esporre i miei pensieri
dividerne le gioie,
i dolori, i dispiaceri.
Mi sento in una gabbia,
chiusa nel mio silenzio,
chiudo gli occhi
e dialogo con me stessa,
mai una risposta,
mai una parola di conforto.
Il silenzio,
bello per meditare,
bello per raccogliere nella mente
spazi infiniti
ma il silenzio
può far male,
a volte
penso
d'impazzire
quando il cielo
smetterà di parlare
e le stelle non potranno
più ascoltare....
Cosa saremo
quando a parlare
non sarà più il cuore.
Che dolore....
Quando gli occhi
pieni di lacrime
non riusciranno a vedere.
Come faremo
quando la luna
non avrà più luce
ed il buio,
ci avvolgerà per sempre.
• Se potessi scrivere ciò che il cuore sente
forse scrivere un libro,
ma le mie lettere sono avvolti
nelle tue parole e nel tuo sorriso
sweet little
• Come fiori di primavera.
Passeri palla morbida
andare e venire attraverso questi prati,
verde fresco ...
Con aromi e sottili
la musica di canzoni
all'arrivo dei colori.
Stendere il vento attraverso di loro
con le fluttuazioni sottili
tra le foglie e le stelle.
Sentenze della notte
una primavera calda
attendere l'arrivo
il dolce profumo delle vostre speranze.
La llegada.
Si pudiera escribir lo que el corazón siente
escribiría quizás un libro,
mas mi letras se envuelven
en tus palabras y en tu sonrisa
dulce y pequeña
Como capullos de primavera.
Suave baile de gorriones
van y vienen por esas praderas,
verdes y frescas…
Con el aromas y sutileza
de la música de los cantares
a la llegada de los colores.
Corre el viento a través de ellas
con sutiles vaivenes
entre hojas y estrellas.
Providencias de la noche
de una cálida primavera,
esperan la llegada
del dulce aroma de tu espera.
Maru
Pesa tutta questa bellezza
che parte verso occidente,
è un pretesto perché tu non vada
la bestia affiorata sul vento della porta
Domani saremo gli stessi, e anche altri:
spiegami quale natura ha la gioia
se in fondo - dicono - siamo armi chimiche
non convenzionali
Da quando non uso più il rossetto
le labbra sono rimaste corallo,
voltati…saggiamo l’ultimo sole
Già tremano i vetri della notte
incedono leggere
in un boulevard parigino.
Sull’acciottolato i riflessi
cremisi e d’oro del tramonto,
fluttua un passo di Donna
fra egoiste pietre intente
a trattenerlo con avida presa,
vizze foglie si librano in vortici
attorno a un foulard color topazio,
mormorano come anziane comari
e in un fruscio svelano al vento
la malinconica storia di Carmen,
novella maddalena,
sul marciapiede in Rue Duphot
ancor giace il suo bel corpo,
effimero piacere di tanti
ma gioia dell’unico uomo
capace di conquistarla, Stephane
colui che senza riserve
le ha donato Amore.
Ora lei è nel loro appartamento,
lui sul divano
davanti alla televisione,
in attesa della promessa sposa,
ignaro del fatto che la metà
più soave del suo cuore
l’attende in Cielo.
Poi, improvvisamente,
un impalpabile fascio
di luce lunare filtra
dalla finestra, e Carmen,
spirito innocente
ne è avvolta, Stephane
è esterrefatto ma,
incredibile a dirsi
non ha paura perché
in quell'istante
un bacio lo conduce
in un oasi di beatitudine
e Speranza ove l’amata,
in estasi, contempla il Paradiso.
Nel ciel, che questa notte è tanto scuro,
non v’è nemmeno un angolo un po’ chiaro,
ove possa io ora mettere al sicuro
un vago sentimento, per me raro,
di vana speranza. E tace ogni cosa,
il tiglio, il cipresso, il canto del grillo;
Il mondo sconfinato ora riposa;
e l’incedere suo così tranquillo,
l’ansia aumenta in chi sempre per lei soffre.
10/09/2012
in cose inespressive,
volti inespressivi,
gesti inespressivi.
Pietre, corpi, idee,
tutto è inanimato.
Nella mia anima,
vedova e claustrale,
visioni di fuga,
un dolore intenso e invisibile,
una tristezza come il lamento
di chi piange in una stanza buia.
Nel mio cuore
si spalanca un abisso
e un soffio freddo
mi sfiora il volto livido.
Come un mendicante
piango il silenzio chiuso
di tutte le porte.
Una voce,
un canto,
un profumo occasionale
alza il sipario
dei miei ricordi.
Dicono di aver visto un uomo selvaggio
collezionare corallo e conchiglie,
camminare leggero nei deserti della notte
accompagnando la musica col fuoco.
Dicono di aver visto un uomo in lacrime
dormire supino su un letto di spine
maledire gli abusi della bellezza e dell’odio,
esplorando i tesori dei polsini slacciati.
Forse le notti sono scritte indelebili,
spazio-temporali folate di Genova
dove ognuno si ricorda e si ripete
di quanto la storia sia bella
e monotona.

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... il connubio delle onde in quel vagare nell’infinito mare del sentimento al loro trovarsi si uniscono trasformandosi in candida spuma, come anime erranti, sbocciando nell’etereo desiderato ricreduto amore…
di dolore
la pelle mai
rilassata,
involucro
vagabondo
sotto alberi
di un viale
asfaltato da colori
autunnali.
Il gelo di
una mano
sul viso
come
tirannica
istantanea di
una fine,
e’ solitudine
imprevista
farcita d’eccessi
e
rapprese emozioni.
Attorno
un Piercing
strappato
sciolta l’anima
in lacrime
sopra una
panchina umida
ricoperta
di foglie cadute.
dei miei occhi
che si svegliano
del tuo riflesso,
sei il profumo
di un giorno
che mi stringe
tra le braccia
e non vuole andar via.
Sei desiderio che nasce
dentro un sogno dolcissimo
e un tramonto
che mi accarezza
confondendosi con la notte
che porta il tuo nome.









