Un altro “Si, lo voglio”
Dopo tanti anni di solitudine
Di tempo usato male,
piangersi addosso, mille perché …
ed ora un altro “si”
E’ amore, un altro amore
Non ricorda il primo, nessuna similitudine,
come la prima vita vissuta in due
non ne esisteranno più.
Lo stupore sta nel riprovare quel battito del cuore antico,
adolescenziale, il rossore per un complimento.
Lo scambiarsi telefonate ad ogni ora del giorno
Messaggi coi cuoricini …. Non è stupido ….
È bellissimo, da emozioni che non ricordavi più
Il cuore accelera i battiti non è ipertensione
Passeggiare mano nella mano,
guardarsi in silenzio negli occhi …. E poi …
una sera al ristorante la scatoletta blu ….
“Mi vuoi per il tempo che ci resta?”
Un sorriso, un timido ma fermo sì …
E siamo davanti a Dio
Per il fatidico dolcissimo: “Si lo voglio”
“Il tributo più vero che un uomo possa dare ad un suo simile: il ringraziamento per avergli fatto toccare la poesia.”
(Pier Vittorio Tondelli)
.
.
s
o
l
o
quattro
rampe di scale
e il mondo si apriva
sulle briciole che lasciavi
cadere perché ti seguissi.
E io arrivavo puntuale,
più puntuale
del suono
del silenzio
e del sonno.
Tu mi aspettavi
in punta di piedi,
ignara del caos
che regolava
gl spazi
fra
occhio
e soggetto.
Eri stupenda,
molto più bella
di ogni mio libro.
Volava già il tempo,
e io lo sapevo che non
sarebbe tornato mai più.
Fra il primo picchetto
armato ordinario
e la prima
poesia
la
distanza
può essere breve.
Il tempo di un sogno
poi subito un altro
ed un altro ed
un altro
ed un
a
l
t
r
.
.
zzz zzz zzz
........................
Ecco, mare e cielo accostano le tinte
e le confondono senza ch'io lo chieda.
Alzo i remi e fisso l’onda sotto
con gli occhi di chi ha il blu in tasca.
Nel baricentro della vita a dondolo
son creditore di istanti da fermare.
Son tutto, io che misuro ali di gabbiano
e i colori della perchia infuriata.
Poi, sempre più lontano è il largo.
Lo prenderò una volta ancora, di bonaccia.
Intanto, mi incastro dentro giorni complicati,
mi azzero al mio rientro in porto.
l’onda sparisce in silenzio
l’aria fredda colpisce i raggi di luce.
Le spiagge di sabbia notturna
si riempiono di ombre bagnate.
Il giorno nasce
lontano
su questa notte
infinita
di uomini
soli.
Lenti sono i passi quotidiani
che allontanano dal dolore
annidato nella soglia del cuore.
Potessi chiudere e sprangare
quella porta emotiva,
volterei le spalle al passato
e brinderei alla spensieratezza
d'un tempo nuovo tutto da vivere
senza fardelli da supportare.
Spalancherei un portone
per accogliere il tuo amore
con tutte le gioie
che vorresti donarmi.
del mattino
vivere la vita
scoprire la paura,
che si nasconde dietro il sorriso.
Vivo con i sogni appesi
nella confusione di questa fine estate.
L'emozione di un istante
può essere una vita,
una vita può non avere un istante.
Tagliare i ponti,
cambiare strada,
girarsi come girasoli,
sempre dalla parte del sole.
più di sempre più di prima
immensamente.
Ed è un vivere
un piacere immenso
avere voglia di fare l’amore
un desiderio desiderare
che non finisca mai.
Come sempre sarà così
anche quando sarai lontano
e ti sembra che il mondo finisca
ma non hai tempo per piangere.
Più di sempre sarà bellissimo
ricordare quei giorni di sole
in un prato fiorito
da profumate viole
e col cielo
che vi vede osservare
l’immensità del cuore.
Sarà un vivere così
nascondendo i sentimenti
dentro una nuvola.
Intelletto
passione e appetito,
un esperimento in cieco
e la balsamina dell’Himalaya
sono il bagaglio essenziale,
il mio corredo nuziale.
Ho sempre avuto
bisogno di ipotesi
per colmare il grande ignoto
con rettili preistorici e mostri giganteschi,
ma oggi che siamo sposi e il mio corpo sottile
si è spento nell’immobilità del tuo corpo eterico,
non ho più bisogno della fantasia.
Sono tecnicamente morto.
Forse i fantasmi dei poli
mi indicheranno la strada
per il mondo perduto di Agartha
dove il soffio è vitale e lo spirito è igneo.
Va bene uguale anche se non sono cosciente
quando impallidisco o arrossisco,
perché fra sonno e veglia
ci sei comunque tu
all’altra estremità
del meridiano,
sul lato Yin.
Quello
buio
.
Z
Z
Z
… E poi ti sei sposata,
cugina mia del cuore tanto amata,
Io ed il cugino tuo fratello,
ti seguivamo anche sotto l’ombrello.
Eravamo gelosi di chiunque ti venisse dietro,
ti difendevamo con le unghia e con i denti,
ricorderà bene anche tuo marito
che tanto ha fatto finché c’è riuscito.
Qualche volta gli abbiamo lanciate pietre,
ma poi gli abbiamo chiesto scusa,
eravamo ancora troppo bambini
e l’amore, si sa, non ha confini.
Ma tuo marito ci ha perdonati,
forse era un poco più sensato,
ti amava tanto e, tanto ti ha pensata
che sull’altare presto ti ha portata.
Un grande amore che ancora dura,
da 50 anni non si è mai sciupato,
il frutto sono il figlio e la figlia
che insieme fanno gran bella famiglia.
Il mio augurio è di una lunga vita,
con amore grande senza limite,
il Signore certo l’ha benedetto,
che sia per sempre senza alcun difetto.
in anticamera,
dimenticato come
un oggetto d 'arredo.
Indossato da un uomo
che amava il bello
ed il buono della vita,
burbero ma generoso.
Padre mio,
quel cappotto
l'ho regalato
a chi serviva,
intanto il suo fantasma
vaga per stanze vuote.
Troverà un posto
perenne nel Mio cuore.
protetta dalla pietra secolare,
io ripesco me stesso
nei fondali della mia natura.
Re delle speranze,
do qualche metro all'ora quotidiana
e stringo il filo che mi lega
alla bellezza di quest’acqua
così azzurra, così allegra.
All'acqua di una fonte
la mano non si stacca dalla mano
fin quando assisti al tuffo dei mie occhi
nei tuoi occhi testimoni.
Lo sguardo sugli argentei riflessi
rimanda al cielo ogni responso
e ferma la tua immagine sovrana.
Applaude - l’acqua - questo amore
e chiede in prestito la forza
che spinge i nostri verdi anni.
Rimani immobile, regina ambita,
mentre ascolto la tua voce!
Rimango immobile, incredulo sovrano,
mentre brucio al nuovo sole.
S’estingue …
Piove col sole.
L’estate folleggia.
La ghiacciaia si riduce.
Si riappropriano
i corsi dei letti, ma
non dormono più.
I venti
divenuti cinquanta
e forse più.
Escludo
il nostro non essere
convinti animalisti.
Infatti desideriamo
che non muoiano
tutti i grilli che abbiamo per la testa.
Giova comunque secludere
la naturale armonia del tempo
dalle pretese sperse
- varierei l’incedere -
per evitare d’incidere troppo
inducendolo ad imitarci
nei nostri capricci enormi
tsunami compresi.








