Mi accingo a te
nella speranza che queste
righe siano
l’ultimo suicidio del mio cuore.
Come trionfare
nel mondo sottomessi
a questa grande e avventata passione?
Se l’odore meschino
della tua pelle confonde
i colori,
e richiama a te ogni sapore.
Cos’è ormai un sapore?
Morirei bruciando in te,
morirei felice,
tra le gote tue e i tuoi sospiri.
Ma non posso stringerti,
e non posso parlarti.
E non posso smettere di sognarti.
E allora cesserò di
farti vivere nelle mie parole.
L’amor che uccide non è amore,
o forse è nel suo ghigno atroce
che è racchiuso il suo più
intimo segreto?
Nient’altro resterà di te
che un segreto
intimo,
da tenersi stretto.
Magari in un giorno
lontano,
un ricordo mi parlerà
di te.
Allora sarò un uomo,
e saprò fingere,
fingere che mai
il mio cuore ti abbia
amato tanto.
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