Tu versasti il sorriso nei miei occhi
ed il mare era una lettera al tramonto
caduta sul mio cuore di cristallo
come desinenze di cielo
spogliate d’inverno.
Gigli feriti dal silenzio
profumavano anche la luna
seduta sulla mia bocca accesa,
tu versasti il sorriso nei miei occhi,
io amai quel tempo infinito
disperso a cercarti.
come quando in auto sono in retro,
vedo la mia figura da bambino,
in un asilo giocar nel giardino.
Poi una lavagna in ghisa da affrontare,
somme e sottrazioni con gessetto da sbrigare,
gli anni di scuola come fiumi scivolati via,
rievocati ora con un pizzico di nostalgia.
Nella mente ciò si trasforma poi in malinconia,
rimembrando posti cancellati dalla geografia,
una piazza oggi diventata un parcheggio,
un resort oggi che prima era un campeggio.
E adesso che comincian a scarseggiare i capelli,
anche i posti che mi sembravan brutti ora son belli,
ignaro ero felice senza soldi nel mio pantalone,
oggi son con un conto in banca mangiato dell'inflazione.
- germogliano come rose -
dalla terra natural doglie
che dan vita a figlie amorose.
Le più belle aman consiglio
e si dilettano delle virtù
le altre si dan congedo
ed alcune non ne rivedi più...
Quelle che restan
aman viver d'amor
con questa è festa
seco nulla manca candor...
Le donne gentili e liete
son da custodir come gigli
son le più belle stelle comete
che donan gioia e bei figli.
Un gran dono sono
e un gioco pericoloso
aman il segreto d'amor
e tutto sanno, dell'uomo
e del suo inganno.
ogni cosa come rosa,
mi rinfresco dei tuoi respiri,
mi bagno di rugiada,
mi emoziono con i colori,
i pensieri, le impressioni e i turbamenti.
Coloro il mondo che mi circonda,
sento la tua presenza
anche se non sei vicino,
non posso sentire i tuoi respiri.
Sei sempre con me,
nei miei giorni, nelle mie rotte.
Tu sei il mio sole,
la mia sorgente
che genera vita,
acqua che fortifica
sostenendola con amore.
Io di te voglio vivere,
non puoi sfuggire al mio cuore.
osservando in lontananza le mie parole
inconcludenti stupide grottesche vacue
avvolte dalla fanghiglia dei luoghi comuni
nude parole urlate sussurrate biascicate
disarcionate da un cuore vecchio e lagnoso
che solo la pietà del vento disperderà
Esplosione di vita mentre i tuoi occhi
raminghi guardano
la polvere che si posa
sul nostro desiderio
un abito da sera sgualcito
buttato sul sofà
ritratto di una notte
divenuta memoria
impressa nelle stelle
ero dentro te
avevo il mondo in mano
non sentivo più il dolore
dei giorni bruciare sulla pelle
tutto passava nell’attimo in cui
ci fondevamo con la luce della luna.centrando un canestro da lontano,
i più bravi giocano su un parquet,
fuori dall'area il punto vale tre.
Cinque contro cinque si corre qua e là,
contando chi più nel cesto la mettera',
in quattro tempo da dieci minuti cadauno,
il tiro dalla lunetta vale solo uno.
Gli allenatori sempre assai agitati,
gli arbitri in campo molto contestati,
ognuno recita la propria parte,
come un bluff di chi gioca a carte.
Tutto sommato è un bel gioco,
occorre però essere alti un bel poco,
altrimenti capirai sulla tua pelle,
cosa sia il vero sudore delle ascelle
Il confine di un attimo
si spegne sulla pelle
come aurora lunare
sbucciata di malinconia
ed il tempo
che si aggrappa al cuore
è un calamaio di cielo
versato in questa vita.
Un pianoforte al tramonto
disegna i miei respiri,
l’anima è qui seduta ad ascoltare
questa pagina d’ottobre
baciata dai pensieri.
E non desiderammo che noi
appesi al filo della nostalgia,
come una luna che dondola
su un letto di parole
e ci baciammo con gli sguardi,
e ci ascoltammo coi tramonti,
raccontammo silenzi senza testo
e mostre d'anima scambiate
con petali di cuore stanco.
E non desiderammo che noi
in un sogno baciato dal segreto,
in un bicchier di vento
a spettinarci i vestiti,
in una lettera d'universo
sbocciata fra i nostri sensi.
E non desiderammo che noi
appesi al filo della nostalgia
sul dolce petto dei ricordi.
E piove in petto una dolcezza inquieta
e queste labbra senza più universo
e questi sguardi senza più contesto
cadranno sul sipario spoglio
di un settembre senza te.
E piove in petto una dolcezza inquieta,
mangio le virgole del silenzio,
le annodo a questo senso disfatto,
le inchiodo come stelle intristite
alle scrivanie del nostro ricordo
e tu non ci sei
a disegnare questi spiccioli d’eterno.
il tuo stomaco da una certa fame attanagliato,
ti fermi per un attimo e ragioni da scaltro,
se non mangi potresti svenir da un momento all'altro.
Ti trovi a batter però una zona a te ignota,
in una parte della città molto remota,
tavola calda recita una luminosa insegna,
in tutta la via la sua solinga luce regna.
Su tripadvisor di questa attività nessuna traccia,
ma un panino al salame che mal vuoi che faccia,
entri sicuro della tua sofferta decisione,
fino a quando non arrivi al cospetto del bancone.
Lo spettacolo ai tuoi occhi è alquanto aberrante,
affettati qui e lì di ogni forma d'igien sprezzante,
cosa chiederai ora al suo poco aitante gestore:
' Scusi per favore mi sa dire le ore?'
Esci dal locale con la fame addosso,
di una bistecca non lasceresti neanche l'osso,
ma una certezza in più accompagna quel momento,
che sei anche in ritardo al tuo appuntamento!







