E ti penso mentre ti strucchi
e guardi lo scempio dell’età
sul volto e alla bellezza
di un tempo dissolta
da una folata di scirocco
sulla pelle. Ci sarà pure un trucco
per ritrovare il tuo delta
nelle antiche pose da ragazza
che mi tiene per mano a metà
e poi mi guarda diritto negli occhi.
E ti racconto al mio futuro remoto
scacchi al traguardo e specchi nel cuore
ma nell’ultimo incavo a sinistra
l’unico slot rimasto libero
dopo le ferite inferte dal pugnale
del fato avverso. Se parte il segnale
e se lo senti arrivare davvero
il riso e il pianto in un’unica giostra
nel tempio intatto del candore
allora non è stato tempo perduto.
E se non ti recito il mio ultimo verso
è perché non puoi sentirlo
ma l’eco può arrivarti lo stesso
con l’acqua piovana che a gocce
penetra i sensi e li fa vibrare
mentre intenta a guardare il mare
ti rivedi nella ragazza delle rocce
e degli scogli che fa sesso
al riparo del sole. Sei stata il tuorlo
e non l’albume e il mio urlo represso.

Commenti
JUNG e non Young (come scrivesti tu nella nostra... ) diceva che in certi rapporti una frittata ci sarebbe stata bene!
ironico, viva la frittata...ciao, chiedo scusa anche a Emanuele.
Il tempo beffardo, nemico, che tutto porta via ma se lascia ricordi, vividi, belli, percepiti ancora tanto, allora non è stato tempo perduto.
Io voglio leggerla cosi e mi piace tanto, scusa!... Un abbraccio, ciao... ^.^