Vorrei una vita,
che fosse la mia,
una vita a modo mio,
vorrei un po’ di tranquillità,
e che ci fosse amicizia,
e un po’ di comprensione,
per me,
la mia persona,
le mie idee,
i miei valori,
le cose in cui credo,
libertà,
libertà,
anche per me.
Perduta primavera degli incanti,
perché ti nascondi, dove sei finita?
Ti sei reclusa, offesa, forse indignata?
Dov’è che hai nascosto i tuoi colori?
Aspergo col pensiero i tuoi profumi,
ma ai tuoi fiori è mancato il sole,
non li sento neanche se annuso
tanto forte e assai quanto un cane.
Vengo ogni mattino in riva al lago,
per guardarmi in acqua trasparente,
in fondo trovo solo melma e fango,
i segni di un inverno lungo e nero.
Non c’è passeggio a sera per le strade,
tutto è affogato da tanta malinconia,
tutto sembra un deserto inaridito,
il vento spruzza polvere negli occhi.
Addio ai viali belli e fioriti,
addio ai profumi tanto inebrianti,
addio ai baci caldi degli innamorati,
addio ai sogni e luoghi incanti!
Primavera, dove ti sei perduta,
hai lasciato soli anche gli ammalati,
senza te non ci sono più neanche i cigni
a sguazzar nel lago che ho qui d’avanti.
Stendilo bianco questo lenzuolo bianco
Stendilo tutto
Che l’anima m’hanno piegato in quattro
in otto
Un fagotto ne hanno fatto
Che hanno fatto?
Piegala stretta
Stringila forte
Toglile l’aria che tanto non serve
Dentro un sacchetto la stritoli il vuoto
Piatta ci serve
Per quanta vita non serve
Non serve
E stendilo questo lenzuolo bianco
Ti prego stendilo tutto
Cacciami l’anima dal suo cassetto
Aprila tutta che sto morendo
Stendila e fanne il tuo pavimento
Mondo camminami addosso
Fammi sentire più peso che posso più peso che posso
Sporca il lenzuolo bianco che sto qui per questo
Strada mi faccio che si apre in un fosso
Dentro il mio petto riversa il tuo passo
Mondo che a te faccio spazio
Mondo che sono il tuo spazio.
Girare mete senza fine
ingannando il tempo,
fuggire via.
In mezzo alle ali della fantasia
ripercorrendo strade fortunate di
edere arrampicanti .
Tra amicizie inebrianti
con fiumi di gioie.
Intraprendendo armonie
per guardarci dentro
rubandoci un po’ d’energia
e trasformandosi in un amicizia
di follia.
Tanta tristezza, tanta malinconia,
un calice, un boccone assai amaro,
cerco in tutti i modi, mi do da fare,
cerco la pace, voglio ricominciare.
Cerco, mi dispero, m’inginocchio,
prego Dio sempre, ogni mattino,
non so dove e cosa più possa fare,
non credo sia il caso di rinunciare.
Aspetto, ci credo, tornerà il sereno,
serve speranza, fede, tanta pazienza,
d’altra parte, forse dovremmo gioire,
sarebbe certamente meglio di fuggire.
A volte disperiamo per sciocchezze,
siamo veramente incontentabili,
questa guerra però non è diceria,
non è uno scherzo e ne stregoneria.
Ne usciremo, certo, molto più forti,
ma serve coraggio, nervi d’acciaio,
abbiamo perso tutto ma non la vita,
con essa, il tempo curerà ogni ferita.
nei confronti di chi perfido...
ha massacrato la verità,
si nasconde sul fondale.
Un abisso senza risalita,
un labirinto senza via d'uscita,
in attesa del tempo della verità.
Dal precipizio dell'indifferenza
risorgerò come una fenice
con la forza di una preghiera,
con la grazia di un felino,
e con l'umiltà di un cuore pulito.
Giornata triste, cupa e malinconica
ma nel cuore e l’anima ho il sole,
io lo regalo a voi che mi amate
ma soprattutto a chi è mio nemico.
Se io amassi soltanto chi mi ama,
quale merito avrei di fronte a Dio?
Sereno giorno sia per voi gente,
amici, amiche, parenti e conoscenti.
Se qualcosa vi dovesse andare male,
non disperate mai per quello che v’accade,
quaggiù gioite invece per sapere
che Dio c’è e che lassù ci attende.
La città silente,
nessuno in giro,
o quasi,
tristezza,
malinconia soffusa,
è primavera,
ma tutto fermo,
spento,
la città,
è tutta tua,
puoi fare come vuoi,
puoi spaziare libero,
è un po’ tutto tuo,
una città da inventarti,
in attesa,che tutto ritorni.
Non ti portare cose che non servono,
metti in una borsa l’essenziale,
uno spazzolino per lavare i denti,
l’asciugamani candido di bucato.
Quest’è quel che ti serve per il viaggio,
il resto lo procurerai all’arrivo,
amore, affetto e tanti sentimenti,
non puoi dimenticarli, stanno nel cuore.
Son queste le cose che alla vita servono,
tutto il resto è solo spazzatura,
il cuore, lo sappiamo, non si comanda,
tutto il resto poi verrà da solo.
Se lasci casa vuota, gira per le stanze,
controlla se hai chiuso luce e gas,
il tuo bagaglio non sarà pesante,
la tua valigia è soltanto il cuore.
Usiamo male la terra,
disonoriamo l'aria espirando fiato inquinato,
i mari son diventati d'acqua e di carta
dov'è quel profumo di onde
che sugli scogli s'infrangono?
Si sente ancora l'effluvio di sottobosco
lungo il passeggiare per le colline,
sentore di funghi che riportano
al sapore di un buon risotto
che risveglia i palati di plastica insaporiti
Tristezza stringe il cuore,
godere più non si può di ancestrali sapori,
insieme ad altrettanti ancestrali valori.
Finita è l'ubbidienza dei figli ai padri,
dell'amor vero tra coniugi giuratosi
davanti a Dio...
E l'immoralità straborda ingombrando
di ogni età i cuori,
il rispetto per i canuti capelli,
simbolo di saggezza , riempe le strutture
e ripulisce le tasche.
Non mi piace questo mondo
il cuore lacrima, la mente confonde
un di' nemmeno tanto lontano
un sorriso era un dono prezioso
un abbraccio un regalo raro
E mi rivolgo a Dio, solo Lui saprà
risolvere tutto sto' marasma
a mani giunte chiedo di cancellar
tutta stà sporcizia, rendere la terra
linda e pulita come un tavolo pronto al desinare...
ricominciare a vedere l'Alba
di un destino sbagliato.
Cadere nella rabbia
ingoiare delusioni.
Vivere con la paura
che il ramo si rompa
e la certezza
di non aver imparato a volare.
Ospite in questo mondo lontano
inconsapevole tenti di reagire
nella pace che svanisce
o forse non è mai esistita.
Si spezza
la luce nel mondo.
a questa epidemia,
solo noi, qui sperduti.
Dimenticata la città,
si riscopre una vita
agreste, più difficile
ma più vera.
Solo noi, con il cuore
gonfio di tristezza,
ma pronti a ricominciare,
lontano da luoghi
di cemento, smog,
barriere...







