
Pensieri colmi di nostalgia
per quell’isola felice
che apriva braccia di speranze
accogliendo a nuove latitudini
dove il tempo
pregno di luci incontaminate
accendeva dì gai e danzanti
accompagnati da brezze leggere
ed accattivanti
a risvegliare meravigliose aurore
nel prosieguo di giornate
eternamente gentili
affacciate a quell’oceano
dove si rifletteva quel chiarore
ed in cui giocavano i delfini.
Quel raggio riscaldava il cuore
donando gioia e tepore
anche nelle giornate invernali.
E quando scemava l’urlo del giorno,
si accendevano quelle magiche sere
poste sotto la croce del sud...
il cielo sopra il deserto era illuminato
da una trapunta di stelle,
mentre nella quiete della notte
brillava come orecchino
il quarto di luna
in un luccichio sopra quel silenzio
incontaminato della notte.
10 commenti
Siamo saliti
un giornosullo stesso treno,
alla prima stazione
eravamo già
seduti accanto.
Un lungo viaggio
il nostro
Tu ed io
pronti a seguire
ogni volo
oltre i confini dell’anima.
Senza nessuna solitudine
i luoghi
dove mi correvi incontro
e ad ogni fermata
dove nulla è cambiato
tutto è cambiato
se ora tu non ci sei.
I nostri momenti
mai uguali
sempre nuovi
semplici e meravigliosi
hanno fatto giorno dopo giorno
tanto più grande questo incanto,
non ci servono più:
"Incatenata come i ricordi
Tu
un archivio nella mia memoria
ma io
cosa sono ora
io
per te.
Se stai pensando
alle lacrime di coccodrillo,
allora direi che non reggono il confronto,
con l'espressione sul muso del mio gatto
dopo che ha mangiato il topo.
Prima è beffardo, sorridente e compiaciuto
di aver stecchito l'ingenuo roditore.
Ma poi si accorge
di aver distrutto il suo bel gioco
Perciò si acciglia,
diventa triste e dispettoso.
Ma poco dura la sua disperazione,
perché lui vive tutto a cuor leggero
E gli basta un attimo disteso al sole
Per tornare di nuovo allegro.
Ho guardato in ogni direzione
i miei orizzonti vuoti.
Poi ho camminato i miei anni
guardandomi le scarpe.
Avvilito, sempre, mi ha seguito
un piccolo cielo
aspettando cogliere del mio occhio
il raggio.
Questa notte, finalmente l'ho mirato.
- Perché mi cerchi, perché mi vuoi
tu che nascondi paradisi, angeli e dei.
Che bisogno hai del misero me.
- Puoi non crederci -la sua risposta-
senza di te sono aria e nulla più.
Tu uomo sei il creatore di ogni cosa
tutti i miti sono in te!
Dalla tua favella nacque Urano
Zeus, Giove, per arrivare anche a Javet.
Da te sono nati Arcangeli, e Serafini.
Dai cieli venerano l'uomo creatore.
Una tua parola e ogni Dio muore.
Tu sei il Dio di ogni Dio, non avrai altro Dio all'infuori di te.
i miei orizzonti vuoti.
Poi ho camminato i miei anni
guardandomi le scarpe.
Avvilito, sempre, mi ha seguito
un piccolo cielo
aspettando cogliere del mio occhio
il raggio.
Questa notte, finalmente l'ho mirato.
- Perché mi cerchi, perché mi vuoi
tu che nascondi paradisi, angeli e dei.
Che bisogno hai del misero me.
- Puoi non crederci -la sua risposta-
senza di te sono aria e nulla più.
Tu uomo sei il creatore di ogni cosa
tutti i miti sono in te!
Dalla tua favella nacque Urano
Zeus, Giove, per arrivare anche a Javet.
Da te sono nati Arcangeli, e Serafini.
Dai cieli venerano l'uomo creatore.
Una tua parola e ogni Dio muore.
Tu sei il Dio di ogni Dio, non avrai altro Dio all'infuori di te.
Se tu solo potessi vedere
Chi son diventata,
Come son cresciuta
E quante paure ho superato !
Tra tutte la più grande
Quella di vederti andare via
Tra l'amore della gente .
Talvolta penso che sarebbe il tempo che tu tornassi,
Che troppo ne è passato senza udire la tua voce
E sentire le tue mani ,
Ma se ti parlo io vedo ancora chiaramente il tuo sorriso.
E alla panchina ,
Nel giardino della tua casa ,
Vado ancora
E mi siedo di fianco a te
Con la tua piccola mano sulla mia gamba nei tuoi silenzi .
Sei dappertutto .
Nei tempi remoti in cui ancora non c'eravamo conosciute ,
Nel passato più prossimo in cui l'universo ci ha fatto dono d'amore ,
Nell'oggi di ricordi e memorie ,
Nel futuro che fissa lo sguardo su ciò che sei stata e mi trasforma .
Chi son diventata,
Come son cresciuta
E quante paure ho superato !
Tra tutte la più grande
Quella di vederti andare via
Tra l'amore della gente .
Talvolta penso che sarebbe il tempo che tu tornassi,
Che troppo ne è passato senza udire la tua voce
E sentire le tue mani ,
Ma se ti parlo io vedo ancora chiaramente il tuo sorriso.
E alla panchina ,
Nel giardino della tua casa ,
Vado ancora
E mi siedo di fianco a te
Con la tua piccola mano sulla mia gamba nei tuoi silenzi .
Sei dappertutto .
Nei tempi remoti in cui ancora non c'eravamo conosciute ,
Nel passato più prossimo in cui l'universo ci ha fatto dono d'amore ,
Nell'oggi di ricordi e memorie ,
Nel futuro che fissa lo sguardo su ciò che sei stata e mi trasforma .
Il mio cuore sta morendo
tra le assurde chimere.
Ti voglio e sogno
ti penso e piango.
Non strapparmi l’anima
se non la vuoi per te!
Sono qui e sto parlando
al vento. Il vento mi risponde
e la sua voce dolce e crudele
mentre mi parla, furtivamente,
mi ruba dalla mente i pensieri.
tra le assurde chimere.
Ti voglio e sogno
ti penso e piango.
Non strapparmi l’anima
se non la vuoi per te!
Sono qui e sto parlando
al vento. Il vento mi risponde
e la sua voce dolce e crudele
mentre mi parla, furtivamente,
mi ruba dalla mente i pensieri.
Mi rubate ancora il sonno
le mie eclissi
gli aridi momenti di vita che circondano il ventre
Di voi ho l'attesa
l'urlo
le frasi interrotte
il pianto della mietitura
Le vergini posseggono di voi la purezza
quel bianco a brillare le menti anche a sera
mentr'io su linde corde in chitarra
la mia pellicola volgo e rivolgo
e tu
libertario anonimo che vinci coi gigli
fammi da segno quando il mento non s'alza
le mie eclissi
gli aridi momenti di vita che circondano il ventre
Di voi ho l'attesa
l'urlo
le frasi interrotte
il pianto della mietitura
Le vergini posseggono di voi la purezza
quel bianco a brillare le menti anche a sera
mentr'io su linde corde in chitarra
la mia pellicola volgo e rivolgo
e tu
libertario anonimo che vinci coi gigli
fammi da segno quando il mento non s'alza
Raccolgo un tuo sorriso,
raccolgo ogni tuo bacio,
raccolgo ogni tua emozione,
per trasformarli nella purezza
di una poesia.
Chiudo gli occhi
e ti sento.
Sento le tue parole,
che come dolce incanto,
fanno sciogliere il mio cuore.
Sussurro il tuo nome
e arrivi.
Sei pronto ad abbracciarmi
e a donarmi tutto il tuo amore.
Sei pronto a illuminare la mia strada
con nuovo tepore.
Abbracciami e lasciami perdere
dentro la tua immensità,
dentro te!
Insieme saremmo quel nuovo sorriso,
quel nuovo sole
anche nelle giornate più grigie.
Insieme riscopriremo la passione,
quel brivido che parte dal collo,
per arrivare fino ai piedi,
e nell' infinito.
raccolgo ogni tuo bacio,
raccolgo ogni tua emozione,
per trasformarli nella purezza
di una poesia.
Chiudo gli occhi
e ti sento.
Sento le tue parole,
che come dolce incanto,
fanno sciogliere il mio cuore.
Sussurro il tuo nome
e arrivi.
Sei pronto ad abbracciarmi
e a donarmi tutto il tuo amore.
Sei pronto a illuminare la mia strada
con nuovo tepore.
Abbracciami e lasciami perdere
dentro la tua immensità,
dentro te!
Insieme saremmo quel nuovo sorriso,
quel nuovo sole
anche nelle giornate più grigie.
Insieme riscopriremo la passione,
quel brivido che parte dal collo,
per arrivare fino ai piedi,
e nell' infinito.
Ho spento le parole
e non penso mi dico
solo tracce delle cose da dire, forse
bloccate alla gola
e senza senso e senza suono,
mi ripeto
sulla punta della lingua
posso sentire
né suono né forma
Nessun pensiero.
Freddi meccanismi soltanto,
meticolosamente han costruito questi giorni di sole,
tutti a roteare felici come pazzi, in corpi senza menti
Illusi di non aver mai avuto niente da dire
Desiderosi di non sapere, di non sentire
assetati di silenzio
Per tutto quel tempo, niente messaggi da dentro
nessuna parola e nessuna differenza
Ho capito poi,
oggi che trema il cielo assopito, e il rosso dietro si concede un giorno di riposo ai piedi del tempio d'estate, alla fine.
Oggi che è la pioggia, un acquazzone di parole nuove
è un corpo pieno il mio, di nuovo.
Un ritorno al presente,
Spero.
e non penso mi dico
solo tracce delle cose da dire, forse
bloccate alla gola
e senza senso e senza suono,
mi ripeto
sulla punta della lingua
posso sentire
né suono né forma
Nessun pensiero.
Freddi meccanismi soltanto,
meticolosamente han costruito questi giorni di sole,
tutti a roteare felici come pazzi, in corpi senza menti
Illusi di non aver mai avuto niente da dire
Desiderosi di non sapere, di non sentire
assetati di silenzio
Per tutto quel tempo, niente messaggi da dentro
nessuna parola e nessuna differenza
Ho capito poi,
oggi che trema il cielo assopito, e il rosso dietro si concede un giorno di riposo ai piedi del tempio d'estate, alla fine.
Oggi che è la pioggia, un acquazzone di parole nuove
è un corpo pieno il mio, di nuovo.
Un ritorno al presente,
Spero.
Ora ricordo
il colore
del cielo
in un riflesso
che oscurava le pareti
e parlavano, parlavano
senza catturare il cuore
avvolgerlo come una musica
lontana, che aumenta il battito
senza coprire il suono
di una tenera poesia
Si allontana
quando sfiora un sentimento
prezioso, e lo fa solamente suo
entro il limite del tempo sparito
Negli interstizi delle mie narici
questo tuo odore mi percuote,
mi spoglia;
mi genera dal ventre ogni volta che lo odo
Ogni volta che la mia cartilagine
è penetrata da parte a parte ,
tutta la mia anima stordisce;
tutto il corpo s’ infiamma.
Le mie labbra
ingorde passano e ripassano
per intero sulle labbra tue
e non si stancano né si fermano
le mani mie tra i capelli tuoi.
Ebbro di pace è il mio respiro
si spande per intero sulla mia pelle.
Fin dentro il mio cuore è il tuo profumo
io lo trattengo dentro la mia carne;
lo ancoro sul mio corpo,
fin dentro al mio petto,
giù, ancora più giù, nella mia anima lo cullo
E nulla è mai perduto di questo tuo profumo.
questo tuo odore mi percuote,
mi spoglia;
mi genera dal ventre ogni volta che lo odo
Ogni volta che la mia cartilagine
è penetrata da parte a parte ,
tutta la mia anima stordisce;
tutto il corpo s’ infiamma.
Le mie labbra
ingorde passano e ripassano
per intero sulle labbra tue
e non si stancano né si fermano
le mani mie tra i capelli tuoi.
Ebbro di pace è il mio respiro
si spande per intero sulla mia pelle.
Fin dentro il mio cuore è il tuo profumo
io lo trattengo dentro la mia carne;
lo ancoro sul mio corpo,
fin dentro al mio petto,
giù, ancora più giù, nella mia anima lo cullo
E nulla è mai perduto di questo tuo profumo.
Cifra tonda, nessun rimpianto
è il tempo che non puoi fermare
però sull’uscio del mio precipitare
nel vuoto, ci sono già i ricordi di te
e se guardo dal cielo quella scala
del primo bacio, ancora mi commuovo.
Perché se quando ti cerco e talora non ti trovo
e se quando mi dispero, tu torni la tela
su cui spalmare ogni colore di me,
perché al di là di ogni respiro del mare
e delle nebbie dissolte, scopro questo amare
senza resa. E la tua firma sul mio cuore: Anto.











