Seduti sul molo sono cinque ragazzi,
anche il lago li raccoglie
in una bottiglia verde
accanto ai tuffi dolci di una sirena
che viene baciata ad ogni suo risalire.
Le magliette rosse senza tramonto,
i lunghi capelli da ninfea
sopra un vassoio,
le braccia del suo giovane uomo con i fiori.
Sfocato il pettine del sole
dona carezze velate
d'irraggiungibile.

… L’o-scuro…
Senza avviso avviene
Inspiegabile male oscuro
Non curante di ogni bene
Calpestando quel sentimento puro
Pioggia negli occhi
Scende nel cuore l’amarezza
Lenti dell’amore i rintocchi
Prende possesso tristezza
Mente indomita
Verso l’infinito finisce
Lascia volontà sopita
Stima di se fallisce
Essere nell’essere
Il silenzio preclude
L’amore senza potere
All’antico ‘io’ le porte chiude
Senza volere
Di se considerazione
Chi ti porta nel cuore
Annulli ogni possibile attenzione
Schiudi quell’ombra nera
Raggio di vita spegne timore
Accendere il tuo sorriso desidera
Chi ti ha nel cuore
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n.d.a - ... Quasi in ogni patologia ci può essere la cura, solo in alcune la cura migliore è se stessi, solo quando si vuol riprendere coscienza nel considerare "l'io"...
II
Incantata osservo
riflesso nello specchio
che mentire non sa
il miracolo inverso
che il mio viso
ha truccato con rughe
di saggezza, forse,
di avanzata fulminea
del tempo certamente
Alle spalle
scorre come
una pellicola sbiadita
la gioventù
violata
dalle stagioni
fuggite via
Senza rancore
ripenso al cammino
percorso
perchè inutile
rimpiangere ciò che
più non è
il ciclo vitale è perpetuo
ed imperituro
Spacco virtualmente lo specchio
e sorrido …..
HO PROVATO A SEGUIRE IL CONSIGLIO DI ALESKEJ ....
NON SO E' CIO' CHE TU PENSAVI, LA TUA POESIA
MI HA ISPIRATO QUESTA .... GRAZIE ...
“Ero su un molo, forse ci sono anche adesso,
non so che molo, non so in che tempo.
Sono a Celle, quando vidi Alessandra
mentre un pescatore gettava la pastura,
forse sono con Carlotta a parlare di ideali,
oppure a Boccadasse con Beatrice,
oppure il molo, le persone, Celle, Boccadasse
e la mia stessa persona,
sfilano semplicemente nel sogno di qualcun altro
o nel mio….
Fumavo, aspiro il fumo denso e lo sputo via
liberando l’anima.
Fumo e guardo l’acqua, come tante volte feci,
come sempre faro`.
Ieri è piovuto, forse piove ancora,
la sabbia è scura e compatta,
non più balneanti, non più ombrelloni,
qualche gabbiano e qualche coppia,
una promessa o una speranza finita ?
Una leggera fitta al cuore mi ricorda che sono vivo,
una fitta che si smarrisce subito
nel treno dei ricordi,
ricordi che ingerisco con una boccata di fumo
e che danzano come fuochi fatui
in questa terra di nessuno.
Ricordi di un tempo che fu, che è o che sarà.
Guardo le punte dei miei stivali, alzo gli occhi,
sento uno sbattere di tacchi,
un’ombra viene verso di me.
Mi è familiare, si siede accanto, sembra non vedermi,
è pensierosa, tira fuori un pacchetto di Gauloises
e si accende una sigaretta.
…..Fumava, aspira il fumo denso e lo sputa via
liberando l’anima…..”
Occhi di polvere
lucide mani
individui si aggirano fuori
esemplari sempre più strani.
Pietre eteree nuvole di rocce arse
vetrine con manichini
che piangono emozioni
corpi come biglie sparse
dopo un colpo perfetto
che cambiò le generazioni.
I fili che scendono
da un cielo scuro
muovono gli arti di questi umani
e noi radiosi applaudiamo il futuro
siamo l’esca gettata
da un ingannevole domani.
Molluschi seduti
sul trono delle decisioni
ricevono conchiglie con lacrime in dono.
Il mare è prosciugato
le nostre lacrime dissetano loro
in cambio
di perfido perdono.
Musica che pesa nelle tasche
sorrisi coltivati sotto serra
la spontaneità che galleggia
nella vasche
questo è il mio oggi.
Benvenuto sulla terra.
+++++++++++
Con il sole che brilla a pelo sul mare,
dorando l'acqua del nuovo giorno,
e con la poppa che saluta
isole ancora avvolte nel buio,
la mia nave divide le onde
e si gode la brezza cibando
di questa le vele.
E' un bel mattino,
i saluti sono stati fatti
e i rituali di salvezza compiuti.
Viaggeremo, certo che viaggeremo,
ma è incognito l'approdo futuro.
Nella stiva le risorse non mancano
alcune sotto il sale, come l'esperienza insegna,
altre nelle nostre anime irrequiete.
Le botti hanno l'acqua per la sete,
il resto che serve sarà sudato
come in ogni tempo,
Che il vento dei Padri
accompagni il nostro viaggio!
Abner Rossi (Giugno 2012)
la gente muore.
E questo è solo l'inizio.
Ogni giorno, in agenzie di pompe funebri, vedove nascono nuove,
nuovi orfani. Si siedono con le mani giunte,
cercando di decidere su questa nuova vita.
Poi sono nel cimitero, alcuni di loro
per la prima volta. Hanno paura di piangere,
a volte non di piangere. Qualcuno si china,
dice loro cosa fare, il che potrebbe significare
dicendo poche parole, a volte
gettando lo sporco nella tomba aperta.
E dopo che, ognuno torna a casa,
cè un tratto pieno di visitatori.
La vedova si siede sul divano,quello con le loro macchie,
la gente in fila si avvicina a lei,
a volte prendono la mano, a volte il suo abbraccio.
qualche parola singhiozza alla gente,
li ringrazia, li ringrazia per essere venuti.
Nel suo cuore, vuole la solitudine.
Vuole tornare nel cimitero,
torna nella stanza del malato, l'ospedale.
Lei sa non è possibile.
la libertà sgretolarsi
come castello di sabbia
colpito dall’onda.
Ho visto,
cercando invano
di non vedere,
la morte sui visi
di bambini innocenti.
Ho visto,
il vuoto riempire cuori,
aspettando l’inferno
e tradire la propria Madre,
affogando nell’odio.
Ho visto,
indossare maschere di dolore,
camminare a piedi nudi
su orme, senza speranze
macchiate di sangue.
Ho visto,
morire il mondo.













