più.
Respiri secchi, grida di angoscia;
un coccio rotto, spaccato
come uova rubate dal nido di paglia.
Il fumo di polvere che aleggia
e un’anima dilaniata lo stringe,
lo brama e disprezza;
la bocca è aperta e secca:
lenta respira.
Solo, a meditarsi
bevendo il dolore,
amaro fiele di memoria:
i cocci di vecchia terracotta:
la mia povera porcellana rotta.
che sgorgava dalla mia fonte.
Ho lasciato le divine immagini scolpite nelle bronzee porte
della piazza di Leonardo.
Le ho lasciate vagabonde sulle sponde di quel fiume
che ispirava vecchi artisti.
Le ho lasciate perché ora non vogliono accettare
i miei fremiti inconsulti
di quella gioia tanto attesa
Il fuoco vitale dell’esistenza
abita in ogni forma di vita...
Ne giova forza ed energia
dalla grandezza dell'Amor proprio
e per gli altri, smisuratamente.
Talvolta crudele, coinvolge
in una sorta di contrasto...
Puntare l'indice
alla ricerca del colpevole
è un senso liberatorio
per le proprie responsabilità,
non porta frutti
a quel fuoco d'amore
che arde nell'anima.
Se raccogliessimo tutti i colori
per dipingere di primavera
tutto ciò che ci circonda,
scopriremmo quella meravigliosa
fiamma in noi.
Quella fiamma capace
di donare elasticità
nel abbattere l'odio
e sostituirlo
ad una sola forza suprema,
Divina...
la forza magica dell'amore.
Ci incontreremo alla fonte
dei tuoi occhi, lì
ti asciugherò l’emozione
nel vibrato di una carezza.
La bontà d’animo dei poeti
sta nel sedersi uno affianco
all'altro di qua e di là
dall’ansa, dispensa fierezza
la "bella parola" e annulla
la distanza… si muove irrequieto
il lampadario, sussulta
la polvere sulla bambola di pezza.
col passo opposto al tuo,
come se i miei occhi fossero già neri
e svuotati dei tuoi.
Un piede dopo l'altro, macinando
miglia e miglia
su questo marciapiede
che ci separa come un battito di
ciglia
il mio sguardo dalla stella cadente.
La tua pelle avorio e i tuoi capelli seta;
sei passata, sparita fra la gente
come la cometa,
lasciando me ed il mio corpo di paglia
a camminare su questo pianeta.
Ora è solo il ricordo della tua luce
che canta e mi avvelena:
ride e osserva la mia corsa truce.
E ride ancora e vomita eccessi di voce,
rovesciando inchiostro su questa mia
pergamena terrena.
Non fa altro che infondere dolore
nelle vene del mio cuore paralizzato
e silenzioso, sconosciuto della mia mente
ma un unico apparato dal cattivo odore.
Mi tira un calcio e uno schiaffo:
non mi dà riposo.
È così che trovo me stesso:
un guscio vuoto, un'ostrica senza perla,
un fiore senza polline,
buio passo dopo passo.
"Stanotte mi tuffo
Nel mare dell'anima.
Adoro le emozioni,
primitive.
Tu abbandonati alla musica,
dove incontri la vita,
e ti racconti favole
mai prima ascoltate.
Vorresti urlare al mondo
E stringerti alla Luna,
che ti accolga,
teneramente! "
lo stupore di vedermi ancora.
Un sorriso ingenuo che
mortifica l'emozione
intrappolata nel fascino
di chi si ama
nonostante tutto.
Parliamo senza voce,
afferrandoci per i cuori,
per le anime...
Il desiderio di sfiorarsi
con una scusa banale
per sentirci di nuovo vivi
nonostante tutto.
Desolati dal tempo
si notano le rughe
di chi ha prima riso
e dopo pianto.
Ma io ti amo ancora
nonostante tutto.
Dolente la volontà,
di resistere più che mai,
di due amanti.
Un altro istante da aggiungere
ai ricordi struggenti
di un grande amore.
E tu mi ami ancora
nonostante tutto.
Meglio rischiare l'estinzione che finire
dentro un quadretto incorniciato.
La farfalla più preziosa si è autodistrutta
per fuggire alla messa in scena
dell'ideale di bellezza di superficie.
Si è lanciata nel profondo di un cuore
sul letto dorato di una palude.
Chiudo gli occhi ad un tempo irruente,
che si mostra tiranno e ingannevole.
Ti sento vibrante di emozioni intense…
Ne assaporo il calore della tua essenza
che in battiti avvolgono i miei sensi.
Come un moto di mare in risacca
nel mio cammino, ti ritrovo in sussurri
di emozioni, dettati dalla tua presenza.
Spesso, tenaci e prepotenti si scontrano
con l’anima che non demorde dal sognarti.
Percepisco il tuo profumo, tra sguardi di cuori,
persi nell'incanto di sfrenata passione.
Brucia la mia pelle al sol tuo pensiero,
tra i dolci brividi dei tuoi respiri
caldi sulla mia umida pelle.
Nelle silenti notti, racchiuse in solitudine
ascolto piangere la tua anima fragile.
I tuoi occhi come acqua cristallina sono
attraversati dallo scorrere del tuo dolore,
mascherando sorrisi finti, in attesa del vero
Amore.
(intro strumentale)
(ritornello)
ed un giorno racconterai
che il mondo non è ciò che sai
ed un giorno ne riderai
di chi amore da te più non può
e ti vanterai, io lo so
d’aver vissuto la vita a pieno
che avrai guadagnato
la tua vittoria
per quello che è stato
senza alcun inutile freno
(ponte)
e tu avrai una qualche gloria
per avermi abbandonato
ed alla fine e da questa storia
ne rimarrò consumato
(strofa 1)
dirà di me tutto e niente
rapirà il ricordo dalla mente
e non sarà più come prima
non sarà vera come una rima
ma sarà chiara
si! come una certezza rara
(ritornello)
ed un giorno racconterai
che il mondo non è ciò che sai
ed un giorno ne riderai
di chi amore da te più non può
e ti vanterai, io lo so
d’aver vissuto la vita a pieno
che avrai guadagnato
la tua vittoria
per quello che è stato
senza alcun inutile freno
(ponte)
e tu avrai una qualche gloria
per avermi abbandonato
ed alla fine e da questa storia
ne rimarrò consumato
(strofa 2)
sarò con te spesso e assente
e sarà un racconto per la gente
e volerà su un’alta cima
e non avrò più idea o stima
di quant’è cara
questa tua visione avara...
(ritornello)
ed un giorno racconterai
che il mondo non è ciò che sai
ed un giorno ne riderai
di chi amore da te più non può
e ti vanterai, io lo so
d’aver vissuto la vita a pieno
che avrai guadagnato
la tua vittoria
per quello che è stato
senza alcun inutile freno
(ponte)
e tu avrai una qualche gloria
per avermi abbandonato
ed alla fine e da questa storia
ne rimarrò consumato
(special)
perché tu avrai già trovato
un altro a te più adeguato
che sappia tener aggrappato
il tuo cuore stretto forte a sé
ed il suo fato, pur che
il tuo amore gli serberai
da me assai lontano
mi vedrà sconfitto
ma non è poi strano
ed un giorno mi penserai
(ritornello)
ed un giorno racconterai
che il mondo non è ciò che sai
ed un giorno ne riderai
di chi amore da te più non può
e ti vanterai, io lo so
d’aver vissuto la vita a pieno
che avrai guadagnato
la tua vittoria
per quello che è stato
senza alcun inutile freno
(ponte)
e tu avrai una qualche gloria
per avermi abbandonato
ed alla fine e da questa storia
ne rimarrò consumato
(outro strumentale e parlato)
ne rimarrò consumato
ne rimarrò consumato
ne rimarrò consumato
ne rimarrò consumato

I giorni sono così freddi
in assenza di sole
e la terra è così dura
perché è un po’ che non piove.
Un uomo cammina nella nebbia
ed ha il cuore in gola
per lui l’assenza è stata tanta
e non può più rimediare.
I giorni sono passati
e quelli più belli li ha bruciati
dimenticando l’amore
quello non può più ritornare
come la terra dura è fredda
difficile da accettare.
Nell’assenza aspetta la pioggia
così potrà nascondere
le lacrime del cuore.









