Caotico
impreciso
frammentario
il nostro pensiero
vaga amareggiato
per una città
fedifraga
-
24 agosto
ore 6:39
AM
-
il sole
sorgerà ancora
per imboccarci
con l’incubo
della fame
-
3 frasi musicali
15-17 grammi di farina
e un sobborgo stravagante.
La nostra ombra che aleggia
come nebbia minacciosa
e che ci accompagna
all’estinzione
-
Saremo
terra desolata,
espatriati perduti
e maledetti.
Anime
al culmine
della creatività
artistica
-
Vorrei
essere
una persona
separata dalle altre,
abbandonare lo sconforto
che sfoga sempre nel pianto
e vivere sospeso nel torpore
della letteratura
-
Contaminato
dal disincanto
dall’eroismo
e protetto
da tutto
il jazz
che
la mia vita
avrà saputo
sottintendere
-
Non
ci sono
altri desideri
da raggiungere
per me che spero
nel brutto tempo
o nella tregua
morbida
della notte
-
«By and large, jazz has always been like the kind of a man you wouldn't want your daughter to associate with.»
(Duke Ellington)
Scalfito il nostro tempo
dal seguire quell’onda
di finta libertà… imprigionati
da STRUTTURE PADRONE
della nostra libertà
che stabiliscono i nostri passi.
Eccoci come bestiame
stipato in angusti spazi
condotto al più corrotto dei macelli,
inducendo lo stato comune
alla sottomissione spontanea.
Teste chine ed occhi
accecati da futili mete.
Una sottile linea di confine
ci consente di mantenere
la nostra libertà…
la fede nell’AMORE
ma anche questo argutamente manovrato…
Detieni la tua libertà
nel vigore e audacia dell’amore.
Il cadere nella trappola dell’oblio
è solo al passo successivo
indicato sapientemente.
contro i cani in prigione,
barzoi sul balcone o era un irish hound?
peggio dell'abbandono in autostrada,
3 pastori tedeschi con la corda, senza guida
a far da sentinella a un maiale in pantofole.
Tutte bubbole, ipocrisia
mia cugina sui binari con le scarpe
ferrate dalla sera alla cucina,
per sua scelta
un'altra pillola, la lingua a sciabola
<<È morta in discoteca quella zoccola>> .
Il rito d'iniziazione prevedeva un tuffo
oltre le rapide,
il gatto nel barile, senza rete
con le unghie lunghe un metro fra le fronde,
in balia del Fluxus o della vergine cuccia?
già la domanda premia il pazzo che risponde.
annaspare, ed andare giù,
mi precipiterei verso di te. Senza pensare.
Cercherei la tua mano, e mettendoci tutta
la fatica possibile
ti porterei a galla, osservando la delusione
del profondo blu sotto i nostri piedi.
Se tu, in mare aperto, vedessi me
annaspare, ed andare giù,
ti precipiteresti verso di me.
Cercheresti la mia mano e
mi abbracceresti, e avvinghiata verresti con me,
osservando il sorriso del
profondo blu davanti ai tuoi occhi. Senza pensare.
Chi ha detto
che le parole
hanno lo stesso colore?
E lo stesso peso?
Le parole risuonano
con una musica diversa,
profumano di verità
e portano dentro te
una luce che fa brillare gli occhi.
Le parole sanno restare
dentro il tuo silenzio
e sono li a farti compagnia,
quando fuori il temporale
trasporta detriti nel fiume.
Le parole accarezzano i tuoi sogni
e tu abbraccia chi ti spinge a rincorrere
la felicità fatta di piccole cose
e resta dove una parola sa farti fermare
a guardare quel tramonto
che pian piano cade sul mare.
di una città diversa,
ogni settimana,
una città per cantare,
ora che non c'è più
la giovinezza.
Ma tu ci sei,
con il tuo sorriso
e gli occhi ambrati,
oltre gli anni,
le rughe.
Insieme viaggeremo,
una città per cantare
ancora,
oltre i sogni.
io sono i resti
quando si stringe il verde e per l’inverno
sopra il crinale incanta
Giro la stanza,
la solitudine bendata chiama a raccolta i figli
distende madri sopra ammuffite viole
Bacia l’ultima sponda, inarca
nutre la fonte
Nel taglio impossibile del passo
io sono il monte
con la sua croce in cima
Gravosi pesi scivolarono
nell'oblio dell'incoscienza
e tu osservasti con occhi lascivi
un frizzante ruscello.
Avevi sete e ti dissetasti
ma non ti bastò,
la brama era intensa,
impressa nel tuo sguardo
l'avidità scalpitava.
Nient'altro emergeva
da quelle piccole fessure.
L' impetuoso ruscello
da tempo l'amore attendeva
per dissetarlo con le sue acque.
Ciò che vide riflesso
le rendeva torbide.
Abituato a cristallini bagliori
con immenso dolore
chiuse gli argini
vietando all'avidità
di bere ancora.
Maria è il nome di mia cugina,
uguale a quello della Madonna,
forse per caso, forse per segno,
Dio le ha dato il suo disegno.
Una vita sana, giusta e Cristiana,
come Madonna, un figlio ha generato,
grande mamma che con gioia ed amore,
ha accolto il dono di nostro Signore.
Grande donna e stupenda creatura,
combatte sempre tra casa e lavoro,
in vita difficile pur sempre da amare,
ha modellato una famiglia esemplare.
Ama la musica, la poesia e l’arte,
è bella e solare, gioiosa e serena,
una persona adorabile e speciale,
alla sua famiglia fa da guanciale.
Dolce come il miele, addolcisce l’amaro,
profuma di rose e profuma ogni cosa,
limpida e fresca come acqua di fontana,
quando serve però, è calda come lana.
E’ la donna ideale dell’uomo esigente,
la mamma perfetta del suo unico figlio,
la moglie adorata per chi l’ha sposata,
fortunato lui, per averla incontrata.
ho incontrato le meraviglie
del crudo Amore.
Ti respiro
vivida in riva al lago
nella fragrante acqua cristallina
e frizzante nell'aria che giova.
Mantella l’anima mia
che per tempo inesorabile
ha atteso nel gelo
tra urla mute, il presentarti.
In tal dolcezza,
raffinata e sensuale,
arpeggi tra gli spazi resi nostri,
delicate carezze con polpastrelli
in tocchi di raffinata eleganza.
Sorseggio avido, l’echeggiare
della tua candida essenza di donna
tra lacrime salate, composte da paure,
emozioni sconfinate
in vibranti e folli battiti
che dettano parole
tra righe di reclamata poesia
nel rifugio di due anime composte.
Noi!
non un impedimento
E' un momento che il tempo
non passa,
batte il cuore
e ti senti infinito
con un bacio catturi l'amore
lo imprigioni con belle parole.
E' un momento
che potrebbe durare per sempre
se non c'è il vento
a scuotere le foglie,
ma non per questo morirà nel cuore
lo terrai senza fare rumore.
Un momento un temporale
senza freddo,
col calore di un bimbo
che troppo presto diventa grande
un lieto fine
dove il tempo ed i sogni
non finiscono mai.
Si vive di solo politicismo.
Step, app, blog, spam …
abbreviando la vita al tempo
a divenire divi, ismi, dei
probabili precursori
di tempi morti.
Inesistente
l’uomo del politichese
che per il bene comune
non bada a spese
- che lavora al chiaro
anche di luna -
Sussiste
chi di politecnico insiste
o, almeno, ci prova
pone basi
ma, prive d’altezza
dove lo spessore
è fondamentale.
Qualcuno entra in pista
fuorché quella dove si corre
- in cui ci si dà da fare –
Tutti nell’antagonista
che il tutto sposta
nel versante opposto
quello …
del proprio conto corrente.
RP -1
guardavo in basso,
come quando si corre perché piove
e ancora sono in guerra
per le parole inutili che ho detto,
neanche non fossimo noi
neanche non lo sapessimo
****
Tu la conosci
ama un figlio per volta.
Ora che non ci sei,
come puoi immaginare,
ha scelto la bionda
***
Se vuoi ti parlo
del convolvolo rosso
di chi è cattivo per disperazione
dei cani schiacciati in autostrada
del meteo e se c’è l’onda.
Di come dovrei essere,
lo sai
io so che preferisci un sushi.
e che questo natale non verrai
***
mareggiata
cerco, ma
se mi stanco e ti stanchi
andrò lontano
bracciata dopo bracciata nuotando
senza schizzi.
come facevi tu
***
parlano piano
la stella e la conchiglia
il mare dorme
Era infinita quella notte
infinita e terrificante come solo
un’ombra nera sa esserlo
nella sua indeterminatezza
nella sua mancanza di appigli
senza una stella che segnasse la rotta
eravamo in balia di una corrente
che ci conduceva verso onde troppo
cariche di odio per la vita
troppo oscure mentre abbattevano
la loro meschinità sullo scafo
della nostra fragile resistenza
eravamo così soli nel buio
dell’acqua scura finché un flebile
raggio di sole cominciò ad illuminare
altri pezzi d’esistenza
che galleggiavano intorno a noi
diretti verso quegli spicchi di strana luce
eravamo attratti dal discreto bagliore
che con calmo vigore cercava di domare
la burrasca chiamandoci a sé per offrirci
almeno una speranza di toccare quei raggi di sole
bagnandoci di quell’energia
forse nuova linfa al nostro coraggio
nuova spinta al nostro scafo
per lasciarsi alle spalle
le onde nere di una paura malsana.









