Limerick, endecasillabi canonici a maiore e settenari rimati in schema AAbbA.
Ancora sei padrona dei pensieri,
domani lo sarai com'eri ieri:
di bei sogni l'essenza
di cui non so far senza.
Anche se sono sogni menzogneri.
ioffa, 15/07/2025
il mio sguardo dipingerà l' Universo
con frammenti d'amore intenso
Fino all'ultimo battito di cuore
strimpellero' la chitarra della mia esistenza
un assolo sordo e indolore
evocherà la mia assenza e
quando l'ultima corda sarà consumata
volteggerò tra le luci
ed ombre del cielo
Ed invero in corpo di colomba sarò rinata .
Limerick da una delusione… pensavo fosse casa, invece era un calesse… alla mercé d’un doppio somaro; ma non c’è nulla da capire, solo delusione.
Con le ali strappate non volo più,
volevo tornare in quella che fu
per qualche anno la casa…
non capivo che invasa
è da chi vuol solo tirarla giù.
14/07/2025
Voglio stare in cima alle classifiche
per avere uno sguardo panoramico
su sorti progressive e non magnifiche
di chi rival vuol essere dinamico
nell’insidiar le sorti mie mirifiche,
ché sol io rendo amore poligamico
a chi espressioni m’offre assai munifiche
per l’anima mia farmaco balsamico.
Qual d’infante che sta sul seggiolone
likki e lecchi per me sono balocchi
che incoraggian la mïa lallazione,
ch’esprimo in sussiegosi scarabocchi.
E se qualcun mi nega l’attenzione
da me s’aspetti solo bizze e blocchi.
Se tu, acerrimo giustiziere, in tempo
mai appartenuto alla terrena umanità,
se tu davvero filtrassi senza pena
la nostra interiorità, mostreresti
di molti la meschina essenza, e d'altre
anime ammireresti il risalir la china.
Ci mostreresti esanime, piegati al volere
del flusso vitale, in connessione
con la scintilla divina che in noi risiede.
Oh specchio, il tuo compito sarebbe chiaro,
riflettere la verità senza velare,
mostrare il bene e il male in pari misura,
e riflettere la nostra natura .
E s'anche il cielo di luglio
diventa incolore,
di un celeste sbiadito
che non rasserena il mio umore,
allora finanche il più ardito
ottimista finisce per disperare,
pensando che poco ci sia da salvare.
Si consuma la terra
sotto il sole cocente,
l'estate è una guerra
per noi povera gente.
Ruggiscono le folte chiome
di alberi adorni come
spose all'altare,
ignare che l'autunno
non tarderà ad arrivare.
Io lo desidero più d'ogn'altra cosa,
che arrivi la quiete dove la natura riposa.
Dove l'atmosfera è meno caotica,
e forse la folla un po' meno nevrotica.
Dove la solitudine pesa di meno,
perché anche il cielo è poco sereno.
Ove c'è più tempo per udire
il ritmo quieto del mio cuore,
che adesso scalpita,
in frenetico clangore.
Sonetto classico di endecasillabi canonici a maiore rimati in schema ABBA ABBA CDC DCD.
Tutto ciò che la gente non capisce
per la gente è sorgente di paura,
tuttavia questa gente non si cura
di studiare e il cervello si impigrisce.
La pigrizia mentale partorisce
alla scienza e alla logica un’abiura
in favor di complotti in congettura
dianzi cui l’evidenza ammutolisce.
I nipoti di questa situazione
ad indossar son pronti un rude saio
ed imbastir feroci una tenzone
trascinati per man d’un pifferaio
che tra false parole ed illusione
giura di portar luce nel pollaio.
13/07/2025
Scrivendo all’aurora
un raggio di neve
cadde nei miei pensieri
mentre sipari di cielo,
leggendomi dentro,
giocavano ad innamorare il tempo.
Cucendo un fiore
alle tasche dell’anima
suonai pianoforti d’inverno
fra comete di nostalgia
e nuvole disperse nel vento.
Scrivendo all’aurora
svuotai le tasche del cuore
in un frammento d’infinito
per riconoscermi ancora
in questa scheggia di mondo
ad abitarmi il respiro.
Le speranze
Come un vagabondo
vado in giro nel mio quartiere.
Per strada, mi distraggo
e sto bene all’aria aperta.
Sulla via pedonale,
un vecchio trasandato
è seduto a terra,
con un cappello aperto,
sperando che i passanti
lo riempiano di monete.
Un uomo di mezza età
canta e suona la chitarra.
Un altro vestito da pagliaccio
cerca l’attenzione dei bambini,
per vendere i palloncini.
Donne con il carrozzino
portano i piccoli a passeggio.
I cani giocano,
si rincorrono
e fanno le capriole.
Nel parco alberato
foglie e sassi sul viale.
Di lontano,
sento suonare un piano:
è musica dolce.
Gli uccellini
con il loro cinguettio,
cantano e svolazzano,
mentre io vado in giro.







