Strade rapprese 
sorridono
su incubi tracimati 
fin troppo adorati 
per sentirli vivi 
E tu
mi ricordi 
lo sguardo altrove 
fertile devozione
di piogge promiscue 
fino a dimenticare 
il perché
di saggezze inginocchiate 
ad un creatore 
estinto di noia .
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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Siedo sul letto in attesa di un tuo cenno preda indiscussa del tuo magnetico sguardo, diabolico, voglioso brami desideroso il sentir tra le dita scivolare i mie lunghi capelli setosi, eccitanti... eccitante... irrompo e passo dopo passo mi insinuo tra le tue malsane voglie pungenti come spine di rosa, trafiggono i sensi lasciandoci andare all'intensa, violenta passione, ululando alla luna come lupi assetati di sangue e affamati di carne danzante un ritmo ondulante che inghiotte risucchiando l'essenza... "Suspance"... cala il sipario su un vortice d'assoluta armonia.

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Profilo Autore: Pietrina Lorito  

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 Sospesi

 su una  soffice  nuvola di

 pensieri  nascosti…

aspettiamo la spinta del vento

per raggiungere  quel punto

 invisibile dell’orizzonte

che racchiude i nostri sogni…

nella linea infinita 

di questa  unica

irripetibile

vita.

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Profilo Autore: barbara tascone  

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Cerco e trovo
la bellezza
nelle piccole cose quotidiane

bellezza
fulcro attorno al quale
si genera
una spirale
di positive vibrazioni.
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Profilo Autore: Ivano Bersini  

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a volte torno
vera madre anch’io
seno di odori
e ninnenanne
sulle labbra,
a volte colgo vele
strappate e fradice

e tu sei stata àncora o vento?
dove hai cucito
le sue ali?



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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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E mi riconosco in quel silenzio
che sono le tue parole
amare e vere
che mi risuonan dentro
come dolce nettare o come fiele
piangi e pugnali il mio cuore
mi invochi con rabbia
e con dolcezza infinite.
Le parole che non ti dissi
scivolano lente
tra le mie dita
in un silenzio acerbo e avaro
le promesse  le gioie
dei nostri puri cuori
se le porta via il vento
dell'abbandono.
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Profilo Autore: Laura Bocci  

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In me un desiderio
d'essere natura,
una pozza d'acqua
che raccoglie la vita.

Carezzo i fili d'erba
come una madre
pettina i figli suoi.

Lo scricchiolio dei rami
è un coro di voci
non di lamenti supplici.

Ascolto i sussurri
della timida primavera
nei raggi del sole.

Sono sempre io
a godere del cielo
che copre la mia vita.

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Profilo Autore: Libero  

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Una soffitta 
argentata di ragnatele, 
scatole, stracci, 
coperte vecchie. 
Cercare invano
un giocattolo 
tra quelli accatastati. 
Ricordo indelebile
di un'infanzia remota,
un tempo felice,
ora amaro, 
rivedere sorrisi di 
chi ho amato e non
c'è più...
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Stanotte scorre la china sulla tua pelle, scivolando nell'essenziale silenzio sfogo d'immaginario suadente. In esso libero l'essenza della mia follia pronta a donare, umile licenza poetica.
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Profilo Autore: Pietrina Lorito  

Questo autore ha pubblicato 121 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Nella purea delle sensazioni indistinte
ti scorsi, giardiniere dell'anima mia
galante e spadaccino, intento
a curare il mio fiore
come un Piccolo Principe
la tua rosa,
delicata, malata
e capricciosa.
Tra i fiori di tiarè e il cuoio delle tue scarpe
il mio mondo che ti circondava
intriso dei tuoi algoritmi esistenziali
tra un "olé" e un "è stabilito".
Mio dolce, dolce guerriero,
io, fatta di niente e tu...quanto mi manchi...

La lontananza non guarisce nessuna ferita
il dolore si mitiga solo scrivendo.
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Profilo Autore: Laura Bocci  

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Il giorno che muore arrossisce di vergogna

lasciando strascichi sfumati nell'incertezza

al cambio di guardia con la notte imminente.

Immane è la fatica del morire a ogni tramonto

per rinascere il giorno dopo con nuovi progetti

portarli a compimento con entusiasmo

scordando le promesse mancate del dì precedente.

Sono albe e tramonti che non smettono di sorprendere

l'osservatore attento che cerca ragioni in chi osa

con imprevedibili movenze, indossare vestigia

sfoggiandole a piacimento senza contraddittorio.

E col nero manto della notte

nella sua consueta eleganza

congedandosi conclude la sfilata.

Un ciclo continuo di vita e di morte

che va e viene e non chiude le porte

a chi nel suo oltre vorrà trovare risposte.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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le m



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Profilo Autore: pierrot  

Questo autore ha pubblicato 43 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ho visto un ragno
dentro a uno stagno
faceva il bagno
sopra una spugna
ma mai un lamento
e mai una lagna
come una cagna
senza lasagna
È una cuccagna !
Viva la Spagna !
L'ho scritto pure
sulla lavagna
Scende la pioggia
ma non mi bagna
colgo una prugna
e una mela cotogna
Alla bisogna
mi vesto in vigogna
senza rampogna
senza vergogna
Poi son caduto
ahi ahi che scalogna
dentro una fogna
col passamontagna
ma per sfortuna
per massima rogna
la fossa era piena
di pesci piranha !
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Una raccolta è rispetto

di panorami osservati

da sopra un calesse. Di criterio

occhi ricolmi. Bianco

che si regala al nero

per dare forma e movimento

coi colori che si aggregano

al ballo dell’arcobaleno.

Oggi rispetto ha gli occhi lucidi

ché costretto, senza altra possibilità

 a vedere in frantumi

il proprio grandioso progetto;

astratto ci aspetta. Non è prepotente

ma, vincolato a l’attesa

di prosperosi e operosi

ravvedimenti. Lui sa

che sissignore è una parvenza

che il lei è esca, a fondo lenza

che troppo è d’errata provenienza.

- Ha ben altre pretese, rispetto

esempio, da ignobile velox

da trenta, fuori dal centro

… dal centro vero;  esiste

e, contro la pericolosità, lotta

quella che andrebbe estinta

come fosse una specie infestante -

Rispetto è miraggio

 che, spesso, salva la vita

ma, forse, ancor non abbiamo

raggiunto il deserto.



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Profilo Autore: ING BOWLING  

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In spalla un fardello d’amarezza,
il pur incerto passo rompe il silenzio
di vicoli inodori, orfani d’aria di casa,
tra vetrine ubriache di led per lettere cubitali
in perenne attesa di occhi che le guardino.

I panni stesi sui fili tra i balconi
non concedono rossi, bianchi, gialli, verdi o azzurri
e seccano al sole il grigiore delle loro stoffe.
Non stridono, come avrei fortemente voluto,
con l’abbandono servito da un progresso mal pensato.

Giù in fondo, dopo il bar “Caffè su Marte”,
lo slargo s’apre, grande. Qui lo chiamano la “nostra piazza”,
soprattutto certi giovani fruitori di birre ed altro.
Oggi non mi va di andarci, stanco di vedere
lattine e bottiglie vuote sui bordi della fontana rinascimentale.

Tornerò a casa per salvare la mia fragile pelle di poeta
senza smarrire la mia gravosa ingenuità, qui,
da qualche parte di queste becere solitudini.
Calcherò ancora questi sentieri, forse domani o domani l’altro,
non per autolesionismo ma per trovare almeno orme.

Orme, fossero anche deboli, di quella fantasia
che una volta vedevo volare leggera nell'aria
per poi, come prima pioggia di primavera,
bagnare le menti e i cuori più teneramente bisognosi
di costruire senza sconti vita, amori e sogni.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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