con baci, abbracci e carezze.
Faccio spazio nel mio cuore
e lo sommergo del tuo sentimento.
Chiudo gli occhi,
e cammino sulla sabbia,
e sento il tuo calore addosso che mi mette i brividi.
Con un bacio penetri la mia anima,
di delicato desiderio.
Con un abbraccio mi rendi tua,
su questo tappeto inaspettato d’ emozioni.
I colori delle foglie dell’autunno diventano
un bellissimo arcobaleno da poter ammirare,
assieme ai tuoi sguardi profondi d’ amore.
Le tue carezze diventano la mia seconda pelle,
dolce calore di un tramonto.
È un sentimento che brilla
nella notte più buia
di tutti i tempi.
Fasci di stelle cadenti
ci cullano, per un desiderio
che non finisce mai.
Nel sogno, tu...
Distesa sulla sabbia bagnata
ed io, con grandi ali
dolcemente ti accolgo
fra le mie piume.
Riscaldo il tuo corpo fremente.
Languidi gli sguardi
mentre spicco il volo
e ti porto via...
Planeremo là, dove l' arcobaleno
incontra i colori del tramonto.
Aspetteremo l' alba
di un nuovo amore
e non saranno le parole
a dirti che... Ti Amo!

Migro lontano da me stessa
con gli occhi velati
attraverso aridi deserti.
Vento di scirocco
m'avviluppa come cappa.
Attorno a me tutto scorre
e tutto s'adagia
in una silente solitudine.
Solo la voce del vento sibilante
nell'accompagnarmi
in questo squallido cammino
pare voglia parlarmi
frustando le mie brucianti ferite
nel mio stanco arrancare
in questo enigmatico errare...
Il corso di laurea, l’alloro è già pronto
l’iscrizione è confermata, acqua di velluto,
registrata nei geni, nel nucleo d’elettroni
che ruota intorno alla lama di luce.
Sei sorgente, respiro e foce di ogni pensiero
siero che spazza le note dolenti,
lente per ingrandire flussi e dettagli,
ventaglio per muovere l’aria, foglia
sempreverde, l’intero che copre la faglia,
figlia capricciosa in lite con i fogli
dell’esistenza. E se restano spenti
i fari dei tuoi occhi, è perché il vero
a volte non può mostrarsi sulla croce
del Calvario. E scorgo lampi e tuoni
prima del sereno nel porto riparato
che ci aspetta alla fine del girotondo.
Silenzioso resta il cuore
su alture profuse di fiori
su profumi e colori
s'intravede appena il mare
e l'orizzonte azzurro appare.
silenzioso e quasi assente
sorvola paesaggi
che tracciano strade per respirare
ma ormai senza parole.. Tace.
perché anche la piu' piccola frase
aprirebbe cascate di lacrime perse
e solchi sul viso , sofferenze profonde
e tagli incisi.
tace e si chiude anche all'amore
perché inutile tutto diventa
quando parla lingue diverse.
lento inchiostro scende
e ricopre il battito stanco
di parole mai dette.
E poi l'aria
Nel passare antico degli anni
nasconde nella polpa burrosa le armi
c'è un impiccato in una mela che oscilla
uno che s'è fatto d'eroina
e per un ago
ha venduto sua figlia
gli alberi conoscono la verità
l'estate non è che un teatrino di provincia
qualcosa che si fa di nascosto dalle armi pesanti
la guerra è cosa da grandi
anche l'autunno lascia le sue piccole morti sul selciato
piccoli niente decapitati alla rinfusa
gente che è vissuta di benessere nei grattacieli
ed è andata su e giù negli ascensori
con la cravatta e la carriera in valigia
non più di una peste
è bastata per portarsela via
le armi pesanti ruggiscono invece nella pancia della terra
nessun autodafè ma distruzione pianificata
così dall'inizio dei tempi senza bisogno di codici e leve rosse
l'ordine di uccidere Lorca è venuto dalla pancia della terra
in fondo la guerra civil s'è messa a servizio
le è stato detto di entrare negli ingranaggi della cicala
cantare qui e là una canzone libertaria
poi
l'inverno ha fatto il resto e si sa l'inverno
scarica pallottole nel cuore d' agosto
così...
per ricordare che non c'è nessuno sconto
quando si tratta di uccidere un uomo vero
ad una, ad una le vedrai cadere.
Verrà -stanne certo- l'infausto giorno
che il cielo guarderai da un freddo lido.
Incapace di altri voli, la tua forza
in te ripiegherai. L'anima -muta, sorda
e cieca- sulla riva di notturne onde poserai.
Io, che mai, ebbi ali da starti a fianco;
allora avrò vele a sfidare Maestrali.
Senza bussola sarò barca, remi e sarò timone.
Non per me avrò fatto il viaggio,
ma per mostrarti quelle cose
che raccolsi e conservai:
le tue piume, il tuo cielo, il tuo sorriso.
Forse saranno voli d'aliante
ma pur sempre volerai!
più lontana della luna
più distante dei cieli
e delle stelle.
Una lunga distanza
la nostra
che non è fatta solo di miglia
e come il sonno
sempre di più
alla morte assomiglia.
E il giorno
ancora non si accende
ed io
che aspetto.
Dimmi
sarai tu la stella
che viene a illuminare i sogni...
Solo il rumore del mare
è rimasto a cullare questa notte
ed io
che ascolto.
Si scioglierà la luna
per entrare nei tuoi occhi...
Adesso che io amo
fino al punto di affogare
vorrei che fossi tu
l'abisso
la profondità del mare.
Da un po' di giorni sapete io non penso
sento la tua voce penetrare
il mio corpo.
Il tuo intenso palpitare
suscita emozioni
un fiume di sentimento
che scorre, libero
tra gli argini del cuore.
Le tue mani così frementi
così prepotenti nel palpare
la chioma lunga e fluente
e i tuoi occhi lucenti
smarriti nelle sensazioni
osservano lo scheletro della luce
sulle volte bianche.
Nell’estasi, nel delirio
chiusi nelle nostre tane
beviamo il silenzio dell’amore
così puro e innocente
e intrepidi ascoltiamo
i canti dell’animo.
Le tue labbra schiuse
come un fiore
assaporano il nettare
dei sensi
e la luna pallida
rischiara il cielo.
Trepidamente entusiasmati
dal connubio delle nostre forze
ci proiettiamo in una dimensione
dove il tempo non esiste
e lo spazio è la nostra
immagine incosciente
soffusa di candore e intimità.
il loro caldo colore
Sembrano sciogliersi
su lenzuola liscie
La stanza sa di segreti
da sussurrarsi intimamente
da labbro a labbro
piano, dolcemente
intanto la pelle assorbe
scarlatti riflessi
dal gioco di candele accese
e il sangue si fa fiume,
un filo veloce di fuoco
tra i muscoli contratti in attesa
mentre morbidi cuscini
sparpagliati in ogni dove
invocano morbidi abbandoni
Bellissimi tappeti orientali
sembrano srotolare desideri
Un fumo dolce sale e vela
i nostri corpi in giochi d'ombra
Uno specchio nell'angolo
cattura un bacio intenso
e la danza delle mani sui fianchi
Un calice di vino e nettare sciolto
a cui bere, la tua bocca
rossa e accogliente
come questa alcova
e una finestra come occhio curioso,
a cui concedere un attimo
delle nostre voluttà
prima di bruciare nel cremisi
scivola una lacrima come foglia,
apostrofo del nostro amor perduto
in questo sfratto d’anima confuso.
Amandoti
fui sorso di primavera,
chicco acceso dal silenzio,
grano di cuore al risveglio,
mareggiata di sole terso.
Fiorisce questa lettera al dolore,
apostrofo del nostro amor perduto
in questo porto di cuor distrutto.
le tue mani,
con il mio provocante calore.
Suderai passione e tormento
quando pronuncerò il tuo nome.
Mi ascolterai in silenzio
e sarai solo mio.
Ti benderò e ti farò scoprire
la vera trasgressione.
Le mie mani ti scalderanno,
ti cercheranno, ti provocheranno.
Toglierò ogni lato oscuro dalla tua mente
e la brucerò con il mio fuoco.
Sentirai i brividi lungo il corpo
e non potrai più fare a meno di me!











