Sole di giada
Sulla pelle rifletti,
Trasmette l'opaceo tuo calore
Contorto di rovi,
E l'anima affonda nel buio.
Solo tenui fiammelle
Ricoprono le tenebre
E sono fatue e discontinue.
Ombre ricamano il viso,
I sorrisi sono un ricordo lontano,
Neppure l'azzurro cielo
Diffonde e distende
Un cuore schiacciato 
Sotto ad un maglio.
Meglio chiudere gli occhi al mondo
E nascondere l'amore che muore.

.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Oltre la siepe
-Appuramenti
-Similitudini
 Essenze!
E’ un largo respiro
  Un rientrare in grembo.
Del caro cespuglio
Il profumo più intenso
 E oltre i suoi rami
Nimbi leggeri
 Sentieri fedeli.
.Un Naufragio di luce
Un punto d’oro
 Un sorso nuovo.
  E un mutamento sul volto
S’irraggia
Nell’intatta visione:
Nè bianco, nè nero,
Nè falso nè vero,
Nè brutto, nè bello.
Oh- sublime occasione!
  Oltre la 
la siepe
Si può seguitare
 A riaccendere il cuore. 
Che intermezzo di nozze 
Nell’esilissimo luogo
-Stupendo
  -Dove sogno e comprendo.
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Profilo Autore: Hera  

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Morse di freddo
 di giorni poco gentili.
Sonobrividi
 Che assottigliano la pelle
-ogni fibra di ciuglia.
Sono iridi
De okntro sguardi assottogliati -
pensierosi
  per ogni incanto durato così poco.
  L’estasi del battito ridotta al nocciolo
e dannatissime scaglie
senza fortuna
una per una!
Tra disadorne consuetudini
Tra scivolamenti e crepe
rimane
’assottigliato sogno del reale
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Profilo Autore: Hera  

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Che la mia vita sia come
un fiore che si schiude
diffondendo la sua fragranza
nell'aria leggera del mattino. 

Che la mia vita sia come
la melodia di un usignolo,
nota sconosciuta
nel pentagramma della poesia. 

Che la mia vita sia come
una nuvola vagante che fluttua
sopra i confini degli Stati,
al di sopra delle brutture del mondo. 

Che la mia vita sia come
quella di un giunco,
piegandosi agli insulti delle intemperie
senza mai spezzarsi. 

Possa la mia vita essere come
vagito di bimbo,
rantolo di morte
cerchio che si chiude.   

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Profilo Autore: Antonio Sacco  

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Volente o nolente,
viviamo nella mera illusione
di poter capire le persone...
triste sentimento di umanità
che giace inerme
sotto falsa identità.
Mi accingo a riflettere
su questa diatriba insolente
che volente o nolente
sprona l'ira invadente
e prolifera
nei meandri della mente.
È triste rassegnarsi
alla frenesia del viver moderno
tra menzogne sociali
e amori virtuali
che inquinano
gli amori puri e casuali.
È spiacevole pensare
che c'è sempre
uno scotto da pagare,
e che volente o nolente
ci troveremo a scontare
il deleterio vizio
del procrastinare.
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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Il tempo si è fermato
l’orologio non cammina.

Le notti e i giorni
trascorrono nell’ansia
di pensieri insormontabili
è affollano la mente.

La sabbia nella clessidra
è ferma,
sembra trascorso un secolo
dall’ultima volta
che l’ho girata.

Ma sono passati
pochi giorni...

Un cerchio
brilla nella notte...

Ma il giorno
è triste...

Spento...

I fantasmi del passato
diventano realtà.
LUNA
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Qui di seguito vi voglio riportare
un concetto che ho letto non so dove,
pensatene quello che vi pare
è uno scherzo senza controprove.
Se per riacquistare il riacquistato
ho dovuto prima perdere il perduto,
e per conquistare il conseguito
ho dovuto sopportare il sopportato;
se per ritrovarmi innamorato
mi hanno maltrattato e poi ferito,
ho ben sofferto tutto il sofferto
e ho ben pianto quasi tutto il pianto.
Quindi dopo tutto ho dimostrato
che non si gode bene del goduto
se non dopo averlo tollerato.
Sono certo poi d'aver capito
che il verde dell'albero e il fiorito
vive di ciò che in terra è seppellito.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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L'inverno...
Un breve cenno -intirizzito
un triste slancio sbiadito
- vento che sbatte
 
- e resti  
   di qualche voglia d’arte.
   Un riposo austero che ci arruola al silenzio
 un addobbo di neve che piomba
- silente 
sui nostri ormoni lenti.
 E tu- vita d’uomo 
sei come seme a riposo
nella tua camera sola
  freddo cuore in disuso.
        Vedi- dire gelo a volte     
     è relativamente semplice;
questo tempo è vento brusco
    ed è certo che quel palpito non farà ritorno.
Ma io cerco lo stesso tra le coltrì
   nella profondità incolore 
dietro il mio fantastico pallore.
  Questo tempo è vento brusco;
    ma non chiamarlo destino   
è solo l’ attimo di una stagione
che ha la primavera nel suo embrione. 
  Dividiamoci allora qualche parola 
  prima di abbattersi nel dolore:
diciamoci pure
   che il caldo fuoco produrrà nuovo rossore!



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Profilo Autore: Hera  

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Siamo sogni
 
meravigliosi o incubi
 
impressi negli occhi
 
di altri sogni.

E nessuno sta dormendo.




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Profilo Autore: francesco  

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Forte scuote la passione

mentre bevo la linfa

che scorre nelle vene.

Ha un sapore nero

il bianco candore della morte.

Ha un vestito scuro il manto che avvolge la luce.

Ha suono stridulo l'amore per la fine.

Dopo me il nulla sarà.

Non volti, non sguardi rivolti,

disinvolti,

sconvolti.

Non guarderà alcuno al sacello,

sfracello

del corpo,

disgusto mortale,

banale,

sacrale,

eppur normale.

Leggerà fra altri il ricordo

contorto,

immaginifico e immaginario

immaginato e dimenticato.

Tempo d'angusto essere,

essere angusto non tempra,

non costringe,

eppur costretto in forma non voluta,

desiderata,

agognata,

ripudiata,

odiata,

amata.

Or discerni tu al di là

senza soluzione,

tocchi, non percependo.

Non sai,

mai saprai.

Spengi un lume per me,

spengilo e sfoglia il libro dei sapienti

fallo per me

ancora una volta,

ancora e ancora

finché non darà il giudizio suo.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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15171021 1821113414833774 3227915873623982820 nSospesa, protesa su quello scenario dove non calerà nessun sipario.

Protesa, in ascolto dell' universo che mi culla , mi afferra è il richiamo di MADRE TERRA.

Solo , un eco melodioso un cantico speciale, mi proietta in un paesaggio.

Acqua, terra, cielo, si uniscono il fuoco arde in me , con passione ritrovata.

Sono creatura, di questo spettacolo della natura, un' emozione particolare.

Rende, questo attimo veramente da ricordare, un nuovo vento mi circonda.

La serenità, si mischia a rinnovata felicità, beata mi incanto ad ascoltare.

Grazie o universo per tanta bellezza, per me fonte di dolcezza ora mi sono ricaricata.

La mia anima , si è colmata di nuova energia , di nuova poesia per vivere.

Sempre, con più allegria con più armonia, con tanta sintonia, brezza marina mi avvolge.

Respiro, nuovi profumi nuovi odori nuovi ardori, senza più timori senza rancori.
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Profilo Autore: Anna  

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Guardo il cielo chiaro

contro la luna  

e inerte seguo la notte
 
seduto fuori casa.

Di tutto par che mi resti

solo la vita.

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Profilo Autore: francesco  

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La scia aperta quella porta,

lascia aperta la porta,

che entri l’aria,

che mi venga la voglia di andare ancora,

di uscire con le mie gambe,

lascia aperta quella porta,

per sentire la vita,

e il movimento del mondo,

per avere la voglia di ricominciare,

di ritoranare,

di provare ancora a vivere;

lascia aperta quella porta,

per vivere di nuovo,

per gustare le stagioni che vanno e muoiono,

il lento passare del tempo,

lascia aperta quella porta,

per avere la voglia di camminare,

di passare oltre,

e di voltare pagina sul passato,

lascia aperta quella porta.

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Profilo Autore: stefano medel  

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La terribile necessità della vita
La sua questione di luci e d'ombre
  Le altezze del suo spettacolo d’arte.
  Ricopia il sole -giorno dopo giorno
Per donarsi fermezza
-Impeccabile candore.
 La sua verità è di prima mano
Non vedi?
Qua e là trapela vita!
Senza chiedertelo
  Ti rimanda dove vorresti andare
 E dove non vorresti.
E’ una Terribile necessità
 Fatta di foglie
Precariamente attaccate
 - Come Tempio di pietra che cade
 -Come tuffi di cascate. 
E -la sua necessità
-Quel godere presso noi
Del suo perfezionamento
 Nell'ideale morte;
  A volte ammicca
 - A volte ti minaccia la sorte.
    Che cosa terribile è a volte la vita
  - Con la sua questione di luci e di ombre 
-La sua partita!

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Profilo Autore: Hera  

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In noi risiede un messaggio cosmico.

Un messaggio in cui si trascrive l'origine e la specie della vita.

Noi siamo ciò che il DNA racconta.

Corporeità e materialità s'affidano

alla genesi che stampa indelebile il suo significato

nel nostro organismo.

Tralasciamo la natura fisica e accettiamo come provato

il corollario che circonda il DNA stesso.

Se rappresentiamo la sua evoluzione

tutto quello che rientra nella sfera umana ha origine

da esso per conseguenza.

Proviamo per un attimo a configurare la sfera immateriale

che ci connota.

Anima o spirito a seconda dell'accezione laica o religiosa

abbiamo come residente non visibile la nostra raffigurazione

non tangibile di fronte al corpo tangibile.

Generati e conformati dal DNA possiamo affermare

che l'immaterialità reca in sé lo stesso messaggio?

L'anima (d'ora in avanti parleremo usando questo termine)

può quindi essere portatrice dello stesso “significato genetico”?

E di contro il pensiero come espressione anch'esso non tangibile

dell'anima nasce e reca impresso la genesi materiale?

Se così fosse allora la parola,

unico strumento materiale per esternare l'io pensante interiore

contiene il nostro DNA.

Se potessimo analizzare questa nostra espressione come una qualsiasi

parte del nostro corpo, giungeremmo senza alcun dubbio a indicare

come DNA immateriale la denominazione intrinseca dell'anima stessa.

Pensiero generatore di parola e parola generatrice di aggregati d'essa

e quindi di “discorsi”.

Il discorso nel caso specifico diviene poi composizione articolata di pensiero

quindi si raffigura come portatore effettivo del nostro DNA.

Ecco allora apparire chiara la valenza universale della parola

e la sua magistrale unicità nella molteplicità delle espressioni umane.

Se l'uomo è relatore e costruttore di composizioni verbali,

esse avranno l'identica dignità attribuita all'essere umano.

Pensiamo solo per un attimo se la parola potesse essere autonoma da sé

e dalla sua genesi, se solo potesse ribattere ad altri pensieri...

Daremmo a lei valenza infinita?

Certamente sì.

Valenza che pur come emanazione extracorporea dobbiamo attribuirle.

Così come non vorremmo mai veder calpestato l'uomo,

non calpestiamo mai le sue orme fisiche,

non calpestiamo le sue Parole.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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