Buon martedì 31 maggio 2022 a voi e famiglia,

amici, amiche, familiari, parenti e conoscenti

vicini e lontani,

reali e virtuali!

 

Che la fine di maggio sia anche

la fine delle nostre sofferenze,

dei nostri dubbi, delle nostre paure,  

di tutto quello che ci ha angosciati!

 

Non abbandoniamo i nostri progetti,

l’amore per la famiglia,

la fede in Dio,

la speranza di un futuro migliore!

 

Se qualcosa ci turba,

ci fa soffrire e va storto,

non bestemmiamo,

non lasciamo che ci crolli il mondo addosso!

 

Non diamo la colpa a chi non c’entra niente,

a chi invece di noi voleva altra gente,

più capace, più ragionevole,

più cristiana, meno serpente!

 

Fermiamoci e ragioniamo, in questi casi,

plachiamo la nostra ira,

quietiamo la nostra anima,

disarmiamo il nostro spirito ribelle!

 

Domani arriva giugno da noi amato,

ci porterà al mare, finalmente,

soltanto gioia e tanto divertimento,  

un messaggio di speranza: buona vita a tutti!

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Profilo Autore: Giò For  

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Nella vasca noto uno strano insetto,
osservandol bene è un piccolo ragnetto,
appar in pena come in una piscina vuota,
cercando l'uscita inutilmente ruota.

Ad un tratto la sua strategia è cambiata,
comincia pian piano la sua arrampicata,
appar determinato ad arrivare in cima,
ma scivola e si ritrova dov'era prima.

Riprova la scalata sempre più perplesso,
ma il risultato è sempre lo stesso,
il suo sforzo è purtroppo vano,
decido allor di andar sul divano.

Improvvisamente prendo una decisione,
sarò la sua Provvidenza in questa occasione,
lo faccio salire a bordo del mio dito,
sembra che mi guardi assai stupito.

Con un gesto semplice e banale,
lo poso sulla finestra a bordo davanzale,
un miracolo per lui quanto accaduto,
per un attimo il suo Dio mi son creduto!
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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C'è un modo di vedere le cose: nuovo
ed è dolce il sì cortese che  chiama
spinge fuori dal contesto un uovo
e azzurra la processione che ama

ed è ancora fiaccola verace ed emozione
quel dolce sì cortese che tanto piglia
e rende dei due uno in un soleone
che tramuta il mondo - lo tien in briglia

sembra perspicace e quell'intimo Sole
rende agli uomini calor e pace
un sì cortese che giace

come un canto suonato dal balcone
un favor è l'amore una amicizia con un fiore
un guardar le stelle mentre si tace
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Profilo Autore: Fone  

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Tesaurizzavo sorrisi
Nei volti dei più affliti
Ciò è un grande gaudio
Donare un momento di gioia
Un profondo
senso di responsabilità
Qualcosa che del più interno
Ancora esce fuori un poco
Ed ancora si mostra piacevole
A chi la mira e novella canzone
Siamo tutti felici per la Madre
Qualcosa anche per il figlio
Una beatitudine eterna
Giovinezza e candore pace
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Profilo Autore: Fone  

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Ti ho incontrata dentro la tua scatola

di plastica

eri irretita dalla tua semplice

paura

nessun sogno nascosto a cui

far spiccare il volo per uscire

da un vuoto senza memoria

nessuna parola pronunciata

mangiata sul nascere

e poi inghiottita dal timore

di un dissenso

insolitamente ti strinsi

fino a farti sparire dentro di me

ti porterò fuori da questa grigia cortina

ti restituirò la libertà

dell’immaginazione

per plasmare la tua speranza.   

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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Venisti tu 
 lo sguardo
divenne vita 
d'abbandono
mi persi 
su limpidi oblii
rei 
d'incantevoli neri .













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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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Seduto tranquillo me ne sto,
ho il mio posto nel metrò,
s'aprono le porte ed entra una signora,
dice di non aver una fissa dimora.

Trasandato appare il suo aspetto,
ha un pezzo di cartone al suo cospetto,
sopra c'è scritto che un lavoro non ha,
e tre figli sono a casa con il malato papà.

Si muove sul treno mezza claudicante,
inizia l'azione da operosa mendicante,
la gente con gli occhi sul telefonino,
sembra ignorare quel suo destino.

D'improvviso un ragazzo sulla ventina,
dalla tasca prende qualche monetina,
la da' alla sventurata come ad un'amica,
lei si congeda con un 'Che Dio ti benedica!'.

Ripone le monete nel suo marsupio nero,
la somma al suo interno rimarrà un mistero,
scende dal treno alla successiva stazione ,
lasciando al ventenne la sua benedizione.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Sono pronte le valigie
scarne, come il tuo cliché
Documenti falsi
ridondanti austerità
che presto si apriranno al vero
alle tue bassezze

- torbidi resoconti

L’ennesimo volo
senza neve a marzo
senza angeli  e tempeste
o libero arbitrio
Senza nome, senza tetto, senza volto

Senza un pezzo di terra
che ti accolga le ossa

- senza

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Profilo Autore: sasha  

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Profilo Autore: Antonio Franzé  

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L’errore maggiore del genere umano

è vivere di casualità la causalità.

 

Destri e sinistri sempre in causa

spesso a concorso, mai per caso.

 

Privilegi, dati per scontati

d’orchi e oligarchi

e colpe da scontare

riposte in una pelle, in periferia

in altro parallelo … meridiano

in diverse tradizioni

in una linea di confine

in una lingua che fa male

ché alla media, non si adegua.

 

E non può essere

sempre colpa delle fate!

Anche se fati girano

come vogliono e dopo nove mesi

non a caso, giunge pargolo

- il fatino appunto -

 

È l’occhio che tradisce

d’indifferenza e sufficienza

osserva in superficie

mentre è  risaputo

per risolvere i problemi

serva pescar d’occhiata

il jolly, che sempre aiuta

 

serve andare a fondo

… oltre la parvenza.

 

- Maldestra speranza

inutile l’attesa

se diventa generale! -


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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Ondeggi con carezze per dimostrarmi affetto,

sempre sfogli con qualcosa di magico,

mi abbandono completamente

quando stiamo parlando, io volo,

da uno schianto di pace e di tranquillità,

confronto il tutto con il mondo in cui vivo,

niente possiede la tua preziosità!!

Averti vicina è dolcissimo,

è divino tenerti saldata fra le braccia,

sarà amore sarà affetto,

questo amore incondizionato

che parla con gli occhi,

forse sono troppo ossessivo,

chiedendoti troppo spesso di incontrarci,

 sei l’unica ragione per vivere

 io devo impegnarmi a farmi spazio,

  ma tu dovrai insegnarmi a convivere

 con il tuo cuore!!

 

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Profilo Autore: Tonino Fadda  

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Stranezze improvvise,

improvviso acquazzone.

Piove fanghiglia

cuore sporco d'odio.

Non odiare,

osserva il sole

splende sempre,

non oscurarlo

col tuo astio.

Vivi ancora,

so che vivi

divertendoti con lei.

Ci sarà sempre una lei

non puoi stare solo,

la solitudine è dei perdenti

e tu non lo sei.

Vivi, vivi adesso,

domani, forse è tardi,

c'è sempre un altro giorno

per chi ama,

per chi odia

c'è solo oscurità.

Strappa quel velo di malinconia,

permetti al sole di scaldare

quel cuore freddo come i tuoi occhi

che fanno finta di non vedere.

Lascia che il mare e la brezza

ti facciano riprovare quei brividi

che pensi d'aver perduto,

lascia che la tua mente

ritrovi la felicità,

è accanto a te

afferrala al volo

sarai felice

e amato dall'amore.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

Questo autore ha pubblicato 351 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Non prima dell’avvento del tramonto,
nell’ora della calma stesa all’ombra
dovrai trovarti al porto dei vent'anni
al molo del tuo primo pesce all’amo.

Di fronte al tuo naviglio, quello rosso,
seduto sull’antica bitta nera,
vedrai un volto che ti è molto caro.
Verrà a svelarti un piccolo segreto.

Così parlò la mia amica fata
che si eclissò tra rare nubi in cielo
nell’alba tra i colori sempre nuovi.
Da sempre Delia appare e se ne va.

All’ora convenuta vidi Peppe,
gli occhi neri di tanti anni fa,
le mani resistenti ancora ai calli,
i piedi nudi per sentir la terra.

Ti dico come far tornar la voglia
di prendere la canna per pescare,
pretesto sano a cui tocca obbedire
per metterti al cospetto del tuo mare.

Ricordi quella volta quando insieme
venimmo qui per dare da mangiare
a spigole ritrose ad abboccare?
Eppur restammo fino a notte piena!

Un po’ ci conoscemmo meglio e poi
ci consegnammo all’introspezione.
Nel cuore mio rimbomba adesso l’eco:
“Eppur restammo fino a notte piena!”

Così parlò quel caro amico Peppe
e subito svanì rapidamente
tra i color cangianti di un tramonto
e quel riflesso in acqua fu un incanto.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Sono partito con una valigia di cartone,

macchiata di colla e quasi tutta graffiata,

dentro c’era un formaggio, una pagnotta,

una bottiglia di vino ed un’altra d’acqua.


L’ho presa soltanto per non mortificare

i genitori, non m’avrebbero fatto andare,

i loro occhi erano lucidi, pieni di lacrime,

con grande fatica mi son dovuto staccare.


La valigia era pesante e poco la reggevo,

per non scontentarli, altro non potevo fare,

mi sarebbe bastata solamente la chitarra,

comodamente a tracolla, niente pesava.


I veri bagagli li portavo in testa,

insieme a tanti sogni da realizzare,

l’ambizione, l’onore e la gloria,

erano mio bersaglio da non mancare.


Di tempo, da allora, tanto ne è passato

e tante sono state le cose realizzate,

la valigia di cartone ora è di vera pelle,

ma quella vecchia non l’ho mai buttata.


Ora però, bisogna tirare le somme,

sempre mi chiedo: soddisfatto o no?

Di sogni, quanti ne ho realizzati?

Chi s’accontenta gode, chi no, crepa!

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Profilo Autore: Giò For  

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Chelazione » Blog Archive La Colomba Bianca - Chelazione

Un anno fa

era tutto come adesso

le prime rose

iniziavano a sbocciare

il sole aspettava nascosto

quel tepore

per assopir le viole

ed il vento

addormentava le nuvole

per poi farle disperdere nel cielo.

Come un anno fa

piangevi di dolore

la tua più bella nuvola è sparita

lasciandoti da sola nella vita

lei con il vento s’è assopita

e con il sole s’è nascosta

in qualche angolo di cielo

a curar le tue ferite.

Come un anno fa

pareva tutto come adesso.

Questa è la vita.

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

Questo autore ha pubblicato 726 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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