La vispa Teresa
si muove felpata,
tra le zolle di erba bagnata.
Stupida farfalletta,
poggiata su un basso ramo.
Veloce animale,
ma di Teresa a portata di mano.
Agguanta il volatile
la fresca bimbetta,
tra lo scricchiolìo di legno.
Sorride sgargiante Teresa,
mentre torna a casa
gridando:
"L'o presa!L'ho presa!"
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Echeggia lento
Tra le case il risveglio
Una calda alba
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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in immersione 
fino al male 
i miei pensieri 
risalgono la linea 
di galleggiamento, 
riapro gli occhi a stento 
ma la bocca 
si chiude alla corrente. 

La verità brucia e scrosta 
le patine galvaniche, 
il marcio 
sotto l'oro nel dente 
corrode 
ed è dura tacere
di fronte a menzogne 
e malerbe più scure. 

Nel flusso alghe nere, 
vortice e cerchio 
in una gabbia di squali 
dal sorriso tagliente 
questo è il gran
compromesso :
suono d'abisso 
che inghiotte, 
poi solo rosso.
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Profilo Autore: cordaccia  

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Nel corso di questa notte tranquilla
riaffiorano ricordi fanciulleschi,
nostalgia di quei tempi leggiadri
come i bei colori delle farfalle

Celestiali momenti indelebili
oramai distanti come un oceano
mi guideranno per tutta la vita
son parte essenziale del cuor mio
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Profilo Autore: Vincenzo98  

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Lamenti percorrono la mia mente

come Spiriti irrequieti che guizzano

nel fondo torbido di un pozzo.

Vorrei ma non posso.

Tento di salvare tutti,

ma non penso mai a me stesso,

forse perché m’illudo

che ci sia qualcuno da qualche parte,

che tenga a me e che voglia il mio bene.

Nessuno piange mai per me,

nessuno versa mai una lacrima per il Cattivo.

Istericamente rido di me stesso

e della mia condizione,

nell’involontaria spirale situazionale in cui sono.

Perché posso, ma non voglio.

Devasto il mio essere cercando di essere

più freddo ed impassibile.

Sogno la coscienza del rettile

che con il suo sguardo vitreo

resta sempre illeso negli scontri emozionali

che ogni giorno

devastano la psiche di tutte le persone del Mondo.

Sono e resto Niente,

mentre guardo il Male che guizza nel bicchiere

e bevendo non faccio altro che immergermi

con il fine ultimo di essere portato alla deriva

ed infine annegare in questo Mare

che altro non è che

il mio Rancore Morente.
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Profilo Autore: StrayCat  

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Nelle città
d'infedeli volti
l'euforia infinita
invade la mestizia e viceversa.
S'accompagna
il passo lungo di seriosi benpensanti
con quello corto delle anime migranti.
I colori son dispersi
degni d'una VHS,
s'offron nudi al buon mercato
delle strade brulicanti.
Nuclei armati d'ateismo a caccia d'angeli
acquasanta sopra i lanciafiamme
in alto sfrigolan le antenne
di palazzi eiaculanti.
Restan pochi spazi
un bilocale appena
per i pensieri più difformi
vadan essi da mortifere ossessioni
a propositi carnali
mentre senza sosta giocano
le partitelle loro
Tatuatori contro Tatuati
l'arbitraggio
è della pelle immacolata.
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Profilo Autore: Luca Gandossi  

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Ho sentito piangere gli uccelli



quella sera di luglio al faro



camminando tra sentieri belli



al calar del giorno,di luce avaro.



Ho ascoltato le Diomedee



e il loro mesto pianto



delle Tremiti son le dee



e un vagito è il loro canto.



Piangono sulla tomba di Diomede



e sull’isola di San Nicola gli albatros



rendono al condottier la loro fede



e ricordano tristezza e tanatos*.



Da molto lontano son partite



per rendere omaggio al loro Dio



per sempre punito da Afrodite



qui Diomede a pagare il fio.








*Morte nell’antica Grecia
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Profilo Autore: Donato Caione  

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Fosse noia mortale che s’appressa

all’ombra stanca di parole vuote

da briciole di sole fugga – in dote

all’occhio – e travi senza voce tessa.

Cominci il sorgere d’inverno cupo

verso uno stagno di speranza imbelle

con quella rosa fragile di pelle

chiara, scavato un solco in un dirupo.

Sento alla fonte ancora che zampilla

remoto il tuo sorriso che non sciupo

e bruci tra le mani come stella

che nella terra arsa più non brilla.

Del proprio sangue si disseta il lupo

e stringe l’osso dentro le budella.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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È vero che al cuor non si detta legge
Spirito mio rimase incantato
Da quel tuo dolce viso fuorilegge
dell'odio che mi rese disperato

Questo amore che provo mi protegge,
ll dolore di morte destinato
Sei l'angelo bianco che mi soregge,
un regalo che Dio mi ha donato

Ti dono questo sonetto modesto
Tu prendila come una rosa rossa,
Regina di cuori come tua essenza

Noi,due anime unite nel contesto,
unione dall'altissimo promossa
lasceremo il segno in questa esistenza



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Profilo Autore: Vincenzo98  

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Il cielo graffiato da strati di nuvole
come leggere strie
ti portano al limite dei sogni
e tutto cambia
tutto si apre
e prevale il respiro
si allarga si fa' possibile
diventa tuo complice e ti consola.
oltre le nubi

l'immenso azzurro ti raccoglie
e prende il tuo sguardo

lo porta con sé innalzandolo
dandogli spazio e peso.
versi e parole non possono togliere

il vuoto bagliore
ma sono consolazione.
graffi leggeri strappano la volta
e si aggrappano con soffi
su di te, bianco drago

ti avvolge nel suo alito di fuoco
spegnendo la tua sete.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

Questo autore ha pubblicato 496 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
I miei son sogni di carta ,
Origami complessi ,
Che hanno bisogno di mani
Che cullano
E di viole in giardino ,
Di un mare caldo
Mentre fuori la neve cade
E tutt'intorno germogli di vita .

Perché i miei sogni
Son cercatori di tesori
Fra la terra e il cielo ,
Fra me e te ,
In quell'intermezzo
Che cela ogni verità
E profuma di polvere .
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Profilo Autore: Federica Turchi  

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Tu, mia terra, tu pianura amata, dove io sono nato come tanti. ...
Tu che nasci dai fianchi dei monti e ti fai accompagnare dai fiumi,
per finire a farti cullare dalle dolci carezze delle onde del mare.
Ascoltando i racconti dei vecchi, sembri molto cambiata,
li ascolto mentre parlano di te, seduti davanti alla soglia di casa.
Raccontano di te, stupenda giovane, bella,
verde e abbellita dai colori dei mille fiori,
tu, baciata dalla luna che si specchiava in gracidanti stagni,
limpidi e tersi, come fossero stati i tuoi occhi azzurri,
dove splendevano le stelle che, come diamanti brillavano e si incastonavano nel tuo paesaggio primaverile.
Stupenda e bionda, diventavi d’estate,
davi nutrimento a tutti i tuoi figli.
Curvavi il contadino sul tuo suolo, per raccogliere i tuoi frutti,
come fosse stato il figlio prediletto,
che ti ricambiava con cura e amore.
Calorosa e ricca di mille profumi,
diventavi in autunno mentre, lentamente,
ti spogliavi e ti preparavi a divenire da giovane e sgargiante ragazzina in primavera, a matura vecchia signora, in inverno,
avvolta in un soffice, candido manto.
Oggi, rivestita di grigi colori, essi non ti riconoscono più, mia bella pianura.
Ti hanno dimenticata e deturpata, non ti amano e piano piano ti stanno distruggendo:
coperta di cemento e catrame, deturpato il tuo verde,
spogliata delle tue bellezze.
Oh mia amata terra illuminata dal sole, sei continuamente nei miei
pensieri e, fino a quando vivrò, sarò sempre un tuo umile figlio.
In me ci sei tu, mia vita e mie radici, dolce terra mia, pianura Padana.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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e tu, piccolo, non temere le mie mani

Sei figlio di mamme ed io una di loro




Ti seguo il giorno nei giochi ed ansie

nel tormento e in gloria

Ti curo del mio amore come mamma tua vorrebbe

e difendo da paure che confondono

te e la tua folla




Non t'allatterò al seno che sei grande

ma l'amore di me e di chi con me t'ama

ci sarà ogni volta, ogni istante d'un mal di pancia

d'un rispetto mancato




e ci sarà sempre un soldo per il tuo male

e dolci parole per farti capire

che a scuola si insegna anche ad amare

da chi si nasconde dietro una scopa
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Profilo Autore: Aita Carla  

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I soldati hanno fatto la doccia

prima della partenza, il parlamento

ha votato, la guerra è la soluzione

più conveniente per la nazione.

Chi si sfila è in odore di tradimento

l’onore della patria è in una goccia.

 

I cannoni ora hanno un suono digitale

e i droni già si leccano le ferite

i movimenti delle truppe d’assalto

vanno in streaming, i caduti sull’asfalto

non saranno perdonati. Hanno salvato molte vite

le infermiere con minigonna inguinale.

 

Il popolo ha capito, ora è solidale

non ci sono state vittime tra i fanti

e i blindati ora stanno avanzando

è strano che i tasti del telecomando

siano inceppati, mentre gli altoparlanti

celebrano la vittoria al telegiornale.

 

Maria sta aspettando Marco alla stazione

il treno è in arrivo ma va tutto bene

i feriti sono stati trasportati in aereo

e il suo nome non è nell’elenco. Lo stereo

ad alto volume suona un tango, un cane

abbaia tre volte prima della fine della canzone.

 

Il convoglio è arrivato in perfetto orario

ma non è sceso nessuno, qualcuno dall’alto

ha chiesto che la stazione fosse evacuata.

I soldati sono tutti con la testa rasata

e riversi sul sedile, l’ultimo assalto

è stato un errore del comando, un vero calvario.

 
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Profilo Autore: mybackpages  

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Infinite torri
sentinelle del tempo.

Testimoni in silenzio
di guerre mai vinte.

Da questo mare di marmo
nel vostro profondo
a guardar mi perdo.
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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