Come i signori…con i cuori lenti,
il tuo che batte veloce, troppo
-sembra- per restarci ancora accanto.
Al fare delle cinque della sera,
ti verrò a trovare: prendimi pure in giro.
Eccola qui la mano, la terrò stretta
alla tua, perché tu non abbia fretta
di trattenere per sempre il respiro.
Cento e mille sorrisi, dopo ogni bufera,
-niente a che vedere con questo groppo
in gola-un sole caldo e alto come un canto
di liberazione nell’attesa di nuovi venti.
Come i signori…al telefono la tua voce
non è più la stessa, i toni bassi
invece degli acuti, quei passi
incerti dell’età ai piedi della croce.
Nel silenzio poi l’ultimo fiato:
lui ora è con te, ancora innamorato.

Commenti
Condoglianze. (bellissima dedica la tua).
Un abbraccio