La bellezza di una poesia

sta nel rappresentare quella linea di separazione

che celebra il piacere al retrogusto di dolore.

Lei

comprende entrambe le due forze.

Lei

riempie gli occhi di eccelsa goduria.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Siedo qui, in questo angolo
dove è fascino ed intimità,
dove ero regina per gioco,
ed ascolto le voci di questa casa.

… E’ lo sciacquio del fiume,
racconta di sé,
è acqua, scorre e passa come la vita
che ha corso su questi muri
dove s’ imprimono più bei ricordi.

… Qui, ancora per un pò,
sul trono dove ho cullato
favole e desideri
e nascosto e addolcito pianti.

… Da qui ho guardato passare gli anni
sfuggiti tra le dita, mangiati dal tempo
che ancora li rincorre.

Ma, ormai, è andato e tra poco
partirò anch’io,
ma dov’è che andrò?...
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Profilo Autore: Giò  

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In un mondo in cui noia e conseguente nulla

prevalgono sulla realtà apparente

ci si invecchia prematuri

cercando continuamente ciò che mai saremo,

o che comunque ci sarà privato

e a quel punto

non ci saranno più

immagini da immortalare

niente più battaglie da combattere

ma solo il ricordo

di una guerra che hai sempre perso

ma in cui non sei mai morto.

 
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Invecchiare

Si lo so,

sono un vecchietto,

in confronto a te,

così giovane,

così calda,

forte,

vigorosa;

lo so,

lo so,

ma dentro sono ancora capace di amare,

di pensare,

di sognarti,

di volerti,

sono ancora quello di una volta,

nell’anima,

nella testa,

nel cuore;

e ti amo,

con tutto ciò che ho,

che mi rimane,

per il tempo che resta,

fino alla fine del tempo.
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Profilo Autore: stefano medel  

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Le cose si dicono e si disfano

si sfasciano e si rovinano

si abbelliscono per contrapposizione

e si rivoltano contro al proprio creatore.

Un miscelatore di parole preimpostate

si getta ai piedi di chi apre la bocca

per dissetare l’aridità di labbra

che circoncise in se stesse

lasciano una stele di saliva

figlia dell’aria e dell’ingurgitato.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Ognuno

esterna i propri mostri

in maniera diversa.

Ogni singolare episodio

è dettato dall’incoerenza

la razionalità che invade il nostro spirito

è totalmente imposta ed eccessiva.

Miracolo è quando tutto ciò

si rifà ad un assemblaggio del tutto

e si giunge finalmente alla tanto sospirata soluzione.

Che sarà, sempre e comunque

un utopia.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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L‘incontro fu abbagliante,
il più radioso dei peccati
   e trascinò in un vivo amore 
i due duellanti.

Cercarono parole,un verbo
che diventasse carne,
per educare i sogni,
 sfidare ogni fugace apparizione o corsa.

Fu un bene,
senza cielo,senza terra,
di una immensità come la musica;
di versi liberi come orizzonti giovani
di bianca pace,di un sole senza velo.

Ma, dell’opera distrutta
   è irripetibile l’abbaglio...
.. e ascolto un canto blues!

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Profilo Autore: Hera  

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Non sempre servono le parole,
spesso sono gli occhi a parlare,
le labbra.

Il calore di un abbraccio.

Sogno di sentire i tuoi pensieri
il tuo profumo
si intreccia con il mio.

Un piccolo spazio.

L'immenso trapela
nel silenzio
uno sguardo illumina il sogno.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Di solitudine lacrime amare scorrono                                                           
                                                         
                                                   da sguardo sofferente.

                                                   Non s’accorge il cuore

                                                 che vita la stagione offre.

                                                    Spenta s’è l’Essenza

                                                  notte d’inverno glaciale

                                                            allorché

                                                      l’Amore adorato

                                                      è stato chiamato. 

                                                  Lo sguardo mi ha donato

                                                   e a Dio s’è affidato.

                                                 Più cammino non distinguo

                                                       rinata son io

                                                   ma a vita di Morte.
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Profilo Autore: Maria Rosa Cugudda  

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    Sono di pietra l’orto e la terra
     che scorrevano di latte e di vino,
       di nettare d’api e aromi d’altri tempi.
     E’ giallo il cuore,
    stanco,del rumore delle foglie.
    Serve ora, il coraggio degli esuli,
     che aspettano l’ombra dei gabbiani
        con animo teso, come pazienti marinai…
    che muti, davanti all’onda forte
      congiungono le mani…che si plachi la marea!
 
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Profilo Autore: Hera  

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Sono seduto alla mia scrivania.

Sul mio lato destro ho una grande finestra.

Sono le 11,44 e il cielo è coperto


 Nuvole dense più chiare e più scure,  

compatte

che emanano una luce strana.

Sembra di essere in una sacca con un dolce alla panna capovolto sulla testa.

Panna bianca e un po’ più grigia,

come se una parte fosse mischiata a qualcosa di scuro,

come la neve, 

bianca dove è ancora intatta

e grigia dove passano le macchine.


E’ il 29 aprile 2016 un Venerdì.

Mi sono sempre chiesto se davvero ad un lettore interessa sapere com’è il cielo in questo momento.

Voglio dire in un racconto in un romanzo il descrivere il cielo che senso ha?

Se avessi scritto che era una bella giornata di sole e il cielo azzurro avrebbe fatto differenza?


Pensandoci forse sì, forse lo stato d’animo sarebbe stato diverso, sia mio sia del lettore.

Sto rivalutando l’utilizzo del mio tempo.

In un romanzo di Michael Ende si parla di “signori Grigi” che rubano il tempo agli uomini per esistere.

Quel tempo è trasformato in sigari che loro fumano e senza quelli spariscono, muoiono, evaporano.


Tempo che se ne va in fumo.

In giorni come questi sento tutta la mia energia,

la mia potenzialità che vorrebbe espandersi ma è frenata.

Come se si andasse in salita con una macchina ma con il freno a mano tirato,

ma non è l’esempio corretto.


E’ come una falsa partenza ai 100 mt di atletica,

scatti al via ma vieni fermato e torni sui tuoi passi,

è come un contenitore che ha una certa elasticità ma chiuso con un tappo.

Dentro una forza si espande spinge su tutte le pareti

il contenitore si dilata ma poi non esplode e torna nel suo formato iniziale.


Nel mio caso è più come se lasciassi libera questa energia,
questo amore,

ma non trovassi nessuno ad accoglierla a capirla.

Un po’ come lasciare la pompa di benzina aperta con il carburante che esce,

cerca una macchina per poterle essere utile ma non ce ne sono.


Il carburante è inesauribile, ma la mia testa mi convince a chiudere il rubinetto

Come per il carburante,

che se non trova un serbatoio inquina ed è pericoloso, 

la mia energia diventa fuori luogo, mal interpretata e si blocca.


Il fatto è che  lei –l’energia- non sa  perchè,  è  la ragione che le parla.

Ma si sa non vanno troppo d’accordo.

Come si dice:
"il cuore ha delle ragioni che la ragione non può capire"


Che spreco.

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Profilo Autore: Elvezio  

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Vestito di magia

Bene o male

Sono poeta e artista,

e mi vesto di sogni

e fantasie

e di pensieri,

perché tu che leggi,abbi

un po’ di magia,

sorridendo un poco,

o riflettendo;

e mi vesto di sogni,

come un cantastorie,

che è tutti e nessuno,

per te,

anche per te.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Arduo,
   svegliarsi e diventare uomini.
    Basti pensare a quanto si è soli sulla scacchiera,
ai difficili passi, alle fatali mosse,
agli orizzonti compromessi
 e i cuori fuoriposto.
  I ritmi obliqui e le verità inclinate,
 la mediocrità,che invade il cielo.
Arduo,
essere mortali, senza sete d’oro,
senza illusioni o anche passioni;
difficile acquisire meriti,
 arduo,non possedere nulla.
Facile,
rimanere fuori da ogni paradiso!



 
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Profilo Autore: Hera  

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Perché scandire parole di un ultimo naufragio

essere schiavi di un altro io

macchinoso malessere altezzoso

che vira tra le fronde

e agita le loro braccia di legno.

Perché avere un busto di ferro

che copre gli anfratti della roccia

e sgretola gli ultimi residui.

Perché adorare una ninfa che porta pudore

annusare capelli appassiti

mostrare abiti color convinzione

agitare bandiere di vittoria

massacranti nell’esistere.

Perché scrutare orizzonti lontani

che sanno della propria camera da letto

pregare spiriti che invadono i sogni

seguaci ammaliatori del nulla.

Perché darsi per vinto

avere profumo d’invidia.

Perché provare astio

Per la luce che invade il resto del mondo

invece di assorbirla e farle crescere il sorriso?

Ora, non mi domando il perché

in quanto basta chiudere gli occhi

e rimanere immobile

per non avere quesiti in proposito

e far fluire come in canoa

le rapide che invadono il fiume sotto i  miei piedi.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Ne conosco tanti di Felice,

ragazzi, vecchi e di mezza età,

convinto ne fossero i custodi,

a tutti ho chiesto di felicità.

Han detto che il nome l’ha illusi

per poi rimanerne assai delusi:

felicità?

Quel primato che nessuno sa

e la chimera che nessuno ha.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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