Tu versasti il sorriso nei miei occhi

ed il mare era una lettera al tramonto

caduta sul mio cuore di cristallo

come desinenze di cielo

spogliate d’inverno.

Gigli feriti dal silenzio

profumavano anche la luna

seduta sulla mia bocca accesa,

tu versasti il sorriso nei miei occhi,

io amai quel tempo infinito

disperso a cercarti.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Ogni tanto mi guardo indietro,
come quando in auto sono in retro,
vedo la mia figura da bambino,
in un asilo giocar nel giardino.

Poi una lavagna in ghisa da affrontare,
somme e sottrazioni con gessetto da sbrigare,
gli anni di scuola come fiumi scivolati via,
rievocati ora con un pizzico di nostalgia.

Nella mente ciò si trasforma poi in malinconia,
rimembrando posti cancellati dalla geografia,
una piazza oggi diventata un parcheggio,
un resort oggi che prima era un campeggio.

E adesso che comincian a scarseggiare i capelli,
anche i posti che mi sembravan brutti ora son belli,
ignaro ero felice senza soldi nel mio pantalone,
oggi son con un conto in banca mangiato dell'inflazione.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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è autunno e le vive rosse foglie
- germogliano come rose -
dalla terra natural doglie
che dan vita a figlie amorose.

Le più belle aman consiglio
e si dilettano delle virtù
le altre si dan congedo
ed alcune non ne rivedi più...

Quelle che restan
aman viver d'amor
con questa è festa
seco nulla manca candor...

Le donne gentili e liete
son da custodir come gigli
son le più belle stelle comete
che donan gioia e bei figli.

Un gran dono sono
e un gioco pericoloso
aman il segreto d'amor
e tutto sanno, dell'uomo
e del suo inganno.
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Profilo Autore: Fone  

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Vivo ogni giorno
ogni cosa come rosa,
mi rinfresco dei tuoi respiri,
mi bagno di rugiada,
mi emoziono con i colori,
i pensieri, le impressioni e i turbamenti.
Coloro il mondo che mi circonda,
sento la tua presenza
anche se non sei vicino,
non posso sentire i tuoi respiri.
Sei sempre con me,
nei miei giorni, nelle mie rotte.
Tu sei il mio sole,
la mia sorgente
che genera vita,
acqua che fortifica
sostenendola con amore.
Io di te voglio vivere,
non puoi sfuggire al mio cuore.
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Profilo Autore: Antonietta Angela Bianco BGrZv  

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Fuggo adagiandomi sui miei silenzi
osservando in lontananza le mie parole
inconcludenti stupide grottesche vacue
avvolte dalla fanghiglia dei luoghi comuni
nude parole urlate sussurrate biascicate
disarcionate da un cuore vecchio e lagnoso
che solo la pietà del vento disperderà
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Profilo Autore: Germinal68  

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La notte il fiume

le onde i gridi.

Gelida è la tristezza

più freddo il fango

una fatica per raccogliere

i ricordi di una vita…

Posso solo lasciar

ferma la penna

e permettere

agli angeli

di ricostruire.

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Profilo Autore: Fone  

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Esplosione di vita mentre i tuoi occhi

raminghi guardano

la polvere che si posa

sul nostro desiderio

un abito da sera sgualcito

buttato sul sofà

ritratto di una notte

divenuta memoria

impressa nelle stelle

ero dentro te

avevo il mondo in mano

non sentivo più il dolore

dei giorni bruciare sulla pelle

tutto passava nell’attimo in cui

ci fondevamo con la luce della luna.
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Gioco che si fa con la palla in mano,
centrando un canestro da lontano,
i più bravi giocano su un parquet,
fuori dall'area il punto vale tre.

Cinque contro cinque si corre qua e là,
contando chi più nel cesto la mettera',
in quattro tempo da dieci minuti cadauno,
il tiro dalla lunetta vale solo uno.

Gli allenatori sempre assai agitati,
gli arbitri in campo molto contestati,
ognuno recita la propria parte,
come un bluff di chi gioca a carte.

Tutto sommato è un bel gioco,
occorre però essere alti un bel poco,
altrimenti capirai sulla tua pelle,
cosa sia il vero sudore delle ascelle
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Il confine di un attimo

si spegne sulla pelle

come aurora lunare

sbucciata di malinconia

ed il tempo

che si aggrappa al cuore

è un calamaio di cielo

versato in questa vita.

Un pianoforte al tramonto

disegna i miei respiri,

l’anima è qui seduta ad ascoltare

questa pagina d’ottobre

baciata dai pensieri.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Oh Dio, veglia su di me; lavami e sarò più bianco della neve


Valle di lacrime, dove sporca acqua salata mi scava e mi scova
Inonda ogni strada, finché non sarà mare
E della città non rimarrà che un cadavere
Osservo ogni giorno queste foglie volare
Come mosche pestifere 
Il parco le accoglie, il porticato sulla piazza ne raccoglie a flotte
E presto ogni passante resterà lì bloccato


Valle di lacrime, mare dove il temerario Ulisse piange
"Penelope, mio amore! Io sono senza forze! Le sirene hanno prosciugato il mio cuore! 
E per te ho perso la voglia di vivere! O me, maledetto uomo traditore!"
E nessuna delle Eolie lo sta ad ascoltare


Penelope... Penelope... Dove sei?
Quanto male provi ad aspettare? 
Sono già troppi anni, ancora nessuno risale dal mare, nessuno verso Itaca fugge
Quante vesti hai già tessuto al tuo sposo e sono rimaste intatte?
Ritorna a casa, marinaio, perché l'attesa la distrugge


Selah.
La terra del parco accoglieva i nostri corpi
Come un soffice letto di seta
E io con le dita accarezzavo i suoi capelli fiameggianti
E con gli occhi il suo sguardo
Lei lenta stava al sole, prendendone come se ne avesse sete
"Cos'è questo sguardo, marinaio? Il tuo volto è irrigato come un argine al parto"
Nel parco tutto corre, dalle foglie nell'aria
Alle folle di passanti che ci si posano davanti
E ci scrutano con fare ansimante
E tutto sembra urlare
Tutto è troppo veloce e mi sento di annegare in questo mare
Io, uomo solo e senza nulla da amare
Ma ecco, lei, con mano tesa a tastare
A cercare il mio cuore
Lo trova e con la mano mi sfiora
Apre la mia e stringe col calore del sole
"Io sarò qui a dissipare il tuo dolore
Tu non sei solo
In questo mondo di terrore
E non hai nulla da temere"
Ora siamo stanchi, e io ho bisogno di dormire
Prendi il mio corpo affaticato
E camminiamo ancora un po' sotto quel porticato
Oh, quella fontana, quei lampioni che illuminano il selciato della nostra Bologna!
Voglio che mi porti con la mano a San Vitale
Agli archi a Castiglione, ai tavoli fuori da San Petronio, dove stavamo per ore a bere il caffè
E da lì sulla strada a incespicare fino a casa
Dove stanca ti potrò salutare
bon nuit, à demain, le moment est venu de lever les amarres
 
Selah.
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Profilo Autore: Ealain  

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Srotoli parole

sui battiti sfiorati

spuntando lemmi

dietro i lobi

Pergamena

questa pelle

dove i graffi

diventano tatuaggi

Senz’argini

la chiusa del bacio

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Profilo Autore: sasha  

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E non desiderammo che noi

appesi al filo della nostalgia,

come una luna che dondola

su un letto di parole

e ci baciammo con gli sguardi,

e ci ascoltammo coi tramonti,

raccontammo silenzi senza testo

e mostre d'anima scambiate

con petali di cuore stanco.

E non desiderammo che noi

in un sogno baciato dal segreto,

in un bicchier di vento

a spettinarci i vestiti,

in una lettera d'universo

sbocciata fra i nostri sensi.

E non desiderammo che noi

appesi al filo della nostalgia

sul dolce petto dei ricordi.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Unici
in un destino
che volle a sé
la nostra luce 
di nostalgiche poesie
che in cuor
mi stanno 
come roventi germogli.


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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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E piove in petto una dolcezza inquieta

e queste labbra senza più universo

e questi sguardi senza più contesto

cadranno sul sipario spoglio

di un settembre senza te.

E piove in petto una dolcezza inquieta,

mangio le virgole del silenzio,

le annodo a questo senso disfatto,

le inchiodo come stelle intristite

alle scrivanie del nostro ricordo

e tu non ci sei

a disegnare questi spiccioli d’eterno.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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A ora di pranzo in mezzo alla strada indaffarato,
il tuo stomaco da una certa fame attanagliato,
ti fermi per un attimo e ragioni da scaltro,
se non mangi potresti svenir da un momento all'altro.

Ti trovi a batter però una zona a te ignota,
in una parte della città molto remota,
tavola calda recita una luminosa insegna,
in tutta la via la sua solinga luce regna.

Su tripadvisor di questa attività nessuna traccia,
ma un panino al salame che mal vuoi che faccia,
entri sicuro della tua sofferta decisione,
fino a quando non arrivi al cospetto del bancone.

Lo spettacolo ai tuoi occhi è alquanto aberrante,
affettati qui e lì di ogni forma d'igien sprezzante,
cosa chiederai ora al suo poco aitante gestore:
' Scusi per favore mi sa dire le ore?'

Esci dal locale con la fame addosso,
di una bistecca non lasceresti neanche l'osso,
ma una certezza in più accompagna quel momento,
che sei anche in ritardo al tuo appuntamento!
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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