
Mente straordinaria la tua
che prospetta nuove dimensioni
oltre gli spazi violenti delle incomprensioni.
Il sottile fascino del tuo pensiero
si sottrae dalle fauci del tempo
come una farfalla catturata dal vento,
in continua ricerca dell'essenza,
sorretta dalle fragili ali della speranza.
Mente straordinaria la tua
che esplora nuovi mondi
elucubrando il lungo viaggio dei ricordi
facendo del proprio destino
un maestro di vita da accogliere
con accettazione e spirito combattivo.
Mente straordinaria la tua
che esamina attentamente la mia empatia
creando in noi una perfetta sintonia,
un connubio indissolubile di realtà e fantasia.
2 commenti
Magmi si diffondono
- Molti!
- Molti!
Nei caffè - negli uffici
Nelle cliniche
E le banche…molte!
Nelle holl degli alberghi
con bambini in ostaggio
In molti!
Ancor di più le case borghesi
-Agitate
Con ben messe travi e grandi terrazzi
Per ritrovarsi -in molti
Lontani
Da magmi e miasmi
D’abitacoli senza nome
D’artigiani senza lavoro
- Ormai chiusi.
- Ormai chiusi.
Nè tetto, nè luce, nè strade.
A onor del vero
Le grida sono acute:
- Questa nuova primavera è strana
Ha nuvole sempreverdi
- Incontri avari
- Tic convulsi
Sorrisi colpevoli -dai tratti rifatti
-Esasperati
Come da alter ego doppio.
Eloquente si- ma senza disputa, o lotta
Mai un intesa nei brevi i mormorii mediocri
-Senza mai nulla consacrare.
Così- a sera
-Dentro le nostre quattro mura
Magmi a dilagare
Magmi a dilagare
-E neanche un gabbiano
Raramente appare.



Più non odo la tua voce
raccontare amore,
smarrita nel viaggio d’una nuvola,
né i tuoi occhi
guardare tra i miei giorni.
Ho solo i tuoi ricordi,
rincorrersi nel vento,
divenire tangibili
tra le mura della sera.
Ho perso il suono della tua voce,
sebbene le parole tornano,
come le stagioni,
tale a volo allegro di farfalle,
e prima che esse muoiano
al rumore di un giorno d’estate,
le raccoglierò a ricordo,
in ampolla di cristallo.
Qualora di te il cuore mio avrà arsura
a piccoli sorsi lo disseterò.

L'anima comunica attraverso il silenzio,
ci isola dalla prigione delle parole
e illumina la nostra vera essenza
arrivando dritta al cuore.
C'è qualcosa di grande e puro nel silenzio
che si esprime senza voce né parole...
attraverso il tempo e lo sguardo
ci indica la strada del traguardo.
Tutti prima o poi si ritrovano
nel silenzio di un lungo abbraccio
nel silenzio di un bosco, di un tramonto,
nel silenzio di una vergine, di un bambino,
di un uomo saggio.
Non vi è verità nel chiasso politico della società,
nei messaggi falsi e ossessivi della pubblicità.
Il silenzio inietta dosi di consapevolezza
e con esso si comprendono molte teorie
che nessun libro è in grado di contenere.
È solo in silenzio che si ascolta e si vede
il mistero della vita e della fede.
Cresceva caparbia la rosa,
nel giardino incolto
dell’angusto borgo.
Tra cardi spontanei,
spinosi, asfissianti,
costretta a convivere.
Profumava di rosa,
giustappunto,
la regina dei fiori,
connaturale era in lei
possedere ed effondere
fragranza.
Quei cardi vicini,
a cotanto olezzare,
rodevano dentro,
e legati tra loro
dal comune rancore,
guaivano in coro:
“ che tanfo nauseante,
che disgustoso odore!”.
Il Rancore di quei cardi,
par metafora plagiata,
incapaci d’essere odorosi
accusarono la circostanza.
Similare alla favola di Esopo,
quando l’uva è irraggiungibile
da cogliere e possedere,
per lo stolto è aspra e amara .
Il falco stride sulla brulla campagna,
Con l'occhio vigile osserva.
S'alza il vento di monte
E porta odore di neve,
Sotto coltri di leggera nebbia,
Vibrano i miei pensieri
Coperti di leggera brina,
Essa si deposita anche sul cuore.
Vi pongo un mantello di feltro,
A ripararlo e custodirlo
Dalle intemperie dell'anima,
Preservando quel che resta
Di briciole d'amore...
Non basta...
Un letargo dolce può aiutare,
Parvenze di un tempo felice,
Felci chiuse e muschio nuovo
Guariranno.
Ora sono, solo sopore.
Con l'occhio vigile osserva.
S'alza il vento di monte
E porta odore di neve,
Sotto coltri di leggera nebbia,
Vibrano i miei pensieri
Coperti di leggera brina,
Essa si deposita anche sul cuore.
Vi pongo un mantello di feltro,
A ripararlo e custodirlo
Dalle intemperie dell'anima,
Preservando quel che resta
Di briciole d'amore...
Non basta...
Un letargo dolce può aiutare,
Parvenze di un tempo felice,
Felci chiuse e muschio nuovo
Guariranno.
Ora sono, solo sopore.
~È di notte che il cuore scioglie i pensieri e li adagia lentamente sul cuscino, fluttuanti e leggeri sono bolle di sapone colorate dai colori della stanza.
Un soffio e una bolla la sposti all'angolo del letto, un soffio e due bolle ... puff.... le balzi sul comò .
E' un'illusione, ma sgombra la mente, cancella ogni cosa che l' attanaglia.
Poi tendi la mano , le raccogli e le stringi in un pugno , forte cosi forte da farle scoppiare in una lacrima di schiuma.
E ti addormenti ...
Un soffio e una bolla la sposti all'angolo del letto, un soffio e due bolle ... puff.... le balzi sul comò .
E' un'illusione, ma sgombra la mente, cancella ogni cosa che l' attanaglia.
Poi tendi la mano , le raccogli e le stringi in un pugno , forte cosi forte da farle scoppiare in una lacrima di schiuma.
E ti addormenti ...
E come si piegò
Si diradò
Si perse… disperso - l’amore!
E come caddero i suoi archi
Nel nero profondissimo
Delle sue macerie
fino in fondo.
E come mi ostino a non sentirmi triste
E come mi ostino a non sentirmi triste
-Fra ciottoli -fanghiglie -pensieri lesionati;
Fra lacerti d’amori ormai svogliati.
- E come si piegò e si perse
Disperso amore
- Che di tutte le calamità
Disperso amore
- Che di tutte le calamità
Non scorgo traccia:
-Nessun ricordo
-Nessun avanzo.
-Né lampada
- Né lampione
Nè filo elettrico strappato.
-Né vento o foglie morte;
-Nè nebbia
-Nè grigiore.
-Né vento o foglie morte;
-Nè nebbia
-Nè grigiore.
Solo il mio nartece
-Nel chiuso del suo umore.

Pensi che quell'abbraccio non finirà mai.
Ma ti sbagli.
Tutto finisce,
si spezza,
si frammenta.
Colassi su te stesso.
Puoi solo cercare di essere forte, sembrare forte
raccogliere i pezzi e ricostruire,
una corazza probabilmente
perché hai deciso che non vuoi più soffrire
perché non vuoi, perder più.
Ma ti sbagli.
Tutto finisce,
si spezza,
si frammenta.
Colassi su te stesso.
Puoi solo cercare di essere forte, sembrare forte
raccogliere i pezzi e ricostruire,
una corazza probabilmente
perché hai deciso che non vuoi più soffrire
perché non vuoi, perder più.
Il nulla abita auscultazioni d’io
diviene e nel divenire inganna
domicili antichi d’onnipotenza
Autocoscienza
rivisita con occhi trafitti di delirio
la fuga da se stessa e dall’oblio.
Cosa, chi, dove, come, quando?
-domanda-
ma il nulla risponde all’essere:
“il tuo limite è credere d’essere tempo”.
Senti il rumore del tempo che passa
lo sdrucciolio dell attimo perso
e il tonfo pesante dell'ora infinita
che logora i pensieri.
Eppure era solo ieri
che i minuti di una intera vita
rapidi scivolavano tra le tue dita.
Senti come risuona il tempo
e l' eco degli anni che ti viene a trovare .
Scivola via il tempo
da un vetro appannato ,
goccia dopo goccia
In una profonda ruga .
lo sdrucciolio dell attimo perso
e il tonfo pesante dell'ora infinita
che logora i pensieri.
Eppure era solo ieri
che i minuti di una intera vita
rapidi scivolavano tra le tue dita.
Senti come risuona il tempo
e l' eco degli anni che ti viene a trovare .
Scivola via il tempo
da un vetro appannato ,
goccia dopo goccia
In una profonda ruga .
Giornate lunghe come gli abeti secolari
che non si spogliano mai,
né con il freddo, né con il caldo,
non si abbandonano ma aspettano.
Imparano ad apprezzare la bellezza interiore
che traspare da un volto che da calore.
Osserva, attende,
il tempo che regala sogni.
Il vento spazza via i pensieri,
viaggia la vita, senza spine,
senza primavere, solo inverni.
La vita corre con piccoli momenti diversi
che insieme faranno il nostro sempre.
Immersi nell’oceano del tempo
attendiamo che la nostra esistenza
prenda forma, divenendo vita.
Questa vita, che ci tiene per mano…
ora stretta, ora lenta,
a volte lasciando la presa diventando
traditrice e bastarda…
E noi come flash, battito di ali,
o alito di vento,
siamo l’infinitamente piccolo
dell’oceano del tempo.
che non si spogliano mai,
né con il freddo, né con il caldo,
non si abbandonano ma aspettano.
Imparano ad apprezzare la bellezza interiore
che traspare da un volto che da calore.
Osserva, attende,
il tempo che regala sogni.
Il vento spazza via i pensieri,
viaggia la vita, senza spine,
senza primavere, solo inverni.
La vita corre con piccoli momenti diversi
che insieme faranno il nostro sempre.
Immersi nell’oceano del tempo
attendiamo che la nostra esistenza
prenda forma, divenendo vita.
Questa vita, che ci tiene per mano…
ora stretta, ora lenta,
a volte lasciando la presa diventando
traditrice e bastarda…
E noi come flash, battito di ali,
o alito di vento,
siamo l’infinitamente piccolo
dell’oceano del tempo.
Saranno come briciole di pane
che cadranno da tasche rotte,
disperse tra il sentiero
di una notte senza luna
le parole, oh mia bella!
Parole costruite in gola,
giammai in petto,
che non ti appartengono,
dette, volate via,
e che se un dì ritornassero
tu non riconosceresti
proteggendoti alla stregua
di una forte pioggia.
Deboli parole
che non ti appartengono,
dette, volate via,
e che se un dì ritornassero
tu non riconosceresti
proteggendoti alla stregua
di una forte pioggia.
Deboli parole
che vivere le stagioni
non potranno,
non potranno,
come palloncini forati
perderanno respiro e forza,
e al mattino,
al tiepido sorgere del sole,
infreddoliti passerotti,
di un secolare borgo,
di un secolare borgo,
beccheranno gai.
Unica nota bella e felice,
aver irrobustito le loro ali
seppur per un giorno in piu,
grande speranza e illusione
seppur per un giorno in piu,
grande speranza e illusione
di un volo e di un sogno duraturo.

Non ha bisogno di verità la realtà
alleggia farisea sensi d’essere
trascende ideali di levità
pigolii, sfarfallii, tremuli tintinnii
esitanti appetiti d’istanti
a promessa che il tempo sia
oceano d’onde in eterno divenire
denudato l’uomo ad essenza, poesia
voce a testamento d’amore
piano, piano fino all’esile moira.
Indistinto canto alleva l’oblio
l’io assurto assolo di dimenticanza
controversa distesa d’innocenza
essenza impressa al folle esilio
giostra al divenire cava avvolta
appartenenza al soffio fetale
fino all’amore gestazionale
fino alla morte a briglia sciolte
sul collo del dolore.
alleggia farisea sensi d’essere
trascende ideali di levità
pigolii, sfarfallii, tremuli tintinnii
esitanti appetiti d’istanti
a promessa che il tempo sia
oceano d’onde in eterno divenire
denudato l’uomo ad essenza, poesia
voce a testamento d’amore
piano, piano fino all’esile moira.
Indistinto canto alleva l’oblio
l’io assurto assolo di dimenticanza
controversa distesa d’innocenza
essenza impressa al folle esilio
giostra al divenire cava avvolta
appartenenza al soffio fetale
fino all’amore gestazionale
fino alla morte a briglia sciolte
sul collo del dolore.








