Ops
che sono
chi sono
ma ero
e gli alberi
loro sono
sono d'oro i loro frutti
ed io -acerba- a buttarmi
lasciando voi e le vostre braccia indorate
e nidi senza stagioni
i voli
le fate
ed io schiava di semi
neri di brace ed il pane secco e roccia
Dei rii porto la voce al prato in erba
più verde delle chimere in vento
pure come i gabbiani all'onda
come chiazze di mesi ai monti
Con me porto la fine
La voce della strega ora s'acquieta
L'elfo buca il cielo ed una scala
d'azzardo mi capriola nello sguardo mio d'acqua
-non era un sogno
il pozzo-
e perché no, Enrico, che tu ribolla nell’ uranio fuso
E che dico?
Albert, credevi di sfuggire? Convertire massa in energia
Ma che idea è? Dovevi attenerti a regole d’amore universale
non questa idiozia che nutre bombe e stelle
Una stella sai cos’è? Venere che nasce da una conchiglia
capelli al vento, Botticelli. Comprendi?
Ardi dunque e con te quel pazzo che impacchetta luce
siate nella stessa fiamma
di voi non si abbia conoscenza.
Un Tizio in cielo però esulta
mai nell’universo il suo pensiero brillò più forte:
-Opera d’umani, chi l’avrebbe detto?
Diteglielo a quegli uomini in nero, turbanti sulle meningi
ditegli che la scienza non fa peccato
che non c’è colpa ad Alamogordo
Rendete a Macbeth ciò che è di Macbeth
A Dio quel che è di Dio
perché questo congedo?
Dicono
totalmente ebbri di metallici pensieri,
Oh, la dolce sfida degli sposi!
E' l'amore... per terra,

ma che belle poesie che scrivono i poeti.
Ci sono poeti che si fanno chiamare poeti
che bei nomi hanno i poeti, proprio come le loro poesie.
Ci sono poeti che non ti guardano mai negli occhi
non ti degnano nemmeno di uno sguardo
davanti a se hanno solo il bagliore
dei loro versi che splendono in una fredda platea.
Ci sono poeti che hanno la bacheca piena di trofei
quando non vincono la rabbia li uccide
e tra poeti si commenta “eran più belle le mie”.
Ci sono poeti che pubblicano libri di poesie
libri di poesie che mai nessuno leggerà
belle copertine e pagine patinate
e come uno scambio di figurine
riempiranno gli scaffali di poeti esaltati.
Io ad esempio non scrivo poesie
ma vi vomito in faccia le mie gioie e le mie malinconie
lo faccio per bisogno, per una mia necessità
per non sprofondare definitivamente nella mia viltà.
Io ad esempio non partecipo ai concorsi di poesie
non ho una bacheca piena di riconoscimenti
non ho poesie cosi belle e fosforescenti
ma solo questa rabbia e questo fremito
questa inutile sensibilità
e la do in regalo a chi ha la necessità
di leggere il pensiero di un uomo
in tutta la sua onestà.
E casa mia ,
Tra quello spazio
Di asfalto e terra ,
Dove tutto si spiega
In velocissimi e ripetuti passi,
Immergo l'attesa
In un fermo immagine
Di un timido sorriso
Che sporge dal cemento
Mentre il cappotto e' nell'armadio
E i miei piedi si scaldano al sole .
Rimani se puoi ,
Proprio li' ,
Tra la magnolia in fiore
E casa mia ,
Tra il sole e quel sorriso .
è cosa seria,
tanto che...
a piccole gocce
vien data.
Ma non sempre
basta a colmar
cassetti pieni
di fogli bianchi.
Quasi come...
cattiva vendemmia,
che lascia vuoti
caratelli pregiati
d'antichi roveri.
Così l'autore,
con l'animo in pena,
s'abbandona...
beato lui!
Ed è soave
l'incontro,
tra poesia
e di-vin...tannino!
e tu mi volerai lontano.
Quando sarai sparito
chiuderò la gabbia
non per te
-che non farai ritorno-
ma pur dovrò fermare
quell'essere malato
che sorpresi un giorno
sulle rive di un ghiacciato mare
a rubare piume ai nidi di gabbiani
e portarle alla sua tana
per fabbricarne ali.
L'ombra si riflette sul muro
inventando ricami e giochi di luce
chiaro scuri che danzano
ti rincorre poi
senza mai riuscire a catturarti
prospettiva di un corpo
che tu porti con amicizia costante
e' fatta di niente
ti sorride sorniona
perché lei non ha pesi su di sé
si diverte alle tue spalle
con la sua anima nera
scomparendo nella notte piu' scura
ma sotto la luce di un lampione
eccola lì
ritorna sincera
resterà al tuo fianco ancora
sulla strada del tuo cammino
rimanendo a te ....vicino.
immobile e fiero
un maestoso e candido faro.
Così m'appare al tempo chiaro
il faro, la scogliera, il mare
e il volo disperato di un gabbiano
sospeso nell'infinità del cielo.
Poi tutto immutabile resta
al calar della sera
seppur nascosto dalla nebbia nera.
Me lo ricorda il faro acceso
nella notte scura
e la collina un attimo prima
di precipitare in mare.
sei una fede in me
potrei svanire in anni
di tedio e inerzia
avrei le braccia monche
e saprei carezzarti
come se fossi viva.
Sarei più tenue
dell'accenno di un canto
-docile, e non come il Tempo.
Tornerei dove il prato è arido
solo a veder quel fiore
ch'è maturato
senza curarsi d'essere visibile.
Quando io sento
il calpestio di un bastonecercare il solido appoggio
quando lo sento
sfiorare la terra arsa
oppure un prato erboso
cosparso di tenere foglie
salire una scala
dal marmo sempre più freddo
quando lo vedo
stretto tra due mani
ruvide e stanche
cercare un passo sicuro
io mi chiedo
come può
un piccolo pezzo di legno
sostenere il peso degli anni
e la tristezza del cuore.
Adoro i tuoi sorrisi saggi,
da dietro i tuoi occhiali da vista;
le tue frasi di circostanza sempre azzeccate,
mai fuori luogo.
Mi piace come prendi ogni cosa che la vita ti presenta,
non come qualcosa di dovuto, oppure di inaspettato;
ma semplicemente come un dono.
Sorridi in modo gentile e beffardo al mondo che ti circonda,
ma sempre senza rancore;
ed anche quando sei stanca,
resti sempre affamata di vita.
Il tuo aspetto è lo stesso, da sempre;
e la tua intima essenza è cangiante,
ma solo nelle sfumature:
perché piaci al tempo
ed esso ti carezza in modo delicatissimo.
Sei la cosa più vera che somigli ad una leggenda;
qualcosa di arcano e di fatato,
devi venire per forza dal mondo dei sogni,
altrimenti come spiegare tutto ciò?
Sei perfetta come sei:
sei la mia Fata-Strega.
da lupo solitario
lontano dai legami
senza una meta
Lungo il sentiero
intravidi un viso
delicato e soffice,
un zucchero filato
Due occhi vistosi
come il tramonto
mi resero ostaggio
di tale belezza
Ne apprezzai
tutti i lineamenti
come un ape
gusta il suo miele
Che non ti ho detto ?
Dove te ne sei andata
Che non ti vedo ?
Dietro le colline
Il cielo si fa infinito .
Qual è lo scopo della tua partenza
Se gli addii son andate senza ritorni e io mai potrò dirti che ti ho amato tanto ?
E se qualcosa mi accade tu , custode di memorie ,dove sarai
ad attendermi ?
Questi mutamenti che tutto dissolvono cosa avranno da dirci ?
E tu li ascolti ancora ?
Ci provi a veder la verità come io a guardar le stelle ?
Cos'ho da dirti ?
Che t'amo
E in me , il tuo passo,
Lo riconosco
Mentre le foglie cadono ai miei piedi
E i venti marini mi sollevano
Fino a te .










