Cercherò di sanare il sonno
a macchie per confini lontani.
Passando dal check rumino
in tasca uno scontrino stropicciato:
sono le nove a Saint Sulpice
- uno di questi giorni tu
vieni mi apparecchi la stanza
di soffice ombra e morsi alla vita
sotto la superficie di città assenti
come in un guanto che fascia a pennello.
freschi nuovi nomi appaiono scolpiti,
lapidi che non c' erano lo scorso anno,
il cuore avverte qualche malanno.
Novizi giacciono all'ombra di un cipresso,
la lor prima festa con loculo annesso,
lo scorso anno qualcuno qui si aggirava ignaro,
che quest'anno sarebbe stato lui un caro.
La mesta camminata continua lenta,
la foto di un conoscente più non ti spaventa,
nel libro dei ricordi esso è ormai passato,
la sua immagine risveglia un sentimento addormentato.
Lumini e fiori freschi l'aria profumano,
sotto la fiamma i primi si consumano,
ci si avvicina lenti poi all'uscita,
sperando che per te ci sia ancor vita.
per il sentiero delle foglie morte,
inutile lottare con le ombre:
ciò che è acqua torna al mare,
ciò che è terra, torna alla terra.
**
la foglia che vedi cadere,
non tornerà sul ramo.
è l’uomo che riempie la sua ombra,
se cammina nel sole.
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Mi sento
come in attesa ,
come una foglia intrappolata sul ramo .
Dicembre è sostanza .
C’è la vastità di sparpagliare la pace nei cuori
sollevare la discordia
poggiare la testa sul cuscino
accogliere il silenzio delle cose
come la quercia laggiù,
lei dice notte , dice giorno, dice alba , dice tramonto
con i suoi rami in un unico danzare .
Io vorrei la stessa identica leggerezza
e poter dire è notte, è giorno,
è l’alba , è tramonto ,
è Natale.
tu che sollazzi l'inverno
meste ed arido
riposi...
su di un ramo spoglio
nuda d'amore
cerchi
un amico fedele
a cui appoggiarti
Come brilli
d'innanzi al primo bagliore!
sei forse felice
di questo nuovo giorno?!
Resisti...
all'alito di vento
che geloso si fionda
su di te...
Tremoli,
come un pulcino
appena nato,
ingiustamente abbandonato
al pungente fato
Resisti...
ti fai scudo
tra le esili arterie
di quell' unica foglia
Vivi!
Sapevo benissimo, noi due insieme,
eravamo destinati a grandi cose,
quando ci siamo abbracciati rispettivamente,
ci siamo chiesti una mano d’aiuto,
una stanza nei rispettivi cuori,
insieme abbiamo conquistato la felicità,
da subito mi sono sentito tuo figlio,
e da solo non sono più andato da nessuna parte!!
Abbiamo imparato a sorridere insieme,
e gran merito di una felicità ignota,
abbiamo scoperto milioni di cose da realizzare insieme,
e senza capire cosa ci stava succedendo,
ogni passo successivo è diventato sempre più facile,
a pochi passi da noi, è arrivato l’amore!!
È dolcissimo sentirsi amati,
è una cascata di vita che travolge,
l’amore ha uno sguardo troppo potente,
per non aggrapparsi e in ogni momento,
anche immersi nel silenzio,
non prestarle tutta la fiducia possibile,
ora, senza questo amore, non sapremo più cosa fare!!
mi perdo nei colori dell' autunno.
Mi fermo a guardare
un uccellino che vola.
Lui sa indicarmi la via.
Indosso le sue ali,
indosso il suo colore
e sento uno scricchiolio d' amore!
Sei tu,
a tenermi per mano,
a soffiare sulle foglie,
a trasformarle in delicati fiori.
Baci le mie ginocchia sbucciate
e diventi così
un brivido sulla mia pelle.
Non ho più freddo,
sulle tue labbra calde.
Sei entrato nei miei passi
e nel mio cuore.
a soqquadro appar il cucinino,
di preparar non c è proprio voglia,
nel frigo c'e' solo pasta sfoglia.
Si prende una decisione in un istante,
andiamo tutti insieme al ristorante,
di buon grado accettata l'iniziativa,
si prepara in fretta la piccola comitiva.
Tutti pronti e armati di appetito,
si va nel nostro locale preferito,
accolti dal gestore con tanta cortesia,
ci accomodiamo alacremente in allegria
Sfogiamo il menù con poca convinzione,
conosciamo già la nostra ordinazione:
' Cameriere in fretta e non me ne voglia,
per favore per noi dei rotoli di pasta sfoglia
le parole corrono
sentite dal suono
che si illumina da solo
percorre immagini
riflesse in specchi
frantumati
con codici illeggibili
e melodie senza fiato
riecheggiano saltando
per dimostrare, è necessario
rimuovere il vento degli occhi
con la fatica del cuore
Manda in estasi, allontanandosi
dal tempo bagnato
rivolgendosi allo spirito
che divino è, immortale
assimilando, le tue richieste
esaudendole, come desideri
E’ un’altra volta Natale,
la terra impazzita oramai
popolata da mostri e automi
che s’incrociano urtandosi
volti lividi emaciati.
.
Umanità feroce che s’uccide
senza più speranza, senza una prece.
E’ Natale, nascerà un bambino
dove nascerà ?
.
Tra il fango e la guerra
o in una calda culla?
Umanità senza bontà
s’è smarrita tra sfavillii di luci e falsi Dei.
In cielo brilla la Cometa
tutt’attorno il manto gelato copre il silenzio.
.
E’ nato un bambino sui marciapiedi
altri camminano senza speranza
lento il passo e il volto scavato.
Chiedono amore, a chi lo sa dare ,
infanzia negata.
.
E’ Natale, s’addormentano i bambini
chi nelle calde culle, chi per la strada
chi con nel cuore nessuna ninna nanna.
Quanta falsa compassione
quanti sguardi di bimbi sorridono tristezza.
.
E’ Natale, la Cometa brilla nel cielo di stelle
bambini spingono grossi carri di sogni infranti
scende il silenzio,
si sente solo il battito dei loro cuori.
Infanzia esclusa che piange dentro.
Sofferenze di bambini
questa notte illumineranno la cometa.
.
Bambini che per una notte sognano un angelo vicino.
.
E’ un’altra volta Natale!
il tuo volto,
come statua di sale,
rosa bruciata dal vento.
Ho creduto in quello spazio senza tempo,
in quell'assoluto momento,
che ti lascia senza fiato
e di vivere ancora,
di respirarti ancora.
Per poi respirare il quiete abbraccio della speranza.
Per me che ho vissuto, un istante da poeta.
Per me che vivo, una vita da sognatore.
[…] Ero qui! Per quanto tu mi vedessi distante anni luce... io ero qui, vicino a te, nelle tue braccia, sulla tua pelle e nella tua mente che non era... non era nel tuo cranio, ma fuori, fuori di testa come si dice, quando la pelle non contiene più le emozioni.
Io ero con te... e tu eri distante, lontano, forse in un tempo passato... forse zoppicante, con i piedi pieni di piaghe, morsi dal ghiaccio dei tuoi giorni... morsi dai canini del lupo e artigliati da un tempo che ti era nemico.
Poi “la luna bussò” ed apristi il cassetto... e la luce, dapprima leggera, ci illuminò le menti e ci immergemmo nei mari del bianco satellite, vestendo di un nuovo chiarore: fu Amore.
Amore per Sempre. […]
e soave riverbera
quell'umile foglia
Ormai trascorso
il suo fatale destino
si rasserena
Tremolante su di un ramo
attende quell'alito di vita
senza sforzo alcuno
se la porta via..
Danza
su di un cielo dipinto
si sprigiona quell'unica stella
divina
Brilla, luminescente
rincorre le sue sorelle
ma cade
Muore anch'ella
davanti al proprio fato
s'inchina









