E ascolto il pianto della vita
che lava le ultime insicurezze
su di un passato andato
Il tempo ormai é girato
si vive responsabilmente
amando e sognando un futuro sereno
dove difficoltà e paure fanno parte
di un qualcosa di inestimabile che
accettandole tengono alto un legno che
ben saldo sul terreno
manifesta la propria potenza
La croce cristiana
ora il tempo davanti
è come un mare sereno
io avanzo lentamente
padrone di me
assieme a lei
amando il presente
dove mi porta a essere libero
distaccato dai beni
amandoli e usandomi di loro
provando piacere
nelle mie attività
che svolgo
spirituali
fisiche
pro creative
orgoglioso al punto giusto
di voler dare alla vita
per ricevere pace e amore
Tu che tornasti nel mondo dei vivi,
dopo essere stato a lungo tra i morti,
pensavi che i giorni fossero corti
nei luoghi anche più caldi ed estivi.
Riscopristi i profumi
intensi di un allegro campo di grano,
il corso dei fiumi,
e la dolce essenza di un tulipano.
La gioia si impresse sulla tua faccia:
la vita pareva tanto felice
di accoglierti ancora tra le sue braccia!
Ma oggi ad un tratto, ti osserva e ti dice,
con un forte tuono,
che il suo offrire non è tutto buono.
Di nuovo, io so, la paura ti assale:
risenti il dolore, il più forte male.
Allor domandi al tuo Dio, a questo punto,
di farti tornar per sempre defunto.
Scava vecchio mio, e rispolvera il rame e gli ottoni.
Può sembrare strano, un piccolo aiuto dal cielo,
può sembrare bello, ma piove e la terra si scioglie.
Eccolo il nome aggirarsi insoluto su un piano geometrico,
variare d’accento e mutarsi in vapori di arsenico.
Certo la vita sarebbe più dolce, con te,
sarebbe la bolla di fango che vola sul prato di fiori.
Mi dispiace sapermi inquinato di veleno e malaria,
ma lo vedi che ormai sono prone al disagio.
Sei bella, mio Dio, e il mio tempo è fuggito,
si è seduto sul tronco del fungo.
Respira tesoro, che nuotare nel fango
sarà sempre nuotare nel fango.
Si avvicina la luna pian piano, e se il campo
diventa più chiaro, è normale penare
di male di cuore,
anche se il giorno si sporge in tuo onore.
Puoi di sicuro aspettarti qualcosa,
un soffio di cuore che scappa dal petto,
un conto salato, un pezzo di cielo.
Un fiore, uno sguardo assente,
un letto di tufo, uno sputo…., o niente?
Era Marie, dalla pelle bianca,
quella che apriva le porte
la mattina.
Ed era lei che dava latte e pane
ai poveracci che stesi sulle scale
aspettavano il sorgere del sole.
Poi rassettava quelle stanze di miseria,
puliva quanto c'era da pulire,
preparava il cibo per i gatti,
annaffiava le piante a cui teneva tanto
e salutava il suo barbone preferito
non senza un bacio, non senza una carezza.
Era Marie, dalla pelle bianca,
che accendeva il fuoco della piccola cucina
pulita come il resto del suo albergo
per un povero pranzo per i suoi clienti...
molti bastardi a cui voleva bene.
Era bella Marie, dalla pelle bianca,
nonostante i quasi settant'anni.
Molti anni prima batteva i marciapiedi,
delle grandi Città della sua Francia
ed era conosciuta come Lola,
la bella donna dalla pelle bianca
che aveva amato tutti a tutte le ore.
Il suo passato non le è mai pesato
ed ama ancora di infinito amore.
Abner Rossi

Cammina, cammina
davanti trovi
una spelonca
un masso ingombra il passaggio ...
Nei cassetti della memoria
la frase magica
“Apriti sesamo”
un fragore assordante
ed il buio di fronte
Due vie si aprono
agli occhi
ma nel cuore si sa
che entrambe vanno percorse
Una, la via delle lacrime
dalle palpebre
pioveranno gocce
dalla punta tagliente
sangue scorrerà sul viso
nasceranno rigagnoli
di dolore rosso fuoco,
la debolezza sarà l'acqua
che disseterà dall'arsura
L'altra la via del sorriso
le labbra
si apriranno come fiori
in primavera
sorridendo ad ogni attimo
bello e dolce
elargito dalla vita,
la forza sarà il pane
donerà vigore alle membra
amore nell'aria vibrerà
Non esiste scelta
la vita è un amalgama
di attimi buoni
e di ore sgradevoli
dosare le lacrime ed i sorrisi
farà si che la bilancia
della stessa sia equivalente
Tanto la fine
è una sola
per ognuno eguale
alla fine …. si muore ….
è ,e deve essere diversa.
Al centro della mia vita ci sono io,
gli amici mi ruotano attorno
così come tutti gli altri.
Il fulcro di tutto sono io,
tutto dipende da me,
se sono felice tutto risulta positivo,
se sono infelice tutto sembra malinconico.
Rifletto…………
nelle terre del carciofo
dove la corda impicca
la noia.
Gli urli risvegliano le croci
e le croci diventano ghiaccio
la pioggia non porta niente
di volgare.
Accompagno il movimento
dell’occhio
dove ho sputato di notte
nel momento della fiamma
che risveglia le mura
dove vive il dolore
dove l’inchiostro macchia
la parola.
D’incanto il silenzio si accomoda
nella stanza immaginaria
dove il burattinaio della tempesta
fa ridere i tristi e scappare
gli innocenti.
Sogno l’insolito risveglio
come girare in una giostra
e riaddormentarsi in una voglia
che sia di stupore o di croci
bruciate
dove cristo rinnega anche sua madre.
quelle che il cielo
piove nei miei occhi spenti.
Gli squali hanno ingoiato
i colori e i gabbiani volano
come avvoltoi affamati
di brandelli di sole.
La conchiglia urla il vuoto
ad uno orecchio sordo
e la stella marina spalanca
la bocca al vento.
Trascina l'anima nella sabbia
lacerata da cocci di dolore
tumefatta da calci occasionali
rinsecchita nell'indifferenza
non si riconosce l'amore
e dalle sue piaghe infette
il mio pianto silente.
Abbracciami come il ghiaccio abbraccia il monte
prima che il dilemma si occupi del caso.
C’è un sole quasi bigamo che attenta
alla nostra felicità e tu lo sai
perché spesso hai tastato il polso al volere.
Io no, io scorro i miei pensieri lungo atomi inutili,
attraversando aloni di acqua su legno.
Le correnti oramai si sono fatte ascensionali
aprendo un varco rosso nel cielo blu,
mentre tu, all’altezza del naso riavvolgi un nastro
di filo cerato.
E’ tutto inutile, davvero credevi di poter
curare un orizzonte malato?
Ci hai provato, non potendo farne a meno,
e dalla distanza io ti ammiravo.
Rappresenti ogni mio sogno di pace,
ma e’ attraverso la guerra che vieni a me
nell’onnipresenza onirica
di una paura che prima si fa incubo,
solo dopo poi, si fa luce eterna.
Ho vissuto la solitudine di vecchio pescatore,
il mare la mia stanza, i pesci i miei pensieri.
Con l’amo cerco solo quel che resta di me stesso
che poi son solo sogni,
istantanee del mio ieri.
Vorrei non ricordare, questo gioco mi fa male,
vorrei poter uscire da questo abito
già messo,
ma tu sei sempre lì,
ed io ho lo sguardo di chi spera;
ti prego non pensare che io non ti ho mai capita,
lancia l’amo fra i ricordi
….io per te darei la vita.
Ricorrenti incubi affliggono questo mio presente di una tangente tristezza
fra singhiozzi e risvegli affannati.
Il plauso di quattro amici non giustifica le profonde e radicate stranezze
che ben si sposano con questa infelice alienazione.
I tempi dell’incoerenza sono finiti, così come i tempi della spensieratezza,
rimangono conti da chiudere, somme da tirare e fallimenti da dimenticare
strade da ripercorrere
strade da ripercorrere
Rimangono incubi da vincere cocci da raccogliere e aspirazioni da ritrovare
strade da ripercorrere
strade da ripercorrere
Rimangono abitudini da spezzare debolezze da abbattere e amicizie da ricomporre,
vecchi fantasmi che popolano di illusioni una dimensione infetta.
Come una ferita aperta si cicatrizza con una miscela di tempo e ossigeno,
così io ripercorro le tappe di una guerra che mi ha lasciato solo col mio dolore,
aspettando che il tempo e l’aria pura mi riconsegnino alla falsità del mondo,
imbattibile ormai nel ciclo delle esperienze.
Non voglio più vivere in questo modo
tra le montagne e mari
nella distanza di vita.
Sento la tua voce
qui accanto a me senza ritegno
senza barriere geografiche pazzo.
Non voglio più sentire
ma la solitudine delle labbra
e l'assenza di questo amore,
Non lasciate che le nostre mani
rilasciare questi cuori
tra le ombre
tempo e pioggia.
Non voglio più piangere
né ancora una notte di solitudine,
e queste goccioline evaporano
con il calore del sole.
Fino a quando le onde degli oceani agitando il loro
tra rocce e spiagge.
Non voglio tacere
e non vedere l'ombra sul terreno
come si è visto nei sogni,
vedere la mia anima a metà
di questa vita frenetica
di sentire l'anima già scritto.
No quiero.
No quiero volver a vivir así
entre montañas y mares
en la lejanía de la vida.
Quiero sentir tu voz
aquí a mi lado sin mesura
sin barreras de esta loca geografía.
No quiero volver a sentir
mas la soledad de los labios
y la ausencia de este amor,
no dejes que nuestras manos
suelten estos corazones
en medio de las sombras
del tiempo y la llovizna.
No quiero volver a llorar
ni una noche más de soledad,
ya esas gotas se evaporan
con el calor de los rayos del sol.
Hasta los océanos agitan sus olas
entre rocas y las orillas.
No quiero volver a quedar en silencio
y dejar de ver la sombra en el suelo
como se ve entre sueños,
ven a mi alma en medio
de esta vida agitada
para sentir el alma ya escrita.
Maru







