Montagna mi ascolti
triste inverno .
HAIKU.
L’HAIKU è un componimento giapponese,che trae la forza dalla suggestione della natura e delle stagioni; in breve rappresenta l’immagine che la natura dà di sé al poeta.
Struttura metrica : 5-7-5 sillabe a rima sciolta.
di un ombroso punto di domanda
nel silenzio dell'incerta luce del mattino.
Prepara il suo fardello con lentezza
per ovviare al peso che sta per caricare
mentre le spalle si irrigidiscono
di una rugiada un pò troppo ghiacciata
per questo sole tondo.
E mentre il cuore accelera il passo
il capo si nasconde in un inchino servile
poggiando gli occhi a terra
con, nello sguardo, ancora lo specchio dell'orizzonte.
La schiena si curva sotto cellule impazzite,
brividi di scelte che si fanno sentire.
E così se ne va col suo peso sulle spalle
con un pensiero lasciato all'alba
camminando lento verso il tramonto,
raccogliendo altri sassi
che un giorno, forse, lancerà dentro un lago.
la gente correva
il caldo scoppiava.
Lui da solo camminava
pensava...
La bellissima giornata
passata tra amici
conosciuti per caso
fra milioni di righe
con parole inventate
per nasconderne il senso.
Era tardi...
la gente impazzava
nelle strade di Roma
pareva fosse giorno.
Attesa inesorabile
per il treno di ritorno
sudato fino al collo
continuava a camminare
pensando
Che magari sarebbe rimasto ancora un pò
con quegli amici
che avevan reso la giornata
assai felice.....
Ancor gli uccelli tutti in coro,
Al ciel elevano un bel canto
D’allegria, in una notte d’oro.
E rammento io come d’incanto
Le mie passate primavere
Perse tra il mormorio di un fiume,
tra lunghe e splendide riviere
inebriate dalle schiume
del loro tempestoso mare.
Scorse via il tempo mio precario!
E io non osavo immaginare,
che il cuor mio, a tutto assai contrario
si potesse di esso innamorar.
01/07/2012
Di monte o di lago
oppure di isola,
ecco, sì,
di isola.
Ritornello
di ginepri
in amore,
mai uditi
così vicini
e un intreccio
di fischi,
meraviglioso
il cesto è
finito
per appoggiarvi
l'orecchio sfinito
da cento verbi
e il corpo tutto
nel riposo,
credetemi,
meritato.
Si sciolse il ghiaccio
dal cuore
col bacio delle nostre iridi
un bruciante calore
pervase tutto di me ….
Fa così male l'amore?
dona un dolore
così dolce come il profumo
della erba di rugiada irrorata?
Profana nell'arte dell'amare
abbandonai l'anima
a si intenso sentire
e ti amai, ti amai,
di un sentimento
niveo puro come un giglio
Ti accolsi tra le mie braccia
offrii in sacrificio
alla Dea Venere
l'inesperienza, la naturalezza
che sgorgava dal desiderio
di sentire il tuo corpo
disciolto col mio
statue dorate immolate
al sentimento più ricco
denso e superlativo
che ogni cuore
deve vivere almeno una volta
nella vita
sotto i passi di chi si riempie di cielo
mentre il sole ti guarda storto.
Trascini le scarpe su buche sconnesse
al ritmo di una canzone che si inceppa
ma non vuole finire.
E la fatica fa la sua danza sulle tue spalle,
piegando la schiena,
piangendo sudore.
Mentre il buio ti incatena alla luce
di una squallida scoperta,
diventi sordo e cieco
e anche il respiro ormai pesa.
Se solo tendessi la mano
troveresti un altro cielo lì vicino,
qualcosa che non marcisce,
nè si secca,
anche nell'autunno più crudele,
nella buona e nella cattiva sorte.
Perchè forse basta un filo d'erba
per respirare un pò di primavera,
forse, e dico forse,
basta solo una Stella
per farci sotto un gran bel cielo.
È leggera la mano che scrive
perché è onesta, e sinuosa, e gentile.
Si sofferma, si impenna, riflette, riposa.
È leggera la mano che scrive
perché leggeri sono i pensieri.
È leggera la mano che scrive
perché è bianca, e saggia, e stanca.
Le sue onde seguono l’arco del mio umore,
mi accompagnano,
nel crescendo della vita.
La luce perdo
e l'anima di grigio
si colora
le stille di sudore
che la fronte imperlano
dall'afa estiva
sono cloni di lacrime
che agli occhi miei
più non appartengono
Violenza uso al corpo
tirando fili fittizi
burattinaio di me stessa,
respirano a fatica
i polmoni
anneriti dal fumo
delle sigarette bruciate,
debilitati dall'atonia mentale
che pur alle membra si espande
All'apparenza via d'uscita
si nega,
lascio errare nei lidi
dell'universo il mio ego
nell'ardente sperare
che una stella
illumini il mio cammino
e ritrovare sfumature di colori
che mi riscaldino l'anima
La calura è troppo forte
Roma bolle,
un sabato qualunque
dedicato a questo incontro
di poeti e poesia.
L'emozione è così grande
i poeti son felici
si conoscono tra loro.
Finalmente
non soltanto
di parole scritte,
ma guardandosi negli occhi.
Pomeriggio troppo bello
la calura un pò si svia
il cuore è tanto preso
all'ascolto di quei versi
una pioggia di emozioni
ricopre i loro cuori
porteranno quel ricordo
addosso più che mai.
La calura intanto sale
ma quei versi
nemmeno il caldo
fermerà
volteggiando qua e la.
direi loro di farti sentire
la malinconia che ho nel cuore
il dolore che non riesco a ingoiare
che divora il colore dei giorni
divenuti tutti uguali chiusi bui.
Se solo le parole potessero piangere
direi loro di mostrarsi a te
con la disperazione dell'impotenza
con la preghiera di annullare la distanza
ma misere possono solo traghettare
il pensiero in alto mare e farlo affogare.
Se solo le parole potessere toccare
direi loro di sfiorarti il volto piano
dolcemente accarezzandoti i lineamenti
come cieco che legge il braille
punti dispersi su un foglio uniti
a formare cuscini di sogni
sui quali accoccolarmi e dormire.
Se solo le parole potessere essere il ponte
direi loro di far da sponda
per raggiungerti, amore mio
così che il mio mondo e il tuo
uniti ritrovino il senso perduto
che pure c'è in vita, prima di morire.
di abbandonare lo sguardo
al buio più profondo,
lascio scorrere
indelebili sillabe
su queste cellule bianche,
vive
dietro i miei neri versi,
morte
tra gli spazi
che lascio inespressivi...
Sì, è un manoscritto,
qualche parola frastornata
da una mente a campana
che sbatte nel metallo
forgiato dall'inconscio...
Sì, sono soltanto
poveri significanti,
messi in vita
privi di significato
e traditi
dai loro stessi tintinnii,
tra le pareti di un triangolo...
Sì, è ora di chiudere,
chiudere questa maledetta penna,
finirla per oggi
di cedere alle sue tentazioni...
Non posso scrivere
versi più squallidi di questi...








