è un dramma
come fiore immaturo
tutto è finito
tutto inizia.
E' un dramma
finisce il futuro
il tempo si immerge
nell'eternità beata.
L'abbiamo trovato
il tuo carnefice
giustizia umana è fatta
e tu che non con noi
vivi nei nostri ricordi.
Inviolabile dignità umana
distrutta dal Crocifiggilo
di turno
uccidi l'uccisore
arrabbiato.
Storia che si ripete
stanco di "soffrire"
abbandoni ogni cosa
per ritrovare la pace
distruggendo tutto.
Storia dimenticata
come tante altre storie
maestra di vita
la tua morte violenta
per uomini di memoria.
Amanti della vita
amati per amare
come la madre
la propria figlia
Amata.
come mantide acerba
smembrano le parvenze
burlando il presente
L’orizzonte s’infiamma
sconvolge le naturali tinte
e il vento ora tacito
non ferma più la musica.
Greve l’odierno rimpatria
il sole impavido si assopisce
mentre serro pigro gli occhi
bramando un po’ di pace.
Infuria possente la brezza
sulla campagna dorata
come il frizzante oblio
sotto il curvar della sera.
Mi piego al tuo volere
compagno vento
finché amor mi elevi
a liberar melodia.
la tristezza di chi vittima
solo fu lasciato
a patir le pene
di un'infanzia rubata.
Mi ritrovo impotente
contro il ladro di bambini,
ma combatto
una guerra senza quartiere
contro chi vigliaccamente
impone il silenzio in nome di una fede
e di un Dio
che a volte non si vede,
se non all'ombra dei cipressi,
mentre cammina accanto a quel bambino
senza mai più gioia nel cuore.
Treviglio 19.06.2012
Meno tempo di quello necessario a dirlo,
meno lacrime di quello necessario per morire,
ho tenuto conto il tutto,
il gioco è fatto.
Ho fatto un censimento delle pietre,
sono numerose come le mie dita
ho dato istruzioni per le piante,
ma non tutti erano disposti ad accettarle.
Lascerò poche impronte <
ciò che lascio; una musica per un secondo solo
e ora non so più cosa pensare
meglio il suicidio,
Non ho mai voluto separarmi da me stesso,
l'uscita è da questa parte e,
aggiungo maliziosamente,
l'ingresso, il
reingresso è dall'altra.
Vedete che cosa avete ancora da fare.
Ore, dolore, io non tengo
ragionevolmente il conto di loro,
io sono solo, guardo fuori dalla finestra,
non c'è passante,
o meglio non si passa (sottolineare passaggi).
Non conosco questo dolore! E' passato . Posso dire la amo
mi ami? Ei nostri figli. Poi torno indietro sui miei passi,
i miei passi tornano indietro,
ma non lo faccio
sanno esattamente quello che farei.
Consultare un calendario,
i nomi delle città sono stati sostituiti con i nomi di persone
che mi sono state vicino.
Devo andare in A, e tornare in B,
cambiare X? Sì, certo io cambierò X.
Non mi manca il collegamento con la noia!
Ci siamo: la noia, paralleli belli, ah!
Come sono belli i paralleli
sono sotto Dio
in perpendicolare.
Una compagine di burattini
d'acciaio
popola questa terra
dove i fiori sono di vetro
fiumi di un azzurro stanco
aria asfissiante
inutile a polmoni d'acciaio
Sempre in coda
ovunque si va
un numero rappresenta
ogni essere
i sentimenti morti
nei cuori metallici
Un popolo falsamente libero
manipolato
da leggi che cantano
promesse false
sale il malcontento
perchè una parvenza d'anima
sopravvive
nei burattini d'acciaio
La fregatura è,
se avviene una rottura
di un qualsivoglia organo
di questi uomini-robot,
estinti i pezzi di ricambio
perchè di vecchia fattura ormai
ed il debito pubblico
è immenso
niente soldi per nuovi ricambi
Si raccoglierà un giorno
avanzi di ferraglia
per le strade di fango
l'asfalto sciolto da
lacrime infuocate di occhi robotici,
rimasugli di anime
voleranno via
I cosiddetti falsi Dei
sorrideranno
tra strette di mano
soddisfatti
“la terra è pulita ora”
una pacca sulla spalla
per il buon lavoro svolto
Ma gli uomini
che fine hanno fatto?
Che importa
il debito pubblico
è salvo!!!
di carezze il cuore
rivestimi
del tuo pensiero
qui dove la luna
scopre i desideri.
Sfiorami di baci
strapazzando l'anima
qui dove il sole
è alto nel cielo
e sta parlando di noi.
In questo silenzio,
rubami un attimo
da conservare infinito
dentro il cuore
senza che il vento
lo possa trasportar
nel lontano mondo.

Ho dormito con te
stanotte
avvinghiata fra le tue braccia
riscaldandomi col tuo calore
ho appoggiato la mia testa
sul tuo petto
e ho ascoltato il battito
del tuo cuore
ho sentito il tuo respiro
regolare
ho annusato il tuo odore
ti ho sentito così vicino
da farmi male
e ho chiuso gli occhi
per non vedere
ho dormito con te stanotte
ma
tu non c'eri.
agli angoli di strade
senza volto.
Uomini ricurvi
su
banconi spavaldi
bevono gocce
amare di
umiliazione.
Bicchiere senza fondo
inghiotte
mille malinconie
disperazione
riempie
solitudini
incomprese, vite
ferme
inchiodate
Calvario di
speranze sacrificate
su uno spietato
Golgota.
Rivoli di vita
persi
assetati d’amore
affogati
dall’indifferenza
scorrono
in un mare
di desiderio
infinito
supplicanti
innominata
pietas.
Donna che immagini
donna che guardi
donna che accudisci.
Mamma
compagna
figlia.
vedo la diversità
studio il silenzio
ascolto il pianto
lo sento, mi strugge
E’ tuo solo tuo
Sei il cuore della rosa
L’interno dei petali che dà la vita
Sei tutto ciò che medita silenzioso,
rugiada di primavera
sei l’ardore dell’estate,
calore del rifugio nella neve
lumino autunnale su strade di campagna
io lo so che ci sei sempre
più nascosta o meno nella tua solitudine.
La cicala gioca con l'estate astuta la piccolina
sentendola frinire mi lascio cullare dal sottofondo naturale
la passione matura tra le pieghe del mio sudore
ed io l'accolgo in tutto il suo ansimare
ah se mi potesse toccare l'estate saprebbe
la dolcezza matura appetitosa che ho nel cuore
immaginando con occhi chiusi il mio tenero morire
soffocando la bruttezza in sogno
adagiando il corpo su amoroso soffice panno
e correndo, correndo lontano col pensiero
senza voltarmi
senza sapere verso cosa andare
sentendo sulla pelle l'abbraccio e il silenzio del tepore
comprendendo che è meglio non tornare
lasciando al passato poche domande da fare
rovinano, queste, sai
i desideri lasciamoli liberi
almeno quelli di poter volare.
la criniera volava
e liberissimo correva
galoppando
con estrema disinvoltura
fra sguardi tranquilli
in quel verde smagliante
mentre il sole si specchiava
e sorrideva alla natura
al nostro tenerci per mano
all'ombra di una siepe
e ciglia affettuose
tra schiene riscaldate
dal mese di luglio
che l'umore cambiava
Mi piace guardare i cavalli, è da un bel pò che non ne vedo
Orgoglioso
come un pavone
in occasione delle tue sfilate
da uomo ami
un altro uomo
simile ma non "diverso"
effimero amore
abbandoni
il tuo corpo
prigioniero dei tabù
ami
liberamente.
Morire d'amore
per l'amato
come foglie
condotte al vento
Morire d'amore
per l'amato
come stormo d'uccelli
che migrano sempre uguali
verso il caldo tropicale.
Onirico
rivoluzionario
della "normalità"
come il Gabbiano J. L.
voli
sempre più in alto
anelando
tra le diverse cadute
l'autentico amore.
e ti portano via lugubri , nere nuvole,
nere come il nero del pianto
e della disperazione
e del lutto che ci lasci...
Tu voli,brandello di vita
ridotta in larva,
chè più di te non hai nulla
e sei diversa da com eri,
da come io ti conoscevo:
allegra,divertente,mamma amorosa,
grande amica...
Fuori sei ormai dalla carne,
fuori da noi e dal mondo e dalla vita
che il tuo male ti ha tolto,
fuori dal tempo che qui,
ha rubato il tuo tempo...
Dove sei ora,amica mia,
dove ti troverò?
Ci lasci vuoto dentro e intorno,
rimpianto e dolore profondo
e uno straziante senso di solitudine
assurda...
Dove i tuoi cinquant'anni volati,
presi quando ,orrendamente, la falce mortale,
crudele e maligna,tagliò il filo sottile
che ti legava alla vita?
Piangevo e pregavo ,ci stavi lasciando
e tu coraggiosa
affrontavi il tuo male ghe ti divorava
mangiando i tuoi sogni,
i tuoi desideri,le tue carni...
anche nel sonno se non conosco
il tuo nome
per me ti chiami LAURA
ma non me l'hai mai detto
come posso confodere quel sorriso
e qeugli occhi se tu non sei tu
se tu non sei Laura.
Hai le linee del mio primo bacio
su quelle labbra posai le mie
ma dimmi se sei LAURA o no
Laura non confondermi
su di te
e quelle mani poi gli anelli tra le dita
pegno del mio passato
primo amore o no
tu sei LAURA dimmi si
Laura perchè non ti sei fatta
riconoscere
Laura perchè non hai più pianto
Laura aspetta qui con me
il sole presto tornerà
LAURA
Laura quel vestito ce l'hai ancora
te lo tolsi quella notte
che fuggisti via...
Laura cosa vuoi adesso
LAURA sei tu o no
non mi abbracciare
saprei amarti ancora
come non ho mai patuto fare
LAURA cosa fai
ti togli il vestito
e stavolta resti
con me...
che han visto tanto mare
e la tua voce di quella dolcezza
che sa di canto, pane caldo e carezze
Sono cambiati in un attimo.
come il loro calore
oggi così profondamente diverso
ormai senza inquetudine
e colmo soltanto di una speranza rassegnata
impressa
neppure le premure
e gli occhi del tuo amore e di tua figlia
riescono a cambiare quel perchè senza risposta del tuo sguardo
di una mattina come un altra
e c era il sole
e lui andava verso la sua meravigliosa vita
e qualcuno
cambio' per sempre il suo orizzonte.










