
Ho cercato il sole.
Ho trovato un nuvolo…
beffarda derisione,
mordace indifferenza!
Ho cercato il calore.
Ho trovato l’asciutto…
diniego reciso,
pungente intolleranza!
Ho cercato un amico.
Ho trovato un fasullo…
sprezzante recita,
istinto inadempiente!
Ho cercato… un niente…
ho cercato… illusione,
ho cercato… il vivere,
Son tornato… morente!
Cicala finchè non muore il giorno
Sei una cicala,
non ti fermi mai,
non rifletti,
non ti curi troppo di nessuno,
e uno vale l’altro,
e lasci tutto com’è,
come un a cicala,
vai,
incurante di tutto,
pensando solo a te,
alla libertà,
ai tuoi bisogni,
i tuoi guai,
e sei sempre in
in qualche casino,
a volte sparisci,
e non so nulla,
cicala vai.
Sei una cicala,
non ti fermi mai,
non rifletti,
non ti curi troppo di nessuno,
e uno vale l’altro,
e lasci tutto com’è,
come un a cicala,
vai,
incurante di tutto,
pensando solo a te,
alla libertà,
ai tuoi bisogni,
i tuoi guai,
e sei sempre in
in qualche casino,
a volte sparisci,
e non so nulla,
cicala vai.

Era un’altra stagione…
che consumavo,
in altro tempo,
del viver terreno.
Cielo… sereno!
Era un’altra stagione
che scorreva,
in altra ora,
della leggiadra età.
Rondine… in volo!
Era un’altra stagione…
che vedevo,
in altro istante,
nell’esser fanciullo.
Sorriso… per tutto!
Era un’altra stagione
che sentivo,
in altra primavera,
nel correre tra i prati.
Profumo… soave!
Era un’altra stagione…
che toccavo,
in altro passare,
del tranquillo andazzo.
Cammino… luminoso!
Era un’altra stagione…
quando ricorrevo,
alla mamma,
per alleviare tristezza.
Coccola… beata!
Era un’altra stagione…
che non trovo,
nel ricercare,
tra perdute speranze.
Chimera… assente!
Era un’altra stagione…
che rimpiango,
nell’essere solo,
tra tormenti continui.
Allegro… fuggito!
Era un’altra stagione…
Eran altri amici,
Avevan altro cuore,
tra cotanto calore.
Cenere… in mano!
Nel lento srotolarsi delle ore
di un tempo inaridito e senza colore
sono qui e ho fra le labbra
vissuti di rosa d'albe
che riempiono i miei occhi
di luce splendente ed indimenticabile calore.
A ritroso nel tempo
fioriscono ricordi come camelie carnose e profumate,
non è sortilegio il loro soave profumo
è il vento che scuote dolcemente i cespugli
rinverdendo ricordi che nascono da dentro:
canti di cento sirene in magia d'attrazione
ridondante alletto di pensieri
che tengono in ostaggio la ragione
prigioniera d'incantamenti in una battaglia persa
per fuochi fatui in lontananza.
Nessun amore ha mai avuto tempeste così feroci
e mani così lontane!
Inevitabili spasmi sfociati in mare piatto
da arenare barca in secca
negli ultimi bagliori d'un tramonto amorfo.
Volgo lo sguardo al cielo
per vedere
il mondo senza ostacoli,
senza muri.
La percezione è diversa
dalla visione,
una linea invalicabile
nera
senza colore.
Un piccolo
brandello
di vita
è andato via.
Allora
mi invento...
Una vita a colori
e musica.
Quel suono
che potrebbe trasformare
la vita in uno sfondo
di esistenza o di essenza...
per vedere
il mondo senza ostacoli,
senza muri.
La percezione è diversa
dalla visione,
una linea invalicabile
nera
senza colore.
Un piccolo
brandello
di vita
è andato via.
Allora
mi invento...
Una vita a colori
e musica.
Quel suono
che potrebbe trasformare
la vita in uno sfondo
di esistenza o di essenza...
Limpida appare coi suoi raggi
luminosa scende ad accalorare il cuore
tu, stella dai colori ammalianti
passeggi silenziosa nel condiviso amore.
Una finestra dal cielo compare
s’aprono le nuvole al suo sorgere
sfiorando con carezze quel lembo d’azzurro
nell’intaglio di mosaico a disegnare.
Sulla terra il messaggio
l’odore di muschio che s’inala
sulle vie destinate al perdono
sospinto dal vento rincorso in sogno.
Una luce rischiara il buio
si veste a schiarir pensiero
quella finestra dal cielo che induce
alla generosa grandezza dell’amore.
E quando poi con l'estate
te ne vai
dove poso i pensieri miei
dove chiudo gli occhi per sognare
quando appena te ne vai
ecco settembre
E le stelle giu non cadono
e la pioggia li nella vigna
odore di mosto
odore d'amore
odeore di te...
E quando poi con l'estate tornerai
di me ti ricorderai?
avrai altre braccia tra cui dormire
altri occhi per sognare
altro fiato e altra voce
tra i giorni tuoi...
E le stelle giu cadranno
tra i falò e le braci
tra i sorrisi e i vuoi
qui su questa sabbia
Ma intanto è gia settembre...
te ne vai
dove poso i pensieri miei
dove chiudo gli occhi per sognare
quando appena te ne vai
ecco settembre
E le stelle giu non cadono
e la pioggia li nella vigna
odore di mosto
odore d'amore
odeore di te...
E quando poi con l'estate tornerai
di me ti ricorderai?
avrai altre braccia tra cui dormire
altri occhi per sognare
altro fiato e altra voce
tra i giorni tuoi...
E le stelle giu cadranno
tra i falò e le braci
tra i sorrisi e i vuoi
qui su questa sabbia
Ma intanto è gia settembre...
Gira la ruota del destino
calpesta chianche di speranze avulse,
ornando vedute di specchiate realtà
mentre scivola lentamente sui sentieri della vita
tra i raggi a filmare segmenti di serenità.
Sbircia da lontano casupole silenziose
il cielo accarezza i tetti sussurrando,
un campanile lì all’ammiro, è posto omertoso
con campane pronte a risuonare al mondo.
Dita vezzeggiano l’aria
pennellano linee a marcare il fato
d’una infanzia imbastita da ricercati ricordi,
cigola ancora quel vecchio carro in solitaria
macina concerti rivestiti di memoria
al pensiero a venire di presto mattino.
Miraggi di tempo tra le montagne riflessi,
vogliosi occhi a spiare l’abbagliante sole,
l’anima filtra nei vuoti d’una sottile voce,
la voce d’un cuore che parla
alla ruota del destino
nel cantico infinito d’un amor trovato.
Un po' eta, un po' beta e più grata
alla sorte che strinse la mano
pargoletta nei campi di grano
saraceno di un oro zecchino.
Era ieri, era sera e la cera
liquefatta sul piatto smaltato
s'induriva per farsi più nera
della notte piombata sul prato.
Era l'alito di una fiammella
a far luce sui libri sfuggiti
al controllo, un barlume di stella
che sapeva i miei sogni carpiti.
E strappava l'ordito del cielo
mentre l'ombre tremavano i muri,
raccogliendo le briciole al volo
sorrideva ai miei passi insicuri.
Era sera, e non c'era il domani,
né la voglia di vivere il giorno...
D'ora in ora passavano i treni,
manessuno lasciava l'inferno.
Era un passo di storia ed un peso
troppo grande nel fondo degli occhi
che piegava i ginocchi, che poso
dentro i versi con limpidi trucchi.
alla sorte che strinse la mano
pargoletta nei campi di grano
saraceno di un oro zecchino.
Era ieri, era sera e la cera
liquefatta sul piatto smaltato
s'induriva per farsi più nera
della notte piombata sul prato.
Era l'alito di una fiammella
a far luce sui libri sfuggiti
al controllo, un barlume di stella
che sapeva i miei sogni carpiti.
E strappava l'ordito del cielo
mentre l'ombre tremavano i muri,
raccogliendo le briciole al volo
sorrideva ai miei passi insicuri.
Era sera, e non c'era il domani,
né la voglia di vivere il giorno...
D'ora in ora passavano i treni,
manessuno lasciava l'inferno.
Era un passo di storia ed un peso
troppo grande nel fondo degli occhi
che piegava i ginocchi, che poso
dentro i versi con limpidi trucchi.
Voglio essere ciò che sono. Vorrei
Permesso non chiedo. Permesso!
Vivo cammino tra la morta natura
vivo.
Torno all'estate. Essa rimembra
coriandoli pensieri
parole opere
spiaggia e tramontana
ed io per lei
respingo assalti di altre labbra
respingo altri baci
altri letti
eppure non l'avrei fatto
in tempi passati
ora si.
Voglio non essere ciò che non sono.
Permesso non chiedo. Permesso!
Vivo cammino tra la morta natura
vivo.
Torno all'estate. Essa rimembra
coriandoli pensieri
parole opere
spiaggia e tramontana
ed io per lei
respingo assalti di altre labbra
respingo altri baci
altri letti
eppure non l'avrei fatto
in tempi passati
ora si.
Voglio non essere ciò che non sono.
Scrivo per dimenticare i giorni. Giorni come questi
Scrivo per dimenticare i giorni. Giorni come questi. Dimenticare.
Te ne vai. Resti.
Ho gia dimenticato i giorni, ieri. Domani forse lo ricordo bene. Scrivo
per non dimenticare i giorni. Giorni come questi. Tramonti come questi.
Tramonti che spalancano le porte alla notte. Oggi.
Tramonti e notti portano verso il giorno, verso il sole. La Pioggia.
Scrivo per dimenticare ieri che diventa oggi e che non ritorna domani.
Scrivo. Per leggere di me. Per me stesso lo stesso io di prima. Ieri.
Scrivo per dimenticare i giorni. Ma i giorni non si dimenticano di me.
Giorni come questi, d’estate, d’Agosto. Dimenticare. Resti. Te ne vai.
Scrivo per ricordare di dimenticare. Ricordare.
Scrivo per dimenticare i giorni. Giorni come questi. Dimenticare.
Te ne vai. Resti.
Ho gia dimenticato i giorni, ieri. Domani forse lo ricordo bene. Scrivo
per non dimenticare i giorni. Giorni come questi. Tramonti come questi.
Tramonti che spalancano le porte alla notte. Oggi.
Tramonti e notti portano verso il giorno, verso il sole. La Pioggia.
Scrivo per dimenticare ieri che diventa oggi e che non ritorna domani.
Scrivo. Per leggere di me. Per me stesso lo stesso io di prima. Ieri.
Scrivo per dimenticare i giorni. Ma i giorni non si dimenticano di me.
Giorni come questi, d’estate, d’Agosto. Dimenticare. Resti. Te ne vai.
Scrivo per ricordare di dimenticare. Ricordare.
Resterei eternamente qui con te.
Non smetterei di fissarti:
sei la donna ideale,
fornita di ottimi attributi,
sorriso accattivante,
parole suadenti;
solo sentir il tuo tono di voce,
il core intraprende una lunga corsa
senza sosta.
peccato o fortuna:
due vite non marceranno mai insieme.
Due pianeti non potranno mai avvicinarsi.
Compartimenti stagni,
impossibilitati a comunicare.
E' nellanatura dell'uomo;
il carattere non si confonde con un altro,
l'egoismo non cede minimamente il suo potere.
Se dona ricchezza,
prima o poi la rivuole indietro.
Non smetterei di fissarti:
sei la donna ideale,
fornita di ottimi attributi,
sorriso accattivante,
parole suadenti;
solo sentir il tuo tono di voce,
il core intraprende una lunga corsa
senza sosta.
peccato o fortuna:
due vite non marceranno mai insieme.
Due pianeti non potranno mai avvicinarsi.
Compartimenti stagni,
impossibilitati a comunicare.
E' nellanatura dell'uomo;
il carattere non si confonde con un altro,
l'egoismo non cede minimamente il suo potere.
Se dona ricchezza,
prima o poi la rivuole indietro.
L’uomo del banco delle macchinette
Sono io,
sempre dalle macc hinette del caffè,
sono io,
seduto prono
nella poltrona,
mentre la gente passa
trafelata
e
indifferente;
sono io,
che osservo e guardo,
e capisco tante cose,
anche quello che la gente,
non crede;
chi mi vede bene,
chi male,
chi mi saluta,
chi mi disprezza;
male e bene,
negativo e positivo,
cose giuste
altre meno;
il mondo è così,
alcuni non ti vedranno mai,
altri sono amici.
Sono io,
sempre dalle macc hinette del caffè,
sono io,
seduto prono
nella poltrona,
mentre la gente passa
trafelata
e
indifferente;
sono io,
che osservo e guardo,
e capisco tante cose,
anche quello che la gente,
non crede;
chi mi vede bene,
chi male,
chi mi saluta,
chi mi disprezza;
male e bene,
negativo e positivo,
cose giuste
altre meno;
il mondo è così,
alcuni non ti vedranno mai,
altri sono amici.








