Per essere chiamato poeta mi disse una volta un tizio
uno che ne sapeva molto, con qualche vizio
nascosto come tutti, quattro mogli e un’amante
è un’originale, di solito succede all’inverso, tante
amanti e una sola moglie ufficiale. Per essere poeta
tornando all’argomento principale, ci vuole seta
ago e filo, quanto basta per dodici poesie
all’anno, almeno dodici, è sicuro. La mamma e le zie
le quattro stagioni, Natale e Pasqua, la festa delle donne
poi le nonne, a quanto siamo arrivati? E dodici canne
almeno, da fumare prima, perché dopo non serve
oggi è l’ora della primavera, una canna di verve
in autunno sarà più stanca e d’estate brucerà prima
in inverno si spegnerà prima del tempo, senza rima
le poesie, mi raccomando, per evitare la crisi di stanchezza
del neurone del poeta, che sta come la freschezza
al gomito del tennista. E la tredicesima? A dicembre
come da tradizione, può essere un regalo per l’hombre
del terzo piano per le signore e la figlia del postino
per i maschi dalla penna felice. Se c’è un destino
nella vita può succedervi di tutto quando scrivete
d’innamorarvi di una poetessa o di un prete
che dice messa nella chiesa che non avete mai
frequentato. E’ un peccato veniale, ora lo sai
che è la sindrome della vecchiaia, meglio se scrivi
degli aquiloni nel cielo e se con l’amore convivi
come il cane col gatto, in un rapporto di conflitto
ed espiazione. Ora scrivo solo cartoline e le affitto.

Commenti
BUONA VITA!
L'ago e il filo uniscono e a volte unisce perfino lo stesso sguardo sullo strappo aperto e contuso,come la mente quando non trova l'erba fresca da brucare..ma in fondo dodici poesie come i mesi dell'anno sono tutte da sposare, da infilare all'anulare fino a quando la sacra rota deciderà l'annullamento e nessuno se ne lamenterà..
Bellissime tutte le immagini e i risvolti del bavero della giacca, in seta pura.Cucito tutto a puntino..l'alta sartoria a volte si può anche leggere..
Un saluto