Le sue mani si adagiavano 
all'ambrata pelle mia,
come fili di seta sulla tela Aida...
l'odore di un insaziabile voglia,
l'ardore dei nostri palati
erano tormento... veleno. 
I suoi occhi... mio Dio...
cos'erano quegli occhi?
Erano fiamme dell'inferno 
che mi portavano in paradiso.
Il possesso dei nostri respiri,
il tenere in pugno l'aria viziata
ci teneva sospesi nel vuoto
che riempiva ogni spazio di noi.
Si sfioravano le anime...
volteggiavano in una danza
fino allo sparire della luna,
fino al chiarore di mille giorni.

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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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