Cosa ci faccio qua,
tra te e me,
tra me e te
che getti le reti?
Tra te e me
che raccolgo i tuoi sguardi
caduti nell'oblio?
Cosa ci fanno le parole
tra un silenzio e l'altro,
i silenzi tra un oblio e l'altro?
gli oblii tra un buio e l'altro,
il buio assoluto
tra i tuoi occhi e i miei?
Che ci fa questa vita
tra due sogni infiniti,
i miei sogni di bambino
tra le crepe di vecchie mura,
questo tenero sole
tra passioni di indifferenza
e caos primordiale?
Che ci faccio qua
tra te e me?
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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Scorreva il flusso amorevole
nei baccelli di quell'orto
coltivato a dovere
di calore e giovani germogli
di frutti del ritorno in quantità immense
nei fazzoletti verdi

umidi nelle notti
arsi nei giorni
pettinati ed accarezzati
di profumi altalenanti cosparsi
cruccio del giardiniere
nomade e rugoso, che si sentiva proprietario
felice della loro ebbrezza

Lo sorprese un giorno
il sonno del mezzadro
con un fiore in bocca
ed il suo cappello di paglia
a coprir gli occhi

Non attese nuovi baccelli
non sentì altro calore
affondò nella terra, smossa da poco
che per molto aveva sovrastato.








 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Tu sei entrata nella nostra vita
come un fulmine non di temporale,
ma lanciato dalla mano di Dio
Doveva essere così
era scritto nel cielo, hai squarciato l'universo
illuminando i nostri cuori
portando calore ed allegria
Tu con la tua esuberanza,
la tua risata che è musica
arriva dentro ed accarezza l'anima
Tu, e la tua generosità soprannaturale
seguendo l'esempio di Cristo
ti porti agli altri con discrezione
non facendo sapere
“alla mano destra, ciò che fa la sinistra”
Tu con il tuo sguardo birichino,
che nasconde la stessa sofferenza
che provo io, con un solo sguardo
noi parliamo amica mia ….
Soffri anche tu per il tuo amore
abitato dalla “Maledetta”
tiri da un pozzo magico forza, e tanto amore
come è bello essere stretta dal tuo abbraccio,
sentire la tua mano stringere la mia,
una linfa magica ci attraversa
donandoci serenità
Fortunato colui che come moglie
ti ha preso, e il frutto del tuo ventre
che mamma meravigliosa hanno scelto ….
Grazie mia dolce amica
il bene che ti voglio durerà sempre
è una corda forte a tre capi
io, te e Dio ...


*********************************************************************************************************
Alla mia carissima e dolce amica Cinzia













 
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Scrivo del tuo star male, senza vergogna nel non poter stare lì
Adesso non è permesso, come vedersi
L'abitudine a questo, non è ancora amica
Nei fiati sprecati intorno
si sente di peccati da scontare o già perdonati
Sofferenze che devono transitare, in questo luogo traditore
La fine che verrà, malgrado l'impegno e gli sforzi
di chi lascia segni o di chi ha lasciato solchi
non è una soluzione
ma la peggior punizione per aver tentato
di sopportare garbatamente, senza infastidire
Le speranze prima o poi muoiono
ed il destino furfante ed ingordo
se la ride
Crudele e rapace
Con immutata storia
Senza distinzioni
Capire non è comprendere
Comprendere sta solo alla fine
Fine, come termine d'inizio
I quesiti esplodono
Sono esausto nelle parole
Tradito giorno dopo giorno
Un freno, limita lo scrivere
Adesso mi fa male
Mi sento una pietra
Il mio cuore lo è
Adesso non sono lì
Lì, non vorrei ci fossi tu.
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Gli amici sono come aquiloni,
i cui fili sono stretti nelle nostre mani.
Il vento è la felicità,
che un giorno strappa le funi
e li trascina chissà dove,
forse contro il loro volere.
Perché la felicità è una bufera
che sconvolge ogni incanto,
luce troppo accecante per chi ama.
Che settembre ideale
per vederti fuggire all'indietro.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Cara amica mia
non te ne andare via di già
La partita non è finita e lo sai
anche se sai pure l'amara verità

Cara amica mia
si dice sempre che tanto uno dei due
ci caschi sempre per bene
come adesso le difese mie

Cara amica mia
le tue confidenze sono sempre piacere e agonia
Girare insieme per il centro
ed entrare nei negozi d'abbigliamento
Entrarti dentro e poterti ascoltare
sai per me sta diventando un mestiere
e serve a poco quando urli contro il sistema
se poi siamo noi l'unico vero problema

Cara amica mia
da quanto tempo ci conosciamo
A volte sembra davvero un'eternità
a volte siamo stati chi siamo
a volte non so nemmeno che senso ha

Cara amica mia
dimmi che non te ne andrai
sarà stata una cotta di poche ore e via
e non avrebbe senso dirtelo ormai perché
mi basti come amica pur di tenerti con me

Cara amica mia
finché vita non ci separi
se vivere lontani significa giorni migliori
Di sbagli ne facciamo e sono solo uno dei tanti
che ha custodito il segreto di tutti gli amanti

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Tristezza  
preoccupazione 
pensieri che si sovrappongono. 

Un momento critico 
molte persone a te care 
sono con te.

Anche se lontani 
gli amici come me 
ti vogliono bene, ti pensano. 

Manchi tanto 
a tutti noi
la tua assenza pesa. 

Tu che pensi sempre a tutti 
adesso noi 
pensiamo a te. 

Ti aspettiamo fra noi 
come e più di prima
non sei solo.



TANTI AUGURI DI PRONTA GUARIGIONE, TI ASPETTIAMO TUTTI CON ANSIA, SEI IL NOSTRO AMICO CARISSIMO, QUESTA FAMIGLIA LAI CREATA TU, QUA E' IL TUO POSTO CON NOI, GRAZIE DI TUTTO A PRESTO, UN ABBRACCIO IMMENSO, CIAO ENZO.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

Questo autore ha pubblicato 815 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

E’ il primo a guidarci ma il primo a perdersi;
classico amico: a casa nostra per i porno e le carte.
Nessuno seppe dello sfaglio familiare
o delle sue grandi riprese sotto il lago.

Gira ben vestito con gli amici il sabato sera
pensando di realizzare una vita che nemmeno conosce
e bacia quella mora un po’ per piacere, un po’ per vanto;
perché ascolti sempre il coro?

Quel coro consenziente di amici
che canta il tuo spartito, ma lui
fa sempre di testa loro e così
ne nasce fuori un canto isolato.

Danza con le sue babbucce per il Fillungo
felice e forse stronzo, per poi ronzare come un’ape
e la faccia da calabrone su quell’Aprilia scassato.

Una branco di cani che abbaia ma non morde,
oche in fila indiana che starnazzano senza ali
e che non ci sanno fare con le solite matasse!

Vestiti bene e sguazza nel profumo,
firma senza guardare, dissetati con l’alcool blu,
di’ come sempre che la tradirai per farci contenti.
Ma tanto non cambi; impari solo a sorprenderti.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Nasce come d’incanto
tra i roseti dell’anima
la purezza germogliata 
nei colori dell’esistenza
 
… la rosa dell’amicizia…
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Profilo Autore: Verdesca Cristian  

Questo autore ha pubblicato 31 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
L’alveare che hai costruito, fitto come la foresta
ferma il volare della polvere sporca di questo girotondo
 che di dolcezza  vorrebbe bere
di giallo avrebbe il sogno
e di ali il bisogno

 
Viaggiando fra frutti e fiori, raccogli i complimenti
di amici e conoscenti, salvati dal tuo operare
che dolcemente solleva, un recondito pettegolare
 
Pollini allergici come flutti,  posano nei nostri respiri 
sui nostri cuori

come coltre di cioccolato sul dolce amato    
che il tuo garbato ronzio 
ha reso più mio

  
Con elegante vibrare
entri nelle aperture
senza ora, per farne una dimora
per  passarci qualche momento
e placare il diurno fermento

 
L’oro leggero sulle pareti, ormai saldo e certo
impreziosisce quanto è cresciuto dentro
questo sentimento
 
Sento ormai da tempo, il tuo spensierato esistere
nei miei momenti
nell’alveare fitto dove mi hai ospitato
dove mi hai saputo curare
senza chiedere perché non so volare

 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Quand'alme e luci sono spente, sveglia

se' 'n roseo albeggiar d'insonne immago;
parmi al piovoso pianto fiacca e viva,
assetata d'amor e affetto e vago

desio ch'irradia ciò che'l cor ravviva,
come fiata in cui, per incantamento,
si spiaggia, nudo, su festosa riva.

Come stuol de l'audaci nauti intento
a liberare de la santa terra,
ardenti, sì vegg'io quel viso e sento

umile e altero l'obbligo alla guerra
che non volge nel fero accento 'l sangue
a l'arme, ma con maggior doglia atterra.

Armato priega e sì la speme e piangue:
"Madre delle Madri, di tua fattur
fattura, eterna morte e ciò che tangue

vita uman intendi quant'alte mur
che restano all'assedio del Felice,
son, imponenti e 'mpietose. Sì dur

è lo glorioso volo che si dice
esse'l miracol de la dolce vita ?
E par soave modo cui s'addice

pietà beata'l piangere smarrita;
or dunque come può cor che s'infama,
fedele a la segnor che l'ha accudita,

intonar divo canto che reclama
que l'unico convivio colmo e voto
ov'è l'Amor il pane onde si sfama?".

Qual fior, in pinte foglie, che di loto,
e pur ontato da cotan fanghiglia,
clarezza e purità non vende al moto

così che più resplende e al sol s'infiglia,
tal è'l ridente tuo e leggero volto
ameno e vivo e terso cui s'abbiglia

lo mondo ignaro e da buon fato colto,
ma ver, venduto e avaro e perso, Dite,
vorace e 'nsoddisfatto pur s'è vòlto.

Insigne Regia, quanto calma e mite
destasi fedel la face d'esse e alta
e grave e cara veste in speme vite

che lindo o lercio ogn'om eterno essalta.
Destati allor da que l'armata veglia;
in piedi, fera, mostra la ribalta

del desider potente che mai inveglia.
All'alba e 'n risi incanta a gui' di mago
i cuor torpìdi con un dolce: Sveglia.
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Profilo Autore: Alorian  

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"Come iene amici di ieri dilaniano la sensibilitá del mio animo, affamati si nutron di vecchi ricordi di ogni senso di umana pietá son sordi. Come una morente carcassa trascinata dalla corrente, della nostra amicizia lontana alla vista, non v'è più niente. Mentre vi compiacete con grasse risate strozzate in gola, maledico i giorni in cui godemmo assieme delle nostre esistenze".
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Profilo Autore: oasiall  

Questo autore ha pubblicato 16 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il tuo viso bello, solare oggi è stanco, triste
è una maschera di sofferenza
i tuoi occhi che luce emanano
non brillano, cerchiati da un trucco
che non hai messo tu
Si allagano ma lacrime non lasciano colare
se non quando rifugio trovi nel tuo letto
il tutto è racchiuso nel tuo cuore e fa male, molto male
Io piango con te che se pur non odo
i tuoi singhiozzi l'anima mia ne sente il fragore
rimango in silenzio, rispettando il tuo
non riesci a liberarti dal bendaggio
che sterile stringe il tuo cuore infranto
Quando verrà il momento
io sono qui, catino dove vomitare puoi
il dolore, la rabbia e l'amarezza
che dalla vita ti allontanano
mentre ti rifugi in un sonno insano,
scevro di ristoro o soluzione
La mia gola è muta, se pur vorrei urlare
per farmi da te sentire,
le parole tornerebbero indietro come un boomerang
sbattuto contro un muro di indifferenza
So che verrai quando sarai pronta
l'amicizia è anche questo
rispettare la paura, il malessere, aspettare in silenzio
e con lo sguardo mandare segnali forti
che solo due anime unite da sentimenti veri
come siamo noi riescono a decriptare







 
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Hai scosso il mio tappeto  di giovane di un tempo
con il tuo ricordo ammaliante
lento e primaverile
mentre  stendevo i panni di superstite
da una lunga guerra interiore
 
Soffriamo entrambi
senza ascoltarci  senza vederci
al fine di pontili  troppo alti su freddi mari     
troppo fragili
 
Vorremmo riscaldarci
ma quel gelo antico
non ridiventerà acqua
 
Gli anni calcarei
hanno immobilizzato i nostri voli
di liberi pensieri
 
Le mie ali sono stanche
le tue troppo lontane
 
Mi trascinerò altrove
senza volare,  senza smaniare
 
Hai scosso il mio tappeto oggi
sotto quel cielo un tempo amico
di chiodi e punte di coltello
straripante  
 
 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Mi sa proprio che non sopravviveremo

Anche provando a rigare dritto

Rigando pure i vetri dei portaritratti

Tanto non ci salverà una foto

Io sono nonostante tutto

Non di certo quello che mi sarei aspettato

Allora lanciami la vita come un mazzo di chiavi

 

Fammi divertire sulla croce

Anche quando balla sotto lo specchietto

Non mi ridare indietro i miei regali

Ammettilo non sai nemmeno dove li hai lasciati

Non ti restituirò però i miei errori

Io mi tengo i miei soli ad insolarmi

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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