Nella luce della notte
L'inquietudine avanza
Cerco invano
Il suo sguardo 
Nella nebbia del tempo 
Il suo volto sospeso
Come un sogno nel cielo
Quanti giri di parole
Adornano 
I dolorosi incastri
Dei sospiri sommessi
Il mio cuore 
Non è mai stato un gioco
Vive d’amore
Nello spazio perduto.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Il cuore si veste e si spoglia
si sfilaccia nella memoria del vento
che provò a mettere in fuga l’uggia
sulle cuspidi, le notti delle distese verdi.
Ho infilato il sogno nei boschi
per tutti i sentieri, sparite le case e i rumori.
La finestra si è piegata a mia somiglianza,
la luna sembrava una dea felice
ma mi è caduta in cocci come una tazza qualsiasi.

Ho creduto di riparare: il respirare troppo in alto,
abbassando gli occhi alla terra più scura.
Tornare
per il tuo canto perduto.

Ho sentito gli sguardi
penetrare il tormento di aprirsi
tra la parola muta e il filo che pende
tagliando il cielo ‒ con l’ultimo desiderio:
che sia tutto, in vita.                   
 



 

 

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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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mi ascoltavo infilare i rinvii
nell'eschimo giovane.
Un facile bottino di zirconi.
Nel flusso dei sogni commestibili 
si cela un disincanto popolare
taciuto
povero di calcolo,
un'usanza solitaria come i cattivi pensieri
come far dormire i piedi nelle calze dell'inverno,
come a ridosso di un qualsiasi domani.
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Profilo Autore: luca zoppi  

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La vita, nel lungo tempo dà tanto:
un fardello di momenti e ricordi da preservare,
bagagli molto pesanti, non sempre facili da trasportare.

La vita in poco tempo, toglie tutto:
svuota, rimuove, svilisce,
lasciandoci rimuginare su tutto ciò che ha dato.

La vita, in tutto questo tempo, è paradosso.
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Profilo Autore: Rico  

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L'ombra dei suoi sguardi 
Travolge il mio essere
Le sue mani invisibili
Sfiorano la mia estasi 
Sento il corpo ondeggiare
Tra le viscere dei capricci 
La vanità del suo universo
Trafigge la mia carne
Respiro senza vergogna 
Una calda illusione 
Avide sensazioni
Elaborano scintille
Mentre cerco di eludere
Il suo fascino estremo
Le sue ronde inattese
Subentrando nella volontà 
Della mia anima interrotta
Facendomi annegare 
Tra le fiamme del suo gesto.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Nascette miez'ô ggrano ô mes'e Ggiugno,
fra na magnolia e nu campo 'e margherite. Cacciaje 'a capuzzella 'a fore, germogliaje: '
a terra feconda e ffertile lle dette 'a vita.
Ntanto 'ca o viento doce 'a cunnuliava,

'sta bbella criaturella frutto 'e ll'ammore... nascette comm'a na schiuppata 'e rose,
'inta nu gruosso campo 'e cavulosciore.
Era bellella, bellella, pezzerella pezzerella;
sulo nu poco cchiù aveta 'e na furmichella.

Teneva mane e bbraccelle pezzerelle
e tutte 'a chiammavano "mullechella."
Nun cresceva, era rummasa na nennella: campava aria, durmeva sott'ê stelle.
Ll'amice d' 'o bosco e d' 'e campe vicine,

'a vedevano correre d' 'a sera â matina.
Curreva e lle piaceva 'o viento 'int'ê capille: curreva appriesso a ogni ccosa c'abbrilla.
Nu cuorpo pezzerillo ma nu granne core: campav 'e sole, 'e vita: campava d'ammore.

Nu bbellu juorno se nne jette mullechella: ncopp'â terra se stutaje na sciammetella. '
A salutajeno ll'aucielle, 'e ccuccinelle,
'e ffarfalle, 'e llucciole, 'e fringuelle:
"Curre curre, vola, vola aveta mullechella...

saglie ncielo, va abbrillà mmiez'ê stelle."
Sarrà pe cchesto, ma se dice ca d'allora,
tutte 'e ninne nasceno sott'ô cavulosciore. Sarranno credenze antiche, fatte, fattarielle
so' storie tennere comm'ê mmullechelle."

Traduzione

Mullechella

Nacque in mezzo al grano, nel mese di giugno,
tra una magnolia e un campo di margherite.
Spuntò la testolina fuori, germogliò:
la terra feconda e fertile le diede la vita.
Intanto il vento la accarezzava, la cullava

questa bella creaturina, frutto dell’amore...
nacque come uno scoppio di rose,
in un grande campo di cavolicelli.
Era bellina, bellina, piccolina piccolina;
ma più veloce ancora di una formichina.

Aveva manine e braccine piccoline,
e le diedero il nome di “mullechella.”
Non cresceva, restava una bambinetta:
viveva d’acqua, d’aria, dormiva sotto le stelle.
Gli amici del bosco e dei campi vicini

la vedevano correre dalla sera al mattino.
Correva e le piaceva il vento fra i capelli:
correva dietro a ogni cosa che brillava.
Un corpicino piccolo ma un grande cuore:
viveva di sole, di vita: viveva d’amore.

Un bel giorno se ne andò la mullechella:
sulla terra si spense una fiammella.
La salutarono gli uccellini, le coccinelle,
le farfalle, le lucciole, i fringuelli:
“Corri corri, vola, vola leggera mullechella...

sali in cielo, vai a brillare tra le stelle.”
Sarà forse per questo… si dice che da allora,
bimbi e bimbe nascono sotto il cavolicello.
Saranno antiche credenze, fiabe, storielle,
sono racconti teneri, come le mullechelle.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Sonetto classico ispirato dalla lettura dei versi di Vita-mina del 04/08/2021 da lei rimaneggiati il 27/07/2025 e da me letti poco fa, ripensando ai miei occhi e a quelli che hanno / non hanno condiviso i miei passi.


 

… Occhi che cascan sotto le ginocchia
quando già stanchi d’essere ingannati
calano in giù lo sguardo sconsolati
per non vedere più l’algida spocchia

con cui la gente intorno si sgranocchia
vecchie speranze e sogni naufragati,
progetti che non ho mai realizzati
nell’esistenza mia tutta a capocchia.

Occhi che dopo falsi complimenti
dietro le palpebre ora stan nascosti
per non mostrare questi sguardi spenti

che pur bagnati restano composti
senza guizzare più, fermi e silenti
dopo il ventaccio cui furono esposti.


27/07/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Cenai col crepuscolo dei tuoi sguardi

e nevicarono divisioni d’inverno,

desinenze senza casa

di un apostrofo di noi.

E spendemmo matematica d’anima

a leggere solstizi del nostro incerto,

mareggiate d’intimità cardiache

planarono sull’uscio socchiuso

dei meridiani del nostro ricordo.

Il silenzio ferirà ancora

i pochi petali dei nostri battiti,

lacererà appuntamenti lunari

come ossimoro pronominale

del nostro vuoto infinito

ma tu, amami senza tempo

e sarò nuda pioggia d’eterno.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Sonetto classico con turpiloquio.


 

Non ho imparato a dire «Vaffanžulo»
o a dire che «Non me ne frega un žazzo,
perciò son condannato a questo andazzo
di rogne caricato più d’un mulo.

Non son capace a fare il paraculo,
la falsità mi mette in imbarazzo,
non amo alimentare lo schiamazzo
e sto a disagio con i leccaculo.

Ma questa umanità che, somma burla,
d’umano non conserva che qualche orma
e premia l’arrogante che più urla

o chi la narrazione più deforma,
io sono quello che al manico ciurla
restando tutto fuori dalla norma.


27/07/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Calpestami
Metti i tuoi piedi 
Sopra i miei sentimenti 
La città mi vuole fuori
Non sono bravo
A tirare la corda
Calpestami
Con tutta la tua forza
Rendimi invisibile
Agli occhi degli altri 
Così potrò amarti
Fino alla morte
Calpestami
Come un fiore pulsante 
Che si bagna all'istante 
Calpestami
Calpestami ancora
Voglio vivere 
Un desiderio eccitante.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Strofa di sei versi (non “sestina”, che richiederebbe schema ABABCC) senari alternativamente piani e sdruccioli in rima alternata ababab (le rime “a” piane e quelle “b” sdrucciole). Mi ha bruciato il cuore un testo letto qualche minuto fa, ma è a destinatari generici, troppi aspiranti poeti rimatori insistono in questi errori!


La mia anima severa
d'altre lagrime s'abbevera
da chi fa rima non vera
che a ignorar ancor persevera
posizione più sincera
degli accenti spinti in pévera¹.


¹: imbuto per riempire botti o fiaschi.


26/07/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Perché tanto impetuoso 'l
solcar l'acque schiumose,
d'Afrodite fecondo grembo?

promessa gioia s'è inganno
e nel cuor sazio geme cupido,
inutile il pianto: cupo, torbido,
ombra d'Anteros n'è scherno

l'anima, smarrita, s'aggira tra
labirinti d'ombre e luci fugaci,  
ove il tempo si perde, e l'eterno 
si fa dell'incanto di sogni mai sazi.  

Qual chimera, or l'orizzonte infinito
si frange sulle rive di quei desideri!
e il cuore, trafitto da tanta angoscia,
anelando si perde in spazi inviolati.  

e l'animo, dal cuor indomato,
s'ha pace nell'eco dell amor egoista:
sussurra promesse d'eterno amare.
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Profilo Autore: leo grazioli  

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Sonetto minore a rime alternate, ossia settenari rimati in schema abab abab cdc dcd con l'unico fine di giocar con parole assonanti/consonanti, anche s'è sfuggita qualche ridondanza.


 

Quest'estate s'appresta
nel pestoso contesto
a bruciarmi la testa
con un astioso gesto.

Non mi basta una cesta
per stivarci il dissesto
che funesto dissesta
questo cuore che onesto

non si mostra a me ostile
ma di battere è stanco,
affastella con stile

battiti sottobanco
mentre resto qui vile
senza un'estasi a fianco.


26/07/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Se ne stava lì 
A piedi nudi
Sull'acqua
Le gambe scoperte 
L'orlo della gonna
Oltre il limite
Della ragione
A disegnare 
Una parte di mondo 
Mentre ad amarmi
Ci pensava
Qualcun'altra 
E io a guardarla 
Come un perfetto
Fantasma
Senza pormi
Alcuna domanda
Avrei voluto baciarla.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Mendicar di rondini stanche

Affrettano orizzonti di luce,

Tace ancor il violino del tempo,

Trattiene pagine di nostalgia.

I rompicapo del cuore

Nevicano in un dolce silenzio

Ostaggio di un giorno di noi.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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