irrigidite
dalla schiera d'alberi
scendono
vanno a riposare
pungono becchi
affamate battono
vortici dalle aiuole
sature di fumi
circondate
ondeggiano melense
l'ora di suoni
d'ovattate voci
senza rimorsi
s'adagiano a dormire
un sonno senza fine
dove capita
intristiscono
chi le osserva
cadere

Un giorno mi dovrai spiegare
l’ossessiva ripetizione delle scie
che imbrattano il mio cielo.
Nocivi fumi non permettono
di respirare,
allergie non ti scalfiscono
mentre lacrimo smog.
Un giorno dovrai spiegare al mondo
perché sei arrivato sulla luna
scordando mali oscuri
che uccidono indisturbati.
Hai scoperto la genetica
hai modificato il mondo
non modifichi le sofferenze del male.
Un giorno quando lo spiegherai
a tuo figlio
io non ci sarò.
Corvi pasteggeranno
cuculi
non canteranno.

Opaco era quello specchio, in cui mi guardavo , coperto di vapore di quella sostanza.
Immagine sbiadita , sfocata della mia giovinezza , della mia spensieratezza.
Le dita scorrono, per fissare meglio quella donna forte e coraggiosa.
Orgogliosa, che ogni giorno lotta contro chi la vuole incastrare, bandire dalla sua stessa vita.
Io non sono distruzione, solo il grillo , la voce che mai ti inganna , non condanna.
Chissà perché Anna viene definita arrogante, boriosa troppo scontrosa.
Pensa per te rispondo , che fai il giullare e sei incantatore di serpenti in un branco di dementi.
Ecco , quando incontro le anime nere io mi defilo , mi cerco subito un nuovo rifugio.
Mai mi avrete come schiava di ipocrisie , litanie di finzioni e pantomime di dimostrazioni.
Rimarrete nella vostra oscurità, fatta di osceni sentimenti, nei vostri pettegolezzi.
Anna non ci cade , non va a pezzi io luce infinita, arcobaleno per le vostre anime estinte.
Esalate , pure le vostre cattiverie le vostre dicerie, seminate solo zizzania.
Io le discariche non le frequento, porto salute, serenità gioia armonia di questo si compone l' anima mia.
Vi perdono , vi trasformo in empatia la regina dei sentimenti, provate un po' a vedere .
Ricordate gente chi troppo s'inchina mostra il sedere!!!

Rassegnarsi alla vita come in una gran partita,
perdonarsi a vicenda come in una leggenda.
Artefici del proprio destino,
viviamo nell'illusione
o nella realtà del nostro cammino?
Restar svegli per troppe volte,
immobili come statue tutta la notte
per poi abbandonarsi
in quella fredda e triste tentazione della sorte.
Lottare senza forze per qualcosa o qualcuno
a dispetto di ogni avversità,
imbattersi senza fede
per niente o nessuno contro ogni verità;
ribellarsi senza nessuna possibilità...
Andar via ogni volta
da quei fervidi ricordi,
pensar nei dettagli tutti i possibili risvolti.
Scappar via ogni volta da quel tedro posto
che ci piaccia o no è come un vero mostro.
Sarà che sono pazzo già da un pezzo,
sarò diventato matto sul fatto
ma un pensiero latente
è lì che invade la mia mente...
per spiccare il volo
e sentire l'aria sul viso.
Per essere libero.
Andare dove mi porta il vento,
dove sono felice;
senza paura di avvicinarmi al sole.
È quando troverò
la mia destinazione,
mi ci fermerò;
ma sempre sopra
le nuvole.
percorrono ricordi.
Senza regole,
senza limiti,
senza confini.
Ombre danzano
nell'inverno ormai inoltrato.
L'ultimo sguardo
verso il sorgere di una nuova alba.
Ripercorrono
un'altro pezzo di vita.
con la paura attaccata addosso.
Paura delle sabbie mobili,
paura del buio assoluto.
Il sentiero non delineato.
Dolore sulla pelle,
dolore nell'anima,
brividi freddi sul corpo.
Camminando piano,piano,
giorno dopo giorno,
la luce davvero lontana.
Ma non mi sono mai fermata,
non ho perso la speranza.
Giorno dopo giorno,
piccoli passi
leggeri come il battito d'ali di una farfalla.
Giorno dopo giorno.
Piangendo,
tremando,
ma senza mollare mai.
Ostacoli superati
lasciati alle spalle,
ma tanta paura,
paura di ricordare,
paura di ricadere nel baratro,
paura di rivedere
le porte dell'inferno.
Per tanto tempo
cancellati quei ricordi
per non soffrire,
per non rivivere
giorni pieni di terrore.
Ora guardo avanti
con fiducia,
cercando di vivere tranquilla,
buttando giú dalle spalle
i problemi sciocchi,
analizzando i veri problemi della vita.
Cercando soluzioni,
almeno ci provo.
Cercando di vivere con leggerezza,
senza lasciare mai il sentiero
verso la luce.
Velato e rossastro,
Ai miei occhi così bello,
Cosa c'è?
Non vi è fine, e dove
Arriva il cielo,
Sottostante alle nuvole,
Strie bianche indistinte.
Sale dentro l'angoscia che prende,
Tra le case mute e immote,
Senza suoni e persone
Resto io...sola.
Anima grigia,
Vello fragile dei miei pensieri.
Sento nascere stille
Che presto bagneranno.
Prigioniera in una gabbia, senza sbocchi
Vivo avvolta solo da rintocchi.
Suona lenta la campana...
Schierati i cipressi
distribuiscono agli ospiti
fresche ombre.
Si snoda infinita
la serie delle tombe.
Monumentali ed eteree dimore,
si ornan di pregiati stili.
Il viandante si aggira
tra corpi giacenti;
cerca la propria fossa;
trova sterili lamenti.
Ed è ancora scritto
Riusciamo a perdere molto in questa vita.
rivedere volentieri ciò che è scritto!


Forse mio Dio,
l'aria umida
scavalcando le foglie
arrampicando le braccia
scala
le correnti contrarie
formando coni
sbattendo i denti
plana
ai piedi dei marciapiedi
mescolando gli aghi
accatastando amici
Fugge
rincorsa dai viali
trascinando i pensieri
limitando l'andirivieni
d'immagini solite
verso comode
vittorie










