Sì. Dimenticheranno. È il nostro destino, non ci si può fare nulla. Ciò che a noi sembra serio, significativo, molto importante, col passar del tempo sarà dimenticato o sembrerà irrilevante. Ed è curioso che noi oggi non possiamo assolutamente sapere che cosa domani sarà ritenuto sublime, importante e che cosa meschino, ridicolo. E la nostra vita, che oggi viviamo con tanta naturalezza, apparirà col tempo strana e scomoda, priva di intelligenza, non sufficientemente pura, forse addirittura immorale.

(Anton Pavlovič Čechov)



Dimenticheremo.
Ci dimenticheranno.
L’alba fugge brontolando al buio
il silenzioso strascico di luce
ha tra le sue ombre speranze e sogni
illusioni dipinte su animi sonnolenti
inconsci digiuni d’affamate coscienze
dolorosi fiordi affioranti sul fondo dei segni
nell’intimo racchiuso al significato celato
sgorgante oblio d’elemosina
o follia di vivo amato.
Dimenticheremo.
Ci dimenticheranno.
Tutto sembra vero fin quando si crede che sia
persino quando non lo si creda
purché sia risveglio di dolore il fondo;
il condono che ha il suo seme nell’uomo.
Dilania l’anima, dilata i limiti
strazia, stravolge l’essere
l’attesa al fine, l’algia alla vertigine, il salto nell’irrisolto;
la vita tranciata tra flutti d’empatia al pianto.
E’ là che l’agire s’amputa d’angoscia
l’involuto alleva inquietudini vive
feconda l’intenzione purché sia
pace al sonno, quiete al pensiero
cieco percorso ansimante sé stesso
ritorto su sé stesso, arenato in quel che è stato,
disarmato dal suo rimpianto,
placido flesso di cielo proteso al cosmo.
Dimenticheremo.
Ci dimenticheranno.
Esile ricordo sarà il dono
noi , con le nostre trasparenze vedove
orizzonti persi in miraggi inconsistenti,
chiaro scuri inquietanti di specchi
caduchi teatri d’involo nell’io sono
rime dimentiche d’espressione, transizione.
Io sono, io penso, io sento, io, io, io…
un continuo re iterato io…
ma nell’oltre è tutto così precario,
fragile d’altro il nostro dio!
Dimenticheremo.
Ci dimenticheranno.


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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Quello che io cerco è il mondo.
Quello che raggiungo è il cosmo,
ma libertà s’infrange e la sua dolce prospettiva.

  Dai frantumi  è il sorgere
di  mille assoluti cosmi
poiché,di sfere innumerevoli siam fatti.

…Come rinascere da capo,
per ora, scegliere, e discernere?
 Come afferrar se stessi,
arduo, è il raggiungersi.

L’unica totalità è l'immodificabile,
il definitivo incomprensibile,
la più quieta accettazione.

Spietato muro del non essere,
 urto, che non vuole  speranza:
…impossibile non subire,
impossibile non morire,
impossibile non peccare…e la feroce colpa!

La sola certezza è quel che ci è toccato:
Lo scacco… cifra suprema!
 Possiamo esser solo, quel che già siamo!



Opere di: Igor MItoraj 


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Profilo Autore: Hera  

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La posta è stata altissima ed ho messo 

sul piatto della sorte la mia vita

puntando contro il sole e il suo riflesso

sui muri di una strada senza uscita.




Decisi di vedere, di toccare

con mano l'altra mano di un disegno

diabolico,  tra il buio ed il bagliore

di un sogno indegno all'ombra delle aurore.




La posta è stata altissima e ho rischiato

il fiato barattando con la sorte

il tempo ed ho battuto chi ha barato

giocando sporco insieme alla mia morte.
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Profilo Autore: perlanera  

Questo autore ha pubblicato 21 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Dispensatore
di fantasiose promesse mai mantenute.
Un marinaio ha lasciato la sua barca
per confinarsi
sulla ostile terra,
scura e stretta.
Una divisa bianca
manca di candore immacolato.
patetica parata di avventuriero consumato.
La pelle non tirata a lucido
svela un involucro ricoperto di telo,
incancrenito da salsedine.
Tanti porti han tollerato
la sua superbia;
ascoltato mirabili gesta
di omerico eroe.
Un marinaio in ginocchio
incontra l'agonia della terraferma;
ha dimenticato di saper nuotare;
non distingue
la divina stella
protettrice del suo orientamento.
La sua ciurma più fedele
nega oradi averlo conosciuto
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

Questo autore ha pubblicato 240 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
In molti a soffrire l'arsura
falgellante spiagge arroventate.
Soldati della 207 divisione costiera:
caricate i pezzi
e sino all'ultimo proiettile
sparate!
la battigia pullula di nemici in kaki,
con i ferri piazzati ai denti;
rapporto di forze:uno contro venti.
Non fatevi frodare
dall'orrore
o soldati;
resistete e copritevi d'onore;
il nemico è temibilee astuto;
da esperto mentitore
si professa il liberatore;
viene con squadriglie di bombardieri
a "freddare"
gli scolaretti chini sui banchi.
Uccide il colono impegnato sui campi.
Una giostra a Grosseto insanguinata
mitragliata a volo radente.
Il ghigno di Satana
a lungo sguazza
esa essere suadente.
I soldati della 207 divisione
hanno serratoi ranghi
Sul grigioverde non si posano
le fauci degli avvoltoi
I militi marciano e combattono
nel firmamento dei vincitori
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Invecchia la parola,
sdrucciola su levigate pagine di vita
al capolinea tracciato da quell’arcobaleno
vissuto in quegli attimi e con un soffio dileguato.

Tramonta la luce
nelle notti aperte nei svuotati cassetti,
tra sgombrati aleggi di panorama offuscato,
tra gli steli di fiori appassiti… al vento liberati.

Enigmatici disegni,
linee tracciate con matita spuntata
tra le mani il nulla, scandaglio del niente
rosicante desiderio sulla soglia del perdono.

Invecchia la parola
nelle ombre a passeggio in vuote stanze,
pulsa frenetica l’ira del chiedere
tra i pensieri che fuggono alla evidenza
nell’ultimo osare  d’un finale zittire.

Davanti agli occhi il buio,
l’insolito silenzio a circondare la speranza
nel lascito di battito ansante… del tempo finito
per quel finale viaggio di povera esistenza
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Profilo Autore: Giovanni Monopoli  

Questo autore ha pubblicato 10 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Fuori dagli schemi, 
ai margini di un rigo, 
ai bordi di una strada, 
alberga la semplicità. 
Campa di poco,
non viene quasi mai sfamata. 
È spesso costretta 
a vivere in angusti spazi, 
dove si nutre di piccoli germogli. 
Si espande, cresce e prolifera 
in quelle menti che sorridono, 
piangono, gioiscono, patiscono, 
si spengono, si riaccendono, 
si alimentano e come piante crescono:
senza un fine, né un particolare motivo, 
così, semplicemente...
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

Questo autore ha pubblicato 308 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E’ qui, che dobbiam durare,
 qui dobbiam cercare
poiché il mondo è ombra di Dio.


Eppure, ci siam concessi
la più estrema esitazione,
il più crudele dubbio,
 la facile bestemmia.


Il breve tempo, sprecato,
a stabilire e  immaginare
   un possibile altro mondo;
  oltre la terra è ormai il  pensiero,
 su altro suolo e altri  pianeti!


...Come hai fatto presto, uomo,
a dimenticare lo sbocciar
del giglio e della rosa,
   il dono raro, degli odorosi frutti,
   il suolo forte che ti sostiene i passi .
 

Che se non fosse  
per il fruttato paradiso,
e per il giglio e per la rosa,
e l’abito prezioso 
che ti accarezza il corpo...
...potrebbe dirsi quasi,  
che, la dolce madre,
terra amena, asilo infranto
 è dimora unica 
a mortali ed immortali.



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Profilo Autore: Hera  

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Striature di vita frusciano l’aria,
s’avvinghiano tra i pensieri affannosi respiri
e si trasportano al carezzo del vento in bonaria
verso quel viaggio alle mormorate porte dell’anima.

Nuvole accompagnano profumi d’esistenza,
dallo scrigno dell’anima è a fuoriuscire, impazza
del proprio “io”  la luce, l’incanto
e come passeggero nel tempo che svolazza,
sull’altare un dolce sibilo a condurre la speranza
nell’alito pellegrino che tinge il volto.

Una flebile voce scorta il cammino,
la guida avvolgendo di nebbia il corpo
e dondolando tra i versi cesellati nelle albe
carpita le sensazioni, le emozioni al suo albore
al bussare… alle aperte porte dell’anima
nel fruscio che investe il cuore.

Riflette lo specchio il vestito sguardo
induce, nel segreto del petto e segna l’attesa,
fissa tra le pareti d’uno scalzo sogno,
l’entrare e nel  serbo di quel traguardo
alle porte di quella sussurrata anima… pensa
di quell’amor l’eterno bisogno.
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Profilo Autore: Giovanni Monopoli  

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“Pronto ? Ciao, sono io, sono qui nella tua, nella nostra città. Che ne dici se prendessimo quel caffè che ci siamo promessi tanto tempo fa ? Così ci si conosce di persona, finalmente.” Parole dette tutte d’un fiato, che attraversano i miei canali uditivi e scendono dentro me, nei luoghi canonici di residenza delle emozioni, delle mie emozioni che, a dire il vero, non hanno bisogno di sollecitazioni. Inutile dire che non mi sarei mai aspettato che una donna mi proponesse un appuntamento in un modo così diretto e schietto, ma da lei me lo sarei dovuto aspettare, perché tutto in lei è semplicità e naturalezza. Questo, però, non basta a sedare l’orgoglio maschile e senile, ahimè, che non riesco a soffocare. Potrò dire che una donna mi ha chiesto un appuntamento e quindi è rimasto in me qualcosa, ma solo qualcosa, della mia gioventù, per niente banale o inconcludente che, vivendo, mi ha fatto apprezzare nella dovuta misura dall’altro sesso. Vecchi fasti e ricordi mai sopiti di un passato rampante. Ma allora perché restai in silenzio di fronte alle tue parole ? E la mia risposta ? Breve, concisa, perentoria ma solo per abbreviare i tempi della discussione che mi aveva trovato sorpreso, spiazzato e incredulo. “ Dove e quando” ti risposi, nemmeno un ciao, un benvenuto, niente. Ero andato completamente in bambola. Chissà se lo hai capito o pensavi stessi già festeggiando per l’ennesimo appuntamento ricevuto. Non avrei mai potuto, né dovuto. Ho avuto il piacere di conoscerti in primis per la tua attività di poetessa sul nostro sito e per questo di ammirarti per le tue capacità anche se è facile poetare avendo la sensibilità e i grandi sentimenti che fanno parte del tuo corredo umano. E per questo sono emozionato. Ma per gli stessi motivi e per la stima presso me che ti sei creata, sei diventata un’amica troppo speciale.

All’ora convenuta, mi spruzzo addosso il profumo delle grandi occasioni, indosso qualcosa di più ricercato, afferro il bastone, regalo del mio amico Diabete ed eccomi per strada. Non nascondo che, nel camminare, un po’ di subbuglio si era creato nel mio cuore. Ti conoscevo tramite foto di quelle che viaggiano sui network e scrutavo tra la folla alla ricerca di quel viso che molte volte mi aveva incuriosito per la serenità che esprimeva, per la calma rilassante che sapeva offrire ma l’impatto fra noi fu comunque rilevante. Mi abbracciasti mentre ancora io non avevo ancora preso coscienza di quanto stava accadendo. Dio come ero emozionato. Io, un tombeur des femmes…in pensione ! Forte l’imbarazzo tra noi però, nel frattempo, mi ero ripreso e riuscii a dominarlo. Ci ritrovammo sotto la veranda di un bar a proteggerci dal sole. Mi sedetti di fronte a te perché volevo osservarti bene. A volte somiglio ad una vecchia comare di ruga che annota tutto in mente per poter poi sciorinare il frutto  del suo osservare. Sei come in foto, sei bella e serena. Scusate se userò spesso il vocabolo “serena” ma non c’è aggettivo migliore per descriverti. In effetti eri emozionata pure tu, me ne accorsi per quanto stringevi nervosamente le mani. Parlammo e ti mostrasti per quello che avevo immaginato  di te. Ne fui felice perchè io ti avevo immaginato poesia e quello avevo trovato. Se sono fortunato ? Diciamo che so ben valutare chi mi interessa. Tu hai accentrato totalmente la mia attenzione e, finalmente, sei qui, vicino a me e posso sentir pulsare la tua anima. Al salutarci, dopo due ore di dialogo incessante, un velo di tristezza fece capolino nei tuoi occhi, ma anche nei miei. E’ antipatico lasciare andar via una persona con cui hai stabilito un così bel feeling e non sapere quando la si rivedrà, se la si rivedrà. Questo voleva dire quel bacio sulla guancia che ti diedi. Tornato a casa, mi precipitai al pc, e ti scrissi qualche parola di convenienza sul nostro incontro. Quello che non ti ho potuto dire, all’indomani di questo è che “ è passato solo un giorno eppure sento che ho vissuto un anno intero senza te .”
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Profilo Autore: Bronson  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Fin da piccolo ho cercato un sogno,
una piccola speranza, quella speranza di diventar l'uomo che sono.

E quel sogno, una volta trovato, 
l'ho tenuto stretto al mio petto facendolo mio.

Forse, è grazie a quel sogno 
se oggi riesco a commuovermi e piangere.

Se oggi riesco a distinguere la mia vita fra le altre.

Se oggi riesco ad amare come si ama realmente.

Se oggi riesco a trovare il coraggio di perdonare e perdonarmi.

Forse, è grazie a quel sogno
se, osservando il cielo, riesco ancora a distinguere i colori dell'arcobaleno.
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Profilo Autore: Centrone Stefano  

Questo autore ha pubblicato 27 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
chi sono, cosa vogliono, che complottano
stiamo attraversando dei pericoli
attenzione agli ostacoli
lentamente vogliono ucciderci
ma non ci abbatteranno
non ci avranno
voglio un mondo piu' civile
dove i sogni vivono di vita propria
voglio un mondo piu' gentile
dove il colore sostituisce una scoria
ho paura che la direzione sia sbagliata
dobbiamo cantare la stessa canzone
qualunque sia la nostra religione
la nostra religione
chi sono cosa vogliono da dove vengono
uccidono e non ti avvertono
dobbiamo sconfiggerli subito ora
non piu' lacrime
non piu' dolore
solo respiri felici
non piu' dolore
solo anime colorate
che si godono le giornate
senza paura e ansia
chi sono cosa vogliono e cosa vogliono ottenere
noi vogliamo solo il bene
solo il bene
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Profilo Autore: dado  

Questo autore ha pubblicato 1 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Come siete ora voi, pensieri  miei
un po’ scritti, un po’ dipinti.
  Com’è cambiato presto il passo!
  Com’è cambiato presto  il volto!
   Siete… seri, e anche noiosi!

    Conosco cento gialli, cento rossi, cento bruni,
e cento altre sfumature  ancora.
   Ma non riesco a indovinare né imitare
    la tonalità radiosa, il puro scintillio,
il bianco  e fresco ardore
    di quella breve gioventù,
    senza mai pensieri...

...Senza mai falliti sentimenti,
senza idee avvizzite o anche appassite,
senza, solo voi, pensieri miei…
…soli, a farmi compagnia!

 
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Profilo Autore: Hera  

Questo autore ha pubblicato 413 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Nel mondo
nella vita di tutti i giorni
un po di coerenza
aiuterebbe l'anima.

La coscienza
si alleggerirebbe.

Le belle parole
riempiono la bocca tanto
da far sembrare più colti.

Ma chi alto vuole volare
precipita a terra.

Allora meglio 
non aver fatto le scuole. 

La vendetta è un piatto
da servire freddo 

A chi
predica bene...
ma...razzola male.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

Questo autore ha pubblicato 815 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il gene dell’imperfezione

e il cromosoma della mortalità

l’eternità è nella replica

all’infinito dell’imprecisione.

Il male ci alberga, un’occasione

può bastare per fregare un’amica

o fare la guerra a una nazione.



Siamo sconfitti in partenza

abbiamo conoscenze limitate

ci è ignoto il senso e lo scopo

conosciamo il prima ma il dopo

è fuori dai nostri radar daccapo.

L’amore è uno schermo, il topo

ha perso l’orientamento, l’estate

è durata poco, c’è buio nella stanza.



La vacanza della coscienza ancora

non si è interrotta, c’è un dio che urla

e un altro che perdona a orari sfalsati.

Nani che si credono giganti, acrobati

del nulla, da qualche parte siamo stati

e altrove andremo, per scoprirci feriti

e impotenti. Il dramma è una burla

l’amore un carnevale, il cielo scolora.



Il poeta si è fatto una canna, può pensare

e scrivere di quando era più vecchio

e idiota. La parola è ricamata, ha gusto

per le metafore, fuori è buio pesto

ma dentro ha acceso i riflettori. Questo

è ciò che conta, l’anima non ha un posto

alla corte dei potenti, lo specchio

rimanda immagini del passato. Le più amare.
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Profilo Autore: mybackpages  

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