di un applauso,
di un
abbraccio.
L'inizio
di una lunga vita.
L'alba
di giornate splendenti.
Ma nel bel mezzo
dell'estate,
i fulmini e le
tempeste si sussegono.
Ed è li che arriva
la fine dell'inizio
o meglio...
L'inizio della fine.
Ed è li
che non sopporti più nulla,
non sopporti le prese in giro,
le offese.
Nessuno mi abbatte,
nessuno è in grado
di rompere
l'armatura in ferro.
Sono abituata
a risalire dall'inferno,
piuttosto
che dal paradiso.
e senza eccessi da ripetere.
...è macchina sola,

Mi ritrovo solo con me stesso
raggomitolato in una selva di pensieri
a vagheggiare sulle orme di questo
reo tempo
che continua a scorrere, anzi precipita
e quando un bel giorno ,svaniranno lentamente
i ricordi, le gioie ed i dolori del passato
e resterà solo il vuoto
allora ti accorgerai
di essere vecchio.
tra le braccia dell’amore,
tra i sospiri che mi alitano
accanto e addosso.
Voglio ammalarmi di vita e
sprofondare negli abbracci
che ho vestito di tenerezza,
cullato con gioia e condiviso
con i dolori.
… E morrà il mio corpo ma, libera,
l’anima migrerà nel ricordo che
scorrerà sui semi che interro.
… Lupa che ulula alla luna,
ogni notte…
Voglio morire al canto di cicale,
ad un primo bacio del sole
e sulla spuma di mare.
Inabissarmi come sirena
per cambiar lido
ma lì lasciar la mia orma.
E su quelle ali di gabbiano
lascerò la mia voglia di sognare,
che sia di me l’emblema più forte.
… Morirò, tra le braccia della vita…


Ogni volta…
che poso
il mio sguardo
su la gelida pietra,
su la muta immagine,
su l’assente cortese
per invocarti,
per ritrovarti,
per rianimarmi
oh mio gentil estinto,
oh mio dolce cuore,
oh mio fiero giorno
d’un tempo migliore,
d’un tempo pacioso,
d’un tempo cordiale…
de le stille
inondan
il presente amaro,
il presente avaro,
il presente avverso.
Ogni volta
vorrei fosse
la prima volta
d’un sorriso.
Ogni volta
vorrei fosse
l’ultima volta
d’un atrabile.
Imparerai a stare al mondo
imparerai a tue spese
incontrerai mascherate, ipocriti e falsi
imparerai a non fidarti più di nessuno
nel tempo li riconoscerai guardandoli negli occhi
amati non perdere tempo per chi non ha tempo per te
amati , vivi e sorridi canta , balla
per ogni caduta sarei sempre più forte
non farti mettere da nessuno con le spalle al muro
imparerai , imparerai .
Lucio Dalla dall’altra parte della luna
Lucio,nessuno se l’aspettava
E te ne sei andato improvvisamente
In Svizzera,
nel silenzio di un a stanza,
senza clamori,
senza effetto,
in punta di piedi,come hai vissuto,
senza rompere nessuno,
senza seccare ,né infastidire,
Lucio,
Lucio Dalla,
forse il cantautore italiano
più
importante e capace,
il più poetico,
il più originale e abile
a trovare sempre nuove storie,
spunti
e melodie a volte mediterranee,
a volte rockeggianti,
con tematiche
e
storie,care alla gente,
come l’indimenticabile Anno che verrà,
La sesta luna,
Come è profondo il mare,
e il biografico Nuvolari;
e poi ci sono
incredibili storie d’amore
come Anna e Marco e altre;
ora è rimasto un grande vuoto;
ma Lucio è ancora con noi,
con la sua musica.
se ne innamora e,
con carezze d’amante trepidante,
osa un pensiero...
… Tiepidi raggi, baci maliziosi,
in quella umida bocca capricciosa,
e l’annusa, se ne sazia.
Forte richiamo intimo d’amore,
si sparge nell’aria…
… E, un debole vento gioca
con la foglia dell’albero, la stuzzica
e lei non cede, resta all’ombra
e non cade nella rete,
dovrà attendere oltre,
per farla sua.
… Intrecciano i loro voli d’amore
cornacchie dispettose,
insolitamente tenere e
anche bianche nuvole
s’accoppiano in cielo.
… E questo amore a chi, o a cosa,
potrebbe somigliare
se non ad un gelido inverno
che stende le braccia fredde
sui corpi e sul cuore muto e sordo
ad ogni richiamo…
Sono qua,nel locale bar,
ma è colmo,
c’è il pienone per il pranzo,
e devo mettermi
nella saletta contigua;
è un po’ triste e solitaria,
stò nell’ultimo tavolo,
e vedo la vetrata,
con la gente che passa e
và a fare shopping;
nel bar profumo di arrosto e leccornie
culinarie;
io consumo i miei caffè,
e stò nel silenzio,
guardo la gente transitare e rifletto;
cerco di riposare ma non riesco;
un giorno di sabato così,
tra noia e malinconia,
quanto mi manca lei.
dietro l'angolo
in agguato.
E' li che muore,
è li che vuole arrivare
il pugnale che trafigge.
E' li che capisci
che non c'è un grado
per misurare
la sofferenza,
il dolore.
E' li
nell'agguato
della notte
che il
pugnale ferisce.
fortifica e fa combattere.
Prendo a pugni in faccia
il dolore
mentre la rabbia scorre a fiumi.
Per vendicarsi
dei ricordi che tagliano la pelle
il passato ancora vivo.
Mentre capisci
che la vittoria
si conquista con l'amore.







