Tamburelli suonate a festa
Aprite le danze,
Sotto il tocco delle dita, note calde
S'infilano nel cuore
E la musica s'ode
Fino fuori oltre i confini.
La sua voce è richiamo
È leggera emozione
Il mio corpo segue il ritmo
Dove passi s'intrecciano come amplessi.
Non sono sola in questo ballo d'amore.
Le mie vesti sono vele che nascondono le mosse
Giro come elica
E lascio andare tutti i pesi che zavorrano
Ballo..Ballo..
Senza più respiro...vivo.
Aprite le danze,
Sotto il tocco delle dita, note calde
S'infilano nel cuore
E la musica s'ode
Fino fuori oltre i confini.
La sua voce è richiamo
È leggera emozione
Il mio corpo segue il ritmo
Dove passi s'intrecciano come amplessi.
Non sono sola in questo ballo d'amore.
Le mie vesti sono vele che nascondono le mosse
Giro come elica
E lascio andare tutti i pesi che zavorrano
Ballo..Ballo..
Senza più respiro...vivo.
8 commenti
Sta piovendo.
Non lo vedo ma lo sento
dal rumore della quiete
che c'è dentro.
Sta piovendo e mi ricordo
della scuola e del maestro
che chiudendo la finestra ripeteva:
- Sta piovendo! Sta piovendo! -
Mi ritornano i tuoi baci
con lo zucchero filato
e la tua voce che mi dice:
- Zitto amore... non la senti?...
Sta piovendo! Sta piovendo! -
Santo cielo piove ancora
e io da sempre quando piove
mi dimentico l'ombrello.
Poco male;
Vorrà dire che mi bagno
fuori e dentro.
Non lo vedo ma lo sento
dal rumore della quiete
che c'è dentro.
Sta piovendo e mi ricordo
della scuola e del maestro
che chiudendo la finestra ripeteva:
- Sta piovendo! Sta piovendo! -
Mi ritornano i tuoi baci
con lo zucchero filato
e la tua voce che mi dice:
- Zitto amore... non la senti?...
Sta piovendo! Sta piovendo! -
Santo cielo piove ancora
e io da sempre quando piove
mi dimentico l'ombrello.
Poco male;
Vorrà dire che mi bagno
fuori e dentro.
Son vissuto cercandoti nel volto di ogni donna
e ascoltandone il cuore scoprivo
che non era quello giusto.
Lacrime ho versato in un pianto ...
dove il dolore mi voleva sconfitto.
Mancavi alla mia anima, amore.
Non volevo perdermi lungo i viali della tristezza e della solitudine,
anche se, per lunghi periodi,
vi ho vissuto come assiduo frequentatore,
sedendomi ai tavolini, a bere l’amaro succo della vita.
Attonito e cieco ero, la speranza la stavo seppellendo,
dopo averla affogata nelle delusioni
che la realtà mi aveva presentato come resoconto dei miei errori.
La paura del sole mi accecava,
perché mi ero abituato a vivere nel buio
che regnava intorno a me.
Spesso non riuscivo a distinguere tra il bene e il male,
a causa delle maschere che indossano le brave attrici,
che si presentavano a me, recitando il loro solito copione.
La falsità ha spesso sconfitto l’ingenua mia anima,
che voleva credere nell’amore.
Altrimenti perché continuare a cercarti?
Se non altro solo per volere vivere quell’amore scritto
e nato nella notte di tutti i tempi,
dove avevamo giurato, di fronte all’infinito, amore eterno.
Ora ti ho trovata, ti ho qui di fronte a me
e mi sto specchiando nei tuoi occhi.
e ascoltandone il cuore scoprivo
che non era quello giusto.
Lacrime ho versato in un pianto ...
dove il dolore mi voleva sconfitto.
Mancavi alla mia anima, amore.
Non volevo perdermi lungo i viali della tristezza e della solitudine,
anche se, per lunghi periodi,
vi ho vissuto come assiduo frequentatore,
sedendomi ai tavolini, a bere l’amaro succo della vita.
Attonito e cieco ero, la speranza la stavo seppellendo,
dopo averla affogata nelle delusioni
che la realtà mi aveva presentato come resoconto dei miei errori.
La paura del sole mi accecava,
perché mi ero abituato a vivere nel buio
che regnava intorno a me.
Spesso non riuscivo a distinguere tra il bene e il male,
a causa delle maschere che indossano le brave attrici,
che si presentavano a me, recitando il loro solito copione.
La falsità ha spesso sconfitto l’ingenua mia anima,
che voleva credere nell’amore.
Altrimenti perché continuare a cercarti?
Se non altro solo per volere vivere quell’amore scritto
e nato nella notte di tutti i tempi,
dove avevamo giurato, di fronte all’infinito, amore eterno.
Ora ti ho trovata, ti ho qui di fronte a me
e mi sto specchiando nei tuoi occhi.
Un sottile dedalo di sensi
Una fitta trama innervata
che trasale al minimo tocco
sangue, linfa bollente
in vene di ghiaccio
Ecco quello che sono
e tra le mie dita affusolate
un rasoio sempre pronto al taglio
il mio battito una corsa
che sfonda il cuore
il mio respiro una lotta con l'aria
il corpo che annega
nel sudore di vivere...
Quel sudore che perfino d'inverno
mi imperla la pelle
facendone un involucro di brina
Questi occhi neri , fondi come pozzi
fatti della stessa materia oscura della notte
spie affamate , sentinelle
questa bocca avida
che prende a morsi la vita
La lingua che spesso lecca le ferite
Le unghie pronte al graffio
e questa povera mente
perennemente inquieta
sovraeccitata
che urla dalle sue viscere
sulle corde tese del mio essere
Una fitta trama innervata
che trasale al minimo tocco
sangue, linfa bollente
in vene di ghiaccio
Ecco quello che sono
e tra le mie dita affusolate
un rasoio sempre pronto al taglio
il mio battito una corsa
che sfonda il cuore
il mio respiro una lotta con l'aria
il corpo che annega
nel sudore di vivere...
Quel sudore che perfino d'inverno
mi imperla la pelle
facendone un involucro di brina
Questi occhi neri , fondi come pozzi
fatti della stessa materia oscura della notte
spie affamate , sentinelle
questa bocca avida
che prende a morsi la vita
La lingua che spesso lecca le ferite
Le unghie pronte al graffio
e questa povera mente
perennemente inquieta
sovraeccitata
che urla dalle sue viscere
sulle corde tese del mio essere
Nella quiete della tarda sera
ritorni ad essere nei miei pensieri
scosti la pace che alla notte impera
e nella mente non ho più sentieri
Come queste stelle,sei lusinghiera,
sei l'affetto che mai ho ricevuto ieri
spazzi via il male come bufera,
dell'amore sei una dei suoi pionieri
Le tue speciali iridi m'invasero
frammenti di felicità scomposti
rigiunsero nel mio animo spoglio
Noi come i lati di un quadrilatero
paralleli e allo stesso tempo opposti
divisi da quel muro dell'orgoglio
ritorni ad essere nei miei pensieri
scosti la pace che alla notte impera
e nella mente non ho più sentieri
Come queste stelle,sei lusinghiera,
sei l'affetto che mai ho ricevuto ieri
spazzi via il male come bufera,
dell'amore sei una dei suoi pionieri
Le tue speciali iridi m'invasero
frammenti di felicità scomposti
rigiunsero nel mio animo spoglio
Noi come i lati di un quadrilatero
paralleli e allo stesso tempo opposti
divisi da quel muro dell'orgoglio
Ora
la terra ha tremato! Si è scrollata di dosso
uomini e cose senza pensarci.
E perché avrebbe dovuto?
Solo per il fatto che qualcuno l’ha chiamata madre?
No. La terra non ci ha generati; gli alberi sono i suoi figli
e l’erba... e i fiori...
Noi siamo i parassiti arrivati dall’aria,
da uno scrollar di coda di Comete.
Proliferiamo, succhiamo sangue e ci scanniamo tra di noi per farci posto.
Fino a ché la terra si scuote;
non perché ci odia (sentimento tutto umano)
ma come chiunque -infestato- cerca il suo sollievo.
la terra ha tremato! Si è scrollata di dosso
uomini e cose senza pensarci.
E perché avrebbe dovuto?
Solo per il fatto che qualcuno l’ha chiamata madre?
No. La terra non ci ha generati; gli alberi sono i suoi figli
e l’erba... e i fiori...
Noi siamo i parassiti arrivati dall’aria,
da uno scrollar di coda di Comete.
Proliferiamo, succhiamo sangue e ci scanniamo tra di noi per farci posto.
Fino a ché la terra si scuote;
non perché ci odia (sentimento tutto umano)
ma come chiunque -infestato- cerca il suo sollievo.
Cammino e schiaccio foglie
dacché l’afelio
è brillantezza
di una visione smemorata.
Distanze grigiocenere
a nord del paradiso,
non interrotte.
Dolore d’alba a sera.
Cammino
gridi di sabbia e tundra
più volte torno
a una stasi indovina
esilio
accartocciato al centro.
Sotto la giacca, fitte
di un’enfasi
da cui mi stacco
per il colore, troppo.
Non mi dimentico di te
mentre per la via raccolgo le croci
con le rose che ti hanno coperto.
E fanno ancora male
come la cupa pace della notte
come questa mia poesia
che vive e muore nel tuo ricordo.
Potrei dimenticare il mare
o il sole che mi bacia al mattino
o il sorriso beffardo della luna.
Ma non dimentico le tue parole
o la presenza della tua voce
che chetava i miei tristi momenti
o le carezze prima di andare a dormire.
Quante volte ti ricordo
pur sapendo che tale rimani
e che è un’illusione la tua presenza.
Ma, mi rimarrà sempre addosso
il tuo caro e amato respiro
e ogni cosa mi ricorderà di te
mentre aspetto il tuo bussare
alla mia porta dei sogni.
mentre per la via raccolgo le croci
con le rose che ti hanno coperto.
E fanno ancora male
come la cupa pace della notte
come questa mia poesia
che vive e muore nel tuo ricordo.
Potrei dimenticare il mare
o il sole che mi bacia al mattino
o il sorriso beffardo della luna.
Ma non dimentico le tue parole
o la presenza della tua voce
che chetava i miei tristi momenti
o le carezze prima di andare a dormire.
Quante volte ti ricordo
pur sapendo che tale rimani
e che è un’illusione la tua presenza.
Ma, mi rimarrà sempre addosso
il tuo caro e amato respiro
e ogni cosa mi ricorderà di te
mentre aspetto il tuo bussare
alla mia porta dei sogni.
Le sere stellate
saranno ricordi
e i sentieri punzecchiati
cancelleranno il dorato del sole.
cancelleranno il dorato del sole.
Distratta andrò e
non penserò a niente
verrà la pioggia
un'altra luce mi salirà nel cuore .
Trasognata una faccia di luna
contro il mare
pesa sugli occhi
e s'appoggia
mi preme dentro
ed io mi sento
gonfia di malinconia.

Foto web

Foto web
Le stagione si sono susseguite
e in alto il sole c'è sempre stato
Che ne resta di quel colpo sparato?E di tonfi assordanti di corpi caduti
chi nè ricorderà il nome?
Che ne resta di tutto il futuro mancato:
Concime per la terra che mai darà frutto?
Indelebile rosso sparso
di un tramonto non più visto?
Che nè resta
ai vinti e ai vincitori
di tutto quello che non è divenuto?
Distinta rappresaglia sintomatica malsana,
calano intorpidite le aspettative,
fioccano i presagi deteriorati dal pensiero articolato,
scivola il morale nei bassifondi arcaici.
Lento degrado motivazionale,
scissione eccentrica autocommiserativa,
celano i silenzi le chiassose insicurezze,
riflette il vuoto lo specchio rotto.
Animo isolato nell'ovattata moralità,
flagellano i rimorsi delle occasioni perdute,
straziano instancabilmente i successi mancati,
inconscia realizzazione di non esser realizzato.
calano intorpidite le aspettative,
fioccano i presagi deteriorati dal pensiero articolato,
scivola il morale nei bassifondi arcaici.
Lento degrado motivazionale,
scissione eccentrica autocommiserativa,
celano i silenzi le chiassose insicurezze,
riflette il vuoto lo specchio rotto.
Animo isolato nell'ovattata moralità,
flagellano i rimorsi delle occasioni perdute,
straziano instancabilmente i successi mancati,
inconscia realizzazione di non esser realizzato.
Chi socchiude persiane a sera
come luce segue il mio guardare
-tronchi d'ulivo, ansiosi castagni,
morbide tele ondeggiar di vento-
“Si muore solo se si è vissuto”
mi dico
ed è a masticar voglie che sminuzzo tempo
che altro tempo non regge
a lesinar cartesi di foglie scritte
buttate nelle chiacchiere d'una stazione
come luce segue il mio guardare
-tronchi d'ulivo, ansiosi castagni,
morbide tele ondeggiar di vento-
“Si muore solo se si è vissuto”
mi dico
ed è a masticar voglie che sminuzzo tempo
che altro tempo non regge
a lesinar cartesi di foglie scritte
buttate nelle chiacchiere d'una stazione
RICORDI
Sai, erano spente tutte le luci sul viale della notte
e le case e i palazzi avevano le porte chiuse,
non c’erano lampadine che illuminavano l’inferno....
Una bicicletta da giorni stava lì ai piedi della collina,
un ubriaco l’aveva dimenticata,
mentre si faceva accompagnare a casa dalla solitudine
e con gli occhi inseguiva un miraggio,
cantando una canzone.
Al mercato, un ciarlatano per una lira vendeva pozioni di bellezza
e per due soldi la giovinezza,
nonché regalare vecchi sogni a chi non aveva nulla da comprare.
Un vecchio romantico puntualmente, ogni sera,
suonava una serenata alla sua amata
e, porgendole una rosa rossa, le chiese di diventare la sua sposa.
Nulla può fermar quello che nasce dentro un cuore,
nemmeno la luna con il suo pallore.
Nella stanza accanto dormono i ricordi, sopra un letto senza tempo,
apri la porta e rivedi il tuo passato.
Sai, erano spente tutte le luci sul viale della notte
e le case e i palazzi avevano le porte chiuse,
non c’erano lampadine che illuminavano l’inferno....
Una bicicletta da giorni stava lì ai piedi della collina,
un ubriaco l’aveva dimenticata,
mentre si faceva accompagnare a casa dalla solitudine
e con gli occhi inseguiva un miraggio,
cantando una canzone.
Al mercato, un ciarlatano per una lira vendeva pozioni di bellezza
e per due soldi la giovinezza,
nonché regalare vecchi sogni a chi non aveva nulla da comprare.
Un vecchio romantico puntualmente, ogni sera,
suonava una serenata alla sua amata
e, porgendole una rosa rossa, le chiese di diventare la sua sposa.
Nulla può fermar quello che nasce dentro un cuore,
nemmeno la luna con il suo pallore.
Nella stanza accanto dormono i ricordi, sopra un letto senza tempo,
apri la porta e rivedi il tuo passato.
Bastano:
le voci festanti,
intorno ad un tavolo?
Le chiacchiere,
davanti a uno schermo?
Bastano:
le avventure,
gli amori, le risse
e i bicchieri? Non so!
Non so,
se basta questo,
per dire... amici.
Quanti amici
si possono avere?
Tutti quelli
che vuoi? Forse!
Ma almeno due,
devono essere giusti.
L'amico, è quello
che arriva, quando
gli altri se ne vanno.
L'amico, è quello
che sa andare via.
Non si può
essere amico di tutti.
E non possono
essere tutti tuoi amici.
Fra di loro sono amici?
Magari no!
Ricordo le grandi
compagnie,
le scorribande.
Penserete, di quelli,
chissà quanti amici
ancora ho...
Ma anche no!
le voci festanti,
intorno ad un tavolo?
Le chiacchiere,
davanti a uno schermo?
Bastano:
le avventure,
gli amori, le risse
e i bicchieri? Non so!
Non so,
se basta questo,
per dire... amici.
Quanti amici
si possono avere?
Tutti quelli
che vuoi? Forse!
Ma almeno due,
devono essere giusti.
L'amico, è quello
che arriva, quando
gli altri se ne vanno.
L'amico, è quello
che sa andare via.
Non si può
essere amico di tutti.
E non possono
essere tutti tuoi amici.
Fra di loro sono amici?
Magari no!
Ricordo le grandi
compagnie,
le scorribande.
Penserete, di quelli,
chissà quanti amici
ancora ho...
Ma anche no!










