anche le lenzuola sanno di stantio.
Ci vorrà molto tempo per risistemare
tutto il disordine che ho dentro e fuori.
Il vuoto ha invaso il cuore,
nulla più sarà come prima.
La testa è affollata dal niente,
che hai lasciato insieme
ai panni sporchi da lavare.
Le lacrime ormai son vagabonde...
mendicanti di emozioni, soffocate
in quel cuscino, dove le urla
non verranno mai ascoltate.
Annego in qualche ricordo sparso
e, nella penombra delle finestre chiuse,
tra brandelli di pensieri assemblati,
che salgono nella memoria logorata,
mi fa compassione l'impronta di rossetto,
che sul bicchiere è morto come me.
Oblio
Occhi pesanti,
bruciano alla luce,
ultimi resti della notte,
poi sarà l’alba
incombente;
vorresti tornare a ritroso,
alla gioventù perduta,
ai tempi belli,
di bambino,
quando eri sano e forte,
quando non c’erano problemi,
tornare,
tornare,
indietro.
Non può essere vero
non è così che funziona.
Ci avevi messo tutto
e soprattutto il cuore.
Hai ancora in mente quel giorno
che accarezzavi le sue mani
e le sussurravi parole
mentre la baciavi
così che il vento
non poteva portartele via.
Non è così
e non lo è stato
quello che chiamavi amore
era solamente un'impressione
una pagina di un libro
che mancava da leggere
e non hai potuto finire
il fondo di un caffè
che non aiuta
a renderlo migliore.
Non poteva essere vero
e invece s'è avverato
con gli anni lo hai capito
è stato un brutto errore del passato.
Vengo da lontano come un pastore errante ma,
non sono un pastore!
Curo i malati come un medico ma,
non sono un medico!
Difendo gli imputati come un avvocato ma,
non sono un avvocato!
Aiuto i poveri come un povero ma,
non sono un povero!
Sono soltanto un capofamiglia che ama
la propria moglie ed i figli!
Sono la persona che per la famiglia
va anche molto lontano!
Curo i malati perché conosco le sofferenze ma,
non con le medicine!
Difendo gli imputati innocenti perché
sono vittime che pagano per i colpevoli!
Aiuto i poveri perché anche loro
hanno il diritto di vivere!
Io sono soltanto una persona semplice e normale
che cerca, in ogni modo, di aiutare chi ne ha bisogno!
Forse ho cuore ed anima sensibili alle sofferenze,
forse conoscono i bisogni e le necessità della vita,
forse, chissà, sarà Dio a volermi così ma,
IO SONO IO, NIENT’ALTRO!
Capita che diventi tutto sabbia,
e il mare si ingrossa.
E le onde, o meglio un’onda
mi infradicia, sempre la stessa…
Mi scrollo di dosso
le gocce, e dal cuore
…e resta la poesia.
C’è poi il ticchettio d’un picchio.
E torna la vita…
quasi sempre la mia.
Va a fondo la notte
nell’ultimo chiurlare
di un assiolo.
Ti accarezzo ancora il pancino,
non mi sono accorto che ora
dormi… ne avrei bisogno, solo qualche
minuto o il tempo d'un assolo.
Mi sveglia l’alba sul viso
che invita i miei occhi
alla danza del suo sorriso.
Esce, e porta con sè il soffio del cigno.
Lascio appeso al filo insieme
ai panni un rapido pensiero per te.
Intanto nell’aria sospettosa tra le piume
di un beccaccino, e con il bavero alzato
aspetto il suono della sveglia
dentro la tazza bollente del caffè.
Uscio di casa mia,
vorrei starmene tra le mie pareti,
il mio mondo,
senza sapere,
senza vedere,
non essere cercato,
né trovato;
per conto mio,
con la mia vita,
il mio universo,
la mia anima,
e chiudere le porte,
in faccia ad un mondo,
sporco e meschino,
dove cercano solo di usarti,
di fregarti,
farti sciamare da un posto all’altro,
sempre nei guai,
sempre trafelato;
non mi va,
non ci sto,
voglio solo calma,
e libertà.
dovrò affrontare,
quello che dovrò
incontrare.
e comprendere me stessa.
La mia forza
il punto da cui partire
ogni giorno.
diventare migliore.
ma forse anche di sbagliare.
ogni tramonto,
ogni pensiero,
ogni parola
di questo viaggio.

La mia elle,
la mia lei,
si chiama libertà,
libertà,
solo lei,
che voglio,
che spero,
che sento,
e anelo,
nel mio spirito
inquieto,
libertà
di scrivere,
di sentire,
di dissentire,
libertà,
libertà d’artista,
al di fuori
dei canoni,
dei luoghi comuni,
delle convenzioni sociali,
libertà.
Quattro parole,
da mettere insieme,
da fissare sul foglio,
da scrivere qui;
quattro parole,
non ancora pensate,
non ancora concepite,
che vagano nell'aria,
erano qui,
e adesso,
non ci sono più,
vanno e vengono,
quattro parole,
per dirti,
di me,
per farti capire il mio affetto,
per dirti,
non dimenticarmi.
Tutto passa
E non si ferma,
il futuro non s’attarda,
va veloce
e di fretta;
la vita va vissuta giorno
a giorno,
pensandoci,
riflettendo che ogni momento,
non si ripete più;
tutto consuma,
tutto cambia,
in meglio
ed in peggio;
è bello il mattino,
con la gioventù,
ma passa svelta,
così svelta.
ci saranno i monologhi della mia mente...
e lì... saranno cavoli amari,
perché anche il più piccolo pensiero,
danneggerà la mente di qualcuno.
E non ci sarà nessuno e niente
che possa difendere o trovare alibi
per quelle menti dementi,
perché la mia mente parla, non per colpire,
ma per affondare, mentre ancora tace.
E quando saranno finiti i monologhi...
beato chi mi resterà accanto,
perché essi godranno dei miei gesti più gentili.
La mia penna sono io.
I miei scritti sono io.
E tutto ciò che non è nero e bianco,
lo si può trovare nei miei occhi.
Sarà quella poesia da poco
Sarà la poesia semplice,
spontanea,
cruda,
essenziale,
sarà la poesia da poco,
che gira,
che vola oltre il muro,
che abbatte le frontiere,
che arriva alla gente,
sarà la poesia senza speranza,
scritta nella disperazione,
scritta nel silenzio,
nella solitudine,
sarà quella poesia,
che ti arriva,
e ti fa capire,
o pensare,
sarà la poesia semplice,
quella da poco,
da poco.





