L'occasione presa al balzo
Ingordigia bisogno
Ho corso su vetri rotti scalzo
Segni di cicatrici
Futuro arrivato senza radici
Dall'alto dei cieli orchestrato
Rami e fronde impoveriti
Singhiozzi e fatiche accentuati
Il seguir una piega pericolosa
Mancava un appoggio
Un miserabile, senza alloggio
Gli eventi a rotoli come il mescolare di nuvole
Un solo colpevole
I giorni indecisi, spenti gli occhi gia'lascivi
La confusione nell' attesa
L'aria incompresa
L'occasione mariuolo
Pensieri pesanti, uno stuolo
L'anima a bradelli
Il cuore con i suoi balzelli
I sospiri a braccia larghe
Fermo sulle scarpe
Ancora qui
senza arte ne parte
Sono il Re dei giorni che tu inventi
e vivo solo se mi sei Regina.
Non è d’amor che scrivo mia signora
quando la sera vago senza sonno.
.
Sono soltanto un vecchio perditempo
un non redento, un martire moderno
che scrive gli anni e poi li getta via
a pezzi di minuti e di tramonti.
E non t’illudere ,
non illudere mai te stesso,
la spensieratezza
è una leggerezza conquistata con fatica,
un fragile velo che la realtà strappa via.
Perché non proverai neanche ad immaginare
l'abisso di chi, ogni giorno , ogni notte
continua a piangere e a pregare
mentre la speranza si perde, inghiottita dai ruggiti ininterrotti della guerra.
Non c'è più lavoro, né sforzo che tenga.
Solo il silenzio assordante di ciò che resta.
Distici di endecasillabi canonici a minore in rime baciate con anche rime baciate interne.
Grondo sudore, non so dove andare,
solo un malore mi potrà salvare:
pronto soccorso, spiegate sirene,
d'un ago il morso mi stupra le vene.
Piango d'amore ma ne manca il senso,
solo dolore… ma ancora ci penso.
19/06/2025
Che devi togliere anche il lampadario,
Nella casa dove sei cresciuto e nato,
Con uno sgombero tutto eliminato.
Si maneggiano cose dimenticate,
Foto suppellettili e anche posate,
Tutto scende dal tuo terrazzo,
Una scala telescopica sparata a razzo.
In pochi minuti pieni di concitazione,
Tutto trasportato a profusione,
Ricordi di una vita inscatolati,
Più o meno delicatamente posati.
Nel tuo animo si apre una ferita,
Che di fatto non era mai guarita,
Poi scende quella poltrona dove quel genitore,
Giaceva dandoti l'ultima raccomandazione.
Ho speso tutta la mia vita
in questo soffio di poesia
inurbato nei miei sensi
e tu non ci sei
a rammendare questo crine lunare
scomposto in cieli di violette,
in spicchi amari del nostro eco,
in orizzonti lunari.
Il mar si sveste delle tue illusioni
in spiccioli d’una confessione
ed un’orchestra senza indirizzo
firma il respiro della mia vita:
sono soltanto bacio del mio io
nell’eterno rosario del vento.
come cioccolata posta su un dente,
vola via senza che tu la distingua,
al primo passaggio della tua lingua.
Essa è spesso ricercata,
ma arriva anche inaspettata,
e' una delle migliori emozioni che ci sia,
accompagnata spesso da uno stato di euforia.
Purtroppo non tutti i giorni te la ritrovi,
neanche a cercarla tra mille rovi,
ci si imbatte in lei sporadicamente,
puoi esser solo o con tanta gente.
Quindi necessita fare molta attenzione,
e sensibilizzare l'udito dell' emozione,
essa occorre imparare a sentirla,
altrimenti fai proprio la fine del pirla.
maturano nembi di tempesta,
e gli sguardi del sudore, delusi,
sul cuscino della notte senza nome
temono i tradimenti dei cieli
senza tetto dove quietarsi,
Grandine nel vento senza ragione,
e acque senza clemenza
piegano antiche e vinte ginocchia
sul suolo umiliato dalla fatalità.
Quante speranze si aggrovigiano
in un fiato affidato al grembo del fato
tra lacrime strappate dall'orgoglio
vestito di terra e profumo di sacrificio.
Sogna, o contadino senza riposo
i frutti della nuova stagione
tra le dita di luce della gratificazione.
Non tessere il fallimento nel cuore
ma si forza più forte di un ciclone,
nel trionfo della tua rinascita
tra i campi del tuo lavoro che appaga,
col mento acceso di dignità
che scorre impetuosa e libera,
valicando ogni ombra di insolvenza.









