uguali a quelle che verranno.
- se questa malinconia ci attira
-se questo è l’ appetito
- se a questo tesoro voglio resistere
dinnanzi agli entusiasmi delle acque schiumose
dei mari in tempesta
agli attorcigliamenti spensierati dei venti su nuvolosi cieli
che lacerano il velo della mia follia che mi fa’ discutere con Dio.
Così 'un tratto tace -sconfitta l' amarezza
innanzi a questi giorni sempre uguali ma pur sempre nuovi
in cui intravedo spettacolo d'eternità.
altro che penna e calamaio
umore scuro,peste nera
la confusione d’un vespaio
infuocato splende il cielo
ma anche il mio essere brucia
essi corrono in parallelo
mai si uniranno anima e fiducia
faticosamente, mi dissolvo,
in questa notte triste e scura
tanto vale che il disturbo tolgo
nella mia anima una vasta smagliatura

Oggi ho pianto
il tempo che fu
amico,
giocoso,
allegro.
Oggi ho pianto
il passato,
gli anni migliori,
unici,
grati.
Oggi ho pianto.
A la nostalgia
la sola gioia
per quel che non torna.
Oggi ho pianto
il tempo che fu
Nient’altro
ho in mano
da giocare.
A la nostalgia
il tempo che fu,
che non trovo.
Ov’è il grato?
Stillicidio perenne d’immagini
sbandierate immantinente
non allietano di certo la mente.
Da inviare al macero certamente
per ripulire liquame inquinante
che turba sentimento comune
in un tempo che tempo non è più.
Un tempo che forse mai è stato
ma ha rovinato di brutto lo stato
delle cose evidenti che sono
e che non saranno mai più.
Nel caldo ventre si sosta una volta
per non entrarci mai più.

Nei grandi grandi marmi effigiati;
Come idoli abbattuti
Tra girasoli secchi
A cosa
ti toglie...
A quanto
ti faccia sentire sola.
A quanto ti faccia sentire l'amore
Penso...
A cosa
sia la vita...
Quando non c'è più.
A quanto ti faccia sentire sola
Poi...Guardo il tramonto
poteva essere feroce,
Nelle fogne del cuore,
Ti lasci impastare con
I gesti di sempre.
Sorsi di caffè nero possono
Lavare quel che resta dentro.
E un passo dopo l'altro
Arrivi dove devi andare,
Ma rimangono solo arance amare,
Ed esse tolgono il sapore dolce
Che ti restava.
Un ricordo dimenticato,
A illuminare il crudo selciato,
Può un fiore crescere tra
Il nero catrame, ma certo
La sorte gli sarà grama
Senza nessuna cura e
Qualcuno che lo ama.
affetto, passione, amore, ardore, impulso,
puoi essere dolce ma anche amaro,
puoi esser sincero e puoi ingannare,
ma chi ti ha chiamato? Chi ti ha voluto?
Sei dentro di me e non vai via
neanche se la volontà te lo impone,
sei entrato inconsciamente e non so come,
forse tempestivamente, come un uragano,
forse lentamente, come un fiocco di neve!
Sei patrono del mio cuore,
della mia anima e del mio spirito,
governi ed imperi la mia vita!
Mi fai forte e debole, mi fai cadere e mi rialzi,
fai come ti pare, fai come ti piace!
Ti odio e ti amo,
non ti lasci comandare,
decidi tu se restare o andare,
sei dentro me e ci resti,
sei una frana, sei un guaio!
Sentimento, qual che tu sia,
odio, tormento, indifferenza,
freddezza, impedimento,
ti prego, ti imploro,
per favore, và via!

-Note ferine di giovinezza.
Batteva forte il cuore -senza ritegno
- E idealità intatte.
Perse...
... E' un mal d'autunno
In quest'ora d'inverno!
- Lacerti di un poema sgualcito
Perse-effusioni liriche dei nostri sogni.
Sotto la luna stanca,
E pervade solo il mormorio
Di una voce bianca.
Gondole navigano sul mare scuro
Incapaci di portare alla meta.
Solo maschere a celare la vita.
Mali e strani dolori minano
I fianchi indifesi,
Sotto scoppi di fuochi accesi.
Come un anno che lento finisce
Anche l'anima senza amore regredisce.
Note plumbee sull'acqua
Che canta leggera
Sa di clamori antichi e
Inutili rose tea.

D’energia senza nome
occulta potenza d’amore
sfavillò in iridi accesi.
Fremette pensiero.
Su spoglie rive aleggiarono sospiri
rivestendo brividi intensi
tra sussurri estasiati e baci salati.
Compresi il vuoto della vita senza te
amor mio.
Ti cercai nella riva dei ricordi,
urlai il tuo nome,
tornasti per farmi compagnia.
Sorridemmo alle stelle
abbracciandoci come naufraghi sulla spiaggia
mentre la marea cancellava orme.

Si è fatta notte
e giro ancora per la stanza,
fuori regna un’atmosfera irreale,
tutto è ammantato di bianco:
sembra zucchero filato.
I suoni sono attutiti,
i lampioni lambiscono con la loro luce
tutte le cose.
Tra me e me scorrono fiumi di parole
respirando al ritmo del mio sangue
che scorre in palpiti di inquietudini
investendo l’eco del mio canto.
In un’analisi
scevra da schemi e preconcetti,
penso che serva
incastrare tasselli al posto giusto
per avere un’inquadratura di prospettiva
del puzzle della mia esistenza
alzando quel velo che genera ombre
in cui si nascondono distanze d’intenti
che sarà meglio definire.
Aprirò alla calda carezza del sole
nell'attesa che ritorni
la luce che vi fu.
Attenzione c' è il virus letale il bullismo che nasce nel reale e prosegue nel virtuale, ragazzi donne che vengono calpestati e su internet commentati.
Questo non è il modo per usare la tecnologia, ti trascina e rovina.
Quando ho aperto il mio profilo è stato per la poesia, guardo leggo e ci sto poco , al massimo uso fb per un gioco.
A piccole dosi riesco a tenervi compagnia, poetessa per diletto e lettrice abituale di amici che ho nel mondo virtuale.
Vite che si mescolano a dovere se usato bene internet è un piacere, mi fate emozionare e piangere e condivido ogni emozione .
Ogni link che commento anche solo con un adesivo, diventa un gesto esclusivo.
La tastiera è lo strumento per esprimere quello che sento, un mezzo che a voi mi avvicina, con estrema fantasia e tanta simpatia.










