nasce la bellezza
con l'ago che danza un ricamo dopo l'altro .
un respiro lieve di un'epoca di pura eleganza .
il filo si fa racconto ,
un canto sussurrato di pazienza e d'amore .
un'armonia antica che oggi ancora incanta
sei eco di un tempo che fu,
donna d'altri tempi
nel portamento e nel cuore .
( A Maria S. ricamatrice )
Quartine di appiccicosi ottonari (ritmo cadenzato monotono, tutti accentati fissi in 3ª e 7ª) a rime alternate.
Camminando solitario
lungo campi abbandonati
penso al perso calendario
i cui giorni son bruciati
mentre guardo mille fiori
tra sterpaglie e secchi rovi
che sgargianti di colori
tutt’intorno sempre scovi.
Annusarli vorrei quasi
ma so già che son veleni,
in passato già rimasi
troppe volte in stati osceni
devastato in cuore e mente
distruggendo quanto avevo,
riportando a casa niente
e nascosto ne piangevo.
Tira dritto, non fermarti,
guarda solo da lontano,
non tornare a intossicarti
senza antidoto alla mano¹
né potrai comprare un siero
con quel vuoto portafogli.
Quindi dritto sul sentiero:
meglio se fiori non cogli.
¹: a portata di mano.
25/07/2025
Appesa viaggio leggera,
sospesa tra terra e cielo,
spinta, distesa nell’aria
tra ascesa e discesa
oscillano passioni,
decollano impressioni,
un agile tuffo risuona
nel cuore di un bimbo
pendolo senza freni,
spicco un volo infinito,
uno slancio al di qua
uno sguardo al di là.
Nuvolaglia opprimente
vaghi pensieri indecisi
possibile giorno fotocopia
umore che darei a un nemico
se avessi la forza di averlo un nemico.
.
Potessi almeno fumare!
Maledizione! Che vita è
con solo caffè e ciambelle?
.
Certo sarebbe tutto diverso
se stanotte ti fossi girata nel letto
ed era anche il tuo compleanno,
un peluche di regalo, una torta
un flûte di un vino d’annata.
.
Maledizione di nuovo,
almeno ti fossi svegliata!
Sonetto, endecasillabi canonici da recitarsi a maiore, quartine e terzine a rime alternate nello schema ABAB ABAB CDC DCD.
«Tanto son tutti uguali» è il triste inizio
della cancellazione di speranze,
del mettersi sull’orlo al precipizio
e saltar giù nel mentre fan le danze
da cui per il terribile giudizio
si vuole lunghe prendere distanze
come se fosser solo un brutto vizio
e non un luogo in cui portare istanze
per migliorare questa società
dove qualcun s’abbuffa senza fondo
ed altri stan chiedendo carità,
dove una vita sfuma in un secondo
vittima d’una falsa libertà
e il populismo sbraita facondo.
23/07/2025
tra pietre antiche e il ciottolato ,
un giallo muro fiorisce e annoda
storie di un tempo mai scordato.
Gerani rossi , un vivaio pensile ,
come sorrisi sul volto severo e l'ortensia bianca , cosi sensibile ,
narra di estati e d'un cielo vero .
La vita mai si affretta ,
mai si annulla e l'anima trova i suoi attimi pieni .
Poi la scalinata, invita alla salita e sussurra
saggezza antica.
(Via Cav. G. Pirro' , vicolo di Montepaone (CZ)
Camminare a piedi a sera arrivi distrutto,
Le metropolitane aiutano un pochino,
Ma alla fine è comunque un gran casino.
Notre Dame domina la sua piazza,
Per entrarvi la gente impazza,
Il Louvre e la sua piramide li' vicino,
Nella sua grandezza ti fa sentir piccolino.
Un giro a Monmartre è obbligatorio,
Artisti si dilettano nel loro repertorio,
Il Moulin Rouge di lì è vicino ma non trop,
Tutto intorno pieno di sexy shop.
Un giro infine al famoso Arco stanchi uccisi,
Che fa da cornice ai Campi Elisi.
Si va infine al Trocadero,
A mirar lo spettacolo serale della Torre tutto intero.
Dire “enigma” non è dire “mistero”:
l’enigma ha razionale soluzione,
una sola esaustiva spiegazione
ove ben applicato fu il pensiero,
e se la soluzione non arriva
ci dice la ragion che questa c’è,
quand’anche il pensier vada alla deriva
e non possa approdare a quel perché.
Ma il mistero è ciò che non ha accesso,
non si risolve ma talor rivela
in qualche del pensier imo recesso
parte di sé al chiaror d’una candela
ove più che ragione, religione
azione rischiarante può giocare,
di cui l’anima ha solo percezione
che in campo oscuro par baluginare.
Ma il mistero ha confini indefiniti,
difficil è a parole raccontare
ove i pensieri brancolan smarriti,
un mar ove inquietante è naufragare.
Sfuggente ad ogni nostra dimensione
quell’Essere che forse è il solo Dio,
mistero senza alcuna soluzione
mistero in solitudine dell’Io.
Son spente le Ali di sole,
di carta vibran le nuvole,
la pioggia dilania i cuori,
deprime e calpesta l’anima.
E sento brutte parole,
vischiose come la colla,
imbrattano tutti i muri,
infognano la mia casa.
Poi esco, c’è lo scirocco,
un vento sud orientale,
nutrito di fango lurido,
anch’esso tormenta l’anima.
Ruggisce la tramontana,
di nuovo compare il sole,
si leva un battito d’ali,
di lato scappan le nuvole.
Ma è solo mera illusione;
non si era mai acceso il sole,
di pece ancor più le nuvole,
ferita si offusca l’anima.
Ma ecco il ribaltamento!
In data diciotto luglio.
All’alba, il potente sole...
Si scuote il saggio pastore
fumando mirto e tabacco
in mano ha il vecchio breviario
lo sbatte sotto al suo naso,
dicendo: “Te ne puoi andare”.
Su Ali risplende il sole.
d’azzurro tinteggio i muri,
Miu Miu viene saltellando
e Giorgio mi fa un sorriso,
felice come un airone
che libra sull’altopiano.








