Ma non li avete mai visti i poeti?
Così austeri e fieri
nella loro divisa multicolore
come soldati senza battaglia
sempre in prima linea
a difendere dei versi
con l’arma bianca di un pensiero.
Ma non li avete mai visti i poeti?
Così sognanti e così concreti
adagiarsi su di una falce di luna
a recidere le stelle
o inseguire un’emozione
dietro al volo di una farfalla
per scoprire la bellezza
dello scrivere d’amore.
Ma non li avete mai visti i poeti?
Camuffati nelle dure pietre delle parole
amalgamarsi al loro rumore
per contemplare il silenzio
che solo il cuore sa filtrare.
Ma non li avete mai visti i poeti?
Io l’ho visto
ammiccare
dall’altra parte dello specchio.
qualcuno ti guardi con strani occhi
imbracciando una chitarra come fosse la sua donna
e ti dica, con voce sussurrata:
"Sai, ho preso una tramvata per te
la chiamo desiderio".
E il desiderio cresce mano a mano
tanto che ci prendiamo dolcemente le mani
le intrecciamo in strani voli geometrici
perfetti come tele di ragno
in cui ci imprigioniamo
io e te, alternativamente
il ragno e la mosca
oppure gabbiani in cielo, su su come oceani
in tempesta, le nostre mani
che hanno vene e unghie
si slanciano come brevi fiamme
piene di passione
in una girandola di meraviglie
si assottigliano come anguille
scivolano come lingue
di fuoco, bruciando cuscini, divani, drappi
finché non si cercano più
e giacciono esauste tra il pollice e il mignolo
mentre il palmo dice "cucù"!
Anima mia stretta dai valori obbediti e mai sgarrati, ora soffocati, schiacciati, di nero colorati. Indotti da riflessi di spettri umani che di parola fanno innesto contrario aggredendo la sensibilità della mente. Non posso sottostare a tale inganno d'ignoranza.
Sono fatta di vita elaborata... io. Mi hanno sottovalutata, ma risvegliata più forte, sono pronta ad affrontare per ritornare ad amare... nel modo giusto... il mio. Esperienza... ecco ora mi è chiara ogni cosa. Ho attraversato il temporale e adesso tra i tuoni, cammino a testa alta indifferente!
si smarriscono i pensieri...
folle di parole nella mente
infieriscono svuotandola.
Quando il buio, poi, ti assale
il silenzio ti rende sola.
È un male che corrode,
è il dolore a cui non sfuggi.
Quando il telefono non squilla,
quando allo specchio non sei tu
quando per casa c'è disordine,
e tutto il resto non ha più senso.
Quando l'amore se ne va
non riesci ad aggrapparti
né ai ricordi, né alla vita,
né ai sorrisi andati via con lui.
Prima di uscire, uno stormo di rondini mi ha annunciata ai mille galli sparsi lungo le vallate. Un brusio di autobus si mescola ai passi veloci dei corridori mattutini, mentre il sole si fonde col mare in un immenso, caldo, lungo amplesso laggiù, tra la costa e il Conero, sfavillante di magica bellezza.
I miei passi veloci sentono le lontananze, il mio occhio cerca invano libertà, il selciato mi rimanda l'eco delle mie scarpe.
Intravedo, seduta su una panchina, tra il fogliame solenne dell'oleandro e i pini marittimi, il mio quartiere, la mia casa, e mi sembra di coglierne gli odori e i sapori.
La luna, in alto, lassù lassù in cielo, sorride melliflua nella sua algida e lontana bellezza.
Voglio calde parole,
a scroscio sulla pelle,
languide, passionali,
striscianti fino all’anima.
Voglio brividi,
i più lascivi abbracci,
il più umido bacio,
sul corpo voluttuoso.
Poesia carnale, a vestirmi e
a spogliarmi ogni curva,
ogni sentiero, perché
laceri siano i giorni
e le ore appagate
ma mai abbastanza…
non intralciano
ricerche.
La luna rischiara
radure di boschi misteriosi,
la montagna ascolta richiami
e rimanda echi.
Tu scomparsa da giorni
dal campeggio,
ci hai addossato
Angoscia e paura,
ma la speranza
si aggrappa a tutto...
Vado sempre dove dice il cuore,
faccio tutto quello che lui vuole,
vado anche fino in cima al mondo,
sfido acqua e fuoco che ho davanti.
E torno lì, dove batte il sole,
seduto al sasso dove ti aspettavo,
ricordi belli di un grande amore,
torno deluso e mi si spezza il cuore.
Vado per le strade, sono confuso,
cerco una ragione a questa vita,
restano ricordi ormai lontani,
ho perso tutto e me ne rendo conto.
E torno lì, a scrutare il cielo,
cerco quegli occhi che mi fan sognare,
sogni perduti lì, in fondo al mare,
li cerco in cielo fra tutte le stelle.
E torno lì, dove batte il sole,
seduto al sasso dove ti aspettavo,
e torno lì, a scrutare il cielo,
cerco quegli occhi che mi fan sognare.
Sei la colpa da scontare
Danzano freschi
tra i pensieri
i suoi piedi
nudi dentro un rivo,
di lacrime dalla mia mano si disseta
come dalla fonte
prima di accucciarsi Schopenhauer.
In silenzio scrivo.
Sei crepa in me
Scivoli dai punti di vista
a quelli
in tutto ciò
che scrivo.
Ricordati qualche volta di colare
ancora nei solchi
come acqua sui gradini davanti casa.
Solo ogni tanto, a controllare se vivo.
Sei nei passi
Nella ferocia di quel sorriso
di schiena solo
da una palpebra il tuo viso indossa
la commozione.
Resta questo cuore
per suo conto in una gabbia di ossa.
Ti bevo... fresco desiderio, attingendo alla tua pelle, sensuale hai l'odore dell'aria di mare, brezza scorri dolce nelle mie vene... in attesa che il "Phatos" decida le sorti...
il tuo ritorno
a casa.
Raccontavi piano
il giorno appena
svanito
ma io
negli occhi leggevo
l’antico dolore
per non essere stato
davvero speciale.
Nel cuore è rimasto
un soffio di fiato.
Negli occhi mi resta
il tuo sguardo
che con dolcezza
ha sfiorato
appena…
la vita.
uscivamo, mano nella mano
prestando il fianco ad ironie di ogni sorta
tu, pallido cavaliere,
io, che mi sentivo morta
vinta, dalla stanchezza
tu, con fermezza, mi prendevi per la cavezza
e pieno di premura di amorosi pensieri
mi portavi come un gioiello
a spasso per i sentieri
quei sentieri che solo l'anima conosce
e che poi, nuda tra le tue cosce
facea d'amor strano sentier battuto
tra le onde fragorose del mio rider di velluto.







