
Si strugge il cuore
pensando all’amore
l’amore lontano
e piange.
Un pianto straziato
vola col vento,
cavalca le nubi
diviene lamento,
si confonde nel tempo.
Vorresti lenirlo,
placarlo con l’eco
ma, l’eco non torna,
rimane sospeso,
sospeso nel tempo,
come l’amore
perduto nel vento.
ad un tavolino
mezzi ubriachi di parole
con un barista
che indaga i loro occhi
cercando di intuire la ragione
della loro tristezza
Poveri poeti
aggrappati a sogni fragili,
drogati di canzoni
senza più musica,
vecchi romantici
presi in giro
dal loro stesso cuore,
poveri poeti !
che benevoli pensieri inespressi,
nei mondi assopiti arrechi,
intriso di lacrime,
scompigli il gia'previsto
varcando i confini.
Lascia uno spiraglio
per i tuoi figli indegni!
In questo tempo stridente
ove l'effimero sovrasta,
ove la verita' oltraggiata e'
e la morte superba incede,
svela con il tuo immenso splendore,
l'autorevole forza antica,
che impregnera' la Nuova Umanita'.

L’amore è un prepotente maleducato,
non ti avvisa prima di arrivare!
Non bussa alla tua porta per entrare
e prende sempre tutto senza permesso!
Ma quando vuole sa essere anche educato,
gentile, dolce, laconico o loquace,
come anche insopportabile e sgarbato,
rude, amaro, crudele e assai violento!
Orgoglio e dignità sono valori umani,
radicati in noi sin dalla nascita,
viaggiano fianco a fianco e appaiati,
nessun di loro cede il passo all’altro!
Orgoglio che conservi quel che hai,
da solo tu saresti un egoista ignaro!
Nessuno mai vuol metterti in disparte
ma quando serve tu ti devi far da parte!
Devi lasciare spazio alla dignità umana
che vuol custodire solo quel che sogna e spera!
Forse da sola sarebbe troppo permissiva e pia
ma certo farebbe l’uomo così come si vuol che sia!


Chi sei? perchè mi segui? Vieni fuori!
Perchè mi tormenti? Cosa vuoi?
Mi opprimi, mi soffochi, sto male!
Perchè ti nascondi? Sei omo o animale?
Risposemi:
Non omo né animale, non ho corpo ne materia,
posso pesare ma anch'esser leggera,
posso parlare ed anche tacere,
tu mi senti ma non mi puoi vedere.
Io ho il potere di avvertire,
i fatti del presente e del futuro!
Io ho il potere di comprendere,
di valutare e di vedere tutto!
Nel linguaggio tuo più comune,
io sono giudice morale del tuo agire,
io sono in te per poi suggerire,
il modo giusto senza mai soffrire.
Io sono guida al tuo comportamento,
io cancello ogni dolore e turbamento,
non sono tua tortura e ne invadenza,
io sono quella che chiami coscienza.

Osservavo attentamente
quel tuo distacco emotivo
con senso di tristezza e mistero.
Percepivo a distanza gli sbalzi d’umore
senza motivo e pieni di rancore,
ed io semplicemente non capivo, non capivo...
Esser felice o amata
per te sembrava quasi un rischio, un’agonia,
a volte eri sola anche in compagnia;
oscillavi tra rabbia e depressione
mettendo a dura prova la più sana comprensione.
Un inferno di rosse fiamme la tua indifferenza,
che nel cercar di accogliere
mi ha ustionato l’anima e la pazienza.
Sottovoce mi dicesti:
"Mi sembra di impazzire,
di vivere un vuoto senza fine.
Ho paura di perdermi, di perderti,
mi vedo affascinante e spaventosa...
raramente mi capisco,
non sempre mi riconosco".
Del tuo triste passato è ancor presente
quel senso di frustrazione che domina la mente
e avverto in te quei mille perché
di riconoscere la realtà per quel che non è.
Il tuo estenuante desiderio
di esser finalmente libera
ti rese schiava e priva di ogni emozione vera.
Attrice e vittima di un film in serie,
croce e delizia delle tue stesse macerie,
nel ruolo di una stella che continua a collassare
generando intorno a se luce e distruzione.
Rivestii di rugiada
un nuovo mattino,
gocce nostalgiche
di calde notti sorseggiai
nella leggera brezza.
Bianca luce di luna riflessa
nell'incosciente sbiadita innocenza
in sensuale abbraccio
infiammò sensi e ragione
nell' illusoria via del non ritorno.
Indossai abiti di giovinezza,
spiegai ali variopinte
librandomi e nutrendomi d'amore,
crogiolandomi nell'ebbrezza del momento
tra iridi d'infinito m'assopii.
Dal torpore mi ridestai,
grigi basalti custodivano sogni infranti
plasmati tra granitici speroni rocciosi
mentre l'anima riprendeva coscienza di se
e della sua reale appartenenza.
Tempo inclemente concedi e riprendi,
attimi o giorni t' appartengono,
tutto è reale ed illusorio
come rugiada sul basalto,
ricopre scrigno di ricordi.

Eccomi qui a scrivere, quando cala la notte, inizio a pensare come poterti dimenticare, quelle come me sono spinose , anche nelle sere più uggiose, Guardo quel lampione che illumina la strada, mi hai graffiato l' anima e io l'ho messa a nudo.
Ora il mio sfogo è ancora più crudo, tu il poeta che decanti la tue inquietudine, ora meriti la tua solitudine.
Io che sono molto arrabbiata ed in questa poesia, carica di nostalgia ti strappo dall' anima mia!!
Mi sento ancora tradita, ma sei tu che sei entrato nella mia vita, con la tua abile arte di seduzione e io subito ho ritrovato la passione.
Ora che cerco di allontanare il rancore che avvolge il mio cuore, proprio a me dovevi dare questo dolore!
Al coro mi unisco volentieri
ché domani non sia come ieri.
poco resisto e l'anima tace,
non regge e pian pian si spegne.
uno dei tanti, dei troppi
ma se del traboccar fossi goccia?
Né atti e gesti,
Voglio solo restare
Per non perdere nulla.
Quel poco che rimane
Mi basta a respirare,
Sotto a un cielo aranciato
Che promette promesse.
Voglio offrire la mia anima spoglia,
Percepire la sua voce che canta
E diventa singulto,
Piume bianche come neve,
Sono le tue carezze
Che non posso avere,
E percepire il vuoto mi fa quasi tremare.
Forza e calma attingo
In un pozzo di desideri,
E mi riscoprono più nuda,
Più bella e senza legami.
anche se mi sembra ieri.
Una piccola dilettante che racconta la sua storia
le sue emozioni.
Chi ero e chi sono
ricordo con immensa simpatia.
Inventavo delle scuse
per non ammettere di aver sbagliato.
Buttarmi in questa avventura
dentro e fuori con il sorriso ironico.
La pazienza di aspettare
quando perdevo il filo del discorso.
Quando ho dimenticato le regole.
Non è importante quello che dico
o quello che scrivo,
ma il bisogno di trasmettere, di emozionare.
Quando mi stancherò è dirò che vorrei essere morta
non arrabbiatevi
un giorno comprenderete che cosa mi ha spinto a dirlo.
Capirete che alla mia eta’ non si vive ma
si sopravvive…
Un giorno scoprirete che nonostante
i miei errori ho sempre dato il meglio.
Ho tentato di spianarmi la strada.
Datemi solo un po’ del vostro tempo,
un po’ della vostra pazienza,
datemi una spalla su cui poggiare la testa.
Aiutatemi a camminare,
aiutatemi a finire
i miei giorni con amore e pazienza...
In cambio io vi darò un sorriso
e l’immenso amore che ho sempre avuto per voi.










