Mentre sorseggio
 una tonica ghiacciata
 ti guardo :
 soggiogato dal potere
 che ti parla ,
 da quella che non consente repliche
 e che ti tiene
 con catene agli occhi :
 la televisione.
 
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Profilo Autore: Frida  

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Cosa vuoi che sia

Se scopre il sesso e non mostra metafore?

 

Ecco, la bella di notte si strofina sui gerani

trasmette peste a stami innocenti

 

Troppo sapere incombe nelle strade

la conoscenza abita i soliloqui dei terrazzi

Recita l’assalto ai valori- c’è mai stata una scorta efficace?-

 

L’estate in fondo è un alibi per mostrare la lingua dell’universo

Magma che ribolle in corolle bianche di stramonio

 

Aspettate che sia novembre per le sue esequie

Adesso però non avvicinatevi ai fumi bianchi

 

In questo tempo non è necessario nascere

si è canto di gabbiano in un becco d’ usignolo

 

la luce che trabocca dai tombini

traduce volontà oscure
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Profilo Autore: fintipa2  

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Nel pozzo dei gigli

ho immerso il tuo nome




Che sia foglia appesa

in altalene a vento

da non soffrire il giorno

cullandone la notte




così potrò lanciare capelli a fasce d’oro

indietro

su te 

senza bagnarmi






e scolpiscimi…

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Profilo Autore: Aita Carla  

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Lo sguardo si riposa entro una cresta

in bagno d'aria, ove arde triste il pianto

d’ultimo raggio torvo che ti desta

e si nasconde. Sulla mano ranto-

lo estatico di un cenno soffocato.

Pulsano vene al collo perché s'oda 

il tremito lontano -  un verso lato -

come mozzata s'agita una coda.

Di là s’attende in fremito la terra

e frana che disciolga l’oasi al nulla.

Ma tutto è lento andare e appena un fiato

dichiara a lunga notte la sua guerra

ogni legaccio sradica alla culla

e dà sollievo al sangue del dannato.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Adagiato sul gelido riflesso delle onde
Un uomo di sabbia rideva
Rideva,rideva,rideva
Rideva delle onde
Impegnate a cercare la terra
Ignoranti della loro fine
Rideva del cielo altezzoso e narcisista
Impegnato ad ammirare la sua assenza
Nel suo schiumoso specchio
Rideva delle montagne e dei grattacieli
Impegnati a farsi la gara
A chi raggiunge per primo la nuvole
Per poi annoiarsi del cielo
E scomparire nel vento
Rideva della tecnologia
Che prende l'anima
La comprime
E la condivide
Rideva della luna, dei tuoni,delle stelle
Impegnati a cercare di essere osservati
Infantili bagliori, soli nella notte
In cerca di  compassione
Rideva della vita
Simile alle onde
Noiosa e ripetitiva
Rideva della morte
Simile agli scogli
Che rendono poetiche le onde
Rideva dell'uomo
Indeciso e indaffarato
Subdolo e distratto
Inutile e dimenticato
Rideva di se stesso
Metafora giocosa dell'umanità
Manciata di sabbia
Affogando nel mare
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Profilo Autore: AndreaGallucci  

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Neanche
un pesce corto
in questa lunga notte
per attenuare la mia noia.
Niente vento, niente rumore,
solo il cauto frinire del piombo
sul fondale di sabbia
e l'improvvisa
bestemmia
dell'uomo coi baffi.
Lui ci vive qui nel mare,
come l'angoscia nel cuore,
come lo stupore negli occhi;
ed io mi sento un estraneo
in questo quadretto
di vita altrui.
Sono
molto
più imperfetto io
delle mille mosche
che fanno inveire
quel povero
vecchio


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Profilo Autore: Charlie  

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Onde di passione e baci dannati,
si muovono sul nostro corpo esplorandolo,
in attesa di diventare caldo eros.
I nostri occhi pieni di desiderio,
incendiano i nostri passi,
incendiando la sabbia più calda.
I nostri morsi,
sono scintille pronte ad esplodere,
pronte a disegnare
la loro dannazione.
Un bacio intenso
e un altro ancora,
una carezza, un brivido...
i vestiti scendono...
I nostri sospiri
sono sempre più forti!
Come calamite ci attraiamo,
come due oceani selvaggi,
ci guardiamo.
Come dinamite
diventiamo questa estate calda!
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Profilo Autore: Passione infinita  

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Al primo chiarore dell'alba
son di nuovo in partenza
ripartito fra spigoli di rabbia
ed emanazioni d'indifferenza


Sbircio l'immagine inimmaginabile
di me stesso presente in un posto
e nel contempo assente in altro
ricordato o forse dimenticato


Taglio strati di mondi sovrapposti
emergo in un sol corpo e non mi basta
irrompere vorrei in altre erranze
racimolare bocconi di speranza.
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Profilo Autore: Luca Gandossi  

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Un uomo,
sulla lontana riva
  brontola gli antichi addii,
   gli ultimi guizzi da viandante,
    la sua  vitalità oscillante.
Nel tempo borghese
d'allegria appannata,
 brontola, con pena
il  suo sogno retrò 
  e  l'idea chiara di  mondo,
   (il  suo mondo che frana).

Sfalzata la simmetria dei piedi,
  divisa anche la fronte:
nella compresenza  di opinioni
i due opposti non sono più l’alternativa.
  Nulla si muove nel prolungato inferno,
e non vi è lode
( per Colui … l’Eterno!)
 
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Profilo Autore: Hera  

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Distante..
tra piume di corvo
di nero corvino
e cielo d'azzurro trapunto
rimane il mio pensiero

sospeso..
tra gocce di nuvola si posa
e si fa' trasportare
nemmeno un respiro può ricordare

come dolce era viverti qui
sospirando i tuoi sguardi
e i baci d'amore
impronta sulle mie labbra.
distante..
come sassi lanciati
nello stagno affondo

e rimango a galleggiare

nell'attesa di rivedere la tua anima
di sorriso che arriva
trasportando cuore e mente
forse ..ancora...pieni di me.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

Questo autore ha pubblicato 496 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Un gallo
una papera
e una tartaruga...
Come possono riscaldare
il muro che, freddo,
si erge tra le finestre
di un meriggio qualsiasi?
Anche le cime degli alberi,
non nascondono abbastanza
quella fetta di cielo.
E le antenne, svettano,
come strali e puntano,
sì... puntano l'infinito!
E se quel cane abbaia,
gli risponde un allarme.
Intanto quell'uomo ubriaco,
non sa... non lo sa
che non deve passare
e le auto sfrecciano!
Ma, un gallo
una papera
e una tartaruga...
cosa centrano e cosa
interessa a loro
se quell'ubriaco
è riuscito a schivare
solo la bicicletta?
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Profilo Autore: Loris Marcato  

Questo autore ha pubblicato 214 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
No amore mio,
non lasciarmi andare via
con le lacrime piene di nostalgia, ...
non ho più forza di farmi trascinare dal destino,
è inutile che io lo faccia,
mi perderei mille volte nella solitudine
di un orizzonte senza sole.
No amore mio,
non rubare dai miei ricordi il tuo profumo,
è tutto quello che io ho di te,
quando rimango da solo, alla notte.
Sai amore, senza di te mi troverei
a dipingere nel cielo solo sogni in bianco e nero,
mentre le ombre verranno a celare,
al mio cuore, il colore dell’amore.
No amore mio,
non lasciarmi portare via dal vento,
quando si ferma in qualunque posto,
lontano da te, mi potrebbe lasciare
e, da quel momento in poi, non ti potrei più trovare.
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Profilo Autore: Horion Enky  

Questo autore ha pubblicato 369 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Eccola in scena la soubrette irriguardosa

labbra umide, canali irrigati al profumo di rosa

la luce rossa della stanza, accenno erotico

la lingua lavora  sul velluto della carne

senza panico, l’amico  già riposa

si è stancato della sposa coraggiosa

ascolta  il valzer delle falene, col carico

di pensieri molesti. Lei ribelle

ancora lo tenta, sciocche domande

un giro di bocche di fuoco, salive

massive e fiumi di caramello

il cervello col pensiero fisso, le ogive

già caricate pronte per lo sparo, il faro

degli occhi a chiedere una fiammata

di legni pregiati, le estati in arrivo

le colline invece del mare, simmetriche

quasi sorelle, ma opposte nel porsi.

Di morsi ferite, sfinite dai polpastrelli

i castelli incantati non li trovi ovunque

dunque che siano protetti

dalle intemperie, dagli insetti in ferie

dalle serie tv col finale scontato

dalle fiamme nel tetto, dalle carie

dei silenzi al buio, dalle storie veloci

in cortocircuito, dal coito interrotto

dal tatto senza tatto, dalle lingue di fuoco

al tempo del raffreddore. È sfrontata

la commedia, la danza intorno alla sedia

i baci sul collo, poi la ruota delle figure

la scure che non c’è, c’è l’odore di sudore

nello sforzo dell’orgasmo, l’assenza di dolore

l’altare delle preghiere al piacere

mosso dal cuore, le sere che corrono

veloci, se spinte dal vento di libertà

l’età non importa, è un dettaglio

senza rilievo, le lancette dell’orologio

che abbassano il sipario, è il calendario

a imporlo, niente rappresentazioni

nei giorni in cui c’è da recitare il rosario.

 

 

 

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Profilo Autore: mybackpages  

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Suonarono tre campane all'unisono

corsero tre vecchiette alla messa.




Una s'inginocchiò, l'altra pregò,

la terza si fece il segno della croce.




Una ruota girò lenta

tintinnando melodia.




Risuonarono all'unisono tre campane,

corsero alle case le tre vecchiette.




La ruota toccò il punto di ogni partenza

e malinconico si richiuse il carillon.
















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Profilo Autore: Ibla  

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Il giorno lentamente scompare,
inghiottito dal crudele fungo.
Si slancia alto nel cielo,
con posa abnorme e tronfia,
a spodestar persino
il trono di Dio.
Il fungo fagocita la vita
con insaziabile voluttà.
Tra ruderi di case abbandonate,
in mezzo agli umani scheletri
che non conoscono sepoltura,
l'immane fragore di una superpotenza
immortala d'infamia
la storia di una civiltà.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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