
E quando sulla soglia
di quella Porta
lento il respiro
il battito del cuore fievole
lecita domanda “cosa succederà?”
Sarà un galleggiare sull'acqua
di un lago, ninfee attorno
profumano di vita vera
pura, serena speranza
di un moribondo
che forza più non ha
Non ci si aggrappa ai rami
che alberi forti ti tendono
sorridi con occhi umidi
non si vuol tornare indietro …
Si tornare indietro perchè?
Uniche certezze della vita
nascita e morte senza ingiustizia,
il percorso che sia di ciottoli spigolosi
o di pascoli d'erba morbida vestiti
frutto è di scelte nostre
ad incroci di troppe svolte munito
La vita da noi svanisce
come una fonte
si prosciuga dalla siccità
segreto è il tempo
in cui la Porta per ognuno si aprirà
Viviamo ogni attimo come ultimo
con amore e passione
la vita è un dono
non va gettato via …. mai ….
4 commenti
Lo so che mi amerai
come non hai mai amato nessuno
e giorno dopo giorno mi amerai sempre di più ...
come fosse sempre il primo minuto.
Lo so che mi amerai come si ama l'infinito,
perché l'abbiamo scritto insieme
con occhi da sognatori,
che vivono di veri amori.
Lo so che mi amerai,
perché noi due c’eravamo dati un appuntamento
da un tempo immemorabile
e quando c’incontreremo
lo so che mi amerai per l’eternità.
come non hai mai amato nessuno
e giorno dopo giorno mi amerai sempre di più ...
come fosse sempre il primo minuto.
Lo so che mi amerai come si ama l'infinito,
perché l'abbiamo scritto insieme
con occhi da sognatori,
che vivono di veri amori.
Lo so che mi amerai,
perché noi due c’eravamo dati un appuntamento
da un tempo immemorabile
e quando c’incontreremo
lo so che mi amerai per l’eternità.
Molte cose ho da farmi perdonare
le orde di Unni che mi percorrono, Attila
nobile e crudele. Tutta la distruzione del Terzo Reich
nemmeno uno dei cittadini a piazzale Loreto
Molte cose ancora si rincorrono nei miei nervi
il bivacco è un momento che l’ira trabocca
ci sono soldati dappertutto e si fanno violenze
chi le conta? Chi le punisce?
È bottino
Orda
Branco
Rintocco di nulla potente
Uomini smarriti rimpiangono di essere nati
Che tempi sono?
C’è in me una frattura, incolmabile è il cratere che si apre sotto i piedi
Un difetto nello spaziotempo mi apre un universo di vendetta
Non credevo, Signore!
Non credevo di trovarmi nel mezzo di una bestemmia
Che dire? Che fare?
La vendetta!
Sto semplicemente riflettendo sulla nebbia che mi avvolge
E mi gira attorno e mi riporta allo stesso punto, senza soluzione
desideroso solamente di distruggere
Sono un uomo del ventunesimo secolo
un cheap forse è più controllabile dei miei nervi
o anche loro si strazieranno e ricorderanno quando si era metalli
nelle visceri della terra e nobiltà percorreva le vene
Si è stabilito che i numeri sostituiscano la barbarie del fuoco
e la mia Tebe non prende assassini a bordo
prima di salire l’enigma: cos’è un uomo?
Occorre ripercorrere la strada, tre zampe, due zampe, quattro zampe
Ovvio che nessuno sa rispondere, nemmeno Edipo questa volta.
le orde di Unni che mi percorrono, Attila
nobile e crudele. Tutta la distruzione del Terzo Reich
nemmeno uno dei cittadini a piazzale Loreto
Molte cose ancora si rincorrono nei miei nervi
il bivacco è un momento che l’ira trabocca
ci sono soldati dappertutto e si fanno violenze
chi le conta? Chi le punisce?
È bottino
Orda
Branco
Rintocco di nulla potente
Uomini smarriti rimpiangono di essere nati
Che tempi sono?
C’è in me una frattura, incolmabile è il cratere che si apre sotto i piedi
Un difetto nello spaziotempo mi apre un universo di vendetta
Non credevo, Signore!
Non credevo di trovarmi nel mezzo di una bestemmia
Che dire? Che fare?
La vendetta!
Sto semplicemente riflettendo sulla nebbia che mi avvolge
E mi gira attorno e mi riporta allo stesso punto, senza soluzione
desideroso solamente di distruggere
Sono un uomo del ventunesimo secolo
un cheap forse è più controllabile dei miei nervi
o anche loro si strazieranno e ricorderanno quando si era metalli
nelle visceri della terra e nobiltà percorreva le vene
Si è stabilito che i numeri sostituiscano la barbarie del fuoco
e la mia Tebe non prende assassini a bordo
prima di salire l’enigma: cos’è un uomo?
Occorre ripercorrere la strada, tre zampe, due zampe, quattro zampe
Ovvio che nessuno sa rispondere, nemmeno Edipo questa volta.
Oggi a Milano piove.
Piove sulla madonnina d'oro
piove sulla piazza piove
sul signore con l'ombrello
che l'attraversa piano piano
fischiettando una canzone
come se ci fosse il sole.
Perché lui, Nadir l'egiziano
milanese e milanista
quando piove vende ombrelli
impermeabili e cappelli
appena fuori dal metrò
in piazza duomo di Milano.
Piove sulla madonnina d'oro
piove sulla piazza piove
sul signore con l'ombrello
che l'attraversa piano piano
fischiettando una canzone
come se ci fosse il sole.
Perché lui, Nadir l'egiziano
milanese e milanista
quando piove vende ombrelli
impermeabili e cappelli
appena fuori dal metrò
in piazza duomo di Milano.
Se dici ciò che sei
nessuno ti crederà mai.
Se mostri ciò che hai dentro
chi mai potrebbe capirti?
La tua pelle è bianca e sottile
e sembra quasi fatta della stessa materia dei sogni.
I tuoi occhi, della stessa sostanza dello spirito,
sono il tramonto al limitare della grande pianura.
Anche se non si vede,
sono convinto che dietro di te,
oltre al tuo profumo lasci anche una scia di frammenti,
i tuoi ricordi.
Rimane un brivido in chi ti tocca
ed un miracolo in chi ti bacia,
ma nessuno riesce a seguirti
nell'impervia via che hai scelto.
Bisogna essere fatti di etere
per starti accanto.
Per questo ti seguo da lontano, con lo sguardo
come si fa da migliaia di anni con le stelle.
Aspetto che tu passi ancora vicino a me
come la cometa di Halley,
perché magari stavolta avrò più coraggio
oppure sarò fatto della materia giusta
per seguirti e starti accanto.
Suona di pace il posto da dove vengo.
Senza sapore ne' odore ,
ne' affanno dei sensi.
Il posto da dove vengo,
è il posto che sai che esiste solo dopo averlo lasciato.
E' un luogo di quiete,
di vuoto e buio,
quando sei pieno di dolore e abbagliato dalle possibilità.
Vorrei tornare nel posto da dove vengo,
solo per un pò..
Un istante.
L'ultimo.
Forse per sempre.
Senza sapore ne' odore ,
ne' affanno dei sensi.
Il posto da dove vengo,
è il posto che sai che esiste solo dopo averlo lasciato.
E' un luogo di quiete,
di vuoto e buio,
quando sei pieno di dolore e abbagliato dalle possibilità.
Vorrei tornare nel posto da dove vengo,
solo per un pò..
Un istante.
L'ultimo.
Forse per sempre.
Vane le ali di carne
per chi sa che essa
è misera davanti all'infinito
pelle destinata ad avvizzire
come un petalo
e piume caduche
Il destino perfino delle aquile
il mio volo inizia dalle viscere
di un sogno che si guadagna
palmo a palmo il cielo
non senza dolore e sforzo
il mio decollo nel cuore del divino
è frutto di espiazione
un amplesso con l'immenso
per chi sa che essa
è misera davanti all'infinito
pelle destinata ad avvizzire
come un petalo
e piume caduche
Il destino perfino delle aquile
il mio volo inizia dalle viscere
di un sogno che si guadagna
palmo a palmo il cielo
non senza dolore e sforzo
il mio decollo nel cuore del divino
è frutto di espiazione
un amplesso con l'immenso
Risorto,intraprendo un nuovo cammino,
dentro l'animo ho una grossa lapide
di sogni incisi con un bulino,
uno vivo,vittima,di serpi acide.
Lacerato e sempre sotto mirino
vuole salvarsi,raggiungere l'apice
risplendere come il sole al mattino
dopo le innumerevoli notti aride
dentro l'animo ho una grossa lapide
di sogni incisi con un bulino,
uno vivo,vittima,di serpi acide.
Lacerato e sempre sotto mirino
vuole salvarsi,raggiungere l'apice
risplendere come il sole al mattino
dopo le innumerevoli notti aride
Crani d’argilla,
come indomiti scrigni
mostrano
mostrano
desideri buffi,
tiri mancini,
tiri mancini,
minuscoli segnali.
Crociate fiammeggianti
profetizzano un- io sono-
tra le quinte del tempo
cancellando a noi il ricordo.
Passano,
affrettati o lenti;
vanno e vengono
tra fanatismi neri
e foschi.
e foschi.
Come attori smaliziati
d’ìmprovvisi addii,
si baciano impazziti
davanti ai nostri morti.
Gente,
senza un salice piangente,
Gente,
senza un salice piangente,
e io piango nel deserto, le menzogne.


Le trame di un film si fanno intricate
Né seguono altre puntate
Corrodono lo schermo lo bucano dentro
E tu protagonista assoluto
Ti muovi incapace
Sai camminare dentro senza calore
Strappando qua e là anche un po' d'amore
Mai vero , solo di cartone.
Sequenze di parole si susseguono
Reciti in modo perfetto
Mai riuscirai ad esprimere affetto
Nell'orizzonte del cielo
Senza il respiro di un anelo.
Movenze e moine
Chiuderanno la fine
Di una storia perfetta
Che come te difetta.
Né seguono altre puntate
Corrodono lo schermo lo bucano dentro
E tu protagonista assoluto
Ti muovi incapace
Sai camminare dentro senza calore
Strappando qua e là anche un po' d'amore
Mai vero , solo di cartone.
Sequenze di parole si susseguono
Reciti in modo perfetto
Mai riuscirai ad esprimere affetto
Nell'orizzonte del cielo
Senza il respiro di un anelo.
Movenze e moine
Chiuderanno la fine
Di una storia perfetta
Che come te difetta.
Accecante il mese s'apre
per pochi giorni ancora
all'anima-profumo
mentre il corpo pesa invece
sulla sedia e lo si sente cadere
a sera, e a sera sarà intriso
del primo freddo.
Alzavamo il naso a cenere cosmica e
siamo rimasti pieni di occhi e di tagli
nelle nicchie secche ormai della genziana.
Quando la purezza di un cuore,
tocca la profondità di una lacrima,
nasce il vero sentimento.
I nostri occhi luccicano di nuovo
come la primavera alle porte
e le nuvole danno spazio al sole.
Ci lasciamo avvolgere
dal suo profumo che ci inebria.
Ci lasciamo accarezzare nel profondo
e ritorniamo a lasciarci amare.
Ci abbandoniamo ad un bacio
di pura passione che ha conquistato
di nuovo il nostro cuore
e sorridiamo come non abbiamo mai fatto prima,
donando ancora più amore.
tocca la profondità di una lacrima,
nasce il vero sentimento.
I nostri occhi luccicano di nuovo
come la primavera alle porte
e le nuvole danno spazio al sole.
Ci lasciamo avvolgere
dal suo profumo che ci inebria.
Ci lasciamo accarezzare nel profondo
e ritorniamo a lasciarci amare.
Ci abbandoniamo ad un bacio
di pura passione che ha conquistato
di nuovo il nostro cuore
e sorridiamo come non abbiamo mai fatto prima,
donando ancora più amore.
Donna
mi sei entrata dentro.
Dentro la pelle mi hai penetrato.
Sulla mia mano il sapore dell’anima tua
e le mie labbra non hanno sufficienza forza
da stringerla.
Resto così in attesa del latte del tuo seno,
e come bambino appena uscito
dal ventre di sua madre,
la fame della mia bocca
arpeggia in tutte le linee del mio corpo.
Donna,
c'è nel mio cuore come un fuoco ardente,
chiuso nelle mie ossa;
fin dentro la cartilagine
mi sforzo di contenerlo...
ma non posso.
E diviene marea impazzita in queste mie vene
la tua seduzione di donna.
La stessa seduzione con cui miele cola dal favo
ed io avidamente me ne ubriaco.
E come ubriaco barcollante e tremolante
stendo il mio corpo accanto al corpo tuo di donna.
Donna,
non sai donna,
di come sfugge alle briglie del mio petto
l’anima mia,
quando m'avvicino alla presa
del tuo respiro.
Di come sgusciano le mani;
si svincolano le labbra,
nel mio desiderabile cercarti.
E quando il tuo fiato toglie ogni freno
alle linee delle mie mani;
alle curve delle mie labbra,
e con passione ti inclini su di me,
imploro perdono a Dio...
giacché io ti elevo
ad unica dea
del cuor mio.
mi sei entrata dentro.
Dentro la pelle mi hai penetrato.
Sulla mia mano il sapore dell’anima tua
e le mie labbra non hanno sufficienza forza
da stringerla.
Resto così in attesa del latte del tuo seno,
e come bambino appena uscito
dal ventre di sua madre,
la fame della mia bocca
arpeggia in tutte le linee del mio corpo.
Donna,
c'è nel mio cuore come un fuoco ardente,
chiuso nelle mie ossa;
fin dentro la cartilagine
mi sforzo di contenerlo...
ma non posso.
E diviene marea impazzita in queste mie vene
la tua seduzione di donna.
La stessa seduzione con cui miele cola dal favo
ed io avidamente me ne ubriaco.
E come ubriaco barcollante e tremolante
stendo il mio corpo accanto al corpo tuo di donna.
Donna,
non sai donna,
di come sfugge alle briglie del mio petto
l’anima mia,
quando m'avvicino alla presa
del tuo respiro.
Di come sgusciano le mani;
si svincolano le labbra,
nel mio desiderabile cercarti.
E quando il tuo fiato toglie ogni freno
alle linee delle mie mani;
alle curve delle mie labbra,
e con passione ti inclini su di me,
imploro perdono a Dio...
giacché io ti elevo
ad unica dea
del cuor mio.
Quando scende
nella bellezza, giù
come in terra
in bordature di odori
è quell'inabissarsi
che non chiede più
di un seme d'abbraccio.
Gli do la chiave
mi abbranca all'interno;
non c'è filo d'Arianna
a spezzarsi:
si torna
viaggio nel viaggio
cuore al cuore
e altre somiglianze.












