Gli alberi bruciati dal tempo,
le foglie consumate dalla terra,
i campi arsi dal fuoco.
Coperto di stracci che 
che ti davano calore,
sedevi insensibile sotto uno 
di quei fusti umidi e vecchi.
Coprivi la terra, sedevi sul fogliame 
ghiacciato, sul terreno bianco 
del freddo inverno.
Raggiunta la tua solitudine 
finalmente potevi pensare 
finalmente potevi dire prima 
di essere messo a tacere.
Finalmente potevi parlare allo spazio, 
finalmente potevi parlare al 
vuoto amico.
Ora potevi amare,
amare quel niente che vedevi,
quel niente che avevi sempre desiderato.
Eri padrone di te stesso,
immerso nel silenzio che 
non contraddice,
nel silenzio che crea le cose.
Solo un cane nero 
passava muto di fianco. 
ai tuoi pensieri,
muto vicino alla tua solitudine,
becchino macabro del niente.
Si avvicino' e lecco' le tue vesti,
ma tu urlavi i tuoi versi,
cantavi le tue poesie,
ciecamente correvi lungo 
quella strada di terra battuta 
e inciampasti.
Freddo ti alzasti e camminasti
un po' umido vagabondo del niente,
inciampasti di nuovo nel silenzio,
foglie morte
e non ti rialzasti. 
Steso a terra, avevi visto 
che ormai era la fine, 
le ultime parole, le ultime assurdità,
gli ultimi pensieri,
e accompagnasti il vuoto silenzio del 
niente attraverso la vita.

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Profilo Autore: Giuseppe Trucchia  

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Serve guardarsi dentro,
nessuno è mai fermo.
Importa come si fa
ciò che si fa.
E il mondo è amore
di sapienza,di conoscenza,
a qualsiasi crescita,
a qualsiasi tentativo.
Anche lui fa lo stesso,
un uomo che sfida il dolore
sotto l’ombra di un platano,
e vive il senso di colpa,
quel lutto che preme
con potenza evidente.
Serve guardarsi dentro,
nulla è senza passato
e si accumulano
strati di memoria.
 

 

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Profilo Autore: Libero  

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Simbiosi di vita, l’ho indovinata,

sta al passo sempre con i tempi,

sarà stata fortuna o saper fare,

questo ve lo lascio immaginare.


Un reddito fisso però, ci vuole,

senza, non si può andare avanti,

il lucro può anche non essere oro,

questo te lo può dare solo il lavoro.


Tutto sta a saperlo amministrare,

bisogna stare attenti, farlo bastare,

in questo deve aiutarti la famiglia,

diversamente, un accidente ti piglia.


Bisogna remare nello stesso verso,

se si vuole che la barca cammini,

ci vuole forza, tanta comprensione,

se no si finisce tutti in un pallone.


Certo, non è facile con pochi soldi,

non puoi fare miscugli ma soluzioni,

nessuno mai potrebbe darti  ragione,

scoppieresti come una bolla di sapone.

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Profilo Autore: Giò For  

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Si stringe l’orizzonte

accavallano le luci

tutto prende velocità

e passano i respiri

ansimano d’anni

d’un posato colore

Notti insonni

preoccupano gli occhi

pagine piegate

crollano di parole vuote

certezze crepate

ombreggiano i giorni

Parlerò ancora con me

Il sereno ritornerà

felice

D’un posato colore

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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

Questo autore ha pubblicato 319 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il ricordo di quei momenti
pieni di quel noi,
cuori in piena del nostro respirarci…
poi quel buio soffocante,
parole mal dette,
l’incosciente forza dell’io,
sempre più ombre,
sempre più attimi gelidi.

Un anima sa come resistere
a simili colpi d’urto…
ma il corpo stenta
a recuperare le energie
necessarie per continuare il cammino.
Ammutolito dal tempo e dagli spazi
si rifugia tra le sue stesse spalle,
per quante larghe, sempre più
rimpicciolite dal chiudersi in difesa.

Perdona nel suo cammino,
avanza più libero e leggero,
non teme il male, ma…
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Profilo Autore: Leonardo Ancona  

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Ed è in un esilarante delirio che tutto si conclude 
che si nasconde il dubbio di una verità mai trovata 
in cui si può uccidere ed essere uccisi 
in cui la fine è inevitabile.

Dove si può amare qualsiasi cosa e qualsiasi essere 
dove amando una pesca essa darà alla luce altre pesche 
dove amando una donna essa darà alla luce salici sconosciuti 
che piantero' nella terra del mio giardino 
crescendoli e curandoli 
perché essi possano rinascere nel prossimo delirio.
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Profilo Autore: Giuseppe Trucchia  

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Noi soli

Noi poveri cristi levati al cielo,

noi anime perse per il mondo,

ognuno coi suoi guai,

ognuno coi suoi

problemi,

con l’igiene mentale,

che ci soffoca,

ci asfissia,

ci castra mentalmente,

ci segna per tutta la vita,

e niente,

è più come prima,

e dobbiamo faticare il doppio,

per dimostrare che non siamo

menomati,

siamo pure diplomati,

ma la gente è stupida  e cieca,

e non capisce,

sa solo ridere,

e giudicare,

e cacciarci come le streghe,

noi soli con noi stessi,

noi.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Maggio va a morire e la pandemia chissà?
Negherà ancora il piacere
della sabbia sotto i piedi
delle onde da cavalcare …. profumo di mare
O le passeggiate sui monti tra gli aromi
del sottobosco aghi di pino e licheni
e sempre più su verso un cielo
che ora appare più blù ….
In una notte che il sonno non veniva
….. pensavo ….
che da questo brutto periodo
qualcosa di buono chi stolto non è
avrà ripescato dal fondo del suo cuore,
 lo star coi genitori, i nonni,
quelle dolci serate che non avevano più esistenza
Abbiamo riscoperto lo star bene anche da soli,
con i nostry hobby, i nostri pensieri
e i nostri films e libri più amati,
nuovi compagni di vita ritrovati.
Abbiamo riscoperto l'amicizia quella vera
anche in videochiamata, che gioia
il silenzio rotto dal trillo del telefono
Abbiamo riscoperto l'altruismo più profondo
verso il dolore altrui, e basta sempre piangersi addosso !!!
Ma la cosa più bella è stato imparare
ad amarci di nuovo,
la voglia di star soli, coccolarsi, dolcemente baciarsi....
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Vorrei solo un,oasi di pace,

un angolino tranquillo per me,

un posto di silenzio,

dove pensare solo a me,

dove respirare,

con calma,

rincorrere i miei pensieri,

fare tutto piano,

prendermela comoda,

non sentire,

non sapere,

e sbattere fuori dai piedi il mondo,

e  le sue mene,

un posto per me.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Sarei stato l’ombra di schiena

di un artista in una scatola,

se una notte di undici anni fa

non fossi nato.

La prefazione nelle mani di un librario

lì ad aprire adagio le porte d’una favola,

collezionista di ognuno dei tuoi sogni

forse lo sono sempre stato.

Avrei anche atteso su una panchina fradicia

che lei tornasse a riposare l’anima sgualcita,

se non mi fossi innamorato

della mia vita.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Non ricordavi più quei momenti
che se pure tutto andava male
c’era l’amore a curare le ferite.
Avevi dimenticato come era dolce
l’odore della terra
che stava vicino al mare
e quando si cantava
qualche vecchia canzone.
Eri a volte come smarrito,
un bambino ferito,
ma c’era il tuo cuore
che pensava per te
e ti diceva dell’amore.
Non lo ricordavi veramente più
quando tutte le notti la cercavi
e lei non c’era, era lontano,
troppe erano le stelle da contare
per poterla avere accanto
almeno solo un momento.
Hai avuto tanto tempo per pensare
senza dimenticare e fare finta di niente.
Quelli erano i vostri giorni
i giorni dell’amore
rimasti dentro qualche vecchia fotografia
e negli occhi di un pianto
di chi ha capito
che non doveva dimenticare.
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Il tempo … cos’è il tempo?

Il tempo è una dimensione

entro la quale si misura

il trascorrere degli eventi.


Il tempo è bello,

il tempo è brutto,

il tempo è denaro.


Il tempo fa invecchiare,

il tempo fa dimenticare,

il tempo arrugginisce il ferro,

il tempo ci distrugge sempre.


E non si ferma mai, va avanti,

ogni secondo è un suo rintocco,

anche se l’orologio non lo contasse,

è preciso e, non sbaglia un colpo.


Diciamo che è bello quando c’è il sole,

diciamo che è brutto quando piove,

è denaro perché serve per lavorare

è solo il lavoro che ci fa mangiare.


Il suo trascorrere invecchia le nostre cellule,

fa dimenticare perché decresce la memoria,

consuma la materia tanto fino a spezzarla,

man mano che, inesorabilmente, passa.


Ci lascia i segni chiari del suo cammino,

rughe profonde che segnano il nostro viso,

teste calve o anche con capelli canuti

e lentamente ci porta anche alla tomba.


Non può però intaccare l’anima e lo spirito,

i sentimenti ed i pensieri non sono materia,

quelli restano dentro di noi finché viviamo,

finché Dio ci lascia vivere su questa terra.

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Profilo Autore: Giò For  

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E' accaduto
Forse un giorno, una notte
al risveglio
sentire il silenzio della città vuota
percepire un mare di solitudine
il ricordo recente della fine
di un tempo non molto lontano
E' accaduto, rinchiusi,
lontani dagli umori
dal fremito incessante ,
ecco siamo caduti nell'oscuro vuoto della inquietudine
E' da qui che bisogna ripartire per uscire dal nostro angoscioso deserto
iniziare la nuova via della speranza
io so di poterlo accettare il vuoto
quest' assenza tutto intorno
in questa pandemia incontrollata
Ti son vicino e tu mi sei lontana
averti accanto a me , un giorno intero
vorrei, per ricordarti l'indomani
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Profilo Autore: sossio  

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Rinasceremo quando tutto sarà finito
osserveremo il mondo con altri occhi
accorgendoci che dietro di noi c’erano solo errori.
Respireremo insieme un aria nuova
quella che fino a ieri ci faceva morire
sarà solo amore dentro noi.
Rinasceremo come rinasce un fiore
e non ci servirà la vanità,
ma solamente l’umiltà.
Saremo il tempo per i nostri figli
e sole caldo per il cuore
che servirà a scaldare questi nuovi giorni
dopo tanta nebbia e malumore.
Quel fiore nuovo appena nato
moltiplicherà milioni di fiori
serviranno a ricordare
senza mai dimenticare
chi non c’è più
perché portati via
da questo maledetto inverno.
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Sulla tiepida battigia cammino

osservando in lontananza

il caos della mia città

nel silenzio d'un tramonto.

E penso al profumo della vita

che s'allontana come farfalla

agli echi del vento

regalandomi

un brivido di libertà

d'un attimo sfuggente

che non riuscirò trattenere

oltre un sospiro

nel frammento d'un giorno che muore.

Osservo un vecchio ricurvo che tende la mano

quasi a voler afferrare una conchiglia che giace riversa,

sballottata da un'onda ribelle,

poi rinuncia, lasciando che il mare la riporti lontano

a riposare nel suo mondo sommerso, come il suo,

come il mio, immerso in questi attimi

che non torneranno più.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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