Piccoli passi svelti
cercano un caldo abbraccio
per rifugiarsi tranquilli
sognando mondi incantati
Piccoli occhi castani
si chiudono piano
mentre piccole mani
accarezzano il volto
della madre
premurosa e cullante
Piccola creatura
un amore così immenso
riposa le ali stanche
dopo impegnativi voli
e mansioni importanti
Tra le braccia sicure
e amorevoli
riposa sereno
un piccolo angelo
nel cuore
custodito e protetto
dal suo angelo grande
(A mio figlio)
cercano un caldo abbraccio
per rifugiarsi tranquilli
sognando mondi incantati
Piccoli occhi castani
si chiudono piano
mentre piccole mani
accarezzano il volto
della madre
premurosa e cullante
Piccola creatura
un amore così immenso
riposa le ali stanche
dopo impegnativi voli
e mansioni importanti
Tra le braccia sicure
e amorevoli
riposa sereno
un piccolo angelo
nel cuore
custodito e protetto
dal suo angelo grande
(A mio figlio)
6 commenti
Ed una giornata
al davanzale
dell'alba fiorisce
passeggiando
sui suoi lenti passi
nei ricordi di ieri
dei ventagli addolciti
dal rigagnolo umano
di tanto conforto
assorbendo motivi
puramente voluti
da grigie ragioni
e vinili ritornelli
di un'era pretesa
quando il nero
riappariva
dentro uno sguardo
appesantito
al davanzale
dell'alba fiorisce
passeggiando
sui suoi lenti passi
nei ricordi di ieri
dei ventagli addolciti
dal rigagnolo umano
di tanto conforto
assorbendo motivi
puramente voluti
da grigie ragioni
e vinili ritornelli
di un'era pretesa
quando il nero
riappariva
dentro uno sguardo
appesantito
calde notti d'estate.....le cicale cantano non riesco a dormire, mi avanzo verso il balcone per prender un po' d'aria ......c'è un manto di stelle luccicanti, la luna mi fa' capolino...sembra sorridermi......rientro in casa apro il frigo mi servo una limonata .. mi metto comoda sul divano apro un libro per leggere un po'....finche ' non mi prende morfeo....e la notte e avvolta nel suo silenzio
Dirti grazie è poco
Mille grazie è niente
Ringraziare il cielo della tua presenza
Nelle notti dove la tua luna brilla
Per colmare il cuore che di te si ciba
Mi rinfranca e vola nei tuoi occhi neri.
Voglio dirti grazie
Per la gioia immensa
Che in un paradiso di lucenti stelle
Hai portato l’anima con il tuo calore
Rasentando ciò che di sublime al mondo
Può trovare un uomo nella sua pienezza.
Per finire grazie
Delle tue parole
Per i miei sospiri è un misterioso unire
Come cielo e terra fra le amate sponde
Un respirare insieme un incrociare i sensi
In un abbraccio dolce che vuol dire grazie.
Dietro il cespuglio dei dubbi
tra le fronde dei però
oltre gocce di dolore
scappa l’emozione
lascia ogni cosa
abiti di speranza
petali di orizzonte
fugge il naturale
dietro linee d’ombra
tra spicchi di cielo
oltre lacrime arcobaleno
provvisorio sta
l’impulso di cercare
il soffio che lentamente
deve esplodere
in altro tempo
tra le fronde dei però
oltre gocce di dolore
scappa l’emozione
lascia ogni cosa
abiti di speranza
petali di orizzonte
fugge il naturale
dietro linee d’ombra
tra spicchi di cielo
oltre lacrime arcobaleno
provvisorio sta
l’impulso di cercare
il soffio che lentamente
deve esplodere
in altro tempo
Queste sensazioni bellissime e terribili
le danno ancora la forza di procedere,
ma un peso enorme la spinge verso il basso
e il suo grido futile muore inascoltato,
soffocato dalla terra.
Affonda ora, è stremata, e crolla
nel regno della desolazione -
schiacciata fra aspirazioni
e rimorsi -
Solo un braccio ha il potere di sollevarla,
di tirarla fuori, di estrarla.
Concedendo speranza.
Esile il grondare tra le foglie
inzuppa l'aria meridiana
di aromi untuosi
di cristalli olezzanti
ché ne ondeggiano i tratti
sbiaditi ed inetti.
Il longevo misurare delle cose,
come longitudine,
fraziona e frammenta
ritaglia e seziona
l'immagine allo specchiato
immerso silenzio
d'un paesaggio scabro
essenziale e rugoso
al cinico oltrepassare.
Ogni dove si snoda il vertice
di un eluso lucore.
inzuppa l'aria meridiana
di aromi untuosi
di cristalli olezzanti
ché ne ondeggiano i tratti
sbiaditi ed inetti.
Il longevo misurare delle cose,
come longitudine,
fraziona e frammenta
ritaglia e seziona
l'immagine allo specchiato
immerso silenzio
d'un paesaggio scabro
essenziale e rugoso
al cinico oltrepassare.
Ogni dove si snoda il vertice
di un eluso lucore.
Qualcosa torna
a sciogliere e intaccare
iceberg e muri
ampiamente alzati
tra respiri e battiti
Parole innestate
di tormenti e amore
penetrano tra le piccole fessure
invadendo la mente
di fantasie abbandonate da tempo
Gocce dolci di miele
si sciolgono tra i sensi anestetizzati
scuotendoli come brezza delicata
tra i capelli liberi
Ma non c'è riflesso
negli occhi dell'anima altrui
per vedersi
perdendosi pienamente
Non sarà così
iceberg e muri
non cadranno
sgretolandosi ai sospiri
di un sogno platonico
a sciogliere e intaccare
iceberg e muri
ampiamente alzati
tra respiri e battiti
Parole innestate
di tormenti e amore
penetrano tra le piccole fessure
invadendo la mente
di fantasie abbandonate da tempo
Gocce dolci di miele
si sciolgono tra i sensi anestetizzati
scuotendoli come brezza delicata
tra i capelli liberi
Ma non c'è riflesso
negli occhi dell'anima altrui
per vedersi
perdendosi pienamente
Non sarà così
iceberg e muri
non cadranno
sgretolandosi ai sospiri
di un sogno platonico
Tieni fra le dita una sfera di metallo,
solida e liscia.
Prima la stringi con vigore,
e poi la rilasci con ansia -
Al suo interno scorre linfa vitale.
La manipoli,
la culli,
la modelli
con il calore della tua mano.
E lei si scioglie in silenzio -
lasciando tessuto nella sua scia.
Con grazia la scolpisci,
e con ardore forgi il metallo
in piccole forme circolari.
Ed io ti ammiro, ti ammiro,
con tutto l’amore che posso,
mentre trasformi l'elemento elegante
in arte immutabile -
Due anelli,
eternamente fusi insieme,
e una promessa -
L'inizio del per sempre.
Tra l'ombra dell'anta veneziana
e la macchina da scrivere
la luce ha capelli bianchi
raccolti sulla nuca,
una matita a malapena
trattiene foglie ed alberi.
Il riposo passa da pomeridiano
a serale, con un senso di fame
e di stanchezza
nel tondo profilo del calice scuro
sbocciato su una sedia.
Qualcosa che non riesco a sentire
si confonde in me
come in un delirio.
Qualcosa che non riesco a controllare
s’accende in me
come mormorio d’alberi.
Qualcosa d’inarrestabile
s’intromette nella mia esistenza
come rumore d’acqua piovana.
Consegno il mio io
all’ombra di me stesso
e vivo assurde passioni
in una villa di campagna inesistente.
si confonde in me
come in un delirio.
Qualcosa che non riesco a controllare
s’accende in me
come mormorio d’alberi.
Qualcosa d’inarrestabile
s’intromette nella mia esistenza
come rumore d’acqua piovana.
Consegno il mio io
all’ombra di me stesso
e vivo assurde passioni
in una villa di campagna inesistente.








