All'ombra di alti pini
scansai il rovente sole.
Giunsero tue parole
lontano eco tra spini.
Ansimavo nel pineto
lesta giunsi al crinale
nel nostro rifugio segreto
in parvenza tutto uguale.
Affollato apparve lido
cristallino tratto di mare
poi alto si levò un grido
un nome udii chiamare.
Sciocca pensai, tu che speri
non disdegnar simil bellezza
osserva e scaccia illusori pensieri
trascorsa è tua giovinezza.
Improvviso passo si fece lento
al frinir tra rami sostava
l'anima in estasi al concerto
mentre il corpo tutto tremava.
S'affacciarono sospiri d'amore
e in un soffio tutta una vita
sconfitta da un grande dolore
dal fato e dal tempo punita.
Tu hai un volto
hai una vita
hai 4 stelle sulla testa
hai ricordi di un passato
hai un elenco di cose e fatti che già sono stanco
…
Tu hai tutto ciò che io non ho
che non posso avere
perché SonoIlNonSono
e vivo se qualcuno mi dà ossigeno
e vivo non di stelle contate ma di occhi che neanche sanno dove finisce il cielo…
Una cosa che tu non hai e io sì
è il senso di libertà che mi separa dal mondo
in ogni senso
in ogni modo
Tu
Io
Non possiamo essere Noi
Mi sei necessaria per incominciare a vivere,
hai saputo accettarmi perché vuoi bene,
e invadi d’amore il mio cuore,
ora mi è impossibile starti lontano,
riconosco perfettamente tu sei qui,
per realizzare i miei sogni
e per illuminare il mio cammino
da solo faccio fatica a seguire!!
Mi abituerai a ricevere il tuo amore,
rischierai il tuo tempo e calmerai
le mie decisioni affrettate, e di me andrai fiera,
io per amore non ho mai indietreggiato,
so bene quanto vale l’affetto,
e saprò proteggere l’unica creatura,
che in questa vita mi appartiene!!
Vite lunghe e meno.
Di treni presi o persi
per tirate di capelli
dal binario fu lesto.
Ah … quante volte
il tempo si spinge
aldiquà dei confini leciti
- ruote degno raggio -
di stipulati, logici contratti
con sua illegalità
… la morte.
Illuminano il proliferare
di congetture e ipotesi
blasfemi basamenti instabili
colonne portanti cartapesta
e copertura
lasciata ai posteri
spese
di un vuoto bastardo.
Comunque restano
nel conto aperto
dalla voragine infinita
permessa anzitempo
dalla promessa d’amore.
nel mattino senza alba
smarrita nell'eterno abisso
delle contraddizioni.
Le somme degli errori
tra colonne di addizioni
sfuggono agli schemi
nei confusi tempi.
Si popola lo stagno
nella perenne oscurità.
Un silenzio spezzato
dal gracidar di rospi
e bubolar di gufi
sfuggiti all'eclissi,
all'orso bianco
e ai lupi affamati.
La volpe festeggia
perde il pelo
salva il vizio.
Scendono silenziose spesso non vogliono
farsi notare diffidano degli occhi
che portano a giudizi indiscreti
arrivano all’improvviso oppure
maturano pendendo dall’albero dell’esistenza
nell’attesa di farsi cogliere come frutti
da un viso fermo ma gentile
la loro genuinità non verrà barattata
al mercato dei buoni sentimenti
sono perle preziose non tutti se le possono
permettere senza pagare un prezzo
liberandosi dalle catene di un’innaturale
obbedienza all’insensibile follia
di un ingranaggio meccanico
il cui linguaggio non sa neanche
capire il significato di una parola
cara alle lacrime: pudore.
stordito dai riflessi dei tuoi occhi
se solo ti guardavo nei momenti
d’assoluto bisogno dell’amore.
Ti aspetto nelle ore della sera
per la carezza al capo e al letto,
la fronte mia volta verso l’uscio
fingendo di dormire già da tempo.
Ti chiamo per dividere bellezza
davanti al mare dove mi portavi
per fare dei miei anni i migliori
con te all’ombra a non rubare sole.
Ti sento nell’esordio d’ogni inverno,
stagione non amata da tuo figlio,
e le parole sempre son le stesse:
è freddo solo fuori, il caldo è dentro.
Ti parlo tra le crepe dell’andare
di anni intrisi d’un declino lento
e odo ancora il tuo vestito a fiori
dettar speranza e non rassegnazione.
Ti vedo infine nel sofà del cuore!
Ti regalo l’incessante pensiero
che libero nasce nel prato del tempo
e forte mai muore nel prato del tempo.
Continua la smania di esserti figlio
sperando sempre nei miei non errori
e scopro così quei colori veri
di sguardi e sorrisi che non ho colto.
Tu mi regali il tuo essere madre
ed oggi mi manchi…
*
28/04/2022
possiamo ancora risplendere
come stelle del cielo.
Il tempo dell’uomo è breve, come
il lento mutar della Luna nel ciel
sembra un turbinio legger nell’aire
che piacevol sospinge il grecale
non sembra qualcosa di furioso
ma gentile e ratto sospinge il tempo
che si compiacque d’esser arioso
ed il lento brulicar del fuoco sta
messo come un turbinio lontano.
Non sembra il tempo dell’uomo
lontano, invece pare anch’esso
mutar, come la stagione del clima
che cadenzando si sa donar.
Il lento e crepitante danzar
della vita sopra incredibili distanze
che sospinge e vince e con danze
muta il placido sentir del vin
e del buon nutrimento ch’esso
accompagna in ogni istante.
Così è beato il tempo estivo, che
accompagna la stagione ed il caldo
mette insieme il lavoro ed il riposo
ma è il riposo in questa stagione
che sta a difesa del ben vivir
che cerca ancora nel sentier quell’aupò
che vuole viver ancora nella forza
del tempo sospeso, che vince
che vince, ancor aità gli audaci
ed è gentile e verace e par si distingue
per la capacità del poeta di saggiar
che tace, e non è invero convinto
il sonator delle lire, che il tempo
convenuto sia di quello che aude.
Ma la canzone ridipinge e tinge
che sembra allor che vinca il tedio
ed è la poesia che trasfigura e dirige
il movimento del laure e del martello.
E’ la poesia che accompagna la stagione.
Infatti tutto questo
è invenzione e incanto
che vuol rendersi capace
di grande invenzione
trasfigurando l’uomo in ciò
che lo migliora lontan dal vanto
e ancor lo fonda come amplesso gentile
in quel che lo rende genitore
e padre di molte figli come lettori
e son le poesie scuole insigni
in cui figli di figli s’ammaestran
ancor, gentili e leggeri come
fuscelli d’estate nel vento del nord.
Anch’io da quando sto con te,
sono diverso, sono talmente felice,
non c’è al mondo creatura
più bella di te!! Tu proteggi,
rendi sereno ogni giorno,
fai accomodare nel tuo cuore
per prendere parte della stessa vita!!
È leale anche il tempo insieme a te,
trovo forze per cambiare
dolcemente anche i miei pensieri
ci protegge il cielo,
con pane e speranza e tanta pace,
concede di donarci anche il cuore,
abbracciandoci ad ogni giorno che nasce,
finche stiamo insieme, c’è vita!!
Il cielo striato di nuvole
bello sarebbe se avesse aquiloni di vento
mani curiose per ogni volo
e piedi scalzi a correre e a rincorrere i fili .
E se scivolo o cado
come l’andare dell’azzurro bello sarebbe
se fossi un aquilone di mare.
Ci capiremo io e le stelle
ci capiremo io e i sassolini che inciampano l’andatura
ci capiremo io e le sirene
e le superfici calme .
Ciò che mi appare è una rondine divenire grondaia
luce e oscurità divenire vita
che tutto saluta .
E ogni cosa si prodiga in bellezza , grandezza ,
contemplazione sacra , desiderio.
Il rosso della chioma
fantastico e vivace
quel rosso che lampante appare.
Rosso di boccoli, rosso capriccio
cornice del sorriso.
Rosso poggiato al mare d’occhi,
le onde mai arrese.
Il rosso della fiamma
illuminante
il rosso delle fragole
il rosso vezzo delle labbra.
Il rosso di un richiamo, benedetto.
Il rosso d’impeto e calore
rosso delle bandiere
rosso d’impegno.
Il rosso, anche di sdegno.
Il rosso d’alba
il rosso del tramonto
il rosso di ogni giorno che l’accende
il rosso dei pianeti che ci attraggono.
Il rosso, scia d’universo:
il rosso cuore
Il rosso delle palpebre, così
il saluto dei discenti, dalla
certezza che sempre ci sarai.
Il nostro rosso, largo abbastanza
in un corale abbraccio.
Rosso che il tempo non scolora.
Passaggio, permanenza.
un sobbalzo che ogni tanto passa.
Mi lascia cose
un punto di luce che
meraviglia
una carezza che si abbandona
l’intesa con il mio cuore
che tutto ama .
E si aggroviglia nel
filo buono delle cose
in cerca di un giaciglio di pace
si attacca agli occhi
con la leggerezza della vita
con tutto ciò che passa e
non pesa.
c' è anche l'amico condomino Oreste,
comincia il conteggio delle quote millesimali,
i numeri per l'amministratore sono alquanto banali.
Si passa veloci ad approvare il bilancio,
uno sbadiglio qui è lì ahimè lo lancio,
poi c 'è la nomina dell'amministratore,
si ode un mugugno ma senza clamore.
Qualcuno fa una battuta sul vicino disordinato,
altri ce l'hanno con il pigro portierato,
poi c'è la ditta delle pulizie che non pulisce,
il cane del vicino che la notte ruggisce.
È diventata ormai la fiera della lamentela,
vorrei scappare via in barca a vela,
non posso e allor faccio un bizza,
saluto tutti e con Oreste vado a mangiar una pizza.










