kalòs
bianco.
quello che ti colpisce è il bianco
di quell’unica foglia
avvolta su se stessa.
nata dal verde intenso
che vira al blu, se la luce
ha voglia di giocare col gambo,
in un movimento pittorico di Muralismo.
primo piano
di un latifondismo oscuro
nel Cortile delle Feste
offre decisa la sua innata allure.
rivoluzionaria, col giallo spadice,
si oppone
elegante e nuda
calla.
Dietro una finestra
quella sera d’autunno
c’era luce, c’era vita
c’eri tu
la casa si illuminava all’imbrunire
i vetri sorridevano al calore
della calma gioia alimentata
dal finire dei pensieri del giorno
sola una figura fuori sulla strada
nascosta dall’oscurità del vespro
guardava la sorridente gaiezza
di quel quadro domestico
era solitudine ad avere occhi furtivi
era nostalgia ad attirar la mente
erano rimorsi a muover emozioni
superstiti al naufragio di una vita
passi si allontanano
alcune foglie ingiallite li seguono
mosse dal vento che si porta via una scelta
avvolta nei rammarichi di una coscienza.
Credevo che il tuo cuore fosse molto diverso,
invece, da subito mi sono felicemente riambientato,
accoglienti messaggi segnalano festa alla tua presenza,
credevo di trovarmi davanti ad una entusiasmante novità,
ed invece sei tu, di una squisita normalità,
nessun ostacolo da superare, se nel tuo cuore sfilo solenne
non devo pagare la sosta se parcheggio,
tanto affetto non l’avevo messo in conto, troppo per me!!
Delicatamente ci ritroviamo,
un secolo esatto eravamo due ragazzini
timidamente messi insieme perché era bello frequentarci,
poi ci siamo persi di vista, in trasparenza stasera,
ho riconosciuto la tua dote, fantastica bellezza,
convinto di fare benissimo anche per te mi sono avvicinato,
piangevi di commozione, che dolce emozione rivisitare
il tuo cuore, è stato il più famoso incontro del secolo
incrociarci con l’aria smarrita
e con la stessa ci siamo incamminati al centro
e ci siamo baciati davanti al mondo incuriosito,
come se non ci fossimo mai staccati!!
Ti porto dentro
tra l'anima mia di cristallo
e i miei dubbi imperfetti,
e tu li hai fatto casa.
Stai spandendo la tua luce
innondando la mia,
eppure siamo distanti
e lontani come pioggia
tra le mani che scivola via.
Siamo venti costanti
che spazzano,
siamo sguardi persi sulla scia.
Eccheggiano le parole,
come cerchi nell'acqua
e si allargano danzando.
E le chiare risate che
risuonano tra di noi,
sono il legame che ci unisce,
sono ritorni, sono amore.
Gli innamorati
ritagliano la luna,
la nascondono al mondo
gelosi della sua bellezza
e ne fanno poesie
da spedire sulle labbra,
nevicate di cielo perdute
fra le chiavi della notte.
Gli innamorati
ritagliano la luna,
collezionano i suoi baci,
l’anima dei suoi silenzi,
mentre piove su di loro l’infinito
abbandonato alle porte del loro cuore.
Le coreografie del tempo
ricamano i cateti lunari
d’un tramonto d’ottobre.
Fragili matite di luce nuda
scaldano questo cielo d’autunno,
arpe di dolce malinconia
disegnano un tappeto di foglie
fra comignoli di nebbia
e panchine solitarie.
Urla nell’aria
il profumo di una melagrana,
le zucche s’accoccolano
fra gli aratri stanchi,
declina un riccio di castagna
fra spiccioli di fieno,
piange un vento leggero
a consolarmi l’anima.
Dal nulla, pare originati
e nel nulla proseguiamo.
Come sempre originali
pesciolini programmati
alla lenza di malizie
vuota corte di primizie.
Siamo macchine speciali
calcolatori sostanziali
focalizzati per avere
e l’essere scordiamo
umano, dove insiste
di malessere impietrito.
In ipotesi imperterrito
con vere ed esclusive pietre
poste nella propria vita solo
per costruire muri muli
… futura memoria, di cui
non si perda traccia.
Virgole di luna
posate sull’anima
come inchiostro di cielo
sospeso in un bacio
e questa cena di pensieri
a dividerci l’infinito
è un regalo d’addio
scambiato col silenzio del tempo.
Luna, luna,
tu che abiti
in un petalo di malinconia,
chiacchiera col nostro aspettarci,
illudi l’alfabeto delle stelle,
perdona questi spiccioli d’amore
che non sanno più rivivere.
Non riusciamo più ad allontanarci,
è importante che i cuori restino al caldo,
insieme ci siamo trovati un posto nel mondo,
per questo abbiamo piantato un albero
per questa unione, per l’antica amicizia,
che da un secolo almeno ci tiene legati!!
Insieme abbiamo pianto perché tanti amici abbiamo perso, insieme a loro anche i nostri sogni si sono spezzati!!
Nonostante abbiano lasciato gran parte del loro affetto,
nei sentimenti i ricordi affluiscono,
insieme avevamo bene organizzato la vita,
era destino che la nostra Comunità Agricola,
non lasciasse il porto, ancora quando ci stringiamo le mani,
a gran voce ricordiamo i nomi,
dal cielo arrivano voci di giovanissimi alleati,
ci sussurrano il loro immenso grazie,
per continuare a raccontare di loro,
mentre per noi è una dolce necessità,
cullarci al ricordo, e ovunque guardiamo,
ci alziamo in piedi, più dolcemente lievi,
affluiscono i ricordi delle anime buone!!








