in una sera d'estate
piena di temporali
mi sussurasti....
....Senza di te....
oh amor mio
io non posso vivere...
Oh mia splendida
e lucente stella
non avere paura....
e abbandonati
al calore del mio amore...
perché tu sei
la mia gioia di vita....
e quell'alito di vento
che sconvolge
la natura dei sentimenti
puri e maestosi
come il volo
di una splendida farfalla
ed io....
non posso esistere
senza di te
e senza l'abbraccio
del tuo amore
e allora.....
come per magia.....
accarezzandomi con
una dolcezza infinita
mi dicesti
con un filo di voce...
ed.... allora!!!!!....
basta parlare!!!...
baciami!!!.....
baciami.... baciami.....
baciami e amami
e così....tra le tue braccia
questa mia tempesta
di paure e di angosce
finirà presto....
Regine a cuori,
annebbiano la vista
i re di quadri.
Cinti d’assedio
i pensieri di sempre
fomentano ire.
Albe e tramonti
deturpate da piazze
in sole oscuro.
Restate donne:
impoverisce il quadro
maschia boria.
La guerra sfratta
l’anima e accasa quanto
pace riduce.
si da uno sguardo alla mattina,
spesso appare pleonastico,
leggervi di chi è l'onomastico.
Ti fa compagnia tutto l'anno,
come te un pò tutti ce l'hanno,
lui è lì sempre attento,
che tu ti segni un appuntamento.
I primi del mese appare atterrito,
che tu gli cambi il suo vestito,
sa bene che dopo il Natale,
verrà buttato come un giornale.
Un quadro magari vorrebbe diventare,
per poter sulla parete fisso restare,
ma lui ahimè senza cornice è nato,
ad un bidon della monnezza destinato.
reca e toglie
smisurate voglie
solite salite
scoscese discese
parlata sdrucciola
scivolosa prosodia
chiacchiericcio pettegolo
da sola mi regolo
sottofondo di voci
non mi giovi, mi nuoci
regali istanti atroci
flashback di antichi giochi
di noia, svaghi pochi.
Recanati
ti senti un paese di sogno
ma non c'è alcun bisogno
di inseguire sogni rinnegati
mia, nonostante tutto, Recanati.
Con te non scendo a patti
visto come mi tratti
siam separati in casa
io sono spesso invasa
da una rabbia inespressa
resti sempre la stessa
la domenica a Messa
poi si aspetta domani
lungo Corso Persiani.
Ma non posso far nulla
resti tu la mia culla
e se son quel che sono
resta sempre un tuo dono
resto sempre una figlia
che non ti rassomiglia
mi vai sempre un po' stretta
ma io non ti dò retta
e, raccolti su i cocci
resto ancor Laura Bocci.
Parcheggiar è facile per il men esperto,
Trafficato nei pomeriggi domenicali,
Lo stesso non si può dir nei di' feriali.
Marche per ogni genere e gusto,
A dir dei più con prezzo giusto,
Gente alla ricerca del capo firmato,
Con l' obiettivo di comprarlo scontato.
Di borse e scarpe paion a milioni,
Maglie giubbini e anche pantaloni,
Commesse tutte con occhi stanchi,
Arrivan a sera con le mani ai fianchi.
La carta di credito ha il suo bel da fare,
Strisciando qui e li' senza lesinare,
Quando poi arriverà l'estratto conto,
In altre quartine cio' troverà racconto.
scende all'improvviso
tra le pareti di una camera.
Presenza spirituale
mi onora del suo amore.
Sofferenza sbiadita
dalla patina del tempo,
comunica
estasi di intima comunione
divina.
Rassegnazione tarda a venire;
lotta l'emozione ad armi impari
con la fredda ragione,
sopraffatta dal vuoto della solitudine.
ma sento la poesia
dalle strette feritoie
di notti un po' ubriache
e la poesia mi guarda sonnacchiosa
sembra rivolgermi
brevi cenni di intesa.
Ma poi sente la testa
ed è come per dirmi
"Non mi appartieni né io t'appartengo".
Punta l'aguzzo indice nel cielo
ad indicare dimensioni strane
estranee, estreme, esterne ed ineffabili
che lei vede ed io no.
La poesia non si impara
ti cresce dentro come un'inquietudine
collega opposti, elimina distanze
sai spiegarla negli altri
ma non si spiega in te.
La signora che è venuta
ad abitare qua sopra,
al primo piano,
è ‘na bella femmena.
Mimì,
mi ha detto
ca ‘a tene stampata
dint”e palle… ‘e l’uocchie,
che fa notti agitate,
e che non riesce
a togliersela dalla testa.
Peppino il portiere,
dice che non ha parole
per il fascino ca tene.
E ha ragione,
perché è una donna sensuale,
è fonte di desiderio.
Se la vogliamo dire tutta,
diciamola:
chella è proprio bona.
Ogni volta che la vedo
mi sento
il terremoto dentro.
Con la gonna
o con la veste corta,
è una bella visione,
chella è doce
comme ‘a crema d”o cafè.
Aspetta! Perché vai via così presto?
Non so più come dirti che ci manchi,
quando non sei qui con noi e ti detesto,
i miei occhi, di cercarti, son stanchi.
Aspetta! Non è molto ciò ch’ò chiesto,
versi come questi giran in branchi,
eppure non hanno un buon pretesto,
per farti restare com’ho richiesto.
Tu che sei il Senso, vai di fretta,
ti perdi fra le vie di tanta vita.
Amico che sei dove si prospetta…
Viaggi sempre lontano dalla stretta
dimora che in queste strofe ti invita,
trovarti è sempre una disdetta!
Verde smeraldo le foglie
del sottobosco s'acquetano
buone, sorrette dagli steli
nervosi, tramandate le gocce
di rugiade passate, non dissetano
più, ma restano ferme a lavare.
Tronchi ricoperti di muschi nuovi,
avvolgono come coperta soffice
e umida, riparo dal vento suadente
che soffia il suo fiato ancora freddo.
Ed è giorno che nasce sotto sottile
luce, ad aprire le ore che sanno di
notte addormentata, sanno di sogni
dimenticati, lì dove si respira ancora
l'incanto di nebbie e ricordi.






