Una mano congiunta alla tua, così da poter affondare nel cielo il resto del peso che porto. Sono una sensazione che vaga, lì fra i tanti luoghi che hai lasciato vivere in te.
come raggio di sole
a scaldarmi il cuore,
nuove sensazioni,
nuove emozioni
riescono a rigenerare
il mio essere.
Come riverbero solare
ti insinui tra le membra
impetuoso navighi in me
trasportato da onde di fervore
mi guardi consapevole
che ora non sei più solo.
“Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero non morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.”
(Dalai Lama)
Troppo.
Troppo rischiosa
la profondità dell’anima,
e troppo lungo il salto
di Frisky il gatto
fra il gomito
della grondaia
e l’appoggio stabile
di una morte che (purtroppo)
non potrà mai smettere di essere.
Intanto noi guardiamo la memoria
che si dissolve irreversibilmente
in uno stato di spontaneo
ed involontario
disorientamento,
per definire il colore
della materia nella propria
momentanea incompiutezza,
nel disturbo del rumore di fondo.
Come polpa di granadiglia al sole
che si disfa nell’aria, anche noi,
(che siamo i mattoni bianchi
di un altissimo muro nero)
restiamo asimmetrici
rispetto al tempo.
In strutture
sempre più complesse
ci spostiamo da un sogno all’altro,
per condensare in ricordi luminescenti
e svestire la verità dei mille colli di fiore
che oggi sono flessi in amaro commiato
e che soltanto ieri si offrivano al sole
eretti come impavide falesie:
non siamo stati altro
che immagini
lasciate
a sbiadire,
segnali di vita
che riecheggiano
(sospesi a mezz'aria)
fra l'oblio e la rinascita.
“Non volevo nascere (e sono nato), non volevo vivere (e sto vivendo), ma quando morirò andrò in paradiso (perché l'inferno lo sto già vivendo).”
(Jim Morrison)
non esiste poesia che lo puo raccontare,
resto seduto sopra le macerie di quel
mondo che mi è caduto addosso
vorrei essere forte e reagire ma
è impossibile non posso,
niente e nessuno mi è di conforto
respiro sono vivo ma
dentro sono morto.
Ritornerò a sorridere
di vero cuore
tra le vie della vita,
sotto la volta celeste
luminosa e tersa dal dolore
e dalla rabbia delle divergenze delle idee di quelle varie
teorie in evoluzione.
Ritornerò a sorridere
con polmoni colmi di gioia insieme a te guardandosi intensamente negli occhi,
senza alcuna mascherina
a velarci le emozioni
inarcate sul viso
senza più distanze
a sottrarci dagli abbracci,
ma tenendosi le mani assaporandone il loro calore stringendole forte sul cuore, come se ci ritrovassimo dopo lunghi anni sotto quel cielo costellato di speranze e sogni, liberi, liberi di essere vissuti, finalmente dopo l'onda nefasta dei virus che imprigionano ancora le nostre vite
sotto i suoi sguardi severi,
che ancora condiziona
il nostro essere inerme
al suo oscuro passaggio seminando nella sua scia
morte, malattia e paura,
e tante mascherine colorate
come se fosse
una gran festa in maschera!
Ma io, tu, tutti ritorneremo
a sorridere un giorno,
poiché la certezza è già vittoria!
Non contaminerà mai
la nostra voglia di riemergere
e vivere liberamente, finalmente,
non sdradicherà mai
la nostra speranza vera essenza
delle nostre opere
dettate dal cuore.
Ritornerò insieme a te
e a tutti a sorridere sinceramente,
perché forte è nel tempo
il desiderio di rialzarsi
da sotto le macerie dei virus,
come araba fenice
che spicca il volo della libertà
nel cielo libero del destino,
per essere spirito puro
nel mondo,
finalmente libero,
Privo di virus e mascherina
che nascondono la nostra vitalità,
la nostra bellezza
espressa dall'anima,
quella libertà che ci fa essere incondizionatamente unici!
mentre una lacrima ti attraversa il viso,
gli occhi si chiudono per un secondo,
e ti catapulti in un altro mondo.
Vedi te con un metro in meno,
il tuo garage di giochi pieno,
una bicicletta dal diametro ridotto,
tuo padre che ripara qualcosa di rotto.
In alto c'è tua madre alla finestra,
ti sembra sentir il profumo della sua minestra,
il suo richiamo dell'orario ti rende conto,
'salite su che il pranzo è pronto'.
Quel palazzo è sempre lì ora silente,
oggi trafficato da sconosciuta gente,
lo guardi e rivedi il tuo passato,
quando il suo porticato avesti calcato.
Mentre il ricordo va nel particolare,
una voce bianca il silenzio va a scacciare,
è il nipote di quei due signori,
metà cuochi e metà manutentori.
Guardi negli occhi quell'ignaro bambino,
sapendo che il tempo segnerà il suo destino,
quando un giorno ricorderà il suo papà,
scrivere poesie seduto su un sofà.
Distese cristalline
fino ai bordi del cielo
un verde intorno,
il plettro attrae
un raduno di occhi fissi
drogati o insonni,
applausi boccheggianti
nessuno parla parole inutili
sulle note dentro mi basto,
natante ubriaco di salato
lascio andare i remi sul fondo.
assopita la luce rimessa alla vita
di chi, tra le rughe
ha spiga sfiorita.
Pesanti son stati i campi in solchi vissuti.
Fan male le mani
indurite,
appaiono gonfie,
spaccate da gelo e sole...
zolle ricche di sementi,
germogli irrorati
con costanti sacrifici
a nutrire bocce discendenti.
Mutante,
viandante di un tempo,
da giovane amico,
ora, avverso vento di bora.
Prosegui,
incurante a capo chino
il tuo cammino
attingendo vita
dall'umile forza dell'amore.
Volge al disio la sera,
vaga la mente rincorrendo il tempo
al palpitar d’amor profondo
sbocciato ancor infante
quel dì di festa.
Giovinezza trascorsa
come fosse ieri
rimembra ancora
nei pensieri miei
la vita andata.
Ora sono
come volo di gabbiano
nel riscoprir nostri nidi d'incontri
ormai distrutti e lacerati
dall’avanzar degli anni.
Ecco dolci sue risate,
e fossette rosa
gemmando profumata
come sposa intonando
argenteo canto.
E il cammino rincorro
vivendo l'incertezza
dell’io nell’esistenza.
Il viso stanco rifletto
nell'inesorabile specchio.
O tempo caro
t'avrei tenuto stretto
come mio compagno di giochi
per tutto il trascorrere
della vita mia.
senza te
non vuole più finire;
vorrei poter dormire
per sognarti.
Un dolce tormento
mi assale...
mi sento
lentamente
lacerare dentro
non potendoti dire
che sei già Amore.
Due soli istanti
affinché
le lacrime
dell’Anima
diventassero
sorrisi.
Due soli giorni
perché dietro
ai tanti
“Ti voglio bene”
si celasse
“Ti amo”.
Un tuo abbraccio,
un tuo sorriso,
un tuo bacio...
cosa darei
per averli ora!
Forte a me
ti stringerei
senza esitare
“Ti amo”
ti sussurrerei!
e se nell'ombra le mani cedono
sole non restano
qualunque sforzo sostengono vengono prese
neanche in cielo si sentiranno perse
se la paura le avvolge un miracolo accadrà
per loro nessuna prigione per sempre ci sarà
ma meraviglie d'amore sì
verranno liberate e poi amate intensamente
difetti non avranno
I pregi sul podio in evidenza con l'acqua che li nutre
lo stesso trattamento di alberi secolari
Assorbono respiri albe chiare
germogliate nei silenzi trasparenti
simili a quelle della Madonna
Ella santa, bellissima e pura
che con maestria sa essere donna
perdonando le impurità del cuore
che si dà al vento minaccioso
quando si sente, finito
corre lieta per le strade.
Ti trascina nei negozi anche se non devi acquistare nulla.
Una battuta, una smorfia, uno scherzo...
Una crepes variopinta nelle mani e i saldali sudati cinti ai piedi.
I capelli raccolti con un grande elastico...
Un costume bagnato da asciugare al vento caldo di meriggio.
Quel bagnino della spiaggia accanto che ti saluta come se ti conoscesse già.
E i bambini che si perdono puntualmente tra le bolle di sapone.
Il cocco che non sa più di niente ma lo assaggi lo stesso.
Una medusa che sembra innocua.
Un'ape sul tuo asciugamano.
Un motorino che sfreccia vicino...
La notte non ti fa paura.
Non si dorme.
Si canta e si balla.
C'è curiosità, c'è voglia di esplorare.
Nuovi propositi.
Nuove giornate.
Nuove amicizie.
Percorrere i stretti vialetti.
Fermarsi alle bancarelle.
Un salto al porto.
Un giro sulla panoramica e tanta voglia di scendere.
Una nave che porta nuovi turisti.
Un murales dipinto di fresco.
I fiori su ogni balcone.
Ti fai un selfie per mostrare a tutti la tua nuova collanina.
Cerchi qualcuno per giocare a Burraco...
In autunno tutto si spegnerà si chiuderà si fermerà.
La nota canzone che correva lieta per le strade sentirai che forse non è mai esistita.











