Mi guardi con quei grandi occhi
il colore del mare,
la dolcezza di un bambino,
la tenerezza di chi ama
Amici da sempre noi tu innamorato di me,
nei momenti duri sei stato
la fune a cui aggrappavo l'anima per non affogare
Sei stato il diario
a cui raccontare il mio dolore,
la voglia di vomitare questa vita
volare tra le nubi
raggiungere chi ho perso
Il cuscino dove crollavo stordita
da un sonno catatonico
per non pensare più, mai più
Un altro amore a me vicino,
altre mani sentire su di me
accarezzare la pelle ancora desiderosa,
sarà mai possibile?
Come non rivivere tutto
con un uomo che non è lui,
padrone amorevole di ogni parte di me,
di ogni antro dell'anima mia
delle mie manie, del mio turbolente essere
Non ancora giunto è il momento
mai forse arriverà,
giovani le ferite del cuore,
con cura si rimargineranno
le cicatrici saranno indelebili tatuaggi
Amare ancora
forse un giorno ma non ora
... non ancora ....

il colore del mare,
la dolcezza di un bambino,
la tenerezza di chi ama
Amici da sempre noi tu innamorato di me,
nei momenti duri sei stato
la fune a cui aggrappavo l'anima per non affogare
Sei stato il diario
a cui raccontare il mio dolore,
la voglia di vomitare questa vita
volare tra le nubi
raggiungere chi ho perso
Il cuscino dove crollavo stordita
da un sonno catatonico
per non pensare più, mai più
Un altro amore a me vicino,
altre mani sentire su di me
accarezzare la pelle ancora desiderosa,
sarà mai possibile?
Come non rivivere tutto
con un uomo che non è lui,
padrone amorevole di ogni parte di me,
di ogni antro dell'anima mia
delle mie manie, del mio turbolente essere
Non ancora giunto è il momento
mai forse arriverà,
giovani le ferite del cuore,
con cura si rimargineranno
le cicatrici saranno indelebili tatuaggi
Amare ancora
forse un giorno ma non ora
... non ancora ....

4 commenti
Questa luce nitida, il suo riflesso intenso
in questo fine ottobre mi rifulge sugli occhi
e accende nuova vitalità.
Riflessi ocra e rossi delle foglie incendiate
dei corsi della città
sanguinanti scintille in flessuose movenze
d'incauta bellezza fra le spire del sole
che indugia in quest'autunno clemente.
Attendo te che ti rifugi nella gloria dell'esilio
a risvegliare lo sguardo sopito delle cose
nella tua ascetica contemplazione intrinseca
di nuova ricerca di sapere e a disvelare nuove icone.
Finesterre ti ha rapito, tanto sei lontano:
hai costruito scientemente
un muro invalicabile
che veste i nostri giorni scuciti.
Sei solco, sei prolifica terra
che aspetta di essere fecondata
anche se ora il nostro tempo non infiora.
Sappi che io aspetto te come strenua radice.
… Lascerò la porta socchiusa,
come per restare,
a guardare i tratti del futuro,
a volare su quei sogni e ridere con te….
… Cambierà l’aria, si…
ma non una nuvola in cielo,
in quell’istante.
... Si spargeranno cristalli di mare
a tracciare i sentieri
da cui spierò il tuo pianto…
…. Potrei ancora accarezzarlo
e l’amore scioglierebbe i nodi
e quel silenzio, che pesa dentro…
… I miei occhi e i passi, vicini,
ed il mio cuore a scaldarti, sempre,
e tu non avrai freddo
se inverno sarà nel tuo.
… Perché quando me ne andrò
le mie impronte saranno qui,
roccia che ho scolpito
da cui spiccherai il volo, forte, ogni giorno.
… Ed io aspetterò il tuo sorriso
ad ogni alba, per sempre,
in una perla di mare…
come per restare,
a guardare i tratti del futuro,
a volare su quei sogni e ridere con te….
… Cambierà l’aria, si…
ma non una nuvola in cielo,
in quell’istante.
... Si spargeranno cristalli di mare
a tracciare i sentieri
da cui spierò il tuo pianto…
…. Potrei ancora accarezzarlo
e l’amore scioglierebbe i nodi
e quel silenzio, che pesa dentro…
… I miei occhi e i passi, vicini,
ed il mio cuore a scaldarti, sempre,
e tu non avrai freddo
se inverno sarà nel tuo.
… Perché quando me ne andrò
le mie impronte saranno qui,
roccia che ho scolpito
da cui spiccherai il volo, forte, ogni giorno.
… Ed io aspetterò il tuo sorriso
ad ogni alba, per sempre,
in una perla di mare…
Il cielo nuvoloso
colmo di nebbia e umidità.
Il freddo
si fa sentire.
L'odore delle caldarroste
allontana i pensieri.
Le strade colme di gente
chiusi in cappotti e pellicce.
Bambini sorridenti
con un enorme cono di zucchero filato.
La tv di un bar riporta alla realtà
fra macerie e crisantemi sulle bancherelle.
L'amore per chi non c'è più riporta
la tristezza della giornata.
Il sorriso di un bambino
che corre mi ricorda che non devo essere triste.
Cosi un cartoccio e due castagne
riportano il sorriso.

DEDICATA A TUTTI I DEFUNTI.

DEDICATA A TUTTI I DEFUNTI.
The end la fine,la fine
Fine dei giochi,
il giorno volge al tramonto,
il locale chiude;
ho smesso di credere alla gente,
ho finito di ascoltare,
non ho più pazienza,
non ho tempo per nessuno,
solo per me;
per me;
non do retta,
voglio godermi il tempo
che ho,
che avanza;
di tutto il resto
non mi frega,
a modo mio.
A modo mio.
Fine dei giochi,
il giorno volge al tramonto,
il locale chiude;
ho smesso di credere alla gente,
ho finito di ascoltare,
non ho più pazienza,
non ho tempo per nessuno,
solo per me;
per me;
non do retta,
voglio godermi il tempo
che ho,
che avanza;
di tutto il resto
non mi frega,
a modo mio.
A modo mio.
Alberi spogli
al richiamo del suadente vento
lasciano cadere foglie accartocciate
volteggianti nell'aria
posandosi sui lunghi viali.
Solo i cipressi si ergono dritti
nel loro verde intenso
e sul loro robusto fusto,
ardite sentinelle a costeggiare
le vie che conducono a questo sacro luogo
dove la vita di anime
è trapassata in altra dimensione
lasciando qui solo spoglie mortali.
Il silenzio che vi aleggia
porta a composta riflessione,
si odono solo i passi dei visitatori
che camminano calpestando la ghiaia
e le foglie morte
portate dal vento impetuoso ovunque
e facendo lacrimare gli occhi.
Un senso di pace e di quiete
aleggia nei sacri campi,
dona emozione all'anima di noi vivi
che s'invola col pensiero
nel mistero della morte.
Sei di Reggio Calabria?
No, a Reggio sono solo nato!
Sei Calabrese?
No, sono metà Jonico e metà Tirrenico!
Sei Meridionale?
No, sono Peninsulare!
Sei italiano?
No, sono Continentale!
Ma insomma di dove sei precisamente?
Sono straniero nella mia terra
e in ogni parte del mondo
sono figlio della luna e figlio del cielo
sono straniero in ogni posto
e anche dentro di me
No, a Reggio sono solo nato!
Sei Calabrese?
No, sono metà Jonico e metà Tirrenico!
Sei Meridionale?
No, sono Peninsulare!
Sei italiano?
No, sono Continentale!
Ma insomma di dove sei precisamente?
Sono straniero nella mia terra
e in ogni parte del mondo
sono figlio della luna e figlio del cielo
sono straniero in ogni posto
e anche dentro di me

Dio guarda,
Dio dispera.
Io guardo,
tu guardi.
Tutti guardiamo,
tutti disperiamo.
Tutti… nella pigrizia,
tutti… nello sparlare.
Un dito
non muoviamo.
Nulla si fa,
dove di va?
Ore meste
soltanto.
Questa… l’eredità
che lasciam?
Questa… l’eredità
de li figli nostri?
Ricchi
dei nostri errori!
Nel punto più alto di se stessi,
nella propria rivelazione,
invisibili messaggi partono dagli occhi,
quasi, codici impalpabili,
indicibili, ricchi di potenza.
Un linguaggio semplice e turbato
di atti sperati su tappeti rossi,
per il cammino agile del cuore.
I luoghi sono ampi
dove il richiamo fatale
è comando dei sensi.
Ecco…l’alterazione di se stessi!
Nel corso di un “allegro,andante e scherzoso”
la ricerca di un'identità possibile
fino al limite dell’assenza.
Un nodo precipitando
in cui scopriamo,
lottiamo, godiamo,
dell’essere eterni … morendo!

E' la magia dentro le cose non chiare
Il fascino della scoperta che ti spinge
Su strade che non sai
E' un movimento di onde piene di vitalità
Se non cerchi più l'ignoto ti spegnerai
Sarai un tv uccisa dal fulmine
Un libro vuoto di parole
Un fiume fermo
Una muffa sul muro.
Io rincorro l'oscurità anche a costo
Di illudermi
Tu fa come vuoi
C'è posto sulla nave dei sogni
Scegli se vegetare o vivere .
… Questa è casa del silenzio,
chiusa è la stanza delle ninne-nanne,
ormai anche i sorrisi si allontanano…
… E’ come casa delle bambole,
una volta realizzato il gioco,
ogni cosa al suo posto.
… E i giorni scorrono lenti, uguali
tutto si spegne e si stanca,
anche i pensieri.
…Ed ora si adagia, questo silenzio,
su di un velo di mare e,
fulmineo, sprofonda tra gli anfratti.
E’ anguilla, giù per i fondali bui,
leone che ruggisce la sua rabbia.
Scivola tra coralli e anemoni,
tra scogliere antiche,
dove dormono i sogni.
… Cerca pace ma, infine,
riapproda sulla spiaggia
e, stanco, dà sfogo al suo pianto…
chiusa è la stanza delle ninne-nanne,
ormai anche i sorrisi si allontanano…
… E’ come casa delle bambole,
una volta realizzato il gioco,
ogni cosa al suo posto.
… E i giorni scorrono lenti, uguali
tutto si spegne e si stanca,
anche i pensieri.
…Ed ora si adagia, questo silenzio,
su di un velo di mare e,
fulmineo, sprofonda tra gli anfratti.
E’ anguilla, giù per i fondali bui,
leone che ruggisce la sua rabbia.
Scivola tra coralli e anemoni,
tra scogliere antiche,
dove dormono i sogni.
… Cerca pace ma, infine,
riapproda sulla spiaggia
e, stanco, dà sfogo al suo pianto…
Il gregario nero
è violento come un toro.
Baffetti di alterigia
cupido di potere e oro.
Non ha unghie ma artigli,
dispensatore di cupi consigli.
Eliminare il compagno garibaldino.
Ansioso di avide conquiste,
sguazza e ride
nel covo Villa triste.
Fendono le pareti
i lai dei partigiani torturati
Nodose bastonate urtano
cristiani già ammazzati
persino il Duce schifato
ordina del covo il sequestro.
Il camerata va in esilio
ciondolante e mesto
Pietro è catturato
L'orgoglio di carne
diventa sasso
Subisce la legge del
contrappasso.
Alle spalle il plotone
di esecuzione.
Guarda il camerata esterrefatto
la fine di criminale lotta
L'acciaio inesorabile
spezza in due
del cranio la calotta.
è violento come un toro.
Baffetti di alterigia
cupido di potere e oro.
Non ha unghie ma artigli,
dispensatore di cupi consigli.
Eliminare il compagno garibaldino.
Ansioso di avide conquiste,
sguazza e ride
nel covo Villa triste.
Fendono le pareti
i lai dei partigiani torturati
Nodose bastonate urtano
cristiani già ammazzati
persino il Duce schifato
ordina del covo il sequestro.
Il camerata va in esilio
ciondolante e mesto
Pietro è catturato
L'orgoglio di carne
diventa sasso
Subisce la legge del
contrappasso.
Alle spalle il plotone
di esecuzione.
Guarda il camerata esterrefatto
la fine di criminale lotta
L'acciaio inesorabile
spezza in due
del cranio la calotta.
Sogno breve d’un povero pazzo
Che cos’è la vita in fondo,
se non un brusio breve,
lo smaniare di un povero pazzo,
sul palco della vita;
il gesticolare d’un folle,
nei gradini della storia;
un breve sfarfallio,
un corto anelito,
la vita è troppo breve,
bisogna fregarsene di tutto,
e fare quello che si sente,
quello che si prova,
indipendentemente dagli altri.
Che cos’è la vita in fondo,
se non un brusio breve,
lo smaniare di un povero pazzo,
sul palco della vita;
il gesticolare d’un folle,
nei gradini della storia;
un breve sfarfallio,
un corto anelito,
la vita è troppo breve,
bisogna fregarsene di tutto,
e fare quello che si sente,
quello che si prova,
indipendentemente dagli altri.










