Attorno ai piedini delle sedie
Era la pioggia
a farla da padrona,
il mare con il suo odore
che riempie gli spazi
ruggiva contro
la piccola balaustra
nera a picco.
Il mio cuore nella scarna chiesa
era colmo e osava
dopo anni di tremori.
Ho acceso una candela
grata che tanta bellezza
neppure il temporale
avrebbe mai osato
umiliare.
Un breve sospiro
fra un prima e un poi:
silenzioso...
ma pieno di speranza.
Cos'è un attimo?
Un alito di vento:
un piccolo soffio...
capace di provocare
lunghi brividi.
Cos'è un attimo?
Un breve intervallo fra
un arrivederci e un addio.
Cos'è un attimo?
Due bocche che si sfiorano
a suggello di eterne promesse.
Cos'è un attimo?
Una carezza che scivolando
su un viso triste...
in brevissimo tempo
rilascia tanta tenerezza.
Sembra poco, pare nulla;
eppure...quanta bellezza
c'è in un solo attimo!
Quanti attimi perdiamo
per rincorrere l'inafferrabile.
Quanto tempo impieghiamo,
senza comprendere;
quanto può esser lungo
un brevissimo istante!
Eppure è semplice:
allunghi la mano,
cogli al volo la felicità
e in un solo piccolo momento
in un breve attimo...
ti riempi le mani!
Quante cose non facciamo
quante parole non diciamo;
convinti...
stranamente convinti...
di non avere
tempo a sufficienza:
eppure...basta solo un attimo.
Conto di un fascio le rose
e memorizzo le spine
staccate per dispetto
infisse ad una ad una
nella balza del tuo seno,
non per coltivar dolore
o tingere di rosso il cuore,
ma a suggellare il mio timore
che un sol fascio di rose
non basti a confessarti
il mio amore.
Fu cicatrice di luce
questo riverbero di giglio
sorpreso a danzare
sull’uscio del tuo cuore.
E rimproverai un dolore
sbocciato fra le nuvole
ed un pentagramma d’echi
editò una lacrima d’anima
e non hai significato,
naufraga un battito d’amore
sul tuo volto
lasciato a colorare il mio tramonto.
Vivere per vivere
anche stelo o arbusto
si lasciano scorrere dal tempo
che sfugge rapido
vivere per vivere
anche un sasso
cuoce al Sole
e si lava col suo tempo
vivere per vivere
anche le nuvole
si caricano d’incombenze
e migrano
vivere per vivere
anche le conchiglie giocano
alla più bella, nel mare profondo
sanno … che non v’è merito
vivere per vivere
anche gli animali
fanno branco … greggi
di piccole nazioni
solo all’uomo l’occasione
di vivere vivo o vivere amorfo
di poter sperimentare altro
- amor compreso -
ma, purtroppo
perennemente spreca
e, oggi, nuovamente
si affaccia la speranza.
si dileguavano veloci, assenti di qualsiasi colore
trasformandosi in una scia informe
che imprimeva nel mio sguardo
il solo motivo di quelle folli corse.
Cancelletti di cemento bianco
ove dall'una e dall'altra parte
c'era la fuga verso la libertà.
Come era ostile allora parlare di libertà,
era una parola dura
che si incideva negli animi
di coloro che ormai erano fossili
della propria vita,
a stupendo agio nel loro calco di città immobile,
succube della propria storia
da cui nulla ha saputo trarre
per rendersi umanamente varia e piacevole.
Statuaria quanto declinante
pur di rinunciare al dolore
a cui inevitabilmente portano
le nostre scelte
si è resa luminosa quanto abulica.
Tristemente comune,
alla ricerca del sentimento
che essa aveva soffocato
fra le sue afose ed umide giornate,
ho dovuto rendere esule
prima il mio pensiero,
e di seguito il mio corpo.
La terra che trema;
i tuoi occhi che mi trafiggono
sanno dirmi il tuo amore per la vita;
sanno scorrere il mio volto,
mentre il vento mi solletica le dita.
Sebbene di rose incessante
la tua voce profumi,
leggendo il mio cuore
amara
mi suona.
E scopro che non è il terreno,
il centro di questa minuscola pietra,
ma il tuo viso a tremare.
Io lo vedo sereno, mentre della morte,
non del mare,
le onde ne rendon reale,
la triste, retorica sorte.

Se dovessi morire prima di te,
piangerai, ne sono certa,
se non riuscirai a versare lacrime
so che lo farai nell’intimo del tuo cuore.
so che soffrirai in silenzio
e ricorderai la nostra favola
che non ha avuto che una fine la mia morte.
Se dovessi morire prima di te,
ricordati che ti ho amato sempre
fino all’ultimo dei miei giorni.
So che mi penserai sempre
come una parte di te
che è volata via.
Io ti vedrò,
ti sarò vicina
e sentirai un brivido,
sarò io che ti accarezzerò l’anima.
Se dovessi morire prima di me,
sarà questione di giorni
forse di ore,
io morirò con te .
Ti terrò per mano
e cammineremo
verso quel cielo
dove potremo amarci
senza ostacoli, senza vincoli
per l’eternità.
Se saprai ascoltare
i sospiri degli alberi
quando la rugiada si posa
a sconfiggere le ore ruvide
delle stanche fronde,
avrai compreso a fondo
l'anima e il perché delle cose.
Osserverai con occhi nuovi
tutto ciò che ti circonda
e troverai vita ovunque
si posi il tuo sguardo.
Scorderai vecchie ferite
quando nei tramonti udrai
il singhiozzar della sera
nella sua ultima agonia
prima che la notte giunga.
E se avrai compreso,
saprai ascoltare delle notti
i sussurri che giungeranno
ai tuoi orecchi attenti,
ti lascerai sedurre e trasportare
nel suo limbo ovattato
dove tutto è possibile.
Dovrai solo saper ascoltare
osservando con gli occhi del cuore.
Garofani scrivono
luce di vento,
scalpelli di sguardi
a corteggiare i miei ritratti
svaniti in un tramonto esausto.
Passi di pioggia
ciondolano dalla luna
come interrogativo spento
costernato d’inverno
in uno sfratto di crisalidi
ritrovato nel tempo.
rimandare la vita a domani.
Cedere il braccio ma tenere la mano:
affannato a restare, dire che
son loro quelli sani, gli umani.
Non c'è lume, alcun faro.
Solo la pioggia che cade,
ogni goccia di terrore densa,
mentre si affoga
nel sonno della propria lunga
e dura
quiescenza.
Vidi che ci eravamo fatti un dono:
il tormento, il pensiero;
questo è il verme di ogni uomo.











