi senza nome
ammucchiati in qualche fossa.
Avanza il nemico,
mentre suonano le sirene
le donne con i bambini
si rifugiano sotto terra
e gli uomini e i ragazzi,
con il coraggio e con la forza,
difendono la patria come possono.
Avanza il nemico,
mentre sventola ancora la bandiera
di chi si spera riesca alla fine
a vincere l’invasore straniero.
Di cui i viandanti trovavan la via,
Prende il nome di Chignolo,
Vi è un castello ma non solo.
Le sue mura raccontan la storia,
Di uomini di cui non si ha piu' memoria,
Le sue stanze del tempo han l'odore,
La sua cucina emana tanto calore.
Nel suo cortile botteghe di artigiani,
Li immagini con le lor operose mani,
Il maniscalco con i ferri degli equini,
Il macellaio che lavora piacentin bovini.
Di tutto questo non rimane niente,
Se non il trafficar di curiosa gente,
Che paga un biglietto senza esitare,
Per sentirsi queste storie raccontare.
Campo d'aria e stongo sempe ncartato.
Pare mbriaco pecché vaco trabballianno,
però songo semplice, modesto e aggarbato.
Cchiù ncoppa saglio, cchiù meglio me sento.
Songo assaje leggiero e pparlo c' 'o viento.
Si mme daje spavo e aveto mme faje vulà,
po' vide quanto luntano te faccio guardà.
Redimmo, pazziammo e nzieme po’ vulammo.
Curimmo, cadimmo e allere po' ce aizammo.
Si te do filo 'a torcere quanno sto arravugliato,
ce mettimmo a ridere, allere e accartucciate.
Festosamente, corro appriesso a tutte quante:
'e ccriature redenno me guardano esultante.
Tutto mascherato faccio corze miez'ê prate,
so' carta culurata dint'a mmaggine mmentate.
Chi mme vo' farfalla, chi sciore, chi dragone.
Songo nu spassatiempo: i' songo ll’aquilone.
in quel posto chiuso
dentro quel tuo sguardo duro
da cui
non sono partito mai.
Ritornerò
in quel tempo
mangiato e divorato
con la fame di quei giorni
ed ho ancora fame sai.
E porterò
stretto dentro i miei pugni
le parole,
gli sguardi
ed i sorrisi
che riempivano i miei giorni,
i tuoi capelli e la tua bocca
che acendevan le mie notti.
Dentro ad una lacrima
ti porterò
perchè sei sempre stata
nei miei occhi,
e quando tornerò
sarai
non più lacrima
ma uno splendido sorriso.
L’incoerenza fa paura
Spinge un rapporto alla chiusura,
da sole queste persone senza nemmeno accorgersene si tradiscono
un’ora prima dicono una cosa e l’ora dopo la smentiscono,
vivono di bugie e meritano soltanto indifferenza
non c’è cosa più orrenda dell’incoerenza,
è gente manipolatrice non ti puoi fidare
le persone incoerenti lontane mi devono stare,
sanno di mentire e non hanno nessuna vergogna
ciò che dicono e fanno è tutta menzogna,
hanno un cuore di ghiaccio e sono prive di sentimenti
nella mia vita non le voglio le persone incoerenti.
Genny Caiazzo
In questo angolo di mondo
un pezzetto di cielo inquieto
ai miei occhi s’apre e finisce sul mare .
Pazientemente una candida vela
increspa l’acqua.
Come vorrei prendere una boccata d’aria
a pieni polmoni soffiare forte e
portarla dentro una tempesta.
Cosi che la stringo in un pugno
quasi l’accartoccio con il palmo della mia mano
con un colpo secco e deciso afferro le ruote
sferzo una tirata all’indietro
a non voler più guardare .
Ma un momento di cielo non è mai uguale all’altro ,
cosi che ritorno ai vetri
apro la mia mano
e la vela scivola cacciando il vento ,
sollevo gli occhi e in quel preciso istante
ogni cosa ha un senso
un senso ha ogni cosa .
Fuori la gente volteggia, corre, ha fretta, non parla ,
non guarda , sembra morta.
Io dalla mia seduta scomoda, fra mille precipizi ,
maneggio con cura lo spazio , non corro ,
non ho fretta e mi sento viva .
(siamo tutti unici e splendidamente diversi cit.)
Poesia sulla diversità.
Su mani di carta a fugare brezza scrivo gogne d’antico pelo
Su carcere d’abbraccio in esilio al poi -finestre di vetro assenti-
nello sfogliare d'acero e bocciuoli
librando di cuore in cuore a porte del quando
a povertà del dove
qui
nell’innestato vivere
dove ci si riuniva come a Natale,
telefonate provenienti da tutte le stanze,
ci si divideva la preparazione delle pietanze.
Tutti si accorreva sempre alla svelta,
puntuali la domenica nella casa prescelta,
giacche e cappotti sui letti ammassati,
uno sull'altro proprio come nei mercati.
Tavole imbandite con le posate più belle,
con i parenti si facevan risate a crepapelle,
tre primi tre secondi tutti assai conditi,
gli avanzi per l'indomani sarebber serviti.
Ricordo che mangiavo tutto con molto appetito,
ma andando via stranamente sembravo dimagrito,
il mio corpo entrava abbondante nel giubbino,
ma poi mi rendevo conto che era quello di mio cugino.
Vuoi farti ascoltare
Nel vento della vita
Col volto nascosto da mille elmi
Siamo energia.
Quando metà di noi segue il sentimento
E l’altra metà ascolta la razionalità
Con gli opposti contrapposti
Ha inizio una lotta interiore,
Un conflitto con noi stessi
È in agguato nel nostro essere
E nessun antidoto può fermare questa guerra.
Il silenzio
Custode della saggezza segreta
La conoscenza della realtà della vita
Insegna alla gente
E fa emergere i sogni.
Tutti noi
Viviamo di pane, d’amore e di sogni,
Nei regni del sentimento
I sogni per il futuro
Sono le sorgenti che alimentano la vita
Sono raggi d’argento
Dispensatori di luce
Semi della magia interiore
Nel nostro essere in continuo divenire.
Quando anziché fonderci coi sogni
Con una forza infuocata che si bagna nel Fuoco
E risplende nei nostri occhi
Li perdiamo per mancanza di speranza
O li stracciamo senza senso nella loro gestazione
Rinunciamo a noi stessi
E ai frutti di una vita,
La ruota del Cosmo gira
Ma nella nostra esistenza tutto rimane uguale.
L’aria si mischia col male,
Finiamo in un labirinto senza uscita
Cosparso di stalattiti di Fuoco
E stalagmiti di ghiaccio …
E col passar del tempo
la nostra energia svanisce.
In un sonno profondo
Ebbi una visione.
L’aurora si schiudeva intorno alla Terra
Il mio corpo non respirava più
Ma la mia anima
Come un seme che germoglia
Rispuntava poco più in la
Nel pieno del suo splendore.
Coperta da un velo d’argento
Come una scintilla vivente,
Con il volto del Dio Zeus,
Due occhi di stelle
E le braccia al cielo
Emergeva dalle onde del mare
Tra le fiamme celesti.
Illuminata da gocce di pioggia d’oro
Dalla testa ai piedi
Danzava sulle acque marine
E su un fiume di spade
Forgiate con i sette metalli.
Dove poteva arrivare
Immersa in quella solitudine silenziosa?
Non voleva a lungo errare attorno al globo
Il tempo era maturo,
Si congiunse con l’Universo …
E si dissolse …
Una volta risorse e due volte morì.
Non avrebbe più assunto un nuovo ruolo nei mondi
Non avrebbe fatto parte del futuro
E dei nuovi cicli.
Tutto si evolve
Questa storia anche se può sembrare triste
È il segreto dell’amore.
Ti ho sempre cercato
ma non sotto le navate dorate
o sotto la cupola dipinta
non alle pareti affrescate
o sull’altare d’incenso
non appeso alla Croce
o sulle labbra della gente .
Ti ho sempre cercato
e ti ho trovato in un angolino
nascosto del mio cuore .
Ti ho sempre cercato è vero
e ti ho trovato
nella meraviglia di una giornata di sole,
nello scroscio improvviso di un’acquazzone,
ma anche nella tribolazione , nella pena , nell’afflizione , nella fusione marmorea
sorretto da Maria .
Li… la mia commozione.
Ma non riesco a trovarti
nel caos infinito
che stiamo vivendo
il mondo
implora un respiro .
“Mio Signore “ basterebbe un tuo piccolo tocco
e cambierebbe la vita di ognuno .
Sfioraci se puoi…









