tra te e me,
tra me e te
che getti le reti?
Tra te e me
che raccolgo i tuoi sguardi
caduti nell'oblio?
Cosa ci fanno le parole
tra un silenzio e l'altro,
i silenzi tra un oblio e l'altro?
gli oblii tra un buio e l'altro,
il buio assoluto
tra i tuoi occhi e i miei?
Che ci fa questa vita
tra due sogni infiniti,
i miei sogni di bambino
tra le crepe di vecchie mura,
questo tenero sole
tra passioni di indifferenza
e caos primordiale?
Che ci faccio qua
tra te e me?
nei baccelli di quell'orto
coltivato a dovere
di calore e giovani germogli
di frutti del ritorno in quantità immense
nei fazzoletti verdi
umidi nelle notti
arsi nei giorni
pettinati ed accarezzati
di profumi altalenanti cosparsi
cruccio del giardiniere
nomade e rugoso, che si sentiva proprietario
felice della loro ebbrezza
Lo sorprese un giorno
il sonno del mezzadro
con un fiore in bocca
ed il suo cappello di paglia
a coprir gli occhi
Non attese nuovi baccelli
non sentì altro calore
affondò nella terra, smossa da poco
che per molto aveva sovrastato.
come un fulmine non di temporale,
ma lanciato dalla mano di Dio
Doveva essere così
era scritto nel cielo, hai squarciato l'universo
illuminando i nostri cuori
portando calore ed allegria
Tu con la tua esuberanza,
la tua risata che è musica
arriva dentro ed accarezza l'anima
Tu, e la tua generosità soprannaturale
seguendo l'esempio di Cristo
ti porti agli altri con discrezione
non facendo sapere
“alla mano destra, ciò che fa la sinistra”
Tu con il tuo sguardo birichino,
che nasconde la stessa sofferenza
che provo io, con un solo sguardo
noi parliamo amica mia ….
Soffri anche tu per il tuo amore
abitato dalla “Maledetta”
tiri da un pozzo magico forza, e tanto amore
come è bello essere stretta dal tuo abbraccio,
sentire la tua mano stringere la mia,
una linfa magica ci attraversa
donandoci serenità
Fortunato colui che come moglie
ti ha preso, e il frutto del tuo ventre
che mamma meravigliosa hanno scelto ….
Grazie mia dolce amica
il bene che ti voglio durerà sempre
è una corda forte a tre capi
io, te e Dio ...
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Alla mia carissima e dolce amica Cinzia
Adesso non è permesso, come vedersi
L'abitudine a questo, non è ancora amica
Nei fiati sprecati intorno
si sente di peccati da scontare o già perdonati
Sofferenze che devono transitare, in questo luogo traditore
La fine che verrà, malgrado l'impegno e gli sforzi
di chi lascia segni o di chi ha lasciato solchi
non è una soluzione
ma la peggior punizione per aver tentato
di sopportare garbatamente, senza infastidire
Le speranze prima o poi muoiono
ed il destino furfante ed ingordo
se la ride
Crudele e rapace
Con immutata storia
Senza distinzioni
Capire non è comprendere
Comprendere sta solo alla fine
Fine, come termine d'inizio
I quesiti esplodono
Sono esausto nelle parole
Tradito giorno dopo giorno
Un freno, limita lo scrivere
Adesso mi fa male
Mi sento una pietra
Il mio cuore lo è
Adesso non sono lì
Lì, non vorrei ci fossi tu.
Gli amici sono come aquiloni,
i cui fili sono stretti nelle nostre mani.
Il vento è la felicità,
che un giorno strappa le funi
e li trascina chissà dove,
forse contro il loro volere.
Perché la felicità è una bufera
che sconvolge ogni incanto,
luce troppo accecante per chi ama.
Che settembre ideale
per vederti fuggire all'indietro.
Cara amica mia
non te ne andare via di già
La partita non è finita e lo sai
anche se sai pure l'amara verità
Cara amica mia
si dice sempre che tanto uno dei due
ci caschi sempre per bene
come adesso le difese mie
Cara amica mia
le tue confidenze sono sempre piacere e agonia
Girare insieme per il centro
ed entrare nei negozi d'abbigliamento
Entrarti dentro e poterti ascoltare
sai per me sta diventando un mestiere
e serve a poco quando urli contro il sistema
se poi siamo noi l'unico vero problema
Cara amica mia
da quanto tempo ci conosciamo
A volte sembra davvero un'eternità
a volte siamo stati chi siamo
a volte non so nemmeno che senso ha
Cara amica mia
dimmi che non te ne andrai
sarà stata una cotta di poche ore e via
e non avrebbe senso dirtelo ormai perché
mi basti come amica pur di tenerti con me
Cara amica mia
finché vita non ci separi
se vivere lontani significa giorni migliori
Di sbagli ne facciamo e sono solo uno dei tanti
che ha custodito il segreto di tutti gli amanti
preoccupazione
pensieri che si sovrappongono.
Un momento critico
molte persone a te care
sono con te.
Anche se lontani
gli amici come me
ti vogliono bene, ti pensano.
Manchi tanto
a tutti noi
la tua assenza pesa.
Tu che pensi sempre a tutti
adesso noi
pensiamo a te.
Ti aspettiamo fra noi
come e più di prima
non sei solo.
TANTI AUGURI DI PRONTA GUARIGIONE, TI ASPETTIAMO TUTTI CON ANSIA, SEI IL NOSTRO AMICO CARISSIMO, QUESTA FAMIGLIA LAI CREATA TU, QUA E' IL TUO POSTO CON NOI, GRAZIE DI TUTTO A PRESTO, UN ABBRACCIO IMMENSO, CIAO ENZO.
E’ il primo a guidarci ma il primo a perdersi;
classico amico: a casa nostra per i porno e le carte.
Nessuno seppe dello sfaglio familiare
o delle sue grandi riprese sotto il lago.
Gira ben vestito con gli amici il sabato sera
pensando di realizzare una vita che nemmeno conosce
e bacia quella mora un po’ per piacere, un po’ per vanto;
perché ascolti sempre il coro?
Quel coro consenziente di amici
che canta il tuo spartito, ma lui
fa sempre di testa loro e così
ne nasce fuori un canto isolato.
Danza con le sue babbucce per il Fillungo
felice e forse stronzo, per poi ronzare come un’ape
e la faccia da calabrone su quell’Aprilia scassato.
Una branco di cani che abbaia ma non morde,
oche in fila indiana che starnazzano senza ali
e che non ci sanno fare con le solite matasse!
Vestiti bene e sguazza nel profumo,
firma senza guardare, dissetati con l’alcool blu,
di’ come sempre che la tradirai per farci contenti.
Ma tanto non cambi; impari solo a sorprenderti.
ferma il volare della polvere sporca di questo girotondo
che di dolcezza vorrebbe bere
di giallo avrebbe il sogno
e di ali il bisogno
Viaggiando fra frutti e fiori, raccogli i complimenti
di amici e conoscenti, salvati dal tuo operare
che dolcemente solleva, un recondito pettegolare
Pollini allergici come flutti, posano nei nostri respiri
sui nostri cuori
come coltre di cioccolato sul dolce amato
che il tuo garbato ronzio
ha reso più mio
Con elegante vibrare
entri nelle aperture senza ora, per farne una dimora
per passarci qualche momento
e placare il diurno fermento
L’oro leggero sulle pareti, ormai saldo e certo
impreziosisce quanto è cresciuto dentro
questo sentimento
Sento ormai da tempo, il tuo spensierato esistere
nei miei momenti
nell’alveare fitto dove mi hai ospitato
dove mi hai saputo curare
senza chiedere perché non so volare
se' 'n roseo albeggiar d'insonne immago;
parmi al piovoso pianto fiacca e viva,
assetata d'amor e affetto e vago
desio ch'irradia ciò che'l cor ravviva,
come fiata in cui, per incantamento,
si spiaggia, nudo, su festosa riva.
Come stuol de l'audaci nauti intento
a liberare de la santa terra,
ardenti, sì vegg'io quel viso e sento
umile e altero l'obbligo alla guerra
che non volge nel fero accento 'l sangue
a l'arme, ma con maggior doglia atterra.
Armato priega e sì la speme e piangue:
"Madre delle Madri, di tua fattur
fattura, eterna morte e ciò che tangue
vita uman intendi quant'alte mur
che restano all'assedio del Felice,
son, imponenti e 'mpietose. Sì dur
è lo glorioso volo che si dice
esse'l miracol de la dolce vita ?
E par soave modo cui s'addice
pietà beata'l piangere smarrita;
or dunque come può cor che s'infama,
fedele a la segnor che l'ha accudita,
intonar divo canto che reclama
que l'unico convivio colmo e voto
ov'è l'Amor il pane onde si sfama?".
Qual fior, in pinte foglie, che di loto,
e pur ontato da cotan fanghiglia,
clarezza e purità non vende al moto
così che più resplende e al sol s'infiglia,
tal è'l ridente tuo e leggero volto
ameno e vivo e terso cui s'abbiglia
lo mondo ignaro e da buon fato colto,
ma ver, venduto e avaro e perso, Dite,
vorace e 'nsoddisfatto pur s'è vòlto.
Insigne Regia, quanto calma e mite
destasi fedel la face d'esse e alta
e grave e cara veste in speme vite
che lindo o lercio ogn'om eterno essalta.
Destati allor da que l'armata veglia;
in piedi, fera, mostra la ribalta
del desider potente che mai inveglia.
All'alba e 'n risi incanta a gui' di mago
i cuor torpìdi con un dolce: Sveglia.
è una maschera di sofferenza
i tuoi occhi che luce emanano
non brillano, cerchiati da un trucco
che non hai messo tu
Si allagano ma lacrime non lasciano colare
se non quando rifugio trovi nel tuo letto
il tutto è racchiuso nel tuo cuore e fa male, molto male
Io piango con te che se pur non odo
i tuoi singhiozzi l'anima mia ne sente il fragore
rimango in silenzio, rispettando il tuo
non riesci a liberarti dal bendaggio
che sterile stringe il tuo cuore infranto
Quando verrà il momento
io sono qui, catino dove vomitare puoi
il dolore, la rabbia e l'amarezza
che dalla vita ti allontanano
mentre ti rifugi in un sonno insano,
scevro di ristoro o soluzione
La mia gola è muta, se pur vorrei urlare
per farmi da te sentire,
le parole tornerebbero indietro come un boomerang
sbattuto contro un muro di indifferenza
So che verrai quando sarai pronta
l'amicizia è anche questo
rispettare la paura, il malessere, aspettare in silenzio
e con lo sguardo mandare segnali forti
che solo due anime unite da sentimenti veri
come siamo noi riescono a decriptare
Hai scosso il mio tappeto di giovane di un tempo
con il tuo ricordo ammaliante
lento e primaverile
mentre stendevo i panni di superstite
da una lunga guerra interiore
Soffriamo entrambi
senza ascoltarci senza vederci
al fine di pontili troppo alti su freddi mari
troppo fragili
Vorremmo riscaldarci
ma quel gelo antico
non ridiventerà acqua
Gli anni calcarei
hanno immobilizzato i nostri voli
di liberi pensieri
Le mie ali sono stanche
le tue troppo lontane
Mi trascinerò altrove
senza volare, senza smaniare
Hai scosso il mio tappeto oggi
sotto quel cielo un tempo amico
di chiodi e punte di coltello
straripante
Mi sa proprio che non sopravviveremo
Anche provando a rigare dritto
Rigando pure i vetri dei portaritratti
Tanto non ci salverà una foto
Io sono nonostante tutto
Non di certo quello che mi sarei aspettato
Allora lanciami la vita come un mazzo di chiavi
Fammi divertire sulla croce
Anche quando balla sotto lo specchietto
Non mi ridare indietro i miei regali
Ammettilo non sai nemmeno dove li hai lasciati
Non ti restituirò però i miei errori
Io mi tengo i miei soli ad insolarmi




